Crêpes suzette

crêpes suzette E

 

le  crêpes suzette hanno una lunga storia, lunga lunga, che parte dall’origine delle crêpes, che non sono francesci ma sono le crespelle fiorentine  che  Caterina De’ Medici ha “esportato” da Firenze e dalla corte Medicea quando si è trasferita in Francia per diventarne la Regina.

sulla nascita delle crêpes Suzette invece la leggenda narra che tale  Suzette fosse ospite di Edoardo VIII, principe di Galles,  e che  durante un pranzo al Cafè de Paris a Montecarlo lo chef  Henry Charpentier commise un errore, lasciò cadere del liquore sulle crêpes   che stava preparando come dessert per il principe. con il calore del fuoco le crêpes si infiammarono e l’effetto flambè fu trovato molto meritevole e i dessert furono portati comunque in tavola.. Sembra che il Principe Edoardo fosse rimasto talmente colpito dalla bontà delle crêpes  che chiese allo chef se potessero essere dedicate alla giovane ospite, Suzette.

e come vedete dagli errori spesso nascono fiori….

crêpes suzette C

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Fagottini di brisè agrodolci

fagottini di brisè, fichi caramellati e caprino - LuigiFantechi - insieme pomodoro bn

fagottini di brisè agrodolci

 

un colpo di colore nel grigiore quotidiano della vita
movimenti ripetuti, sempre gli stessi, vivere il quotidiano aspettando una piccola gioia che la vita  ti regalerà
a volte un fiore che sbuca fuori dal cemento, una nuvola sospesa, il crescere del grano nei campi, un uccellino che gorgheggia appoggiato sul ramo del moro, il glicine che riempie l’aria di profumo con i suoi grappoli cadenti e ammalianti
che cos’è la vita se non un susseguirsi di piccoli incredibili minuscoli e bellissimi miracoli?

e aspetti col fiato sospeso il piccolo, incredibile, minuscolo miracolo quotidiano, quel piccolo miracolo che ti ricorda che la vita è sorprendente, che la vita è guardarsi intorno e sorridere, che la vita è pensare positivo anche quando ti sembra che di positivo ci sia rimasto ben poco, aspettando il miracolo, quello grosso, e nel mentre  cogliere il bello del  vivere.

 

scale con fiori particolare (1 di 1)

e se un fiore puo’ nascere ovunque, intrufolarsi da ogni spiraglio, sbocciare e risplendere di vita brillante  perchè noi non potremmo essere felici?

non esiste legge universale che ce lo vieti.

dipende da noi, non che sia facile, ma dipende da noi scegliere se essere comunque felici o  abbracciare un eterno pessimismo.

io sono per la prima soluzione, voi?

fagottini di brisè agrodolci

 

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Ciambellone soffice allo yogurt – 7 vasetti di nostalgia

 

FIORI primavera 2018 (1 di 1)

Sinfonia Imperfetta, Carmen Consoli

a, voglio vivere così, col sole in fronte

musica per l’impasto

 

 

 

faccio un ciambellone allo yogurt quando mi prende la nostalgia …..

la leggenda metropolitana narra che mia mamma, la Mara, che era una meraviglia in cucina, un Re Mida, capace di mettere a tavola venti persone con poco e nulla e tirar fuori un pranzo da re, appunto, avesse  un tallone di Achille: i dolci.

perchè i dolci si fanno a “orecchio”, si fa con quello che si ha, non si pesa. lei era così, mai uguale e quando venivano bene erano dolori: non si ricordava la ricetta!

uno dei suoi cavalli di battaglia erano i ciambelloni, quelli fatti con il fornetto Versilia, il suo preferito, per non accendere il forno.  il più delle volte non erano proprio…. come dire, soffici? ha ha ha, erano chiamati i “bancali” data la loro compattezza ma erano buonissimi di sapore, profumati e ottimi per la colazione intuffati nel latte.

così quando mi telefonava, magari a metà pomeriggio e mi diceva: vieni a prenderti il bancale io correvo e mi prendevo tutto quel profumo di mamma.

quanto mi mancano i suoi ciambelloni duri e tosti, quanto mi mancano le sue risate, le sue battute, il suo esserci sempre e comunque.

così. domenica, che ero sola soletta a casa mi sono volevo concedere una giornata di dolce far niente: niente cucina, niente pane, niente foto, niente insomma.

l’idea era libri e sole: il sole non c’era, il libro me lo sono finito e poi? poi è risaputo che io ferma proprio ferma ferma senza fare niente….. dopo dieci minuti smanio e scalpito come un puledro imbizzarrito. mi sono data ai dolci e devo dire che assomiglio alla Mara per i dolci, non sono il mio forte, non sono i miei preferiti: però li mangio, eeeeeee se li mangio!

con quello che avevo in casa potevo solo fare un ciambellone giusto per provare uno stampo che da tempo era su uno scaffale in attesa di essere usato. ho seguito la ricetta però, quella dei 7 vasetti, tramandata da mia nonna, lei le ricette le seguiva sempre!

 

Ciambellone sette vasetti - LFantechi - zucchero a velo (1 di 1)

ciambellone soffice allo yougurt – 7 vasetti

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