Rosti di patate e cipolle con spinaci croccanti

Quando faccio i rosti torno bambina,  ehh, le patatine fritte!
Ormai lo avrete capito io sono una incredibile golosa e la mia fantasia non si ferma mai…”il buono con il buono non può essere che buono”  lo dice una una carissima amica, una  zia acquistata, persona meravigliosa…

Ieri sera sono  venuti a trovarci i nostri amici “sardegnoli” e la Silvia ha portato  i Culargiones e il sugo sardo e io ho pensato di fare gli antipasti e il dolce per non esagerare troppo. Allora, pensa e pensa, ieri mattina ore 5 circa mentre mi rigiravo nel letto prima di alzarmi, ho avuto un lampo: ma i rosti? E allora mi sono inventata questi rosti piccolini e croccanti…buonissimi….davvero…davvero…
vi occorrono per 4 o 5 rosti:

  • 3 grosse patate a pasta gialla
  • 1 cipolla rossa
  • qualche fettina di pancetta
  • foglie di spinaci freschi
  • aglio 
  • olio extra vergine d’oliva
  • olio di semi di arachide
  • sale e pepe

Grattugiate le patate con la grattugia che fa i filini e mettetele in un canovaccio, chiudetele a caramella e asciugate il liquido in eccesso. Stessa cosa con le cipolle. Mischiate i due “filini” e con le mani fate delle forme che più vi piacciono e friggetele bene in abbondante olio di semi.
Intanto mettete in bagno in acqua fredda le foglie degli spinaci. Lavateli bene, lo sapete che sono sempre pieni di terra…. Mettete, in una padella antiaderente, un filo d’olio extra-vergine e uno spiccio d’aglio a fettine, i pezzetti di pancetta e quando l’olio sfrigola sgrondate le foglie degli spinaci e buttateli dentro, sale e pepe e cuocete a fuoco vivace senza coprire. A me piacciono quando rimangono croccanti….
Disponete sopra ogni rosti un po’ di spinaci e guarnite con qualche pezzettino di pancetta anche questa croccante….
Al solito ragazzi,  buona vita

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Ogni tanto ho bisogno di cambiare…

Ogni tanto ho bisogno di cambiare, ve ne sarete accorti. Ho cambiato la foto e il titolone del blog….
Mi hanno fatto notare che Iosonosandra  sembrava l’alter-ego di  Io sono leggenda :  ragazzi lungi da me questo pensiero di grandezza, … la mia era una ingenua affermazione di identità, in un mondo informatico e di corsa mi è sembrato  normale affermare il mio essere una persona.
Allora, non volendo essere in alcun modo fraintesa ho cambiato titolo al blog, lasciando sotto il vecchio ….. forse sono davvero un po? “vanitosa”? Naaaaa…..
E quale titolo migliore di “indovina che viene a cena?”  per una persona che ama la convivialità come me?
E allora….allora mangiamo in allegria!
 
Per conoscenza, vi informo  che le foto di sfondo sono paesaggi del Chianti fiorentino e che,  io passo davanti a questa meraviglia tutte le mattine andando al lavoro…. lo so, sono fortunata, me ne rendo conto e ringrazio l’Universo tutte le mattine per questo!

Vi lascio uno dei “miei amori” musicali, i magnifici SIGUR ROS, islandesi e magnifici accompagnatori per sogni e letture quotidiane …..

Sigur Ros  –  Olsen Olsen

e per chi avesse ancora voglia di ascoltare i Sigur Ros (Rosa della Vittoria, il nome della sorellina di uno dei componenti del gruppo nata proprio la mattina della loro unione) e la loro meravigliosa musica con le loro atmosfere magiche ….

Sigur Ros  –  Saeglòpur

consiglio l’ascolto e la visione del live  Heima e Hvarf-Heim  se vi piace il genere.

Un bacio a tutti!

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Gli spiedini arrosto come si fanno a Firenze

Quando ero piccola mi ricordo grandi arrosti infilati in grandi spiedi,  in grandi cene e grandi risate.
Nella mia famiglia ci sono sempre state bravi cuochi e grandi forchette e quindi diventava naturale fare ritrovi con amici e parenti. Famosi i pranzi di Natale di mio zio, che ci ha lasciato troppo presto, che finivano senza alcun dubbio con le discussioni politiche più simpatiche della storia. Mi ricordo grandi tavolate, grandi emozioni e un’atmosfera così serena e divertente che crescendo ho sentito la necessità di “copiare” quelle atmosfere e adoro fare  grandi cene con grandi amici….
E questa è una di quelle cene lì….
Abbiamo festeggiato la fine del pagamento del mutuo dopo ben 17 anni…. capite bene che con questi chiari di luna c’è di che festeggiare!

Il tavolo imbandito dall’adolescente
particolare: l’adolescente ha “adolesciuto” con i tovaglioli di carta 

Abbiamo acceso il forno a legna nella loggia, il forno originale dell’ottocento, e abbiamo cotto qualcosa come 30 spiedini di carne mista e 10 pani da 700 gr. cad. Il mio mezzo pompelmo ha dato il meglio di se nella cottura, lo dico con un certo orgoglio, di spiedini erano divini! Per non rovinarci il gusto della carne abbiamo deciso di fare solo un antipasto di crostini neri di fegatini e poi tutto arrosto.

Per gli spiedini vi occorrono:

  •   prosciutto di maiale
  •   arista a fette, rosciutto cotto,    fontina e salvia – per le “valigette”
  •  fegatelli – fegato con rete per “rinvoltare”
  •   pangrattato
  •   baguette 
  •   1 pollo intero 
  •   salsiccie 
  •   finocchio selvatico 
  •   alloro, salvia e rosmarino   in quantità
  •   sale e pepe 
  •   olio extra vergine d’oliva 

La parte più noiosa da preparare sono i fegatelli. Io li ho preparati la sera prima, come avrebbe detto mia nonna “si fanno a veglia” perché così si insaporiscono meglio. Ho preparato per la panatura il pangrattato a cui ho aggiunto un po’ di pistacchi tostati tritati (ma non è tipico toscano), il finocchietto selvatico smittuzzato e sale e pepe. Dovete mettere la rete in bagno per 1 minutino nell’acqua tiepida in modo che si allarghi e non si rompa e poi procedete passando il pezzetto di fegato (lavato, tagliato a pezzettini e lasciato ad asciugare all’aria) nella panatura, aggiungete una foglia di alloro che chiudete intorno la rete. Infilatelo nello spiedino e procedete con il resto dei fegatelli. I fegatelli hanno una cottura più veloce rispetto alla carne di maiale ed è per questo che si fanno gli spiedini da soli senza mischiare con altra carne. Se volete, fra un fegatello e l’altro, potete mettere una fetta alta 3/4 cm. di baguette. Appoggiate gli spiedini su una teglia e lasciateli a riposare in frigorifero coperti con la pellicola fino al momento della cottura.
Passiamo alle valigette: distendete la fetta di arista e schiacciatela un pochino, sale e pepe, la fetta di prosciutto cotto, la fontina, una fogliolina di salvia e arrotolate il tutto prima di infilarlo nello spiedo.
Dovete avere l’accortezza di alternare le varie carni (lavate e tagliate a pezzetti, naturalmente) con una fettina di pane e una fettina di alloro. Una volta composti gli spiedini spolverate con una miscela di sale e pepe e un filo d’olio prima di metterli nel forno.

Il profumo si sentiva a km di distanza, gli ospiti hanno gradito e il tutto è stato annaffiato con un bel brunello….
Ha, dimenticavo, c’erano 4 dolci…. uno meglio dell’altro. Non sono salita sulla bilancia per una settimana cercando di smaltire!!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Menta Piperita and Co.:

Venite a vedere!!!

Buona vita a tutti!
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