Ciambellone soffice allo yogurt – 7 vasetti di nostalgia

 

FIORI primavera 2018 (1 di 1)

Sinfonia Imperfetta, Carmen Consoli

a, voglio vivere così, col sole in fronte

musica per l’impasto

 

 

 

faccio un ciambellone allo yogurt quando mi prende la nostalgia …..

la leggenda metropolitana narra che mia mamma, la Mara, che era una meraviglia in cucina, un Re Mida, capace di mettere a tavola venti persone con poco e nulla e tirar fuori un pranzo da re, appunto, avesse  un tallone di Achille: i dolci.

perchè i dolci si fanno a “orecchio”, si fa con quello che si ha, non si pesa. lei era così, mai uguale e quando venivano bene erano dolori: non si ricordava la ricetta!

uno dei suoi cavalli di battaglia erano i ciambelloni, quelli fatti con il fornetto Versilia, il suo preferito, per non accendere il forno.  il più delle volte non erano proprio…. come dire, soffici? ha ha ha, erano chiamati i “bancali” data la loro compattezza ma erano buonissimi di sapore, profumati e ottimi per la colazione intuffati nel latte.

così quando mi telefonava, magari a metà pomeriggio e mi diceva: vieni a prenderti il bancale io correvo e mi prendevo tutto quel profumo di mamma.

quanto mi mancano i suoi ciambelloni duri e tosti, quanto mi mancano le sue risate, le sue battute, il suo esserci sempre e comunque.

così. domenica, che ero sola soletta a casa mi sono volevo concedere una giornata di dolce far niente: niente cucina, niente pane, niente foto, niente insomma.

l’idea era libri e sole: il sole non c’era, il libro me lo sono finito e poi? poi è risaputo che io ferma proprio ferma ferma senza fare niente….. dopo dieci minuti smanio e scalpito come un puledro imbizzarrito. mi sono data ai dolci e devo dire che assomiglio alla Mara per i dolci, non sono il mio forte, non sono i miei preferiti: però li mangio, eeeeeee se li mangio!

con quello che avevo in casa potevo solo fare un ciambellone giusto per provare uno stampo che da tempo era su uno scaffale in attesa di essere usato. ho seguito la ricetta però, quella dei 7 vasetti, tramandata da mia nonna, lei le ricette le seguiva sempre!

 

Ciambellone sette vasetti - LFantechi - zucchero a velo (1 di 1)

ciambellone soffice allo yougurt – 7 vasetti

Continue Reading

Pollo tandoori – chicken tandoori

pollo tandoori_cotto prezzemolo II
la cucina etnica mi piace, almeno, mi piace provare a cercare di fare qualcosa che almeno assomigli all’originale, in questo caso il pollo tandoori appunto.

non so come sia l’originale, so come si mangia al ristorante indiano in Italia ma non so come sia in India , la versione originale insomma.  so quello che ho letto,  che è stato cucinato quasi per caso da Kundan Lal Gujral nel 1947 nel suo nuovo ristorante, che ha imparato a cuocere il pollo marinato con yougurt e spezie in modo che risultasse croccante fuori e morbido dentro.

ricetta in realtà semplice, quasi una ricetta di casa se non per quel piccolo particolare della cottura nel forno: tandoori.

cito da Wikipedia: Un tandir (ˈtaːnduːr) o tandoori (tanˈdoˑori) è un forno d’argilla a forma di campana rovesciata o cilindrico. Il tandir viene usato per cucinare in Azerbaigian, India, Turchia, Iran, Pakistan, Afghanistan, e in quasi tutto il Medio Oriente e Asia meridionale.

il forno tandoori arriva solo a 480°C, capite bene che riprodurlo in un normale e misero forno elettrico non è umanamente possibile.  ci si puo’ provare però, senza nessuna pretesa e senza voler vendere la scienza della ricetta perfettamente reale e fedele.

sono polemica, lo so, sfondate una porta aperta. puntigliosamente polemica. sapevatelo.

COMUNQUE questa sarà la ricetta che prepareremo io ed Elisabetta, Cake’s and Co, per il corso IN VIAGGIO VERSO L’INDIA per i corsi di cucina di Eataly Firenze: mi dispiace per voi ma questo ormai è sold out, per i prossimi corsi  (45 minuti A tutta America) andate a prenotare…

e ora quello che sono riuscita a fare di più simile al

pollo tandoori – chicken tandoori

Continue Reading

Sfoglia ripiena alle verdure e caprino

sfoglia ripiena alle verdure e caprino

 

fiori 2018_

We are all astronauts – Ether

 

Sono stata tante cose
sono stata figlia e anche madre, sono stata grande e poi piccina,
ho imparato a soffrire e a gioire, ho imparato che dopo che sei caduta non puoi che rialzarti.
sono svanita e poi riapparsa, risorta dalle ceneri in una nuova me,
ho capito che niente puo’ fermare un desiderio.
ho cambiato pelle, mi sono riscoperta diversa, nuova, fallibile ma non scoraggiabile,
intera e a pezzetti, mi sono rimessa insieme con l’oro giapponese, così che le ferite diventassero preziosi intarsi,
ho imparato a volare con le mie ali, fino alle stelle, ad infinitum
invincibile, qui e ora, mai e sempre
ho urgenza di vivere

sfolgia alle verdure e caprino cotta vicino

Continue Reading