Sua Maestà il Panettone

Panettone

Il panettone allo zenzero candito con lievito madre e lievitazione naturale – Ricetta di Iginio Massari

Sua Maestà il Panettone
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Parole lontane, Maneskin

Affrontiamo la “bestia”, Sua Maestà il Panettone.

impresa ardua, ci vogliono quasi quattro giorni solo per lui, impresa impegnativa, bisogna essere in due per affrontare sua Maestà, per sostenersi e per pungolarsi a vicenda, quando molla una arriva l’altra e si riparte con l’idea…. della serie: “col ca@@o che lo facevo se non avessimo (maledette noi!) comprato la farina ad Aprile e non avessimo fissato ad Agosto il fine settimana preciso per farlo (pare brutto rimangiarsi la parola anche fra amiche foodblogger). della serie #macchimelohafattofare, ma che pensavo quando ho deciso di farlo?, avevo gli uccellini a covo nel cervello?

e poi invece, dopo tutte le rocambolesche peripezie, i rinfreschi serrati del lievito madre, le sveglie puntate per controllare la lievitazione, gli impasti a orari improponibili (il secondo impasto fatto alle 5.30 di mattino, con un occhio chiuso e uno aperto e una tazza di caffè per sostentamento), dopo tutto ciò lui esce dal forno ed è subito festa. il profumo invade la cucina, un immenso profumo di Natale e non ti ricordi più della fatica che hai fatto finora.

La soddisfazione delle piccole cose…..

Sua Maestà il Panettone
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Pane rotondo toscano sciocco

Pane rotondo toscano sciocco

Nicolò Carnesi, Borotalco

Il pane rotondo toscano sciocco: si, sciocco, senza sale, perchè il pane a Firenze è SENZA sale.

e tutti quando venite a trovarci vi lamentate del pane sciocco, cosa che per noi invece è assoutamente normale: sarà che con i nostri affettati saporiti o con i nostri formaggi “importanti” il pane sciocco ci sta quasi meglio?

ci sono varie teorie sull’usanza del pane sciocco. chi dice che la cosa risale ai tempi delle guerre fra Pisa e Firenze, i pisani avrebbero aumentato a dismisura la tassa sul sale e ai fiorentini, sempre stati dispettosi e spocchiosi, e ai fiorentini la cosa non piacque tanto da far di necessità virtù inducendoli a usare il sale là dove veramente necessario. altra teoria quella delle gabelle: a Firenze si usavano le gabelle, tasse indirette sulla merce, e quella sul sale si narra fosse così alta da indurre a limitare l’uso del sale.

affascinante quella che dice che siano stati gli Etruschi, che loro non usassero il sale nel pane: tale teoria spiegherebbe perchè non solo a Firenze ed in Toscana ma anche in Umbria e nell’Italia centrale il pane sia tuttora senza sale.

quale che sia la teoria giusta sta di fatto che il pane a Firenze e in Toscana è scioccio: senza sale.

io di solito uso mischiare le farine (integrale, verna, grano duro, grano tenero, riso ecc. ecc.) invece questo pane è un pane in purezza di farina di grano tenero tipo 0, espressamente richiesto da mio cugino e si sa, quando i parenti chiedono non si puo’ rifiutare!!!

Pane rotondo toscano sciocco
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Biancomangiare con riduzione al Vin Santo Serelle Ruffino

Biancomangiare con riduzione al Vin Santo Serelle Ruffino

il biancomangiare con riduzione al Vin Santo Serelle Ruffino è un dolce della mia infanzia, uno di quelli che ti riportano indietro come una macchina del tempo, quando metto in bocca un cucchiaio di biancomangiare automaticamente mi tornano in mente fotografie di vita vissuta, mi torna in mente la Sandra bambina. se avete voglia di saperne di più sotto la ricetta trovate anche qualche rigo pieno di ricordi…..

e con questa ricetta ho l’onore di partecipare al contest Trastulli Toscani realizzato da Vetrina Toscana il programma di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio.

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