insalate estive con radicchi di campo

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Arcade Fire, Everythin now

 

 

 

 

– Lucifero!!! vuoi spegnere quell’altoforno per favore che fa un caldo infernale? mi immagino quei poveracci sulla terra, mica li vorrai fare arrosto prima del tempo!
– si mamma…. mi sono divertito un pochino a vedere che effetto faceva … d’altra parte anche loro però! il buco dell’ozono, tutte le emissioni delle auto, il carbone, i condizionatori…. che cosa pretendono da me! se  tengo l’altoforno africano acceso se lo meritano!!!
– non essere irriverente Lucifero: chiudi quel diavolo  di altoforno!

 

…….. ecco, qui fra le colline fiorentine siamo in un altoforno, 39 gradi, dicono con un tasso di umidità altino…. IO SONO UN ANIMALE DA INVERNO! voglio il fresco, il freddo, la pioggia… aiuto!

 

insalata di radicchi di campo

 

 

qua di ricetta non si  puo’ parlare,

si parla di erbe selvatiche, ognuno nelle proprie terre ha a disposizione varietà e tipi diversi,

ognuno le chiama in maniera diversa

mia mamma e mia nonna avevano nomi romantici:

il pie’ dell’uccellino (radicchio stellato), i rosolacci (il papavero prima della fioritura), le cicerbite, le orecchie di lepre(piantaggine),

il piscialletto (tarassaco), la rughetta (la rucola selvatica piccante), l’insalatina di campo, la bella di notte (cicoria),

le margherite gialle (calendula)….

peccato che ci stiamo dimenticando di quanto siano buone e utili queste

piccole piantine selvatiche.

ottime come drenanti del sangue, depurative, diuretiche, ognuna con la sua proprietà

 

 

 

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conditele con olio sale e aceto, accompagnatele con la cipolla fresca, con l’uovo sodo, con le frittate, con il tonno, i pomodori, i ravanelli… chi più ne ha più ne metta

foto e ricetta tratte da LA TOSCANA DI RUFFINO

 

 

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Ciambellone senza forno, ovvero il fornetto Versilia

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il ciambellone con i pinoli cotto con il fornetto Versilia

 

non si direbbe, visto l’entità della mia “fame” attuale da adulta ma da bambina ero una di quelle ragazzine disappetenti,  “secca” come un paletto, pallida ma vivace.

la nonna, che perdeva non poco tempo per farmi mangiare, aveva scoperto che mi piaceva il ciambellone, quello profumato di uova e di latte, quello soffice e morbido, quello di casa.
e allora si prodigava in ciambelloni di tutti i tipi, al cioccolato, allo yogurt, alla frutta secca. questo era il suo preferito ed anche il mio.
i pinoli appena tostati, inseriti nell’impasto rendono profumato il tutto.
mi piaceva sedermi al tavolo davanti a lei mentre lei impastava rigorosamente a mano con la frusta gli ingredienti, ancora le impastatrici non andavano di moda.
mi sedevo e la guardavo e mentre lei lavorava magari mi raccontava qualche storia.
ora, ve la immaginate voi una ragazzina secca secca, lunga lunga, tutta occhi e capelli che pende dalle labbra della nonna e che ogni tanto allunga un dito per infilarlo nell’impasto e assaggiarlo? ecco, io ero questo. di quei momenti mi è rimasto la dolcezza, la serenità, la voce della nonna, i profumi del dolce mentre cuoce nel fornetto Versilia, perchè mia nonna amava fare i dolci senza accendere il forno.
” bisogna montare bene lo zucchero con le uova e poi facciamo la magia per cuocerlo”, mi diceva sorridendo, alzava gli occhi dal lavoro e mi ammiccava e io sgranavo i miei e la guardavo pensando alla magia…..
quando penso a queste cose mi viene sempre un certo magone, lei è stata l’unica nonna che io abbia mai conosciuto e ho sempre  un senso di rimpianto quando penso a lei, credo che  me la potevo godere di più questa nonna, che potevo parlare di più con lei, che potevo farmi coccolare ancora di più di quanto non abbia fatto.

e allora quando abbiamo cercato un dolce per il libro, LA TOSCANA DI RUFFINO, mi è venuto subito in mente il ciambellone, perchè se si deve parlare di dolci di casa, di famiglia, di amore cosa meglio di un ciambellone?

dal libro : Il ciambellone è il più classico dei dolci da forno preparati in casa.
È un dolce soffice, economico e facile da preparare. È un dolce anche
relativamente sano, buonissimo anche al mattino per la colazione
o per una merenda gustosa e nutriente. Il ciambellone, come ogni
piatto tradizionale di casa, prevede una ricetta di base e molte
interpretazioni.

questa è la ricetta storica, quella di mia nonna e questo ciambellone è stato fatto da mia mamma, una delle ultime cose che ha cucinato perchè poi ha deciso che lei non cucinava più, mangiava e basta…. brutta bestia la depressione, e si che la Mara era come una Re Mida in cucina: qualsiasi cosa decidessi di cucinare era stupenda!

 

 

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ingredienti:

400 g. di  farina tipo 00
35 g. di  burro
200 g. di zucchero
1 bicchiere di latte intero
3 uova intere
1 limone non trattato
1 bustina di lievito in polvere
1 pizzico di sale
75 g. di pinoli tostati
250 g. di zucchero a velo per la glassa

 

 

 

 

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preparazione:

lavare il limone e grattugiarne la buccia.
sbattere le uova con lo zucchero semolato fino ad ottenere una composto molto morbido e spumoso e aggiungere le zest di limone.
aggiungere gradualmente sempre mescolando il burro fuso, la farina, il latte, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale.
amalgamare gli ingredienti cercando di incorporare più aria possibile in modo da rendere soffice il ciambellone.
per ultimo aggiungere il lievito in polvere e 50 g. di pinoli tostati leggermente in padella.
Versare il composto in uno stampo per ciambellone ben  imburrato e infarinato.

cottura in forno

cuocere nel forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.
coprire eventualmente con un foglio di alluminio negli ultimi 10 minuti per evitare che il ciambellone si colori troppo in superficie.

cottura nel fornetto VERSILIA

scaldare la piastra di ghisa sul fornello a gas, una volta ben accalda appoggiargi sopra il  fornetto Versilia, in cui sarà stato versato il composto dopo aver ben imburrato ed infarinato le pareti,  abbassare la fiamma al minimo. Cuocere per 30 minuti senza mai aprire il coperchio e  poi fare la prova stuzzicandenti: se infilando lo stuzzicadenti nel dolce risulterà asciutto il dolce è pronto altrimenti continuare la cottura per altri 10 minuti.

per la glassa

in una ciotola mischiare lo zucchero a velo con pochi cucchiai di acqua bollente fino a formare una crema lisca e appiccicosa.
versare la glassa sul ciambellone e guarnire con i pinoli rimasti.

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fiori di zucca fritti ripieni: facciamoci del bene!

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chi mi conosce sa che mi definisco spesso “fiorita come le zucchine” per la mia chiamiamola sbadataggine, chiamiamola smemoratezza, chiamiamola distrazione…. chiamiamola FIORITURA appunto!  spesso viaggio a un metro dalla realtà, mi perdo nei pensieri e mi dimentico quello che sto facendo, lascio pezzi per strada, scordo le cose… ma mai le persone.

in questo caso però i fiori di zucca sono veri, veri e anche profumati e buoni da mangiare.

una delle ricette della tradizione contadina toscana, di quelle povere, dove si mangiava con niente, si inventavano i pranzi con il poco che c’era e siccome l’olio extra vergine non mancava mai e FRITTO E’ BUONO ANCHE UNA SCARPA si friggeva in allegria, e si friggeva tutto: il pane, la verdura, la salvia, i fiori di acacia e figurarsi se non si friggevano queste meraviglie!

e che c’entrano le acciughe come prima foto per la ricetta? beh, le acciughe sono il ripieno insieme alla mozzarella di bufala….

ricetta gluten free

ragazzi!

questa è una delle ricette che abbiamo “fritto” e fotografato per LA TOSCANA DI RUFFINO.

fiori di zucca fritti ripieni di acciughe e bufala

 

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