Stefania Calugi = tartufi!

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Tartufi

e non solo da Stefania Calugi, azienda di Castelfiorentino.
ho avuto la fortuna di poter visitare il percorso sensoriale “La strada del tartufo” per festeggiare i trenta anni di attività della ditta Stefania Calugi e di gustare le prelibatezze cucinate da Diego Spatari Tironi

La nostra storia e la grande passione per il lavoro ci hanno condotto a voler condividere con il pubblico le sensazioni e le atmosfere della caccia al tartufo: la realizzazione di questo desiderio è stata possibile a partire dal 2013, quando abbiamo acquisito delle tartufaie biologiche di circa 30 ettari che oltre a rifornire la nostra azienda di tartufi freschi rappresentano il perfetto scenario per organizzare la caccia al tartufo sotto la guida di un esperto tartufaio e del cane appositamente addestrato.
In questo modo i partecipanti hanno l’opportunità di conoscere direttamente -da un punto di vista privilegiato- l’unicità, la genuinità, il fitto mistero che contraddistinguono l’universo del tartufo: le visite sono articolate in pacchetti (ne sono previsti 6, tutti prenotabili anche dal sito) ognuno dei quali include un insieme di determinati momenti esperienziali che vengono composti variamente e che sono, oltre alla caccia al tartufo sopra menzionata, una dimostrazione della caccia al tartufo, il percorso conoscitivo “La Strada del Tartufo”, un pranzo con menu degustazione a base di tartufo, una degustazione di vini in abbinamento al tartufo e una cooking class.

tartufai da generazioni, appassionati, cercatori di prelibatezze per boschi, bellissima questa idea di condividere la passione oltre che al frutto.
la vita del tartufaio è fatta di sacrifici, di nottate ad aspettare il giorno per ricominciare a scavare per estrarre il tartufo, di passeggiate per il bosco, di tempi di attesa ma soprattuto di passione, perchè di questo si parla alla fine: la soddisfazione di estrarre con le proprie mani questo meraviglioso e profumatissimo tubero, il tartufo.
negli occhi di Stefania e del marito si vede l’orgoglio mentre espongono i loro tartufi e tale passione si ritrova nei prodotti da loro preparati e confezionati.
ho assaggiato gli stupendi carciofi sott’olio, lo scalogno, le salse tartufate, le zucchine, rigorosamente le zucchine fiorentine …..e il tartufo, logicamente.

complice di Stefania nel preparare il pranzo a cui abbiamo partecipato lo chef  Diego Spatari Tironi che con semplicità ma grande attenzione e preparazione ha esaltato al meglio il tartufo nei suoi piatti.

che devo dire, è stata una bella esperienza, ho imparato e capito tante sfumature che non comprendevo a proposito del tartufo,  ho assaggiato meraviglie, bevuto bollicine in ottima compagnia: whats else????

UN GRAZIE speciale a Stefania Calugi che ci ha riservato un’accoglienza d’eccellenza, vi lascio un po’ di foto, che illustrano meglio delle parole.

 

 

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Firenze e i “topini”, ovvero gli gnocchi di patate in crema di parmigiano

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Kovacs, my love

 

che Firenze è sempre Firenze va da se.
questa città antica, suggestiva, piena di angoli e di stradine, piena di balconi e di stemmi, di pietre e di statue, di gente e turisti, di allegria  e di goliardia.
e quando sei a Firenze, in una bella giornata di settembre, con la macchina fotografica in mano….. beh, come si fa a resistere alla tentazione?

 

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e al Piazzale Michelangelo, la terrazza più bella di Firenze, si guarda oltre seguendo lo sguardo del “Biancone”, come chiamano il Davide di Michelangelo i fiorentini, e si vedono i tetti, i merli di Palazzo Vecchio, i palazzi antichi, le colline. si guarda oltre e ci si puo’ lasciare emozionare da tanto vedere, credetemi.

come il “Biancone” è il Davide di Michelangelo anche i

“topini”

a Firenze sono un’altra cosa:

gli gnocchi di patate

gnocchi di patate e fiori dsc_4780-3

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Petto di piccione in riduzione di Vin Santo e 6 anni di blog!

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Agnes Obel, The Course

(musica per lettura)

 

 

 

era esattamente il 6 settembre 2011 quando QUESTO  blog è andato online…..e io, tutti gli anni,   in questa data ho la tentazione di togliere quei primi post, terribili, con foto terribili e ricette terribili ma, tutte le volte resisto e mi dico che mi serve per capire da dove sono partita e per capire dove vorrei arrivare.
il tempo passa, misericordia se passa: vola!
sono partita quasi per sbaglio, eppure…. eppure questo piccolo spazio virtuale mi ha dato tanto.
è stato il mio diario, non solo culinario, qua sul blog ho scritto sentimenti, pensieri, dolori e contentezze.
ho imparato a cucinare, ho imparato ad innamorarmi del cucinare, ho imparato a rilassarmi con i lieviti, ho imparato a sorridere e a fare finta di niente, ho impato a fotografare, ho imparato che a volte i sogni si avverano. quante volte ho sognato di scrivere un libro, ecco:  il libro non l’ho scritto ma l’ho fotografato, LA TOSCANA DI RUFFINO ed è stata una magnifica avventura, è tutto scritto in quel post. nemmeno nei sogni più sfrenati avrei pensato di fare un libro pubblicato dal Cucchiao d’Argento, dalla Bibbia della cucina insieme a Pellegrino Artusi, nemmeno nei sogni di quelli che proprio esageri, di quelli che vai “oltre”….

ma soprattutto ho trovato tante PERSONE.

ho avuto la fortuna di trovare sul mio cammino tante amiche, tanti amici, tante persone insomma. e sono nati rapporti a distanza, rapporti vicini, sono nate collaborazioni, per dirne una mi viene in mente Panissimo, nata da una chat con Barbara, Bread & Companatico, che adesso sta “solamente” aprendo una panetteria in Svezia, Spiga Madre.  ho avuto il piacere di viaggiare per conoscere tante foodblogger, tante amiche, tante persone che anche se lontane mi sono state “vicine” quando ne ho avuto bisogno, tanta empatia, tanta amicizia, tanto affetto gratis.

ho conosciuto tanti chef, una delizia per il palato, ho assaggiato tante eccellenze italiane.

ho riso, ho pianto, ho condiviso tanto con voi.

a questo blog, a questo Sono io, Sandra, non posso che dire grazie e sentirmi orgogliosa di quello che ho saputo far spuntare dal niente.

grazie a tutti per esserci stati e spero ci sarete anche da qui all’infinito.

mi sembra quindi doveroso pubblicare una delle ricette più belle e più semplici del libro, LA TOSCANA DI RUFFINO, per festeggiare questo sesto compleanno.

 

DSC_6211 - petto piccione - pagina intera

 

Petto di piccione ai 3 pepi in riduzione di Vin Santo Serelle Ruffino

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