brownies e una vita da precaria

una vita da precaria.

si, una vita da precaria. 
così mi sento, precaria.  e non sto parlando di lavoro.
il lavoro, fino ad adesso, è sempre stata l’unica cosa che non era precario nella mia vita, un solido contratto a tempo indeterminato e via. per adesso, poi staremo a vedere.
il resto? precariato allo stato puro.
perchè? perchè io sono così, perchè la mia insicurezza latente, quella di fondo, quella profonda e residente non mi lascia essere altro che una precaria.
mi sono sempre sentita precaria, non chiedetemi perchè, mi sono sempre sentita precaria nella vita.
di passaggio, provvisoria, non con fissa dimora. raminga, solitaria e precaria.
altra cosa non precaria? gli affetti.
nel mio cuore non c’è mai stato posto per la precarietà in fatto di affetti: o ti amo o non ti amo, o mi piaci o non mi piaci.
ma se ti amo, se mi piaci allora mi piaci e ti amo per sempre. 
a meno che tu non riesca a deludermi così tanto, così profondamente, così maledettamente bene da indurmi a disamorarti  (ma per adesso il conteggio pende a favore di quelli su cui non mi sono sbagliata e che non mi hanno deluso così irrimediabilmente).
c’è un filo, una linea sottile che divide il si e il no, il bene e il male, il tutto e il niente. 
talmente sottile il confine che fraintenderlo è la cosa più facile di questo mondo. 
e lì, su quel confine, su quella linea il bene diventa male, il coraggio diventa viltà, la forza diventa paura.
ed è lì che nasce la mia precarietà, su quel confine, su quella linea. 
non capisco quale sia la parte giusta, a volte, non capisco dove finisce una e comincia l’altra, non capisco perchè io non riesca a vedere questo spartiacque e rimanga sempre a imputridire in questo precario modo di vivere senza decidere.
non capisco perchè qualcuno potrebbe amarmi,  amare me che non mi amo per prima.
non capisco perchè qualcuno dovrebbe prendersi cura di me, non capisco perchè dovrei meritare le cure di qualcuno essendo io una così precaria donna con quasi mezzo secolo sulle spalle.
e se con quasi mezzo secolo sulle spalle non l’ho ancora capito…. beh, le mie speranze di capire qualcosa di me, della mia precarietà, della mia vita si assottigliano quasi fino a sparire.
sono le nebbie di caldo di inizio estate che portano con se pensieri scomposti, stasera si alzerà la brezza fresca e leggera e porterà via ogni inquietudine.

consoliamoci con questi brownies,
la ricetta è di Niegella Lowson  ma io ho molto, molto alleggerito l’uso dei grassi e mi sembrano già pesanti anche così. il risultato però è meraviglioso, rimangono leggermente cremosi all’interno, una vera goduria!!!

ingredienti 
250 cioccolato al latte
200 gherigli di noce
1 cucchiaio cacao amaro
100 g. zucchero
100 g. burro
200 g. farina
2 uova
1 pizzico di cannella
una grattugiata di radice di zenzero fresca
ammorbidire e montare le uova intere con lo zucchero 
fino ad ottenere un composto spumoso
sciogliere il cioccolato e il burro a bagno maria e lasciar raffreddare
aggiungere alle uova montate il cioccolato fuso, il cacao 
in polvere, la farina,  le noci e le spezie
con la frusta a mano in modo da non smontare il tutto
cuocere per 45 minuti a 180°C 
nel forno ventilato
tagliateli appena sono un po’ più freddi… se riuscite 
a salvarli dagli avvoltoi!!!

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15 commenti

  1. Precarietà fa rima con fragilità? Spesso me lo chiedo. Forse più che precarie si è volubili, incostanti, in perenne movimento… ma non è un male, no, perchè credo che sotto ci sia una spinta al miglioramento continuo oppure ad un assestamento che ci porta a vivere meglio… non so, è un discorso molto lungo e non facile, non vorrei iniziare qui una seduta di psicanalisi, ehehe… 🙂 Comunque penso che sia un posto per noi nel mondo, così come ci sono persone con cui ci si incastra e si fa un pezzo di vita-strada insieme… non sappiamo quanto durerà, a volte è per sempre e altre no, ma il cuore è meno precario di ciò che pensiamo… a volte magari dovremmo ascoltarlo di più… o lasciarlo più libero…
    Mentre ci rifletto mangio quadrotti, se dovessi quasi finirli avvisami che te ne lascio qualcuno… 😛

  2. la precarietà della vita dovrebbe spingerci a cogliere al volo tutte le occasioni; a non dare mai per scontato gli affetti; ad indurci a curiosare ogni dove: perchè la sete di sapere, conoscere, sperimentare, amare, non abbia mai fine.
    Cullati con un brownies serale cara Sandra, appena inizierà a sciogliersi in bocca, non ti sentirai più precaria, ma solida e viva! <3

  3. Come ti capisco…. L'unica cosa in cui non sono precaria e il lavoro… Per fortuna…. Per tutto il resto,… Un disastro!
    Sei speciale non dubitarne mai…. Ti rubo un dolcetto…. Tira sempre su il moràle!!!!
    Bacio

  4. senti un po', bambina cresciuta, chi va in cerca di perdersi per strada una come te, non ha capito nulla della vita, quindi che deambuli pure, te compresa, si baciasse le mani chi si trova in fianco un pilastrino come te, ora se questa storia della precarietà doveva servire a farti dire cose belle perché eri un po' in carenza affettiva, bene te le abbiamo dette, ma ora marciare a passi lunghi e ben distesi, ché certe stupidaggini non si possono sentire. Sarai come l'inno di Mameli sempre precario ma sempre in auge, quindi la si stringa a coorte Carciofona senza essere pronta alla morte ma alla doverosa serenità di coloro che ci mettono se stessi in tutto ciò che fanno sì!

  5. Tesoro non smettere mai di cercare il tuo equilibrio, non ci sono età per questo! Mi dispiace che tu abbia la sensazione di essere un'abitante precario del mondo, ai miei occhi 6 una persona profonda, sensibile e stupenda che merita affetto, soddisfazione personale e professionale! Non sentirti inadeguata perché non lo 6 nella forma + assoluta!
    Se ti fa piacere affondo con te le nostre insicurezza in questi dolcetti stragolosi…il cioccolato in questi casi ha il suo perché ^_*
    Un abbraccio stretto stretto <3<3<3<3<3

  6. Adoro i brownies, quelli di Nigella mi mancano ma se dovessi provarli stai pur certa che scegliero la tua versione piu leggera! Un post molto profondo quello di oggi, che in realtà fa riflettere anche me, poi il sentimento di precarieta si ferma quando c'è la stabilitá delle persone che ami, proprio come per te!Ti abbraccio forte,Paola

  7. Cosa sono ste paturnie? Allora, devo venire a sculacciarti? Vai fuori sul tuo meraviglioso prato davanti casa. Guarda che paesaggio meraviglioso hai intorno. Guarda i colori, senti i profumi …. precaria de che? Qualcuno ti caccia da li? Lascio perdere i tuoi che ti amano e questo e' scontato, e io? Che vengo qui a leggere e scrivere con un affari o piccolo 10×5? Pensa quanto bene ti voglio … E noi tutte che ti seguiamo? Smettila con ste paturnie e mangiati un pezzo di brownie anche x me vah!!

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