Cheesecake …..senza accendere il forno per l’amor di Dio!!!!

musica per la lietezza dello spirito
Hans Zimmer – requiem for a dream 

Ripubblico questo post in prima fila oggi perché ho trovato due contest che fanno al caso suo…..

Anto, fa  caldo…..

 recitava una famosa pubblicità di qualche anno fa…

Anto, fa un caldo tremendo – si potrebbe dire, noi, ora.

 Siamo stati in purgo con la pioggia  fino alla metà di giugno o quasi  (sembrava di essere in novembre o quasi),  e ora… ora è estate, ma di quelle estati!!!

Stamani, ore 7.45, mentre venivo in auto al lavoro già un caldo tremendo: si vedevano in lontananza  nubi di afa che arrivavano cavalcando il cielo  verso di noi poveri ragazzi e già mi si seccava la gola dal caldo e mi veniva da inghittire a vuoto.
 Io, per natura, preferisco il fresco. Mi piacciono quelle belle giornate terse e soleggiate ma fredde che pizzicano la pelle, mi piace coprirmi se necessario. Mi piace sentire il freddo sulle guance, vedere le nuvolette di calore che escono dalla bocca mentre parli, mi piace infilarmi gli stivaloni gialli e andarmene in giro per la campagna, io e la Holly, sole solette per valli e colline. E mentre giro nel bosco mi ritrovo a guardare la bellezza del cielo, le nuvole, l’azzurro dell’orizzonte che si perde lontano.
D’estate, d’estate io soffro. Soffro tremendamente il caldo, mi toglie il raziocionio. Io non ragiono bene con il caldo, allora mi metto perennemente a bagno nella nostra vaschetta fuori terra (chiamarla piscina è eccessivo) e sguazzo  come le foche: tanto ne ho anche l’aspetto, grassina con una bella scorta di adipe per le eventuali carestie. Nel Medio Evo sarei stata una donna affascinante e ricercata (nel Medio Evo, ma anche nel Rinascimento  le donne grasse erano sinonimo di benessere, quindi, le signore erano grassoccie e floride, le popolane secche e spente come manici di scopa. Esempio classico la Venere di Botticelli che non è certo filiforme e ha anche una certa pancetta!!!). Comunque, anche grassina e a 47 anni faccio sempre la mia Porca figura, che vi credete voi! E poi, non si decanta tanto che conta quello che sta dentro e non quello che sta fuori?, che l’estetica non è tutto?  A parte la disquisizione sul peso e le battute, esco dall’acqua della vasca per riflessione quando ho mani e piedi lessi, come i bambini insomma.

E allora si rende proibitivo accendere il forno con 35° esterni, proibitivo usare troppo i fornelli: bisogna spremersi e fare tutto a freddo per mantenere la frescura delle stanze.  E io posto. Posto questo ceesecake che è stato fatto la mattina del sabato  per la cena  in terrazza della sera stessa…..
Semplice, veloce, buono. Volete qualcos’altro?

Per prima cosa  prendete le albicocche, tagliatele a spicchiettini piccoli e mettetele
in un padellino con un fondo di burro e un paio di cucchiai di zucchero
di canna. Fatelo andare fino a che le albicocche non sono cotte e lo
zucchero completamente sciolto e amalgamato con quello della frutta:
sfumate con una buona dose di brandy e spegnete tutto. Lasciatele
raffreddare bene.
Biscotti, quelli secchi, magari di 2 o 3 tipi, i fondi dei pacchetti. Ecco, si quelli li, tritateli fra due fogli di carta da forno con il mattarello. Non li frullate con il mixer che viene tutto fine fine uguale uguale: ogni tanto è bello sgranocchiare qualcosa sotto i denti. Aggiungete delle nocciole e tritate anche quelle.
Sciogliete il burro e versatelo sui biscotti: amalgamate e mettete il tutto in una tortiera apribile da 24 cm. Schiacciate con il fondo di un bicchiere e mettete in freezer fino a che non aggiungerete la crema.
Per il ceese, in una ciotola mettete la ricotta e montatela con lo zucchero, aggiungete la robiola, il formaggio tipo labne e un pizzico di cannella (ma poco poco, un’idea, insomma).

 Montate il tutto con le fruste fino a che non risulta una bella spuma.  Lasciatela in frigo per un po’ in modo che solidifichi.

 Tirate fuori la base e adagiateci sopra un velo di marmellata di albicocche (io me la sono fatta scaricando l’alberello che abbiamo nel giardino al lavoro: albicocche, piccole, sode e sicuramente biologiche,   poi vi posto la ricetta) e poi la crema ottenuta. Rimettete il tutto nel freezer. Tirate fuori la torta dal freezer almeno un paio di ore prima di mangiarla passandola direttamente nel frigo. Prima di servire aggiungete le albicocche caramellate al brandy…..

vi riepilogo gli ingredienti:

uno stampo da dolci con cerniera da 24 cm.
250 gr. di biscotti secchi
60 gr. di burro 
una manciata di nocciole tostate e pelate
250 gr. di formaggio tipo labne
100 gr. di yougurt naturale 
125 gr. di robiola
200 gr. di ricotta
4 cucchiai di zucchero a velo
un’idea di cannella
marmellata di albicocche q.b.
4 albicocche mature
2 cucchiai di zucchero di canna
1 goccio di brandy invecchiato

Senza forno per l’amor di Dio, ma buono, freschissimo e, siccome le albicocche quest’anno sono piuttosto aspre, anche il dolce a quel che di agro che mette allegria….. buona serata 

Ho iscritto il ceesecake al contest di  Morena in cucina: un dolce al mese – luglio – albicocca e peshe

e anche al contest  di Due cuori e una padella: cheesecake

Print Friendly, PDF & Email

ti potrebbe interessare anche

18 commenti

  1. noi invece si boccheggerà anche per stanotte… ma ora annientiamo anche lucifero e la prossima settimana ci si mette la coperta di lana su letto!

  2. Io invece amo l'estate e il caldo!!! Ma devo essere sincera, il temporale di ieri non mi è dispiaciuto, grazie a lui sono riuscita a dormire tutta la notte, con la finestra aperta e l'aria fresca che mi accarezzava!
    Ottima la tua cheesecake, proprio ben fatta! Inserita con piacere x la mia sfida di Luglio!
    Un abbraccio!
    More

  3. oh, brava, sandra… anche grassina e non più adolescente si può vivere sereni ed appagati…
    come ti capisco!
    quindi una fettazza di questa cheesecake ce la gustiamo senza sensi di colpa…

  4. Guarda Sandra lascia stare, non tocchiamo l'argomento forno! Ho appena finito di fare dei cupcakes al cioccolato da portare ad una cena da amici… ho dovuto mettere davanti al forno il ventilatore alla massima velocità, pensavo di morire! E il punto è che la cucina, con il forno a 180°, non era nemmeno la stanza più calda della casa!! Fai un po' tu! Ma sono sopravvissuta e perciò mi premierò con questa delizia! Favolosa!
    Un abbraccio!(anzi no, che fa troppo caldo!:D)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.