Pane bianco in ghisa

pane in ghisa

Musica per l’impasto/ascolto

Retrograde, James Black

Mentre noi cerchiamo di insegnare ai nostri figli tutto della loro vita, loro ci insegnano che cosa conta davvero nella nostra.
(Angela Schwindt)

sono abituata ad essere ultima, per scelta, io chiudo la fila, controllo che tutti siano a posto, che tutti siano in “salvo”, da dietro, da lontano.

io sono ultima, per scelta. la mia scelta.

forse sarebbe ora di smetterla, tra un po’ sarò io quella da controllare, da tenere sott’occhio, gli anni incalzano.

finisce il ruolo di supermamma e comincia di nuovo quello di donna.

il tempo è passato così in fretta, maledettamente in fretta.

e dallo scorrazzare come un ape da un fiore ad un altro mi sono ritrovata a fare l’ancella, ma adesso è finito anche il tempo di nutrire, le pupe possono volare da sole, sono in grado e ne hanno il diritto. ci ho messo un po’, lo ammetto, ma adesso ne sono consapevole. e sono felice di tutto questo.

è che mi sento, come dire, senza più chance. come se non avessi più il diritto di sognare, in grande, come se non potessi più farlo. perchè sognare e realizzare e vivere quelle emozioni prorompenti e immense, strabordanti di vita è come se non fosse più per me. è roba da giovani, ci vuole potenza, ci vuole incoscienza, ci vuole fantasia,ci vuole avere vent’anni.

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Il Pane quotidiano

il pane di farine miste a lievitazione naturale

Il Pane quotidiano

Friday night, Burak Yeter & Elodia

oppure

Spirit in the sky, Doctor and the Medics

e Penelope tesseva. di giorno. di notte disfaceva la tela.

e così il dolore, lo dimentichi per qualche giorno, e poi ritorna. basta un niente, una data, un sorriso, una foto. e come un’onda di marea ti travolge all’improvviso e ti risucchia, ti porta indietro. e non è facile non farsi risucchiare, resistere.

avrei bisogno di parlarvi, di sentire le vostre voci, di ridere ancora per le bischerate, per le battute, avrei bisogno di appoggiarmi come ho sempre fatto, perchè voi c’eravate sempre e io lo sapevo, vorrei litigare per le sciocchezze e confidare le cose serie, avrei bisogno ancora di voi. ma non ci siete più e se ci penso la marea mi travolge, mi viene il groppo alla gola perchè cerco di rimandare indietro le lacrime magari mentre sono in mezzo alla gente.

allora cerchi il bello, lo cerchi disperatamente intorno a te, cerchi un motivo per non mollare, per resistere all’onda. ma quella monta, dentro, scava e si fa strada. c’è da ascoltarla la marea, c’è da sentirla tutta fino in fondo per affrontarla e lasciarla andare, farsela passare addosso, perchè a questa cosa non c’è soluzione, alla perdita non c’è soluzione.

un lavoro continuo conoscersi, un lavoro continuo e faticoso. ma il mio disperato ottimismo, quello che avevo perduto e che poi è rispuntato, non mi permette di fermarmi e mi spinge a cercare la luce, ovunque essa sia.

ecco, detto questo sono pronta per ogni miracolo che la vita voglia mandarmi (e ditemi se questo non si chiama ottuso ottimismo)

passiamo alle cose serie adesso, la ricetta di questo pane con la crosta croccante e l’interno ben alveolato.

Il Pane quotidiano
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Pane rotondo toscano sciocco

Pane rotondo toscano sciocco

Nicolò Carnesi, Borotalco

Il pane rotondo toscano sciocco: si, sciocco, senza sale, perchè il pane a Firenze è SENZA sale.

e tutti quando venite a trovarci vi lamentate del pane sciocco, cosa che per noi invece è assoutamente normale: sarà che con i nostri affettati saporiti o con i nostri formaggi “importanti” il pane sciocco ci sta quasi meglio?

ci sono varie teorie sull’usanza del pane sciocco. chi dice che la cosa risale ai tempi delle guerre fra Pisa e Firenze, i pisani avrebbero aumentato a dismisura la tassa sul sale e ai fiorentini, sempre stati dispettosi e spocchiosi, e ai fiorentini la cosa non piacque tanto da far di necessità virtù inducendoli a usare il sale là dove veramente necessario. altra teoria quella delle gabelle: a Firenze si usavano le gabelle, tasse indirette sulla merce, e quella sul sale si narra fosse così alta da indurre a limitare l’uso del sale.

affascinante quella che dice che siano stati gli Etruschi, che loro non usassero il sale nel pane: tale teoria spiegherebbe perchè non solo a Firenze ed in Toscana ma anche in Umbria e nell’Italia centrale il pane sia tuttora senza sale.

quale che sia la teoria giusta sta di fatto che il pane a Firenze e in Toscana è scioccio: senza sale.

io di solito uso mischiare le farine (integrale, verna, grano duro, grano tenero, riso ecc. ecc.) invece questo pane è un pane in purezza di farina di grano tenero tipo 0, espressamente richiesto da mio cugino e si sa, quando i parenti chiedono non si puo’ rifiutare!!!

Pane rotondo toscano sciocco
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