Pane bianco allo za’atar con “panera”

 

Pane bianco allo za’atar con “panera”

ROSSO - papavero_

Editors, Hallelujah (So Low)

COME quando FUORI piove
affacciarsi alla finestra e ascoltare le gocce
che picchiettano sulle foglie degli alberi,
annusare il profumo della terra bagnata,
sentire il cinquettio dei passerotti che si rispondono
da ramo a ramo.
pensare ai colori e sentirne il “profumo”
viene voglia di uscire ad assaggiare
la pioggia leggera e fredda
sentire il freddo che ti entra dentro
lasciarti bagnare fino al cuore
fino a che tutto sia lindo, pulito, bagnato e nuovo

 

Pane bianco allo za'atar con "panera"

 

pane bianco allo za’atar con Panera

in realtà questo pane è fatto in una PANERA, una ciotota di silicone in cui si impasta, si lievita e si cuoce direttamente: praticamente non si sporca niente altro che la ciotola di silicone!

come prima ricetta ho preferito una ricettina facile facile, con il lievito di birra – che non è la morte di nessuno! – se usato in modiche quantità.

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Pane con paprika e peperoncini dolci

pane con paprika e peperoncino fresco - peperoni in evidenza_

Musica per l’impasto:

Kings of convenience, Misread

Pane con paprika e peperoncino fresco

ogni tanto lo faccio, apro lo sportello delle farine e ci guardo dentro. e trovo tanti piccoli sacchettini, i fondi di tutte le farine, che non hanno scopo così, da soli, piccoli e dimenticati.

ma se li metto tutti insieme…. beh, i risultati sono sempre sorprendeti!

per questo pane ho usato in gran parte la farina Verna integrale di Monte Sante Marie e poi a scendere varie tipologie di farine “avanzate”. si mischiano i sapori, i colori, i pensieri.

e insieme alle farine mischio i miei pensieri, come se impastandoli diventassero concreti e potessero essere accantonati. cosa fatta, capo a.

e mi peso tutti gli ingredienti, prima e poi alla fine,  per determinare quello che ho usato perchè so che voi avete bisogno di certezze e non di “quanto basta”, mi scrivo tutto e poi regolarmente appoggio il foglietto da qualche parte in cucina e…. lo perdo. e allora cominciano le ricerche, e mentre certo il foglietto perduto ritrovo pensieri che ho sparso per la stanza, quelli che aleggiano non detti, quelli che rimangono attaccati alle pareti gialle di casa mia.

ansie, paturnie, sorrisi, idee in divenire, ricordi, musiche, odori, profumi, occhiate, lacrime, baci, pensieri in ordine sparso che ultimamente non riesco a far rientrare in ordine nei cassetti giusti.

e allora apro e riapro tutti i cassetti della mia memoria e cerco di infilare a forza tutto, tutto dentro per non sentire troppo di quello che non voglio sentire, chiudo tutto dentro rabbiosamente e guardo il cielo per dimenticare tutto.

 

 

pane con paprika e peperoncini dolci

a lunga lievitazione

 

 

pane con paprika e peperoncino fresco - fetta orizzontale_

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Ciambellone soffice allo yogurt – 7 vasetti di nostalgia

 

FIORI primavera 2018 (1 di 1)

Sinfonia Imperfetta, Carmen Consoli

a, voglio vivere così, col sole in fronte

musica per l’impasto

 

 

 

faccio un ciambellone allo yogurt quando mi prende la nostalgia …..

la leggenda metropolitana narra che mia mamma, la Mara, che era una meraviglia in cucina, un Re Mida, capace di mettere a tavola venti persone con poco e nulla e tirar fuori un pranzo da re, appunto, avesse  un tallone di Achille: i dolci.

perchè i dolci si fanno a “orecchio”, si fa con quello che si ha, non si pesa. lei era così, mai uguale e quando venivano bene erano dolori: non si ricordava la ricetta!

uno dei suoi cavalli di battaglia erano i ciambelloni, quelli fatti con il fornetto Versilia, il suo preferito, per non accendere il forno.  il più delle volte non erano proprio…. come dire, soffici? ha ha ha, erano chiamati i “bancali” data la loro compattezza ma erano buonissimi di sapore, profumati e ottimi per la colazione intuffati nel latte.

così quando mi telefonava, magari a metà pomeriggio e mi diceva: vieni a prenderti il bancale io correvo e mi prendevo tutto quel profumo di mamma.

quanto mi mancano i suoi ciambelloni duri e tosti, quanto mi mancano le sue risate, le sue battute, il suo esserci sempre e comunque.

così. domenica, che ero sola soletta a casa mi sono volevo concedere una giornata di dolce far niente: niente cucina, niente pane, niente foto, niente insomma.

l’idea era libri e sole: il sole non c’era, il libro me lo sono finito e poi? poi è risaputo che io ferma proprio ferma ferma senza fare niente….. dopo dieci minuti smanio e scalpito come un puledro imbizzarrito. mi sono data ai dolci e devo dire che assomiglio alla Mara per i dolci, non sono il mio forte, non sono i miei preferiti: però li mangio, eeeeeee se li mangio!

con quello che avevo in casa potevo solo fare un ciambellone giusto per provare uno stampo che da tempo era su uno scaffale in attesa di essere usato. ho seguito la ricetta però, quella dei 7 vasetti, tramandata da mia nonna, lei le ricette le seguiva sempre!

 

Ciambellone sette vasetti - LFantechi - zucchero a velo (1 di 1)

ciambellone soffice allo yougurt – 7 vasetti

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