Spaghetti alla chitarra con crema di indivia all’olio Toscano IGP, uvetta sultanina e frutta secca

spaghetti alla chittaria con crema di invidia
In una pentola cuocete in acqua e sale cuocete per tre minuti gli spaghetti e saltateli velocemente metà della crema e guarnite il piatto con la restante.

gli spaghetti alla chitarra con crema di indivia all’olio Toscano IGP, uvetta sultanina e frutta secca: il titolo è lungo ma la ricetta tutto sommato è facile.

la parte più lunga è quella della pasta fresca ma io sto cercando di convincervi che in fondo per fare la pasta non vi ci vorrà più di mezz’ora di tempo e il risultato (scusatemi se insisto) è tutto una meraviglia se paragonata alla pasta secca…. comunque, voi non dovete credermi sulla parola, come sempre, dovete semplicemente provare!

la ricetta è una ricetta di riciclo, di recupero, per non buttare via niente insomma, una di quelle che mi piacciono.

cosa fate voi con le foglie esterna della invidia o dell’insalata in generale? io di solito ci faccio qualcosa tipo “pesto” tipo questo di foglie di ravanelli o questo di rape

odio gli sprechi, odio buttare e sciupare per una questione di rispetto, rispetto per chi non ha da mangiare, semplicemente questo.

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Fettuccine di riso al latte di cocco e ravanelli in agrodolce

Fettuccine di riso al latte di cocco e ravanelli in agrodolce

Living Darfur, Mattafix

avevo cassetti pieni di sogni adesso ho un’armatura rosso fuoco, lucida e brillante che “tiene” tutto …..è rimasto così poco di me….

Le fettuccine di riso al latte di cocco e ravanelli in agrodolce sono un piatto unico ideale per chi non ha tempo o voglia di cucinare, un primo piatto gustoso e sano, pieno di verdura e di sapore.

Facilissimo, basta saper pulire e tagliare le verdura.

tutti gli ingredienti sono intercambiabili: se non avete i piselli per esempio usate un’altra cosa… le patate a piccoli pezzettini?, i ceci?, e così via. anzi, sarà divertente scoprire come legano i sapori diversi. e se non avete il latte di cocco? usate del latte vaccino, semplicemente, quello però ce lo dovete avere in frigo!!!

e se vi avanzano?

se vi avanzano bene, siete fortunati perchè potete saltarli con un filo di olio in una padellina e fargli fare la crostina: deliziosi!

ultima cosa: la ricetta è gluten free

Fettuccine di riso al latte di cocco e ravanelli in agrodolce
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les croissants français: et voilà!!

les croissants français

les croissants français? i croissant? quelli francesi? ma siamo sicuri? ma davvero davvero?     ma siamo proprio sicuri?

me lo sono chiesto, riputatamente,  ho provato in tutti i modi a dissuadermi, mi sono fatta l’elenco dei contro ma, nonostante i contro fossero tanti il pro era assolutamente vincente.

i contro:

  • ricetta lunga, non faticosa ma lunga.
  • la sfogliatura è una cosa seria, la “pate levée feuilletée” – come dicono i francesi -, seria e da affrontare con calma e disciplina e io NON sono NE’ calma NE’ disciplinata. mai.
  • l’impasto da incordare
  • i tempi da rispettare
  • le “pieghe” da fare
  • la lievitazione da assecondare
  • la formatura, le “façonage”
  • la cottura da controllare
  • le 24 ore che ci vogliono per farli
  • e se non vengono bene? se non si sfogliano? se non lievitano?

i pro:

  • sono maledettamente buoni!

sono friabili, scricchiolano sotto i denti, sono saporiti, sono invitanti, irresistibili, golosi, buoni….

niente, non c’è stato niente da fare, dovevo fare les croissants français!

non per niente nell’ultimo ordine avevo preso anche la farina “far brioche” del Molino Dallagiovanna, non per caso…. era da tempo che l’idea girava e rimbalzava sui miei neuroni, non c’era scelta, li dovevo fare!

les croissants français
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