Fagottini di brisè agrodolci

fagottini di brisè, fichi caramellati e caprino - LuigiFantechi - insieme pomodoro bn

fagottini di brisè agrodolci

 

un colpo di colore nel grigiore quotidiano della vita
movimenti ripetuti, sempre gli stessi, vivere il quotidiano aspettando una piccola gioia che la vita  ti regalerà
a volte un fiore che sbuca fuori dal cemento, una nuvola sospesa, il crescere del grano nei campi, un uccellino che gorgheggia appoggiato sul ramo del moro, il glicine che riempie l’aria di profumo con i suoi grappoli cadenti e ammalianti
che cos’è la vita se non un susseguirsi di piccoli incredibili minuscoli e bellissimi miracoli?

e aspetti col fiato sospeso il piccolo, incredibile, minuscolo miracolo quotidiano, quel piccolo miracolo che ti ricorda che la vita è sorprendente, che la vita è guardarsi intorno e sorridere, che la vita è pensare positivo anche quando ti sembra che di positivo ci sia rimasto ben poco, aspettando il miracolo, quello grosso, e nel mentre  cogliere il bello del  vivere.

 

scale con fiori particolare (1 di 1)

e se un fiore puo’ nascere ovunque, intrufolarsi da ogni spiraglio, sbocciare e risplendere di vita brillante  perchè noi non potremmo essere felici?

non esiste legge universale che ce lo vieti.

dipende da noi, non che sia facile, ma dipende da noi scegliere se essere comunque felici o  abbracciare un eterno pessimismo.

io sono per la prima soluzione, voi?

fagottini di brisè agrodolci

 

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Ciambellone soffice allo yogurt – 7 vasetti di nostalgia

 

FIORI primavera 2018 (1 di 1)

Sinfonia Imperfetta, Carmen Consoli

a, voglio vivere così, col sole in fronte

musica per l’impasto

 

 

 

faccio un ciambellone allo yogurt quando mi prende la nostalgia …..

la leggenda metropolitana narra che mia mamma, la Mara, che era una meraviglia in cucina, un Re Mida, capace di mettere a tavola venti persone con poco e nulla e tirar fuori un pranzo da re, appunto, avesse  un tallone di Achille: i dolci.

perchè i dolci si fanno a “orecchio”, si fa con quello che si ha, non si pesa. lei era così, mai uguale e quando venivano bene erano dolori: non si ricordava la ricetta!

uno dei suoi cavalli di battaglia erano i ciambelloni, quelli fatti con il fornetto Versilia, il suo preferito, per non accendere il forno.  il più delle volte non erano proprio…. come dire, soffici? ha ha ha, erano chiamati i “bancali” data la loro compattezza ma erano buonissimi di sapore, profumati e ottimi per la colazione intuffati nel latte.

così quando mi telefonava, magari a metà pomeriggio e mi diceva: vieni a prenderti il bancale io correvo e mi prendevo tutto quel profumo di mamma.

quanto mi mancano i suoi ciambelloni duri e tosti, quanto mi mancano le sue risate, le sue battute, il suo esserci sempre e comunque.

così. domenica, che ero sola soletta a casa mi sono volevo concedere una giornata di dolce far niente: niente cucina, niente pane, niente foto, niente insomma.

l’idea era libri e sole: il sole non c’era, il libro me lo sono finito e poi? poi è risaputo che io ferma proprio ferma ferma senza fare niente….. dopo dieci minuti smanio e scalpito come un puledro imbizzarrito. mi sono data ai dolci e devo dire che assomiglio alla Mara per i dolci, non sono il mio forte, non sono i miei preferiti: però li mangio, eeeeeee se li mangio!

con quello che avevo in casa potevo solo fare un ciambellone giusto per provare uno stampo che da tempo era su uno scaffale in attesa di essere usato. ho seguito la ricetta però, quella dei 7 vasetti, tramandata da mia nonna, lei le ricette le seguiva sempre!

 

Ciambellone sette vasetti - LFantechi - zucchero a velo (1 di 1)

ciambellone soffice allo yougurt – 7 vasetti

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Pollo tandoori – chicken tandoori

pollo tandoori_cotto prezzemolo II
la cucina etnica mi piace, almeno, mi piace provare a cercare di fare qualcosa che almeno assomigli all’originale, in questo caso il pollo tandoori appunto.

non so come sia l’originale, so come si mangia al ristorante indiano in Italia ma non so come sia in India , la versione originale insomma.  so quello che ho letto,  che è stato cucinato quasi per caso da Kundan Lal Gujral nel 1947 nel suo nuovo ristorante, che ha imparato a cuocere il pollo marinato con yougurt e spezie in modo che risultasse croccante fuori e morbido dentro.

ricetta in realtà semplice, quasi una ricetta di casa se non per quel piccolo particolare della cottura nel forno: tandoori.

cito da Wikipedia: Un tandir (ˈtaːnduːr) o tandoori (tanˈdoˑori) è un forno d’argilla a forma di campana rovesciata o cilindrico. Il tandir viene usato per cucinare in Azerbaigian, India, Turchia, Iran, Pakistan, Afghanistan, e in quasi tutto il Medio Oriente e Asia meridionale.

il forno tandoori arriva solo a 480°C, capite bene che riprodurlo in un normale e misero forno elettrico non è umanamente possibile.  ci si puo’ provare però, senza nessuna pretesa e senza voler vendere la scienza della ricetta perfettamente reale e fedele.

sono polemica, lo so, sfondate una porta aperta. puntigliosamente polemica. sapevatelo.

COMUNQUE questa sarà la ricetta che prepareremo io ed Elisabetta, Cake’s and Co, per il corso IN VIAGGIO VERSO L’INDIA per i corsi di cucina di Eataly Firenze: mi dispiace per voi ma questo ormai è sold out, per i prossimi corsi  (45 minuti A tutta America) andate a prenotare…

e ora quello che sono riuscita a fare di più simile al

pollo tandoori – chicken tandoori

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