Pici al pecorino e pesto di fave: toscani fino in fondo!

 

pici pecorino e pesto di fave orizzontale II

 

Musica per la cucina

Norah Jones – Sunrise

 

la Toscana è terra di sapori, di alchimie alimentari, di buon cibo.  chi non conosce i prodotti tipici toscani ?

in questo caso parliamo di pecorino e fave per un semplice ma incredibile primo piatto,

i pici al pecorino e pesto di fave

si, toscani fino in fondo che  più toscani di così di muore!

io adoro i formaggi e ogni tanto mi concedo un tuffo nel buono (colesterolo permettendo). con questo pecorino, un semistagionato con un profumo e una consistenza prorompenti ed importanti, mi sono detta che per sentirne tutta la forza non bisognava esagerare con gli ingredienti e con le praparazioni.

e poi giocano molto i ricordi: io il pecorino con i baccelli (cosi si chiamano le fave in toscana, baccelli), per rimettersi la bocca a fine pasto, come diceva sempre mia nonna, l’ho sempre adorato.

un chicco di sale grosso, un paio di fave, un morso di pecorino, un bicchiere di rosso e tanta convivialità, tante risate, tanta armonia. e come tutti ben sappiamo i ricordi giocano molto sul nostro palato, mangiamo prima con gli occhi, con il ricordo:  vediamo quello che abbiamo davanti e il nostro cervello ha già richiamato il profumo, il sapore, il piacere del cibo.

questa è una ricetta semplice, facile e anche relativamente veloce, con prodotti tipici toscani che potete acquistare su Bottegheria

 

pici pecorino e pesto di fave formaggio_

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gnocchetti di pane raffermmo e noci con vellutata di piselli

 

gnocchetti di pane su crema di piselli - vaso- LA GABBIANELLA - fantechi luigi_Ceramiche  LA GABBIANELLA – Luigi Fantechi

Musica
Moby, like a motherless child

 

 

gnocchetti di pane raffermo e noci con vellutata di piselli

 

Sono sparita? noooo, ci sono ci sono!

e’ stata una settimana impegnativa quella appena passata, il Taste a Firenze, un evento imperdibile per una foodblogger. soprattuto un modo per conoscere di persona e dare un volto ad aziende e persone conosciute solo virtualmente, un modo per ritrovare amiche blogger  che altrimenti “non-si-trova-mai-il-tempo”, un modo per assaggiare e conoscere prodotti dell’eccellenza alimentare italiana.

e credetemi, di eccellenze alimentari  in Italia ne abbiamo tante!

passiamo alla ricetta, a questa ricetta di recupero con il pane raffermo, passiamo agli gnocchetti!

 

 

gnocchetti di pane raffermo e noci su vellutata di piselli - c- LA GABBIANELLA - fantechi luigi_

Ceramiche  LA GABBIANELLA – Luigi Fantechi

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Fagottini di cavolo nero e caprino su fonduta di formaggio

fagottini di cavolo nero e caprino su fonduta di formaggio

fagottini di cavolo nero e caprino su fonduta di formaggio- la gabbianella - fantechi luigi - fonduta due

“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.
Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…
Ci vogliono i riti“.

da “Il Piccolo Principe”. Antoine De Saint-Exupery
 

la pasta fresca mi è sempre piaciuta.  e tutte le volte provo formati diversi, per curiosità. questo non è un formato nuovo, questi fagottini però sono speciali. sono fagottini di cavolo nero e caprino con una fonduta di formaggio, e nell’impasto c’è anche la polvere di cavolo nero – vedete quelle macchioline? – e ho scelto le farine con cura, e ho impastatato con la musica, che secondo me fa bene alle farine ma soprattutto fa bene a me!

impastare, impastare per distarsi, per rimettersi in pari con se stessi. perchè mentre impasti i movimenti diventano lenti e pensati, studiati ma automatici, e calmi, come onde che leggere si appoggiano sulla sabbia,  amorosi, attenti. e magari mentre impasti canticchi la canzone di sottofondo e la balli pure, facendo facce strane e sorridendo come una bambina.

e senti la farina che diventa impasto, che si forma e si conforma, che si agglomera e che si si unisce all’uovo, alla polvere di cavolo nero, all’olio.

questa non è una ricetta difficile, è una ricetta di pazienza.

pazienza per impastare, pazienza per pensare, pazienza per assaggiare, pazienza per “incartare”.

impariamo a non avere sempre fretta, a fermarci a pensare alle nostre cose, a noi mentre facciamo qualcosa che ci piace, che ci rilassa.

facciamone un rito, preparate il cuore per stare bene.

e può essere un impasto, puo’ essere una passeggiata, una foto, una lettura.

come se tutto il nostro correre servisse a non farci fermare a pensare, a sentire quello che abbiamo da dirci.

non dobbiamo avere paura di guardarci dentro, di vedere e di sentire quello che sentiamo, anche se a volte non è proprio quello che razionalmente vorremmo.

potremmo scoprire che alla fine siamo comunque belli.

 

fagottini di cavolo nero e caprino su fonduta di formaggio- la gabbianella - fantechi luigi -fagottini_

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