pane integrale di farine miste con chicchi di avena bio Nuova Terra

nebbia -1498l’Arno in quel di Reggello

a volte basta veramente poco, basta guardarsi intorno per vedere la bellezza
passo tutte le mattine su un ponte, e tutte le mattine mi ripropongo di fare una fotografia perchè tutte le mattine lo scenario è diverso.
a volte la nebbia confonde tutto ma altre volte, come quella mattina della foto, la nebbia suggerisce pensieri difficili…..

 

Grazie mamma, grazie per essere stata la donna che sei stata.
Per le tue risate, quante ne abbiamo fatte insieme, per la tua passione,  per avermi insegnato ad essere quella che sono.
Grazie  per le litigate, tanto dopo dieci minuti era tutto passato, grazie per esserci sempre stata, anche quando ho sbagliato, magari me lo hai fatto notare ma ci sei sempre stata.
Grazie per avermi coccolato, protetto, sorretto ed accompagnato per tutta la mia vita.
Grazie per avermi insegnato le cose importanti della vita, che non sono i soldi, le case, le macchine ma invece è il volersi bene, e noi ce ne siamo voluto tanto è tanto ancora ce ne vorremo, sempre, grazie per avermi fatto crescere in una “famiglia”, non perfetta ma bellissima, piena di amore.
Grazie per la tua generosità che non si ferma mai, ancora continua a sommergerci anche se tu non ci sei più, grazie per avermi amata così tanto, mi mancherà, grazie per tutte le volte che ti sei incazzata ma non hai comunque smesso di sostenermi e di guidarmi, non hai mai smesso di ascoltare, sempre e comunque.
Grazie per aver insegnato ai miei figli a ridere, a piangere e per aver riso e pianto insieme a loro.
Siamo stati fortunati noi, ci siamo sempre voluti un mondo di bene e non è cosa così scontata o da poco.
Io e il mio fratellino siamo come siamo perché siamo come te e il babbo, siamo cresciuti così, amati e con il vizio di essere generosi, ci avete sempre insegnato a non lesinare affetto a nessuno. Siamo stati fortunati ma adesso mi sento più povera…
Sappi che io non ti lascio andare via, no, ti porto sempre con me, nel mio cuore, perché io sono te, sono un pezzo di te ancora in giro per il mondo.
Siamo polvere di stelle ma tu hai sempre brillato di una grande luce, quella del tuo grande cuore.

Ricomincio da qui, da te, e dalla tua grande voglia di cucinare e di ridire.

 

 

pane ai chicchi di avena bio Nuova Terra

pane avena -1455

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Panini al vapore

 

DSC_9714 pane cotto a vapore

panini cotti al vapore???

aromatizzati al cadarmomo?

 

 

che io sia una panificatrice seriale è fuori discussione.
che, visto le calienti temperature estive, non si possa accendere il forno è fuori discussione.
che bisogna comunque rinfrescare la pasta madre è fuori discussione.
che si debba buttare via l’esubero di pasta madre dal rinfresco E’ FUORI DISCUSSIONE, mai e poi mai buttare via la ragazza madre!
e allora, visto che come si dice, il bisogno aguzza l’ingegno io mi sono ingegnata e a mezzanotte di qualche giorno fa ho cotto questo

panini  cotti al vapore

stica…. si fot… emh emh, si purghi pure Lucifero!

 

Can’t stop – Red Hot Chili Peppers

o anche

cant’s stop the feeling – Justin Timberleake

 

pane a vapore

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Ciambellone senza forno, ovvero il fornetto Versilia

DSC_4643 CIAMBELLONE

 

il ciambellone con i pinoli cotto con il fornetto Versilia

 

non si direbbe, visto l’entità della mia “fame” attuale da adulta ma da bambina ero una di quelle ragazzine disappetenti,  “secca” come un paletto, pallida ma vivace.

la nonna, che perdeva non poco tempo per farmi mangiare, aveva scoperto che mi piaceva il ciambellone, quello profumato di uova e di latte, quello soffice e morbido, quello di casa.
e allora si prodigava in ciambelloni di tutti i tipi, al cioccolato, allo yogurt, alla frutta secca. questo era il suo preferito ed anche il mio.
i pinoli appena tostati, inseriti nell’impasto rendono profumato il tutto.
mi piaceva sedermi al tavolo davanti a lei mentre lei impastava rigorosamente a mano con la frusta gli ingredienti, ancora le impastatrici non andavano di moda.
mi sedevo e la guardavo e mentre lei lavorava magari mi raccontava qualche storia.
ora, ve la immaginate voi una ragazzina secca secca, lunga lunga, tutta occhi e capelli che pende dalle labbra della nonna e che ogni tanto allunga un dito per infilarlo nell’impasto e assaggiarlo? ecco, io ero questo. di quei momenti mi è rimasto la dolcezza, la serenità, la voce della nonna, i profumi del dolce mentre cuoce nel fornetto Versilia, perchè mia nonna amava fare i dolci senza accendere il forno.
” bisogna montare bene lo zucchero con le uova e poi facciamo la magia per cuocerlo”, mi diceva sorridendo, alzava gli occhi dal lavoro e mi ammiccava e io sgranavo i miei e la guardavo pensando alla magia…..
quando penso a queste cose mi viene sempre un certo magone, lei è stata l’unica nonna che io abbia mai conosciuto e ho sempre  un senso di rimpianto quando penso a lei, credo che  me la potevo godere di più questa nonna, che potevo parlare di più con lei, che potevo farmi coccolare ancora di più di quanto non abbia fatto.

e allora quando abbiamo cercato un dolce per il libro, LA TOSCANA DI RUFFINO, mi è venuto subito in mente il ciambellone, perchè se si deve parlare di dolci di casa, di famiglia, di amore cosa meglio di un ciambellone?

dal libro : Il ciambellone è il più classico dei dolci da forno preparati in casa.
È un dolce soffice, economico e facile da preparare. È un dolce anche
relativamente sano, buonissimo anche al mattino per la colazione
o per una merenda gustosa e nutriente. Il ciambellone, come ogni
piatto tradizionale di casa, prevede una ricetta di base e molte
interpretazioni.

questa è la ricetta storica, quella di mia nonna e questo ciambellone è stato fatto da mia mamma, una delle ultime cose che ha cucinato perchè poi ha deciso che lei non cucinava più, mangiava e basta…. brutta bestia la depressione, e si che la Mara era come una Re Mida in cucina: qualsiasi cosa decidessi di cucinare era stupenda!

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