Mini muffin glassati con scorza di arancia caramellata

Mini muffin glassati con scorza di arancia caramellata

Gotye, eyes wide open

io che con la pasticceria sono un disastro, io che non “tengo” pazienza, che li potrei “uscire” direttamente dalla finestra, io che i dolci li faccio “a orecchio” come la Mara, la mia mamma, io che son più quelli che assaggio che quelli che produco….. eppure io ho trovato tutta la mia pazienza per preparare per la Lucia e l’Ivana questi mini muffin, questi bocconcini profumati all’arancia e vaniglia, io che ce l’ho messa tutta ma proprio tutta tutta tutta la pazienza!

io sono contenta di questi piccolini, alla fine la sfida l’ho vinta io e quindi posso essere contenta! perchè c’era la vocina che diceva che erano troppo “bellini” perchè mi riuscissero:

“ti stuferai dopo il terzo, ti immagini, tu che prepari lo stampo e ci metti i pirottini, che li riempi uno per uno 4,5,6 volte, figurati, tu che li metti a freddare sulla griglia (90, dico NOVANTA pezzettini), scommetto che dopo i primi dieci apri la finestra e li “esci” direttamente, riponi tutto e vai in pasticceria a comprarli. tu che prepari la glassa con lo zucchero a velo e li glassi uno per uno e mentre li glassi ci appoggi sopra le scorzettine d’arancia che stanno candendo nella padella perchè così calde rimarrano incollate con lo zucchero e la glassa fresca….. MA FIGURATI!”

e invece, cara la mia vocina str@@@@ ti ho fregato, li ho fatti tutti e novanta e non li ho ingurgitati freneticamente, giusto uno per capire se erano buoni :O)), ecco, li ho fatti tutti e novanta, con pazienza, amore, passione. ed erano davvero buoni!

Mini muffin glassati con scorza di arancia caramellata
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Sfoglia ripiena alle verdure e caprino

sfoglia ripiena alle verdure e caprino

fiori arancioni

We are all astronauts – Ether

Sono stata tante cose
sono stata figlia e anche madre, sono stata grande e poi piccina,
ho imparato a soffrire e a gioire, ho imparato che dopo che sei caduta non puoi che rialzarti.
sono svanita e poi riapparsa, risorta dalle ceneri in una nuova me,
ho capito che niente puo’ fermare un desiderio.
ho cambiato pelle, mi sono riscoperta diversa, nuova, fallibile ma non scoraggiabile,
intera e a pezzetti, mi sono rimessa insieme con l’oro giapponese, così che le ferite diventassero preziosi intarsi,
ho imparato a volare con le mie ali, fino alle stelle, ad infinitum
invincibile, qui e ora, mai e sempre
ho urgenza di vivere

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Le ricette con gli avanzi: minestra di cavolo verza e croste di Parmigiano Reggiano

Cesare Cremonini, Poetica

….troveremo il modo anche quando poi
saremo stanchi…..

DEDICATO A TUTTE/I I FOODBLOGGER che conosco

Perchè la vita ti passa addosso. Spesso e dolorosamente.  E a volte vorresti evitare di pensare, non ne hai voglia. Hai bisogno di staccare, di smettere, di isolarti del resto della “vita” che continua a sorprenderti, sempre. E continui a sperare nelle buone notizie, nei miracoli, come un mattino che cambia da uggioso e piovoso in allegro e assolatio.
Tu credi nei miracoli, anche quelli piccoli piccoli, ci credi, da grande e inguaribile romantica. 
 

E allora ti metti a cucinare perchè cucinare è un’arte, cucinare è un rito per rientrare in possesso della tua anima, cucinare è sentire il mondo che si riallinea sotto le tue mani. E tu adori cucinare.

Quasi come un culto, entri nella tua cucina e annusi. Si sentono i profumi delle spezie, se sai sentire bene, si sente il profumo del ramo di gelsomino siciliano che hai staccato dalla siepe, dolce e sinuoso che evoca ricordi di viaggi lontani di bambina.

Quasi come un cerimoniale sacro, ripetuto e affinato nel tempo.   buona musica di sottofondo.  Apri una bottiglia di vino, un buon chianti, lo versi in un calice e lo fai correre lungo le pareti di vetro della boulle e guardi il colore rubino che inonda mentre sale e scende in morbide curve.  E ancora annusi, ti inebrii con il profumo già  prima dell’assaggio.
Ti infili il grembiulone nero, giri i fili  intorno alla vita due volte e fai il fiocco, con cura, senza fretta, con affetto.
Strisci le mani lungo le cosce per distenderlo, per togliere le pieghe.
Accendi una sigaretta e la lasci bruciare nel posacenere vicino alla finestra perchè tanto te la dimentichi e cominci.
Cominci a  sbucciare la cipolla, a scegliere il coltello, a tagliarla e a sentire il suono della lama sul tagliere di legno.  E ogni rumore, ogni movimento, ogni gesto è SOLO AMORE.
La affetti in fili sottili, la cipolla per metterla nell’olio. E aggiungi lo spicchio d’aglio. E non ti arrabbi nemmeno quando devi tenere premuto il pulsante del gas per almeno 7 o 8 secondi per farlo stare acceso.
Fiamma bassa, bassissima. Senti lo sfrigolio della cipolla che sprigiona nell’olio il suo profumo. Sembra parlarti. E poi ti piace sentire i profumi di cottura. T piace guardare la cosa che prende forma. E scegli  le erbe aromatiche, foglia per foglia con lentezza e attenzione, le lavi, le aggiungi.
E lasci andare il pomodoro mentre prepari la pasta.  Impastare acqua e farina, sentire il calore che si allarga sotto le mani, sentire l’anima del grano che risorge.
Distendere. Formare.
Lasciar riposare.
E senti il tempo che passa, lento.
Ti piace, ti dà piacere, ti acquieta l’anima.
E poi il desco: imbandito come quello di un Re, posate perfette, bicchieri enormi, tovaglie di lino incantato.
E quando il piatto arriva, fumante e delicato, bello e profumato,  ti piace sentire i commenti leggeri degli amici.
Cucinare per te è come sparire nel mondo incantato delle fate, è come riappropiarsi della  vita con lentezza e perfezione, è godere di ogni profumo o immagine che riesci a sentire  fino nell’ultima fibra del tuo corpo.

In fin dei conti sono solo ricette per la lietezza dello spirito.

minestra di cavolo e croste

ricetta senza glutine

minestra di cavolo e croste

parola d’ordine RECUPERO, AVANZI, RICICLO.

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