Filetti di sgombro speziati: ricetta veloce salvacena

 

Filetti di sgombro speziati

Filetti di sgombro speziati

 

MUSICA: Mozart – Metallica (Symphony No. 40 – Enter Sandman : MOZART HEROES

 

sono famosa per il mio senso dell’orientamento: praticamente inesistente.
mi perdo continuamente, non memorizzo le strade, posso passarci dieci volte in dieci minuti ma non mi ricordo, non ho punti di riferimento.
il mio cervello non memorizza angoli, incroci, rotonde o insegne e di conseguenza il mio senso dell’orientamento è praticamente nullo. però magari mentre passo con la mia macchinetta invece di riconoscere la via esatta noto il pilone dell’energia elettrica avvolto dai rampicanti, l’albero che si staglia nella nebbia, o il sole che spunta da dietro la collina…..

ma non chiedetemi delle strade… e meno male che adesso c’è Google Maps!

e mentre viaggio per arrivare al lavoro (con il pilota automatico inserito) penso: e se anche il mio cuore non imparasse le strade? se non riconoscessi errori già fatti, momenti sbagliati o sensazioni esatte? se facessi confusione anche con il mio cuore come con le strade?
chiudo gli occhi un attimo, respiro a fondo e mi lascio andare. userò il mio sesto senso invece delle mappe.
userò l’istinto, quello che senti in fondo alla pancia, quello che ti lancia messaggi che spesso ci viene facile ignorare.
sposterò la mia bussola del cuore in modalità on, vediamo dove mi porta, vediamo se riesco a perdermi di nuovo.

 

Filetti di sgombro speziati

 

Filetti di sgombro speziati

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Pane alla birra e semi di sesamo – trasloco la mia vita

 

Pane alla birra e semi di sesamo

Lily Allen – LDN

 

“E’ buio perché ti stai sforzando troppo.
Usa la leggerezza nel sentire, anche quando il sentire è profondo.
Lascia che le cose accadano e con leggerezza affrontale.
Getta via il tuo bagaglio e procedi.
Sei circondata da sabbie mobili che cercano di risucchiarti nella paura,
ecco perchè devi camminare con tanta leggerezza.”
Aldous Huxley – L’isola

Nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo
evitare le impossibilità.
Aristotele
Sto traslocando.
trasloco tutta la mia vita.
ci è voluto molto: molto tempo, molto coraggio, molta disperazione, molto amore, molta tolleranza.
sopratturro  mi ci è  voluto MOLTO con ME.  c’è voluto molto per capirmi, per decidermi, per portarmi via da lì.
e allora ho cominciato ad inscatolare le mie cose.
21 anni di vita in quella casa.
un sogno che è diventato realtà per poi sgretolarsi impietosamente e rovinosamente.
ma la vità è così. si cambia, si volta, si gira pagina.
si chiudono cicli, perchè bisogna chiuderli, controvoglia o no bisogna chiuderli.
e io impacchetto. impacchetto sogni, ricordi, pezzettini di vita.
scelgo quale pezzettini portare, trovo cose dimenticate, bigliettini dentro ai libri, banconote (#ognitantounagioia 😎 ), orecchini perduti, accenti caduti per errore.
inscatolo e vado, carico, scarico, sistemo.
e tutto diventa nuovo e vecchio insieme.
la parete rosso Pompei del soggiorno della casa nuova,  il colore è stato discusso amorevolmente con mio fratello che era per il bianco (si faceva prima dice lui), la parete prende vita accanto al tavolo di legno, agli oggetti trapiantanti da una casa all’altra.
e mi ritrovo a girare per le stanze “vecchie” come in trans, guardo tutto per cercare quello che ho lasciato, come si fa quando si lascia una camera di albergo.
lascio in quella casa il mio gelso, il mio moro, l’albero che tutte le mattine mi dà il buongiorno con le fronde che fregano sulla finestra della cucina, lascio il sole fra la nebbia sugli olivi, lascio anni di risate ma anche di lacrime. voglio lasciare il dolore, lo voglio perdere per strada.
ho deciso che lo impacchetto, lo carico sulla mia vetturetta e lo scarico nel cassonetto al Castello. lo lascio lì, che nessuno lo trovi e se lo prenda, lo lascio lì perchè sia distrutto per sempre dentro un inceneritore.
e ogni giorno la sento meno mia, meno necessaria, meno indispensabile questa casa che ho tanto amato.
ma piano piano la casa nuova si popola, prende forma, nasce.
trasloco tutta la mia vita.
torno a casa.
Sabato torno a casa.
E adesso parliamo di cose serie, parliamo di pane.
Pane alla birra? e basta? no, sia mai, mettiamoci anche due noci e un po’ di semi di sesamo!!!

 

Pane alla birra e semi di sesamo

Pane alla birra e semi di sesamo

Ho cambiato modo, essendo sotto stress con il trasloco, fra scatoloni, quello che non ho e quello che ho, ho trovato questo sistema, fra uno scatolone e l’altro, seguite la ricetta…..

 

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Baba ganoush, caviale di melanzane

 

 

baba ganoush, caviale di melanzane

la ricetta è tratta dal libro Gerusalem di Yotam Ottolenghi,
libro meraviglioso, stupendo, divino, perfetto come le ricette di Yotam
COTTURA: MICROONDE
 

 

Baba ganoush, caviale di melanzane

The Knife – Heartbeats

il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
E. Roosvelt

 

 

Che fatica ragazzi, che fatica traslocare!
è un periodo abbastanza frenetico, cerco di stare a galla e di non perdere colpi ma non è facile.
si stanno sovrapponendo diverse cose in questo Settembre e tutto diventa una “prova” di resistenza.
avrei voglia di buttare tutto per aria e andare al mare.

sedermi sulla riva e ascoltare il rumore delle onde, e basta.

aspettare che tutto passi, che i dolori che in questo momento si stanno sovrapponendo si annullino, spariscano, si plachino con il tempo, con il rumore del mare.
perchè ci sono giorni in cui il mio cervello si riposa, riesce a mettere tutto in stand-by, si scorda, riesce a fare pensieri positivi ed a avere una speranza.
poi a un certo punto tutto torna, arriva quel maledetto attimo di consapevolezza che riporta tutto a galla e il dolore ha il sopravvento.
faccio fatica, mi devo contenere, tenere, chiudere, serrare stretta per non scappare da me.
affronto, ascolto, sento. lo lascio venire avanti, come un’onda di marea, lo lascio scorrere dentro di me senza opporre resistenza, mi lascio travolgere.
e quando l’onda passa respiro. rifiato.

è a quel punto che cerco rifugio nel cucinare. come una nave in un porto sicuro mentre fuori la tempesta infuria io mi immergo nel cibo e nelle foto…..

 

Baba ganoush, caviale di melanzane

 

ricetta semplicissima, antica, mediterranea: un comfortfood, un modo per riparare il nostro cuore, una carezza…..

 

Baba ganoush, caviale di melanzane

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