Frollini glassati alle nocciole per Natale

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Yann Tiersen, Tempelhof

 

Frollini glassati alle nocciole per Natale

quest’anno il Natale torna alle origini per me, nella vecchia casa.
poche righe, non ho voglia di scrivere, latito da diversi giorni dal blog e ho il blocco dello scrittore, 😆 , ma i frollini  glassati per Natale bisognava farli.

l’idea era di impacchettarli ordinati nei sacchettini e distribuirli come regalini ma la verità è che non sono arrivati in tempo: sono stati velocemente divorati, gli ultimi ieri sera dopo le foto.

sapete com’è: il primo lo devi assaggiare bene, il secondo serve per capire cosa manca, il terzo per saggiare lo zucchero e via così…… ha ha ha, ma va bene così faremo altri biscottini.

Vi lascio la ricetta di questi semplicissimi ma deliziosi frollini

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Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

Il sémelle

 

 

 

Possibili scenari, Cesare Cremonini

…e poi succede che ci sentiamo bene senza nessun perchè…

 

 

Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

ci sono ricordi che rimangono impressi come fotografie nella mia mente. nonostante gli anni passino le “fotografie” rimangono chiare e nitide, non sono assalitE dal tempo che passa e non sbiadiscono mai.
uno dei più nitidi è quello del sémelle con la mortadella che ci mangiavamo il sabato mattina con mio zio.
nelle calde settimane estive, quando la scuola se ne andava in ferie e io, poco più che bambina, gironzolavo per il paese a perdere tempo mi fermavo a bottega da mia zia e lì il sabato mattina trovavo mio zio. grande passionario del cibo, grande cuoco, grande fantasia, grande persona.
e quando mi vedeva mi sorrideva e annuiva: era diventata un appuntamento il sabato mattina. ci piaceva a tutti e due.

vieni, mi diceva, andiamo dal Tacconi a prendere il sémelle con la mortadella…

il Tacconi era il signore proprietario di un negozietto di alimentari, vecchio più dei suoi due anziani proprietari, un bugigattolo in fondo a una strada del quartiere antico del paese.  e scendevamo per Via della Farulla parlando e parlando. mi piaceva ascoltarlo, mi insegnava a ridere e a prendere la vita con filosofia, e io che ero una bambina timida e vergognosa prendevo coraggio dalle sue parole.

e  si  entrava in questo piccolo antro, buio e profumato di pane, di schiacciata all’olio, di affettati e acciughe sotto sale.

e anche lui, Rodolfo, il Tacconi, quando ci vedeva insieme ci salutava e preparava i panini: era diventato un rito da rispettare.

Corrado, due sémelli con la mortadella?

mi ricordo il tepore del pane all’olio e il profumo della mortadella (tanta, affettata sottile e senza pistacchi, che all’epoca non andavano di moda) e se chiudo gli occhi sento ancora il primo morso…..

vorrei tornare indietro, premere play, ricominciare da capo, da quei quindici anni e cambiare strada. possibili scenari differenti. vorrei avere ancora i miei lunghi capelli, gli occhi golosi di vita, l’impazienza. ricominciare. il passato non cambia, non si torna indietro, si puo’ solo andare avanti con il cuore ancora giovane ma pieno di cicatrici dentro uno scrigno arrugginito e cadente.

 

 

 

Il sémelle

 

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Ruota di pane integrale ad alta idratazione e i cuori di San Patrignano

Cuori in tessuto delle ragazze del settore TESSITURA di San Patrignano

Filo dopo filo prende forma il tessuto.
Intrecci che raccontano di un antico mestiere artigiano e di vite ritrovate

Rescue me, Thirty Seconds To Mars

 

 

Ruota di pane integrale ad alta idratazione

 

Per fare il pane ci vuole il cuore.
SI, ci vuole il cuore. E la pazienza. E la passione.
Con tutti i lieviti ci vuole il cuore. Tanto cuore.
Come per vivere,  ci vuole cuore….

mia mamma mi diceva sempre: te non sei normale….. e forse aveva ragione, me lo sono detto da sola mentre impastavo questo pane.
perchè il pane si puo’ fare velocemente o lentamente, si puo’ fare correndo oppure godendosi ogni fase dell’impasto, stare a guardare la lievitazione, vedere i mutamenti a ogni piega, constatarne la consistenza e aspettare i tempi giusti.
e io ho aspettato.

 

 

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