Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella

Palermo, Chiesa Santa Maria dello Spasimo

Keane, Is it any wonder?

sfamare il mondo

perchè quando mi perdo io cucino. nutro il mondo. e la fame atavica sparisce.

perchè quando cucino tutti gli equilibri ritrovano la strada, le voci si spengono, il dolore si attenua e quasi sparisce, il buco si richiude miracolosamente e non manca più niente.

e mi metto il grembiule, lo annodo con calma, giro il filo intorno alla vita e faccio il fiocco, lo liscio sulle coscie, lo sistemo. e comincio.

affetto con calma, con dedizione. la musica nelle orecchie, il bicchiere del vino, una sigaretta: questa è casa, l’unico modo in cui, in questo periodo, io trovo “casa” dentro di me, cucinando, sfamando il mondo.

l’olio che sfrigola insieme alle verdure, il tegame di alluminio, gli ingredienti aggiunti uno per uno, al momento giusto, per creare quell’alchimia che è il cibo, quella perfezione di sapori e odori che scalda l’anima e il cuore. quella magia leggera e senza peso, quella eterea sensazione di pace interiore, di appagamento, di soddisfazione che mi da il cucinare. con affetto, con amore, con passione. per chiudere quel maledetto buco che non si riempie mai. manca sempre qualcosa. quando cucino NO, non manca niente.

come faccio a farvi sentire quello che provo? quella passione viscerale, quella soddisfazione, quella necessità, come posso fare? le parole non bastano, non bastano nemmeno le foto: vi inviterò tutti a pranzo da me!

farneticare ho farneticato, adesso possiamo passare alla ricetta.

i porcini me li hanno regalati, piccoli e sodi, spettacolari e saporitissimi.

per esaltare il profumo ho preferito lasciarli cuocere semplicemente in un olio extra vergine di oliva.

Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella

Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella

Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella
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Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella
Istruzioni
  1. Setacciate le farine un paio di volte in modo che si mischino bene e formate una fontana: al centro depositate l'olio, l'uovo intero e un pizzico di sale. Impastate aggiungendo acqua fino ad avere un impasto piuttosto duro ma allo stesso tempo resistente. Avvolgete l'impasto in pellicola trasparente e lasciatelo in frigorifero per almeno mezz'ora.
  2. Stendete la pasta (a mano con il matterello oppure con la "nonna papera", la macchinetta e poi tagliatelo nelle tagliatelle della dimensione che preferite: le mie sono state piuttosto alte e abbastanza stette. Lasciate la pasta stesa su una spianatoia ben cosparsa di farina in modo che non si attacchi fra se.
  3. Pulite i funghi con il dietro della lama del coltello: togliete con pazienza tutta la terra e le parti sciupate e lavate sotto un filo di acqua corrente per togliere la restante terra. Separate i gambi dalla cappella e tagliateli a quadratini. In una padellina con uno spicchio di aglio in camicia e abbondante olio extra vergine di oliva cuoceteli a fuoco vivace per tre/quattro minuti, sia le cappelle che i gambi tagliati a quadretti, salate e pepate.
  4. Nel frattempo preparate la crema alla nipitella che altro non è che una besciamella lenta aromatizzata alla nipitella: mettete a scaldare metà del latte in una casseruola e immergeteci dentro la nipitella fino ad arrivare ad ebollizione, poi spegnere tutto e lasciar riposare. Fate il roux con il burro e la farina e cominciate ad aggiungere il latte a temperatura ambiente mescolando continuamente perchè non si formino grumi o si attacchi al fondo. Aggiungete poi il latte aromatizzato alla nipitella filtrato, il cucchiaio di ricotta, il sale, lo zucchero e fate bollire piano piano per pochi minuti aggiungendo una generosa macinata di noce moscata e di pepe. Quando la consistenza è giusta spegnete e togliete dal fuoco: deve essere una crema ma non troppo soda.
  5. Cuocete le tagliatelle in acqua salata, scolatele, passatele dentro la padella con solo i gambi dei funghi cotti e poi servitele adagiandole su un letto di crema e con una cappella di porcino per ogni commensale.
Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella

altre ricette con i funghi:

Cremosa ai funghi porcini di Giulia Child

Zuppa di castagne e funghi porcini

Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella
Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella
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Tartare di chianina e uovo fritto all’olio extra vergine di oliva IGP Toscano

Tartare di chianina all'olio extra vergine di oliva IGP Toscano

Mumford & sons, The Cave

Ancora una ricetta senza cottura che con questa Estate calduccina bisogna aiutarsi .

La tartare è semplice, semplicissima ci vuole solo la carne: DEVE ESSERE BUONA, anzi, DEVE ESSERE SPECIALE, DI RAZZA NOBILE. perchè la tartare è la carne e quindi……

va poi da se che la fantasia aiuta e si puo’ arricchire e accompagnare in vari modi, io ho scelto le zucchine, un carpaccio di zucchine, e un uovo fritto (no, non alla Cracco! O:)) )

Tartare di chianina e uovo fritto
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Cevice di tonno e avocado all’olio evo IGP Toscano

cevice di tonno e avocado
cevice di tonno e avocado

Ezio Bosso, Followiong a bird

ma anche

Io non ho paura

avrei sempre voluto essere una di quelle persone con una bella faccia, simmetrica, precisa, lineare, dolce.

invece mi sono sempre dovuta confrontare con la faccia spigolosa che lo specchio mi rimandava: naso importante, abbastanza importante direi, labbra sottili, mento visibile. l’unica cosa che ho sempre salvato sono gli occhi, verdi e grandi, adesso coperti da lenti da “cecata”. devo dire che il tempo ha addolcito gli spigoli, ha addolcito i lineamenti, i capelli si sono fatti bianchi e tutto sommato non sono male.

ma la faccina da brava ragazza, da bella ragazza… quella l’avrei sempre voluta ma invece no, non mi è toccata :O)) e poi, ad infierire ulteriormente non sono fotogenica, per niente, forse proprio il mio essere asimmetrica: e questo è terribile per una che ama la fotografia! ha ha ha!

mi hanno definito in tanti modi in questi 54 anni: mi hanno chiamata principessa perchè dicevano che avevo l’aspetto altero e spocchioso, quella con la puzza sotto il naso, senza sapere che era solo fuffa, che era la mia timidezza mascherata da alterigia, mi hanno definita “particolare” nei lineamenti, per non dire bruttina, mi dicono che sono “elegante” ma io non mi ci sento, mi sento l’esatto contrario, mi hanno chiamata caratterialmente strana, e su quello devo dare ragione, strana lo sono sempre stata. strana per gli standard comuni, normali: ma poi, quale è la normalità?

certo è che a 54 anni suonati preferisco ancora la “testa” al fisico, per fortuna, nonostante sia davvero “strana” come mi definiscono, anticonformista, imprevedibile e una grandissima rompipalle. ma se così non fosse non avrei la passione per la cucina, per la fotografia, per i blog…..

la ricetta di oggi è semplice e “senza forno ferire”, addirittura senza fuoco e usa l’ingrediente principe della cucina Toscana: l’olio d’oliva extra vergine IGP Toscano.

cevice di tonno e avogado
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