attenti a quei due

Ovunque proteggi, Vinicio Capossela

 

 

si, attenti a quei due, a questi due sopra.
ho 53 anni appena compiuti e questo è il mio primo Natale senza quei due, senza Vezio e senza la Mara.
e nonostante i miei 53 anni vi confesso che non è stato facile, che non è facile.
vuoi perchè è successo tutto così talmente in fretta, le cose sono precipitate in un mese, tutto quello che era stato stazionario o comunque controllato negli ultimi quattro, cinque anni è precipitato nel mese di Ottobre.
sono stati insieme per 62 anni della loro vita, prima come fidanzati e poi come marito e moglie, compagni, amici, alterego, aria da respirare, amore, affetto…. vita insomma.
quella vera, quella di tutti i giorni, quella monotona e ripetitiva, quella fatta di piccole incazzature quotidiane e di grandi gioie. quella fatta di noia ma anche di sorrisi e risate, quella che a volte ti daresti fuoco ma sai benissimo che se ti mancasse il motivo dell’incazzatura non sarebbe vita, non sarebbe cosa.
e così, quando lei ha deciso che non era più aria e si è arresa, dopo tanto lottare, lui ha deciso che non era aria nemmeno per lui. si è assicurato che tutto fosse a posto per noi, per me e per mio fratello, ci ha fatti parlare, ci ha ascoltato, ci ha distribuito gli ultimi consigli, mai imposti ma sussurrati, e poi se n’è andato. dopo dieci giorni, tanto ha resistito senza la sua metà terrena.
così, in punta di piedi, come sapeva fare lui. perchè lui era così, mai invadente ma sempre presente. solido. e mi manca. infinitamente. visceralmente.
ma la vita è così, va bene così. certo, ce la posso fare, ho le spalle grosse, ce la posso fare. dupalle però.
e allora, allora andiamo per questo nuovo anno, con immaturo ottimismo. avanti, come sempre, a testa bassa e con tutti i buoni propositi, avanti a testa bassa senza sentire niente e nessuno, ignorando tutti i segnali negativi, facendo finta che va tutto bene, con un incrollabile ottuso ottimismo.
un cazzo. non va bene un cazzo.
ma andiamo avanti così, cerchiamo di far finta che vada tutto bene, facciamo finta.
facciamo finta di niente, facciamo proprio come se tutto andasse bene. ottuso ottimismo e via. non ci credo più nemmeno io… o forse domani è di nuovo un altro giorno?

 

baccalà alla portoghese -2822

 

Baccalà alla portoghese alla maniera di Massimo e della Marta

chi sono la Marta e Massimo già lo dovreste sapere, vi rinfresco la memoria: sono i miei meravigliosi vicini di casa.

 

ingredienti:

  • 800 g. di baccalà dissalato
  • 4 patate medio/grandi a pasta bianca (possibilemente)
  • qualche cucchiaio di salsa di pomodoro – olio evo, pomodori pelati  passati e basilico –
  • 1 lt. di latte intero
  • 50 g. di burro
  • 80 g. di farina
  • noce moscata
  • pane grattugiato, qualche cucchiaio
  • fiocchi di burro
  • olio extra vergine di oliva
  • sale pepe e zucchero

4 pirofile piccole da forno

baccalà alla portoghese -2819

preparazione:

  • lasciate il baccalà in acqua fredda per almeno 12 ore, cambiando l’acqua ogni due o tre ore
  • asciugatelo bene e togliete la pelle e tutte le eventuali reste presenti
  • sbollentate per una decina di minuti le patate, con la loro buccia, in acqua salata
  • praparate la bescianella: sciogliete la farina nel burro fuso e cominciate ad aggiungete il latte portando ad ebollizione lentamente e girando con una frusta in modo che non si formino grumi. aggiungete mezzo cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale. Lasciate bollire per qualche minuto, sempre mescolando facendo in modo che la besciamella non si attacchi sul fondo, grattugiate una generosa dose di noce moscata e continuare a bollire fino a raggiungere la consistenza desiderata: abbastanza liquida
  • in un pentolino lasciate bollire per una decina di minuti il pomodoro passato con un cucchiaio di olio e qualche foglia di basilico tritato, aggiustate di sale.
  • scolate le patate e tagliatele a fette spesse mezzo centimetro circa
  • adesso nella pirofila fate uno strato di besciamella, uno di patate, uno di baccalà e poi di nuovo la besciamella e coprire bne il tutto  e, infine,  un cucchiaio di salsa di pomodoro.
  • cospargete di pangrattato e un paio di fiocchi di burro e cuocere in forno a 180°C fino a che non si formerà la crosticina sopra e vedrete bollire la bescialella.
  • servite con pane fresco (direi quasi obbligatorio) e un bel bicchiere di rosso corposo (vino)

 

 

baccalà alla portoghese -2823

 

la prima ricetta dell’anno: il pesce per buona fortuna, il vino per l’amicizia, il pane quotidiano

sarà quel che sarà, previsioni astrologiche o meno, sarà quel che sarà

 

 

baccalà alla portoghese-2825

Ricette correlate che vi potrebbero piacere:

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Gnocchetti di baccalà di Antonino Cannavacciuolo – Nonna Paperina –  Il mondo delle Intolleranze

 

baccalà alla vicentina , Il fior di Cappero

Baccalà al polpo che non c’è, Tra pignatte e sgommarelli

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16 commenti

  1. E io li invidio questi tuoi genitori, e te li invidio perchè in realtà non li hai davvero persi. Vivono dentro di te e in quello che fai, nel tuo essere così speciale, continuano in te e nei tuoi figli e quello che ti hanno lasciato non sono rimpianti ma tanto amore e questo non è poco ❤️

  2. Beh io non so cosa dire, credo di essere l’ultima persona in grado disaper consolarne un’altra ma se può “allegerirti” un po’ sappi che non sei sola nel tuo “far finta che vada tutto bene….”.

  3. Bellissimi,
    Bellissimi come Te,
    che soffri disperatamente.
    Tutti e Due insieme,
    Non hanno potuto resistere soli.
    Quanto Amore,
    Quanto Affetto,
    Che magico questo legame,
    quando si ama così è dura salvarsi.
    Ora sono insieme, non consola ma è così!
    E dentro Te SANDRA c’è il Meglio di Loro.
    La Tua Grandezza
    nasce da questa loro armoniosa
    E meravigliosa Forza.
    Ti sono vicina

  4. Una storia d’amore che poteva finire solo così… la vita è più brava di noi a scrivere la storia, anche se ci fa soffrire. Ti abbraccio fortissimo amica mia meravigliosa <3
    Ti voglio bene <3

  5. Dolcissima Sandra, quanta forza dentro di te. Anche se il dolore quello crudo e straziante con il tempo si fará più lieve, tu hai i ricordi, quelli non sbiadiranno mai. Ti abbraccio❤

    1. lo so Oriana, il tempo mette un velo su tutti i dolori, ma ti rimane quel rimpianto, quella nostalgia, quella rabbia di sottofondo…. grazie tesoro, mi prendo l’abbraccio!

  6. Non leggo più i blog, chissà perché l’istinto mi ha spinta qua. Sarà la nostra conversazione seria alla cena dove ci siamo viste l’ultima volta. Sarà che sei una gran bella donna, Sandra, di quelle che non te la manda a dire ma davvero bella. Dev’essere dura, e non penso si possa dire “passerà”, perché sì, inevitabilmente si allevierà, ma passare penso mai, e poi nel dolore, perché diventi sopportabile, prima bisogna farci il bagno dentro.
    Ti ho pensata spesso in questi mesi, e continuerò. Ti sono vicina, per quanto possa esserlo qualcuno che ti ha visto tre volte.
    Il baccalà sta bene con le patate, è indubbio. Questo è bellissimo e molto confortevole,se non fosse che in cucina questo aggettivo oramai mi sembra consumato come un vecchio costume di carnevale.
    Un abbraccio Gaia

    1. e sono felice che sei passata a leggere un blog, ogni tanto lo faccio anche io ma troppo poco devo dire.
      io lo guardo dritto negli occhi, il dolore, spesso, cerco di non scappare. no che non è facile ma non ho alternativa. mi tengo tutti i miei bei ricordi, la gioia di averli avuti, l’amore che mi hanno insegnato…
      guardiamo se ce la procuriamo una cena fra blogger fiorentine, giusto per stare insieme e coccolarsi un po’.
      grazie Gaia, le belle persone si trovano, sei una gran bella donna anche te!

  7. Grazie sconosciuta,
    per aver tolto il chiavistello alla tua anima
    Per avermi dato una gomitata che spalanca gli occhi distratti
    Perché a dispetto della sofferenza tieni alzata una luce e prosegui il cammino, imprecando ma a testa alta
    Grazie, perché parte di quel chiarore è finito adesso sul mio cammino
    Per poco, ahimè, tanto ottuso è il mio cuore

    1. ecco, se un pochina di luce la vedi anche tu meglio, più siamo a tenerla accesa quella luce meglio è. e se magari un giorno uno di noi sarà stanca l’altro alzerà la lampada e schiarirà il cammino anche dell’altro.
      che belli questi sconosciuti….

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