Paccheri al ragù….di soia

Paccheri al ragù di soia

Get up, Chinese man

Ci sono giorni in cui ho bisogno di certezze, anche minuscole ma che siano certezze.

Alzò gli occhi a guardare il cielo e lo vedo celeste, una certezza. Prendo un caffè e il profumo, il sapore, il calore li riconosco. Mi volto quando mi sento chiamare per nome. Piccole certezze che portano avanti nel giorno, il giorno prima della felicità.

Perché la felicità non avverte, arriva. Arriva sparata come un colpo di fucile e poi passa altrettanto veloce. Ma il ricordo di quei pochi attimi non ti lascia mai più, per tutta la vita. Quando ti tornerà in mente quell’attimo preciso sorriderai dentro di te e ti ricorderai la stessa scossa elettrica che hai sentito, lo tesso colpo al cuore. Che sia oggi il giorno prima della felicità?

Paccheri al ragù di soia

Una delle certezze della vita per me è sempre stato il ragù di carne, il sugo, come si dice a Firenze. Mi ricordo che fin da bambina tornando da scuola riconoscevo il profumo già dalle scale e allora correvo come una matta, a rotta di collo per arrivare a casa e intuffare il pane dentro la pentola.

E mi ricordo la risata della nonna, la sua soddisfazione: io che ero sempre stata una bambina secca secca e pallida, ciucciata dalle streghe, come diceva lei, io che correvo a mangiare il suo sugo!!!?

E non sono mai riuscita a fare un sugo come il suo, nonostante sia stata a rubar con gli occhi i suoi gesti, i suoi movimenti mentre lo cucinava. D’altra parte come può un sugo competere con un ricordo?

Ma questo non è un sugo di carne, al posto del macinato di carne ho usato il granulato di soia: vuoi per necessità (tengo il colesterolo alticcio) sia per curiosità ( potevo io non sapere che sapore avesse il ragù di soia che mia zia decanta sempre come buonissimo?) Sia mai!

Sottoposto, senza dichiarare che non fosse di carne (l’aspetto non tradisce, praticamente uguale e il profumo quasi nemmeno), al severo giudizio di intenditori carnivori, alla domanda: “com’è?”la risposta è stata “buono ma diverso dal tuo solito, che carne hai usato?”

Ecco. Ecco ecco ecco. Non vi rimane che provare.

Per una volta lasciare da parte lo scetticismo e provate. E poi fatemi sapere.

paccheri al ragù di soia

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Pici al pecorino e pesto di fave: toscani fino in fondo!

Pici al pecorino e pesto di fave

Musica per la cucina

Norah Jones – Sunrise

la Toscana è terra di sapori, di alchimie alimentari, di buon cibo.  chi non conosce i prodotti tipici toscani ?

in questo caso parliamo di pecorino e fave per un semplice ma incredibile primo piatto,

i pici al pecorino e pesto di fave

si, toscani fino in fondo che  più toscani di così di muore!

io adoro i formaggi e ogni tanto mi concedo un tuffo nel buono (colesterolo permettendo). con questo pecorino, un semistagionato con un profumo e una consistenza prorompenti ed importanti, mi sono detta che per sentirne tutta la forza non bisognava esagerare con gli ingredienti e con le praparazioni.

e poi giocano molto i ricordi: io il pecorino con i baccelli (cosi si chiamano le fave in toscana, baccelli), per rimettersi la bocca a fine pasto, come diceva sempre mia nonna, l’ho sempre adorato.

un chicco di sale grosso, un paio di fave, un morso di pecorino, un bicchiere di rosso e tanta convivialità, tante risate, tanta armonia. e come tutti ben sappiamo i ricordi giocano molto sul nostro palato, mangiamo prima con gli occhi, con il ricordo:  vediamo quello che abbiamo davanti e il nostro cervello ha già richiamato il profumo, il sapore, il piacere del cibo.

questa è una ricetta semplice, facile e anche relativamente veloce, con prodotti tipici toscani che potete acquistare su Bottegheria

Pici al pecorino e pesto di fave

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gnocchetti di pane raffermmo e noci con vellutata di piselli

gnocchetti di pane raffermmo  e noci  con vellutata di piselliCeramiche  LA GABBIANELLA – Luigi Fantechi

Musica
Moby, like a motherless child

gnocchetti di pane raffermo e noci con vellutata di piselli

Sono sparita? noooo, ci sono ci sono!

e’ stata una settimana impegnativa quella appena passata, il Taste a Firenze, un evento imperdibile per una foodblogger. soprattuto un modo per conoscere di persona e dare un volto ad aziende e persone conosciute solo virtualmente, un modo per ritrovare amiche blogger  che altrimenti “non-si-trova-mai-il-tempo”, un modo per assaggiare e conoscere prodotti dell’eccellenza alimentare italiana.

e credetemi, di eccellenze alimentari  in Italia ne abbiamo tante!

passiamo alla ricetta, a questa ricetta di recupero con il pane raffermo, passiamo agli gnocchetti!

gnocchetti di pane raffermmo  e noci  con vellutata di piselli

Ceramiche  LA GABBIANELLA – Luigi Fantechi

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