La saggezza delle nonne e l’arista in porchetta

ammorbidiamoci la giornata ascoltando
Craig Armstrong – is this love 

Ho conosciuto una sola delle mie nonne e nessuno dei miei nonni. Però ho conosciuto la mia bisnonna che era di due secoli fa, si, la signora Giulia era nata nel 1894 e quindi era del XIX secolo.
Io me la ricordo bene perché se n’è andata quando io avevo 20 anni e lei era una signora anziana. Non voleva pensare di essere vecchia, la parola non gli piaceva. Vedova di guerra con un figlio, risposata con un uomo di molto più grande di lei da cui ha avuto altri 3 figli. Me la ricordo come una guerriera: imponente, grande e grossa e con un carattere da generale. Ma mi ricordo sempre di come giocava con me e di come mi raccontava le favole, quelle favole che lei  aveva letto solo da adulta  con me perchè aveva imparato a leggere e scrivere da sola con i quotidiani, autodidatta insomma.
Era tosta, tosta e risoluta ma io mi ricordo di quando mi sorrideva di nascosto e mi dava le caramelle sottobanco o di quando scappava con me per portarmi a giocare anche quando pioveva.
Diceva sempre:

Sandra, è difficile dire di no a chi ti chiede le cose sorridendo….

e adesso lo capisco davvero quello che voleva dire, allora no, non ero pronta.
Me la ricordo, la Giulia, capelli bianchi legati in una croccia, occhi nonostante l’erà azzurri come il mare e neanchè un dente in bocca. Seduta in terrazzo con il giornale in mano (rigorosamente L’Unità, quello era IL giornale) che computava le parole a voce alta e si prendeva  gli ultimi raggi di sole di una tarda fine estate… sono quelle immagini che rimangono impresse come fotografie nella memoria e a cui tu ti appigli in momenti di sconforto. Ringrazio la mia bisnonna: ciao Giulia, grazie di tutto!

Com’è che sono arrivata alla Giulia? Perchè la Giulia era un’ottima forchetta ma anche una cuoca sublime: sono rimasti famosi alcuni suoi piatti, uno di questi è l’arista in porchetta.
L’arista in porchetta era il piatto delle feste comandate di quando era giovane: tutta quella carne si poteva mangiare solo per le feste, gli altri giorni patate e pane, se andava bene.
Questa era l’Italia contadina della prima metà del 1900, quella di cui sarà bene ricominciare a riappropiarsi invece di parlare sempre di spread, btt, bot, indice mibtel e altre nomenclature astruse: vuoi mettere parlare di patate o di salami, vuoi mettere quanto è più vero e naturale?
Mi ricordo di lei insieme a sua figlia, la mia nonna, che preparavano l’arista e discutevano animatamente mentre “impillottavano” la carne (così loro chiamavano l’insaporire la carne con le erbe aromatiche)
Ci voleva il pepe in chicchi, il sale grosso, la bucchia di limone, l’aglio e il finocchio selvatico: quello proprio non poteva mancare! Si procedeva a fare dei fori nella carne e a infilare dentro abbondanti erbe e spezie per poi procedere alla legatura con lo spago.
Io, ieri sera, per una mezz’ora buona sono tornata indietro nel tempo e ho “impillottato” l’arista in compagnia della mia nonna e della mia bisnonna…. ssssstssss, non lo dite a nessuno!!!!!!

gli ingredienti

1 kg. circa di arista disossata
la scorza di 1 limone
sale e pepe
finocchietto selvatico
aglio
salvia e rosmarino
spago per legare
olio extra vergine di oliva
vino bianco 
Dovete praticare  dei tagli profondi con la lama di un coltello  nella carne e riempirli con la scorza di limone, la salvia, il rosmarino, il finocchietto, l’aglio a fettine e il sale e pepe. Non abbiate paura a farcire bene, non sarà mai troppo!
Mettete l’arista legata dentro un tegame con abbondante olio e fatela rosolare sui lati. Dopo che avrà preso un bel colorito aggiungete un bel bicchierone di vino bianco e coprite con il coperchio. Fate cuocere a fuoco moderato per una mezz’oretta controllando se necessita aggiungere altro vino. La carne sarà cotta quando forandola con un forchettone non uscirà sangue. 

La morte sua, lo diceva sempre la Giulia, era fare il cavolo di contorno e io ho seguito le regole.
Gherigli di cavolfiore e striscioline di verza con aglio, pomodoro e olio evo cotti direttamente nella sua acqua di cottura con un pizzico di sale. Una cena vecchio stile, ricordi delle nonne e nostalgia….

p.s. l’asciugamano di lino e trina all’uncinetto sono stati fatti proprio dalla Giulia per il  mio “corredo” di biancheria per la casa. Allora non apprezzavo ma adesso, adesso adoro dormire nelle lenzuola bianche di COTONE di quello vero, ricamate a mano con splendidi motivi antichi e delle trine meravigliose…. che grande regalo ho avuto!

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24 commenti

  1. Mi hai fatto ripensare a mio nonno e la sua compagna- provo una grande nostalgia- ai miei bisnonni e la mia nonna l'unica che ancora c'e e che ancora mi regala chiacchierate spensierate che mi fanno sorridere… Super nonna!

    Grazie

    1. Goditela, la nonna intendo, in ogni momento e soprattutto apri le orecchie e ascolta quello che dice: la vita è una grande maestra e le nonne hanno già pagato sulla loro pelle gli errori…. fidati dei suoi consigli! ciao topina!

  2. hai fatto tornare un po indietro anche me, mia nonna mi aveva preparato il corredo con tutti gli asciugamani con bordi alti fatti all'uncinetto, anche io prima non apprezzavo!!! belli i tuoi ricordi, e magnifica quest'arista dev'essere davvero gustosa e ricca di sapori genuini!!! buona giornata un bacio

    1. Io ne ho una cassa piena, tutti centrini all'uncinetto appuntati su pezze di lino grezzo o di canapa…. uno spettacolo! Buona giornata anche a te!

  3. cara Sandra,
    la tua bisnonna Giulia era veramente una persona speciale. Mi fa pensare un pò alla mia nonna paterna che però era più burbera e non mi raccontava le favole. Pure lei mi aveva regalato una scatola piena di "centrini" fatti all'uncinetto, che allora non apprezzavo ma che ora custodisco con cura e ogni tanto ammiro. I nonni materni non li ho conosciuti. Così come la sua ricetta, che mi voglio conservare perchè è preziosa come la tua cara Giulia. Quanto è vero, quando si preparano le ricette che ci hanno tramandato i nostri cari, una parte di loro la si sente viva in noi più che mai. Un legame che supera ogni tempo e che solo chi lo prova lo può capire. Non dirlo a nessuno 😉

    1. Ciao Tesora mia, mentre frugavo nel mio baule di ricordi ho trovato un cuscino tutto fatto a tombolo…. non ricordavo di averlo ma ri-trovarlo mi ha riempito il cuore di ricordi…. non lo dico a nessuno, tranquilla!

  4. Mamma Sanatissima, che goduria questa ricetta! E complimenti alla bisnonna. Proprio vero che molto spesso non siamo pronti per gli insegnamenti più semplici…ci vuole il loro tempo.
    Un bacione Sandra, buona serata! 🙂

  5. Che bei ricordi, bhe' quando si dice donne di una volta, queste sono Giulia, la mia nonno e tutte quelle che prendono il loro esempio.
    Grazie per questo post che anche a me mi ha fatto andare lontano nel tempo e immaginando la mia nonna ancora con me.
    Sull'arista in porchetta non c'e' nulla da dire. Sublime
    A Presto

    1. Sono quelle cose indimenticabili, quei pezzetti di vita che formano il tuo carattere fin da piccola…. chi ha mamma non pianga, dice il proverbio, e quanto è vero! Ciao Pasquale, buona giornata!

  6. Ciao Sandra,
    da queelo che hoi letto abbiamo avuto entrambi delle ottime persone di riferimento che hanno saputo regalarci momenti di spensieratezza e di saggezza.
    Bella la tua Arista complimenti.
    Guerino

  7. te tu sai quanto ci tengo ai nonni, te tu sai e così mi obblighi a leggere, furbetta 😀
    qui mi sa che l'è ancora troppo caldo per questo piatto robusto, ma tanto la Sandrina c'ha tutte le ricette in ordine e si possono ripescare facilmente, tanto già per stasera c'è l'allerta meteo, quindi non la ripescheremo tra tanto l'arista

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