Avrei voglia di andarmente, ….. ma mi farò un “pan molle”

musica consigliata  per la lietezza dello spirito
Summer time – janis joplin

E si, avrei proprio voglia di fare la zingara per qualche giorno. Girare fra paesi e paesini, fra le vie sconosciute, annusare i profumi di fiori marini, sentire la salsedine che ti si appiccica dentro le narici la mattina presto sulla spiaggia.
Avrei voglia, più che di spiaggia, di vita di mare. Che ne so, leggere dondolandomi su un’amaca all’ombra di pini, fare colazione a un tavolino di un bar sul porto, girellare per negozi sconosciuti.
Poi, magari, fare anche una scappatina sulla spiaggia, in ora tarda e farsi un bel tuffo…..  e invece, invece sono qui ad aspettare Caronte che ci traghetterà da un giugno caldo a un luglio infuocato.
Non mi rimane che sognare, chiudere gli occhi e sentire il profumo dei gelsomini dei viali a mare, profumo di resina delle pinete ombrose, del pesce appena pescato che sa proprio di mare….. perché luglio è lungo, ha 31 giorni di fuoco e io me li lavorerò tutti…… e poi…. e poi!

Quindi, sempre per la serie non accendiamo i fornelli e forni perchè non si puo’ sfidare Caronte l’anticiclone, vi propongo una vecchia ricetta fiorentina.
Attenti, questo è il PAN MOLLE, non la panzanella o altri nomi, questo, a Firenze si chiama PAN MOLLE.
E molle non sta per le molle delle materasse del letto, molle, in fiorentino, vuol dire bagnato.

Guarda lì come sei molle!

Mia nonna me lo diceva sempre quando da bambina le scappavo di mano e da sotto l’ombrello e me ne scorrazzavo sghignazzante  sotto la pioggia….. mi piaceva tanto prendere le goccioline che cadevano dal cielo, era un gioco bellissimo per me, lo ricordo con una tale nostalgia!

Molle, quindi bagnato. Il pan molle si fa con quel pane vecchio, così duro che non si puo’ neanche cercare di affettarlo perché si sbriciola sotto il coltello. Si mette quindi questo  pane in acqua fredda e si lascia li per un’oretta, comunque fino a che è impregnato d’acqua.
Poi si prende e si strizza con le mani fino a far uscire tutta l’acqua e si disfà in una ciotola.
Tenete presente che questo è un piatto della cucina povera contadina, di quando non si poteva buttare via niente perché niente c’era da mangiare.
Al pan molle aggiungete un paio di cetrioli con la buccia (una leggenda metropolitana narra che così il cetriolo risulta più digeribile)  tagliati a fette, una grossa cipolla affettata a mezza luna,  un paio di pomodori tagliati a pezzi grossolanamente, le foglie esterne e più dure dell’insalata a striscioline e del basilico. Olio extra vergine di oliva, aceto sale e pepe…… questo è il pan molle fiorentino

ingredienti 
pane tosano raffermo 25o gr. circa
acqua fresca 
1 grossa cipolla rossa di Tropea
2 cetrioli fini
foglie di insalata
2 pomodori maturi 
basilico fresco
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Rinfreschiamoci alla faccia di CARONTE!

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8 commenti

  1. Ciao Sandra, mi sa che non sei l'unica ad avere questa voglia di “vita di mare” in testa…
    La ricetta che proponi oggi mi piace molto perché è semplice, fresca e posso usare il mio ormai eclettico pane integrale fatto in casa.
    Devo raffermare qualche fetta e poi la provo di sicuro.
    Buona serata.

    Silvia

  2. stanotte abbiamo boccheggiato ….. mi dispiace per la grandine e per l'agricoltura…. tanta fatica e in un attimo vola tutto via!
    Speriamo che non sia speciale solo per il clima, ma che ci porti un po' di felicità!!!! Ciao… :O)

  3. Che i nostri vecchi contadini lo chiamano PAN MOLLE, panzanella era più intesa come fetta di pane condita con olio e pomodoro a pezzi….
    ma sono solo sottigliezze! Ciao cara!!!!

  4. Alla faccia di Caronte, già complimenti per aver preparato un bel piatto fresco e sano!
    Qui sono arrivate tempeste con grandine e al nord ha fatto tanti danni all'agricoltura. Mi sa che sarà un'estate speciale per tutti..
    buon pomeriggio!

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