Frollini ai cereali e fiocchi di avena

in tutti i posti, in tutti i tempi

This must be the place, Talking Heads

devi fare attenzione. devi stare attenta ma non devi aver paura. sii quella che senti di essere, non censurarti, mai, non preoccuparti di quello che gli altri potrebbero vedere, sii te stessa e basta. non aver paura di sembrare strana, oppure diversa, non aver paura.

devi solo camminare, a testa alta, guardando avanti che tanto dove metti i piedi lo sai, lo senti, dentro la pancia e nella testa. cammina, avanti, sempre avanti e non voltarti indietro che dietro c’è solo il passato e non puoi cambiare niente, puoi solo accettarlo e dimenticarlo.

brucia tutti i ricordi che non vuoi, tieni solo quelli buoni, quelli che ti accendono il fuoco dentro. guardati intorno e cammina, spalle dritte, schiena inflessibile, alza il mento e guarda. guarda tutti negli occhi, che non abbiano a pensare che hai paura perchè tu non ne hai, non ne puoi avere.

tu hai me, io sono qui per te, in tutti i posti e in tutti i tempi. per te, solo per te. e finchè saremo insieme le brutture del mondo non ti scalfiranno, io raccoglierò il male davanti ai tuoi passi e lo distruggerò, per te. io lo afferrerò con tutta la mia forza e lo spingero lontano, lontano da noi. perchè io sarò la tua spada, il tuo scudo, il tuo cuore pulsante e niente e nessuno potrà mai fare del male al tuo cuore. non lo permetterò. mai più. adesso che ho imparato, adesso che so come fare, so come tenerti al sicuro in questo mondo disonesto, confuso, disordinato, immorale, scandaloso, sporco e vergognoso. perchè io ti farò vedere solo la parte bella, onesta, pulilta, perbene per non contaminarti. lascia che sia a prendere quest’infezione perchè io so come bruciarla e tu no, tu rimarresti annientata da tanta cattiveria.

lasciami fare, fidati di me, affidati a me, io sono te e ti porterò lontano, in un mondo imperfetto ma reale. perchè io saprò sempre prendermi cura di te. in tutti i posti, in tutti i tempi.

Per tutte le mie “sorelle”

Frollini ai cereali e fiocchi di avena
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Bomboloni toscani con la crema

Bomboloni toscani con la crema
Bomboloni toscani con la crema
musica per l’impasto

Come, Lior Shoov

li ho fatti, si, li ho fatti.

erano diversi mesi che la ricetta mi girava per la testa ma mi sono sempre trattenuta e poi….. poi arriva il tempo di carnevale e i bomboloni sono la morte sua!!!!

in realtà ho sempre avuto timore di questa ricetta, ho sempre pensato che fosse lunga, impegnativa, importante: no, ricetta veloce nonostante la doppia lievitazione e nemmeno troppo impegnativa.

unica nota dolente che dopo la frittura nella mia cucina sembrava fosse passato il fronte, un bombardamento 😂 con tanto di macerie!

con queste dosi ne vengono fuori tanti, troppi pensavo mentre coppavo e rimpastavo e ricoppavo, troppi: si sa che io resisto a tutto meno che alle tentazioni e quindi il mio cervellino cercava un modo per smaltirli veloce senza ritrovarmeli per la casa i giorni successivi. e a cosa servono gli amici secondo voi? ho distribuito e gli ultimi li abbiamo fatti fuori in una merenda/cena con tanto di gelato artigianale portato.

e si, i bomboloni, fanno compagnia, fanno atmosfera, fanno gola e fanno anche convivialità.

via, vi tocca farli, in tutti i modi!

io ho optato per il classico ripieno: per me il bombolone è quello alla crema, non esistono marmellate o creme alternativa, ci sta la crema pasticcera, quella gialla di uovo e profumata di scorza di limone, ma una mezza idea sulla cioccolata mi aveva sfiorato ….

AVVERTENZE: creano dipendenza, sono irresistibili e allegramente deliziosi!

P.S. se vi piacciono gli sfondi che vedete dietro ai bomboloni contattatemi, li facciamo personalmente con amore io e Lorenzo.

Bomboloni toscani con la crema
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Brasato di guancia di manzo al Santedame Ruffino

Brasato di guancia di manzo  al Santedame Ruffino

Wave, Beck

Cristallizzare: Fissare definitivamente un pensiero, un concetto, ecc., in una forma statica, rigida, astratta

ci sono periodi strani nella vita, ci sono periodi lenti, addirittura immobili, periodi in cui quello che senti si cristallizza, viaggia a rallentatore.

io sono in uno di quelli, il mio eterno movimento interiore, la mia “confusione mentale”, il mio abituale e quotidiano caos sembra essere cristallizzato nel tempo, fermato, immobile.

faccio esercizio, medito su questa cosa: guardo il pensiero scritto nella mente, lo osservo, lo giro e lo rigiro e lo butto da una parte per passare ad un altro. e i pensieri si accumulano, a lato, e formano colline. e cambiano il mio paesaggio interno.

scarto quelli che non mi sembrano opportuni, non giusti o ingiusti, solo inopportuni. e metto in fila quelli “buoni” separati da quelli “strani” e da quelli “inusuali”. ogni tanto un sogno ci si infila in mezzo e allora lascio che scorra dentro i miei occhi e che si infili perbenino nelle mie ossa, nei miei nervi, nei muscoli e in tutto il resto del mio copro, me lo tengo stretto per non perderlo.

ogni tanto “l’inquilina”, quella dentro, quella scomoda che tira sempre indietro si affaccia e sminuisce ogni cosa che io pensi o che faccia, quella che mi fa sempre sentire inadeguata, brutta e fuori luogo.

prima la ascoltavo, la sentivo, la nutrivo. adesso mi rimane scomoda, quella piccola impicciona sfacciata e distruttiva, adesso sempre più spesso la lascio fuori, non me la porto dietro, non la sopporto, la vedo per quella che è, una miserabile e fetida disfattista. ho deciso che la sfratto, adesso che i miei pensieri vanno lenti la sfratto: ho scritto l’avviso imprescindibile e glielo ho consegnato personalmente.

non ho più tempo per stare dietro a lei, ho da vivere.

Brasato di guancia di manzo  al Santedame Ruffino
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