Crostata con pasta brisèe, crema frangipane e pesche per Petra

DSC_8354 gallette molino quaglia

 

io adoro la pasta brisèe, adoro la crema frangipane e mi piacciono le pesche.
le ho messe insieme.
ATTENZIONE:  questo non è un dolce “dietetico”, non è un dolce leggero, è un dolce – punto.
buono PERò,  molto buono.
la pasta brisèe è una delle mie preferite, forse più della pasta frolla.  piena di burro, croccante eppure soffice, saporita senza coprire il sapore delle altre componenti. mi piace l’idea di sbriocolare il burro con le mani il sale e lo zucchero fino ad ottenere una “sabbia” e mi piace come con qualche cucchiaio di acqua ghiacciata prenda forma questa meravigliosa pasta brisèe.

 

 

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Pane alla curcuma, zenzero e semi di senape

 

 

DSC_8324 pane curcuma e zenzero

la musica….. per l’impasto

Giorgia, Credo 
“..e credo nelle lacrime, che sciolgono le maschere
credo nella luce delle idee, che il vento non puo’ spegnere
credo in questa vita
credo in me..”

 

pane alla curcuma, zenzero e semi di senape

io ci provo, lo sapete, essendo curiosa di natura io ci provo sempre.
a volte vengono fuori delle cose improponibili, altre volte, come questa vengono fuori dei pani fantastici.
il colore di questo pane è una meraviglia, il profumo anche, il sapore forse megliore delle aspettative.
ho usato la radice di curcuma fresca, lo zenzero fresco, grattugiandoli nell’impasto prima di metterlo a lievitare in frigorifero.
ora, questa cosa della lievitazione in frigorifero mi piace assai, mi da un sacco di soddisfazioni e poi, diciamocelo, E’ COMODO!
impasto e metto in frigo e poi quando ho tempo, dopo 24/36 ore cuocio. uno spettacolo insomma.

 

 

DSC_8323 pane curcurma e zenzero

ingredienti

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Ufficio serenità smarrite – pane liquido

 

Recondite – Levo – Iffy

musica per voi

 

 

eehhhh, dite bene voi, che c’entra l’

Ufficio serenità smarrite – con il  pane liquido

(liquido????ma che è il pane liquido?) in realtà quasi niente ma dovevo mettere comunque insieme le due cose.

in tempo di crisi, come ai tempi del colera, io mi rifugio in loro. nei miei alberi.
ho sempre disegnato alberi: acquarelli, olio, tempere.  li ho fatti con il fil di rame, li ho scolpiti, li ho modellati. ho la mente piena di alberi, fin da bambina. mi confortano, eleganti, solitari ma solidi, possenti. chissà quante cose avrebbero da raccontarci.  invece no, se ne stanno fermi, ci osservano, ci sopportano mentre inquiniamo la loro terra, forsse ci compatiscono, ridono del nostro correre ed affannarsi mentre si fanno spettinare le chiome dal vento.

mi affaccio alla finestra della cucina e guardo il gelso,

il  mio grande gelso che con le fronde gentili sfiora la mia casa. sembra quasi che allungandosi mi voglia toccare, mi voglia consolare. i rami che dondolano nella brezza mi cullano, mi acquietano, mi danno quella minima pace che mai trovo. spesso mi ritrovo appoggiata al davanzale a guardare fuori, a guardare gli alberi, a pensare, a respirare il profumo dell’aria.

chissà

perchè la mia anima non ha mai pace, non si ferma mai, non smette mai di parlarmi. e mi mostra scenari futuri a cui non posso porre rimedio, mi porta ad affrontare dolori che di nuovo si ripropongono ma come nuovi.  nuove sfide, nuove sventure, buone nuove, devo imparare che non dipende solo da me, che non posso controllare tutto. anzi, che non posso controllare quasi niente nell’imprevedibiltà della vita.

ci vorrebbe un ufficio per le serenità smarrite o forse mai avute, ci vorrebbe un ufficio serenità smarrite e io andrei là, parlerei con la gentile signoina che sorridendo mi chiederebbe:
– di che colore è la sua serenità?
– è color arcobaleno
– ecco, allora, le serenità color arcobaleno sono in quello scaffale laggiù
– e indicherebbe uno scaffale a due corsie lunghissimo, quasi infinito e continuerebbe – bene, adesso venga con me e sorrida anche lei: le serenità sono dispettose a volte, hanno bisogno di incoraggiamento per farsi trovare
e avanzando fra gli scaffali di legno polverosi, fra il profumo di carta invecchiata degli scatoloni, vedrei spuntare il mio arcobaleno personale, dapprima timidamente da sotto il coperchio e poi invece  balzarmi in braccio e avvolgermi di colori.
– ecco, abbiamo ritrovato la sua serenità! ha ha ha, mi raccomando, non la perda di nuovo Sandra….

esiste?

esiste un ufficio serenità smarrite? se lo trovate, se sapete in che mondo, in che continente, in che paese,  città, in che via, in che angolo è ditemelo, ne ho tanto bisogno!

 

dsc_8304 pane liquido

pane “liquido”

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