Basilicata coast to coast…. no, Basilicata Food & Wine

 

 

 

 

la foto originale la trovate qua 

 

 

la prima volta che ho visto Matera, che ho visto i Sassi, ero poco più che diciassettenne. e me ne sono innamorata.
è stato un colpo di fulmine, un amore a prima vista. poi ci sono tornata da più grandicella e infine quando ero già mamma, ci sono tornata con i figli piccoli. comunque almeno una decina di anni fa.

I Sassi sono un colpo al cuore. sono così emozionanti, così unici, così intimi, scusatemi l’espressione ma rende bene l’idea. un mondo antico, arcaico, un mondo che era in contatto con la terra, con la vita. tutto quello che noi ci siamo un po’ dimenticati, in questo mondo elettronico.
mi ricordo ancora il lento gocciolare dell’acqua nella grande cisterna di raccolta delle acque, un pozzo enorme, atavico, mistico.
tutti i Sassi sono avvolti da questa atmosfera mistica in realtà, sono un mondo che non esiste più, si respirano antichi saperi, antiche vite. chissà quante gioie, quante lacrime, quanti sacrifici sono rimasti incisi in quei sassi, in quelle case. quanta energia.

mi piacerebbe tornarci con la mia compagna attuale, la mia macchina fotografica.
stasera parlando con un’amica al telefono le dicevo che con la macchina fotografica, attraverso il mirino della macchina fotografica i miei occhi vedono quello che altrimenti non vedono. con il mirino riesco a cogliere particolari, sensazioni, emozioni che a occhio nudo non vedo. cosa strana.
quindi si, mi piacerebbe essere una delle tre blogger invitate a questo evento, mi piacerebbe essere scelta dalla Federazione Italiana Cuochi per partecipare a questo blog-tour, partecipare al Basilicata Food & Wine, godere dell’ospitalità e del calore umano di queste genti lucane, godere dei prodotti meravigliosi di questa terra.

insomma a chi non piacerebbe?
quindi mi candido a fare questo immenso sacrificio dal primo al 4 di aprile, mi candido a partecipare a Matera Fodd & Wine e invito anche voi a farlo.
come si fa? si fa un post sul proprio blog, che deve essere vecchio di almeno tre mesi, linkare il post di Teresa e lasciare il link del vostro post nei commenti, linkare il post dell’Evento, esporre il banner come questo sotto.
fatto, siamo candidate!

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Carrote cake confortable

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musica consigliata

leaving heart

ci sono giorni che non passano mai eppure di accorgi di essere arrivata in fondo alla settimana,
un tempo pesante, molle, lento ma sfuggente.
corre follemente nella normale routine dei giorni, gli uni uguali agli altri,
se non capita qualcosa di brutto che scuote la piattezza assoluta.
si, perchè difficilmente succede qualcosa di bello ultimamente.
certo, certo.
guarda il bicchiere mezzo pieno, guarda quello che hai e non quello che non hai. si. lo faccio, lo faccio il novantanove per cento delle volte,
costruisco castelli di carta e poi quel misero uno per cento, quell’effimero alito di vento scombussola tutto, di nuovo, ancora.
quell’uno per cento fa saltare tutti i paletti e la parte folle di me esonda e si rimette in moto.
se mi guardo intorno vedo solo macerie: si, lo so, dalle macerie si risorge, ma che fatica.
in questo mondo di perfezione, in questo mondo in cui tutti dobbiamo vincere, e dobbiamo trionfare, e dobbiamo arrivare,
in questo mondo non si puo’ perdere. non si deve perdere.
e, andando contro corrente – Massimo dico a te, grazie – dicevo, e andando contro corrente io mi sento di dire che ho perso.
ho perso quello che di più bello avevo, ho perso.
dichiaro la mia sconfitta con la vita, non sono riuscita a non farmi calpestare, non ce l’ho fatta.
perchè non si puo’ perdere in questa società. e invece io ho perso. si, ho perso.
ho bisogno di dirlo, faccio outing. ho bisogno di stare a leccarmi le ferite, senza dover per forza ripartire come un treno in corsa,
ho bisogno di vedere come voglio ripartire.
Da me, quello per forza, non posso evitarlo quello.
quando ripartire, in che direzione.
se ripartire.
ho bisogno di elaborare un lutto.
e mi sono anche un po’ rotta le scatole di dover per forza essere sempre quella che non crolla,
nemmeno sotto le mazzate più grosse. e invece sono crollata, mi sono ritrovata con il culo per terra.
e si lo so, bla bla bla bla bla bla, le sconfitte insegnano a ripartire, con nuovo entusiasmo ecc. ecc.: una paio di palle!
si fa fatica perdio, una fatica dannata.
e non si puo’ nemmeno dire, bisogna fare quelle che sorreggono il mondo: bhe, ragazzi, mi si sono piegati i ginocchi,
sono rovinosamente rotola a terra e mi rimane difficile far finta di niente.
“come va?”, “bene, tutto bene, normale”, normale una accidente.
sono qui che arranco per non affogare e devo anche sorridere? no, non sorrido.
almeno non a comando, sorriso quando mi va, quando mi sento.
sono folle? va bene, sono folle, in questo momento non riesco a tenere a bada la mia follia, la devo esternare.
e l’amore che sento per le MIE persone è l’unica luce in fondo al tunnel.
perchè le persone si amano per quello che sono e non per quello che vorremmo che fossero.
le persone non le potremo mai capire fino in fondo, le potremo forse “prevedere” ma non le possiamo capire perchè non sono noi.
le persone si amano e basta.
alle mie due stelle, le più luminose di tutta la galassia.

verso l’infinito ed oltre

carrote cake aromatizzata al cioccolato

giusto per concedersi un po’ di “amore” in questo mondo arruffato

carrote cake DSC_5785

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incredibili magie: COOKSTOCK 2016

 

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Hallelujah, Acustic guitar, Manuele Colamedici

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li vedete questi due sopra? ecco, questi due sono lo spirito di quello che è stato Cookstock 2016. come vogliamo dire? solari? allegri? incoscienti? si. possiamo dirle tutte e tre. così è la gente del Cavolo, soprattutto incosciente e coraggiosa, e, volendo, meravigliosa.

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