Firenze e i “topini”, ovvero gli gnocchi di patate in crema di parmigiano

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Kovacs, my love

 

che Firenze è sempre Firenze va da se.
questa città antica, suggestiva, piena di angoli e di stradine, piena di balconi e di stemmi, di pietre e di statue, di gente e turisti, di allegria  e di goliardia.
e quando sei a Firenze, in una bella giornata di settembre, con la macchina fotografica in mano….. beh, come si fa a resistere alla tentazione?

 

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e al Piazzale Michelangelo, la terrazza più bella di Firenze, si guarda oltre seguendo lo sguardo del “Biancone”, come chiamano il Davide di Michelangelo i fiorentini, e si vedono i tetti, i merli di Palazzo Vecchio, i palazzi antichi, le colline. si guarda oltre e ci si puo’ lasciare emozionare da tanto vedere, credetemi.

come il “Biancone” è il Davide di Michelangelo anche i

“topini”

a Firenze sono un’altra cosa:

gli gnocchi di patate

gnocchi di patate e fiori dsc_4780-3

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Di uragani e venti marini ( e di filetti marinati)

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Ti amo, Umberto Tozzi & Anastacia

 

A volte sento il bisogno impellente di fermarmi, non lo riconosco subito, è come un tornado, un vento marino che mi agita da dentro, che mi rende irrequieta, smaniosa, agitata.

E non lo capisco, non mi capisco subito. E girovago per il mondo insoddisfatta, inconcludente, facendo a botte  con tutti E con tutto, senza posa, senza pace.  Non mi fermo, non ci riesco perché non lo comprendo subito questo uragano, non mi si manifesta chiaramente, la consapevolezza arriva a volte dopo giorni.

Ma il senso di inquietudine non mi abbandona fino a che non mi fermo, fermo la mia testa, il mio cuore.

E magari mi fermo come ho fatto oggi, in un pronto soccorso con mia mamma. E qui seduta sulle scomode seggioline, in attesa di una risposta mi ascolto. Lascio scorrere il vento, faccio fermare l’uragano, raccolgo i pensieri. E la risposta arriva: ti devi fermare, mi dico, devi fermare i pensieri, smetti di arruffarti, di sfuggire. Fermati e ascolta.  Anche quello che non vuoi sentire. Smetti di sparpagliare le energie, smetti di andare senza meta, smetti di sprecare tempo. Fermati e ascolta.

E quando l’uragano diventa brezza “vedo e sento” quello che mi inquieta. Questo dolore sommesso, educato, forbito che comunque si tiene in disparte ma ogni tanto riesce a spalancare la porta ed entra furibondo. Non so se sia il male oscuro, depressione, o semplicemente la mia forma caratteriale. Non ho mai approfondito. Cerco solo di “curarmi” l’anima, a volte leggendo un libro, a volte facendo una fotografia, a volte cucinando, o impastando. Non sempre funziona, a volte ci vuole tanto tempo, come in questo caso, e la consapevolezza della crisi. Altre  volte passa da solo lentamente magari quando trovo un’energia esterna da sfruttare.

Adesso mi sento un po’ vuota, triste, come se niente fosse importante, come se tutto fosse effimero ed inutile, le foto, il cibo, la vita, gli affetti. Come fosse tutto passeggero e inesistente. La tentazione più forte è quella di arrendersi e sopravvivere, senza aspettarsi niente, facendosi passare tutto attraverso come fossi acqua.  Ma non sono una che si arrende, non rientra nel mio carattere, non mi piace. Quindi aspetto. Aspetto le foglie gialle da fotografare, aspetto il profumo di un pane appena sfornato, aspetto un sorriso, una scodinzolata della Holly, aspetto ferma dentro di me. Aspetto di piacermi un po’, forse domani, in fondo domani è davvero un altro giorno.

 

 

 

filetto di maiale marinato a secco

ho scelto queste foto sfuocate, poco definite, brillanti ma  sfumate… come me…

 

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Petto di piccione in riduzione di Vin Santo e 6 anni di blog!

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Agnes Obel, The Course

(musica per lettura)

 

 

 

era esattamente il 6 settembre 2011 quando QUESTO  blog è andato online…..e io, tutti gli anni,   in questa data ho la tentazione di togliere quei primi post, terribili, con foto terribili e ricette terribili ma, tutte le volte resisto e mi dico che mi serve per capire da dove sono partita e per capire dove vorrei arrivare.
il tempo passa, misericordia se passa: vola!
sono partita quasi per sbaglio, eppure…. eppure questo piccolo spazio virtuale mi ha dato tanto.
è stato il mio diario, non solo culinario, qua sul blog ho scritto sentimenti, pensieri, dolori e contentezze.
ho imparato a cucinare, ho imparato ad innamorarmi del cucinare, ho imparato a rilassarmi con i lieviti, ho imparato a sorridere e a fare finta di niente, ho impato a fotografare, ho imparato che a volte i sogni si avverano. quante volte ho sognato di scrivere un libro, ecco:  il libro non l’ho scritto ma l’ho fotografato, LA TOSCANA DI RUFFINO ed è stata una magnifica avventura, è tutto scritto in quel post. nemmeno nei sogni più sfrenati avrei pensato di fare un libro pubblicato dal Cucchiao d’Argento, dalla Bibbia della cucina insieme a Pellegrino Artusi, nemmeno nei sogni di quelli che proprio esageri, di quelli che vai “oltre”….

ma soprattutto ho trovato tante PERSONE.

ho avuto la fortuna di trovare sul mio cammino tante amiche, tanti amici, tante persone insomma. e sono nati rapporti a distanza, rapporti vicini, sono nate collaborazioni, per dirne una mi viene in mente Panissimo, nata da una chat con Barbara, Bread & Companatico, che adesso sta “solamente” aprendo una panetteria in Svezia, Spiga Madre.  ho avuto il piacere di viaggiare per conoscere tante foodblogger, tante amiche, tante persone che anche se lontane mi sono state “vicine” quando ne ho avuto bisogno, tanta empatia, tanta amicizia, tanto affetto gratis.

ho conosciuto tanti chef, una delizia per il palato, ho assaggiato tante eccellenze italiane.

ho riso, ho pianto, ho condiviso tanto con voi.

a questo blog, a questo Sono io, Sandra, non posso che dire grazie e sentirmi orgogliosa di quello che ho saputo far spuntare dal niente.

grazie a tutti per esserci stati e spero ci sarete anche da qui all’infinito.

mi sembra quindi doveroso pubblicare una delle ricette più belle e più semplici del libro, LA TOSCANA DI RUFFINO, per festeggiare questo sesto compleanno.

 

DSC_6211 - petto piccione - pagina intera

 

Petto di piccione ai 3 pepi in riduzione di Vin Santo Serelle Ruffino

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