MTC, il secondo libro, #questoepiubello

 io sono a pagina 129….
e se volete vedere il resto 
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.
 
note di servizio e link utili 
 
il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve
l’impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari
il prezzo è di 18,00 euro.
Si ringrazia la capa, la Sig.ra Alessandra Van Pelt Gennaro, donna multi-multi-multitasking! 
 
Continue Reading

Puo’ capitare di trovare un picci-Nino perduto?

notare le dimensioni di Nino rispetto alla scopa!

puo’ succedere a chi vive in campagna.
di sicuro non puo’ succedere a chi vive in un grattacielo (ma nella vita non si puo’ mai dire mai)
puo’ succedere si, di svegliarsi la notte e di sentire un lamento, uno stridulo lamento e pensare che è il richiamo di un rapace (noi abbiamo un paio di poiane che nidificano vicine).
puo’ anche succedere che il lamento non si taccia ma continui.
e allora, incuriositi e preoccupati quando fa giorno si va a vedere.

e invece di un falco cosa si trova?
un cucciolo, un cucciolo di capriolo che ti guarda con i suoi occhioni ee emette i suoi richiami striduli  che sembrano quelli di un uccello.
e ti guarda e tu rimani lì impietrita.

il primo istinto è quello di precipitarsi nell’erba alta del campo e prenderlo in braccio ma sai che NON SI PUO’ FARE: non devi lasciare il tuo odore addosso al cucciolo perchè la mamma, tornando a prenderlo non lo riconoscerebbe e lo abbandonerebbe certamente (di solito le mamme lasciano i piccoli nel bosco o nell’erba alta e vanno a mangiare per poi tornare a recuperarli)….  ma misericordia se è dura non rispondere a quel richiamo!
abbiamo aspettato, siamo stati dietro le finestre a guardare, ad  aspettare il ritorno della mamma, abbiamo aspettato per un giorno intero, scrutando il campo e facendo il tifo per lui, e lui continuava a chiamare sfinito e disperato. ma la mamma non è tornata. siamo stati attenti a non farci vedere nei dintorni ma la mamma non è proprio tornata. si stava facendo buio e lui continuava  a piangere disperato. e minacciava di piovere….
basta, siamo usciti e lo abbiamo preso.
una piccola pallina di pelo calda e tremante, così piccolo e morbido che tutta la tenerezza del mondo non basta per descriverlo.
lo abbiamo portato in casa e abbiamo provato a dargli del latte (latte intero con panna, come suggerito da un’amica, io intanto mi ero informata per essere pronta). con il contagocce, goccia per goccia con pazienza.
come con i cuccioli d’uomo praticamente. con infinita pazienza.
.
e dopo aver succhiato qualche goccia di latte, poco per la verità, si è addormentato, stremato, rinvoltato in una copertina di pile addosso alla Ginevra, la fourius girl, diciassettenne rampante, con la testina infilata fra il collo e i capelli.
e ci siamo alzati tre volte la notte per vedere se era sempre vivo e vegeto
poi arrivano i pensieri: cosa si fa con questo esserino?

e qui comincia il dramma.
in Toscana NON CI SONO associazioni o sedi in cui poter lasciare un selvatico per l’allevamento e la reintroduzione. no no, non ci sono proprio.
tenerlo? provare a tirarlo su da noi? dopo consultazione con la veterinaria (facciamolasantasubitolaLucia ) ci siamo seduti il giorno dopo e abbiamo cercato la soluzione.
per tenerlo:

  • Nino, da picci-nino,  deve mangiare almeno 4 volte al giorno, ALMENO, con il biberon e il latte da agnelli.
  • Nino per i primi giorni no ma poi avrà bisogno di un recinto tutto suo: che fare? spodestare la Holly e tenere lei in casa e lui fuori?
  • Nino e la Holly NON devono fare amicizia, quando lui se ne andrà dovrà aver paura dei cani.
  • Nino  appena comincierà a mettere le corna “cozzerà” istintivamente con tutti i maschi, siano della sua specie che no: che potesse essere la volta buona per sistemare il 1/2 pompelmo e al principe ereditario sua maestà il bradipo? naaaaaaaa, non si puo’!
  • Nino dovrà essere quindi lasciato andare a fine ottobre, bisognerà allontanarlo e lui non capirà perchè: prima lo coccoliamo e poi lo scacciamo
  • Nino crescerà con noi e non con i suoi simili, va bene che i caprioli hanno un forte imprinting iniziale ma non esageriamo.
  • Nino non va in ferie e quindi nemmeno noi, ma quello non sarebbe stato un problema.

E allora? allora per il suo bene meglio cercare qualcuno che si possa prendere cura di lui con cognizione di causa.  abbiamo avuto la fortuna di poterlo coccolare per due giorni, lo abbiamo potuto salvare da morte certa, dobbiamo essere più che contenti di questo.
e siamo contenti anche di aver trovato un centro tutela e ricerca fauna selvatica del Monte Adone adatto a lui, di aver trovato chi si occuperà di lui nel modo giusto.
perchè le persone che si occupano degli animali sono sempre particolarmente buone?
abbiamo telefonato e la gentile signora che dirige il centro, Mirca, mi ha detto che si lo avrebbero preso ma che loro non potevano venire a prenderlo ma che era necessario che arrivasse il prima possibile da loro.
siamo saliti in auto alle 15.30 direzione Sasso Marconi, Monte Adone.
posto stupendo, nell’appennino,  prati immensi, foreste, lontano dalla civiltà, sporadiche case sparse negli ultimi 8 km di strada, un paradiso.
scendiamo con il nostro piccolino e ci avviamo a vedere dove lo avremmo lasciato (se era il caso logicamente, altrimenti lui tornava a casa con noi)

come si fa a non affezionarsi ad un ragazzuolo così? 

 nel centro abbiamo trovato la signora che ha preso subito in carico Nino, erano ad aspettarci. lo hanno messo in una cesta preparata con della paglia sul fondo che, una volta messo dentro il ragazzo hanno coperto con una copertina e portato in infermeria per la visita e poi per la prima vera nutrizione da giorni.
Nino pesa poco più di un chilogrammo, ha la congiuntivite ad un occhietto ma sta bene.
qua sopra vedete il 1/2 pompelmo con il guardiano del centro: un canone enormemente peloso ed enormemente affettuoso!

nel centro si respira aria calma, tranquilla, antica, sembra di essere tornati indietro nel tempo: la fonte d’acqua davanti a casa, il pergolato, i vasi di fiori, i profumi .
eppure si vede un formicolio operoso dei volontari per il benessere degli ospiti.
il centro è aperto 365 giorni l’anno e 24 ore su 24. quando ho chiesto gli orari per portare Nino, la signora mi ha detto: NOI SIAMO SEMPRE APERTI…
ci sono volontari, tutti giovani, ragazzi poco più che ventenni,  veterinari e l’ambiente è estremamente piacevole ed accogliente.
non so, sembra di essere a casa.
Nino sarà inserito con gli altri suoi simili e prenderà il latte di agnello che arriverà direttamente dai capezzoli di una capriola imbalsamata, tutto per amore di imprinting, per snaturare il meno possibile queste piccole creature.
siamo venuti via tranquilli.

un’occhiata da lontano al Leone Leo,  (lo vedete accucciato fra l’erba alta?) arrivato da chissà quale parte d’Italia ma felicemente collacato con altri simili. purtroppo i felini non possono reinserire nel loro ambiente una volta che sono stati in cattività e quindi dovranno vivere sul monte Adone per il resto della loro vita.
ma non  gli è andata per niente male!

Nino, al momento opportuno sarà liberato su queste montagne: capite perchè ci sentiamo tranquilli di aver fatto il meglio per lui?

ma già mi manca quella morbidezza amorosa., quel piccolo capolavoro peloso …..

per questa avvenuta arrivata a un lieto fine
ringrazio la mia veterinaria preferita, la Lucia, che è stata perfetta
come sempre, all’altezza della situazione 
e assolutamente necessaria, 
il Centro Tutela e Ricerche fauna esotica e selvatica 
del Monte Adone 
(se volete potete contribuire devolvendo il 5 per mille)

…e adesso torniamo al profano, la ricetta è di Giacoma Vitale
il contest mio e di 
che vi ricordo scade il
06 giugno 2014 
e quindi avete tempo per impastare per noi!

Tagliatelle al tonno



Per la pasta

250 g di semola di grano duro

150 g di farina di farro

50 g di farina di castagne

3 uova


Per il condimento

150 g di tonno sott’olio sgocciolato

4 pomodori maturi

aglio sale pepe olio

pangrattato, mandorle tritate

Unire le farine, setacciandole, e impastarle con le uova, lavorare bene fino

ad ottenere un impasto liscio che avvolgerete in pellicola per far riposare

almeno mezz’ora.

Stendere la pasta non molto sottile e formare delle tagliatelle.


Pelare e privare dei semi i pomodori, tagliarli a pezzetti

imbiondire uno spicchio d’aglio privato della buccia in olio d’oliva e unirvi

il pomodoro a pezzetti, salando

far cuocere per una decina di minuti, quindi aggiungervi il tonno scolato

dall’olio e spezzettato, e qualche fogliolina di basilico

fare insaporire per qualche minuto


Cuocere le tagliatelle e condirle col sugo preparato, cospargere di

pangrattato tostato e mandorle tritate, buon appetito 🙂

ADESSO DITEMI CHE NON VI E’ VENUTO FAME?
ringraziamo Giacoma e aspettiamo le vostre ricette!

Continue Reading

il mio regno, il mio regno per un cavallo…. per una cucina va bene lo stesso?

c’è un mondo dentro agli occhi: 
un movimento, occhi senza pietà freddi come stelle, 
o lampi di bontà dove uno ci si perde...

Non sapendo quando l’alba possa venire,
apro ogni porta,
che abbia piume
come un uccello,
o onde
come una spiaggia!
E. Dickinson 
ecco, casa mia è così, sempre aperta. 
abitare in campagna da venti anni ha cambiato le nostre abitudini. noi viviamo con la chiave nella porta (almeno di giorno) e a stretto contatto con i nostri vicini.
la porta della mia cucina è sempre aperta quando il sole lo permette, cosicchè entrano tutti: cani, gatti, esseri umani!
ma per me è una gran bella cosa.
certo, non vi dico quando sporco entra insieme a tutta la truppa, ma tanto bisogna comunque pulire e allora!
quando ho visto il post di Lara  mi sono incuriosita e sono andata a curiosare qua, da Betulla, , che non conoscevo e che sono stata ben contenta di trovare.
il suo primo contest, La Food-blogger cucina qui….. scadenza prorogata all’8 di maggio…. ce la faccio mi sono detta, ce la posso fare!!!

e quindi sono qua, a presentarvi il mio regno
 il mio mondo,
dove impasto e strapazzo, 
ove cuocio e preparo, 
dove mi rilasso.
prego, entrate, venite pure avanti, la porta è aperta!

questa è una visione di insieme, come vedere è una  cucina grande!
in realtà queste erano le stalle.
casa mia è una vecchia torre di avvistamento, 
più o meno nel 1400.
nel corso del tempo è stata abbassata di 
un piano (inizialmente erano tre)
ha ospitato un convento, 
contadini e fattori negli ultimi secoli 
e poi venti anni fa siamo arrivati noi.
ce la siamo ristrutturata tutta da soli
con fatica ma con passione.
non lo so se lei ha scelto noi o noi abbiamo scelto lei.
so solo che da bambina quando passavo davanti al
Castello di Volognano
sognavo di abitarci da grande
e la mia casa è proprio sotto al castello….
combinazioni?
no, le combinazioni non esistono, esistono
i desideri e la nostra forza!

l’ingresso 

abbiamo cercato di mantenere intatte le 
vecchie strutture, 
queste nicchie in pietra sono originali della casa
come la maggior parte delle travi di legno del soffitto
qui i contadini tenevano i lumi e gli strumenti 
per  usare nelle stalle con gli animali
io ci tengo una parte delle mie spezie….
fissazione di blogger….
postazione acqua, 
e in fondo, 
la ragazza teteska…
postazione di lavoro…..
i magici fuochi che tutto cuociono e
tutto trasformano
ancora mensole e ancora spezie varie
il caminetto, 
utilissimo d’inverno per 
fare atmosfera e…. 
calduccino!
vicino al frigo….
il tavolo toscano 
arte povera  
la credenza, interamente costrutita
dal 1/2 pompelmo con legni di recupero e
vecchi
(si sono doghe dell’Ikea, bancali da imballaggio,
vecchie travi, vecchie panche distrutte)
con i mille aggeggi che ci tengo dentro 
altra mia mania….
le ceste di vimini, di legno o come volete voi

vi lascio con un piccolo frutto…. 
l’unico difetto della mia cucina?
c’è poca luce
il pregio?
d’estate non si superano mai i 24°….
ma non la cambierei per niente al mondo!
e non vi dimenticate del nostro contest, mio e di Gaia 
Continue Reading