Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

Il sémelle

 

 

 

Possibili scenari, Cesare Cremonini

…e poi succede che ci sentiamo bene senza nessun perchè…

 

 

Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

ci sono ricordi che rimangono impressi come fotografie nella mia mente. nonostante gli anni passino le “fotografie” rimangono chiare e nitide, non sono assalitE dal tempo che passa e non sbiadiscono mai.
uno dei più nitidi è quello del sémelle con la mortadella che ci mangiavamo il sabato mattina con mio zio.
nelle calde settimane estive, quando la scuola se ne andava in ferie e io, poco più che bambina, gironzolavo per il paese a perdere tempo mi fermavo a bottega da mia zia e lì il sabato mattina trovavo mio zio. grande passionario del cibo, grande cuoco, grande fantasia, grande persona.
e quando mi vedeva mi sorrideva e annuiva: era diventata un appuntamento il sabato mattina. ci piaceva a tutti e due.

vieni, mi diceva, andiamo dal Tacconi a prendere il sémelle con la mortadella…

il Tacconi era il signore proprietario di un negozietto di alimentari, vecchio più dei suoi due anziani proprietari, un bugigattolo in fondo a una strada del quartiere antico del paese.  e scendevamo per Via della Farulla parlando e parlando. mi piaceva ascoltarlo, mi insegnava a ridere e a prendere la vita con filosofia, e io che ero una bambina timida e vergognosa prendevo coraggio dalle sue parole.

e  si  entrava in questo piccolo antro, buio e profumato di pane, di schiacciata all’olio, di affettati e acciughe sotto sale.

e anche lui, Rodolfo, il Tacconi, quando ci vedeva insieme ci salutava e preparava i panini: era diventato un rito da rispettare.

Corrado, due sémelli con la mortadella?

mi ricordo il tepore del pane all’olio e il profumo della mortadella (tanta, affettata sottile e senza pistacchi, che all’epoca non andavano di moda) e se chiudo gli occhi sento ancora il primo morso…..

vorrei tornare indietro, premere play, ricominciare da capo, da quei quindici anni e cambiare strada. possibili scenari differenti. vorrei avere ancora i miei lunghi capelli, gli occhi golosi di vita, l’impazienza. ricominciare. il passato non cambia, non si torna indietro, si puo’ solo andare avanti con il cuore ancora giovane ma pieno di cicatrici dentro uno scrigno arrugginito e cadente.

 

 

 

Il sémelle

 

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castagnaccio: tempo di castagne

castagnaccio

 

 

castagnaccio

la mia nonna lo faceva sempre. anche la mia mamma ne era giotta. io ne sono ghiotta. tutto ciò che gira intorno alle castagne è la mia croce: sono irrimediabilmente golosa! il

castagnaccio

è un tipico dolce della cucina povera toscana, fiorentina. mia nonna lo chiamava MIGLIACCIO,  il dolce, poco dolce per dire la verità, delle sere d’Autunno, con il caminetto acceso, il fuoco che crepita e una cena familiare.

ci sono varie versioni, io lo faccio come mi hanno insegnato, con l’uvetta, i pinoli, le noci e l’immancabile olio profumato al rosmarino.

ricetta facile, facilissima ma molto “intima”, familiare, un comfortfood, una coccola familiare, una carezza golosa per l’anima.

senza glutine, senza proteine animali (vegano con gusto).

 

castagnaccio

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Marmellata di mele cotogne

 

Marmellata di mele cotogne

marmellata-di-mele-cotogne-mele

Stereophonics – Maybe Tomorrow

 

potrebbe essere domani, o forse no
potrebbe essere stato ieri, o forse no
potrebbe essere un’alba, o forse no
potrebbe essere l’altra faccia della luna, o forse no
potrebbe essere l’orizzonte delle cose, o forse no
potrebbe essere la fine, o forse no
potrebbe essere
qualsiasi cosa io voglia, basta solo crederci
e i sogni si possono avverare,
potrebbe essere …. sarà

 

 

Marmellata di mele cotogne

(la marmellata LINA)

mi hanno regalato delle mele cotogne, tante per essere sincera.

marmellata-di-mele-cotogne-marmellata-cucchiaino-primo-piano-mela

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