Le tagliatelle bianche… con i porcini del babbo mio per l’MTC

Non ho saputo resistere, e si che mi ero riproposta di non provarci neanche perché mi sembrava una sfida enorme per le mie fatiche culinarie. Guardo le ricette dei partecipante e penso: farò una figura pessima….ma poi non resisto. Il colpo di grazia e l’hanno dato gli albumi delle uova avanzate dalla crema per la torta di compleanno della mia bambina. Cosa ne faccio di 5 albumi che mi guardano sorridenti e speranzosi dal loro barattolino di vetro in frigo? E se facessi delle tagliatelle  free-colestorolo? Proviamo, perchè, l’importante è partecipare come diceva  Pierre de Coubertin.

Quindi si comincia. 3 ingredienti per la pasta, io ne ho usati uno solo…..olio extra vergine di oliva.

Ho cominciato impastando la farina bianca per la pasta con gli albumi. Ho aggiunto man mano un po’ di farina e un po’ di acqua  fino a che l’impasto ha raggiunto la consistenza giusta e per farlo risultare un po’ più elastico ho aggiunto un filo di olio buono. Ho fatto la mia pallina e l’ho lasciata riposare a temperatura ambiente per una mezz’oretta circa.
Poi ho cominciato una delle 7 fatiche di Ercole: armata di mattarello e spianatoia mi sono accinta a “tirare” la sfoglia. Oh, che soddisfazione quando la pasta ti si distende davanti con facilità sotto il peso del mattarello!
Devo dire che la sfoglia era elastica e non è stato per niente faticoso… Ho fatto i pacchettini e l’ho tagliata a striscioline e poi ho fatto i “nidi”…..

Vi metto le foto delle fasi delle lavorazione in modo che non si possa pensare a una frode culinaria! Niente macchinetta, tutto rigorosamente a mano come le faceva la mia nonna.

I nidi mi piacciono, mi hanno dato soddisfazione anche quelli!  Poi siamo partite con la scelta del condimento. Abbiamo aperto una querelle, io e la solita 15enne,  e alla fine dei giochi abbiamo deciso che, visto che il babbo mio e di conseguenza nonno suo è un cercatore di funghi porcini e ne abbiamo di interi surgelati, non c’era niente di più semplice e gustoso di un bel sugo bianco con i porcini.  Quindi, ringraziando il cercatore di funghi – per lui i funghi sono SOLO i porcini con grande arrabbiatura di mia mamma che vorrebbe anche altri tipi di funghi – abbiamo fatto un bel battuto con prezzemolo abbondante e un paio di spicchi d’aglio, abbiamo versato abbondante olio extra vergine di oliva e abbiamo fatto scaldare prima di aggiungere 3 o 4 fungotti tagliati a pezzi piuttosto grossi. Sale e pepe e 5/6 minuti di cottura: in cottura sarà bellissimo perché il prezzemolo tingerà di verde l’olio. Nel frattempo abbiamo fatto bollire l’acqua salata  e buttato dentro le tagliatelle. Abbiamo saltato il tutto in padella, impiattato e spolverato con una macinata di pepe nero. Guarnito con qualche scaglietta di grana padano….
Il risultato è questo …..

Tenete conto che con 5 albumi a noi sono venute 4 porzioni abbondanti di tagliatelle….
Lo so, chi si loda si imbroda, dice il proverbio ma non posso fare a meno di dire che erano veramente buone..
Con queste tagliatelle partecipo al contest di gennaio di  MTChallenge: le tagliatelle 

Come dicevo sopra ci sono delle ricette da farsi drizzare tutti i capelli sulla testa!!!!!
Buon appetito a tutti, belli e brutti!!!
…… dimenticavo, grazie a tutti….

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Il compleanno della mia bambina adolescente

Ahhhh, 15 anni di una ragazza e che ragazza!   Il 18 gennaio è stato il compleanno della mia bambina, si, lo so, a 15 anni non si è più bambini, ma per me sarà una bambina anche quando avrà 50 anni se sarò ancora viva!
Con la mia bambina, ultimamente ci stiamo “massacrando”, non siamo d’accordo su niente per principio, un battibecco continuo, anche perché abbiamo (e mi dispiace per lei) lo stesso carattere impulsivo e battagliero. Poi, alla fine della lite ci guardiamo e ci diciamo “ti voglio bene” e, per fortuna,  tutto finisce lì.
Allora, mercoledì è stato il suo compleanno  ( 15 anni, già vecchia, praticamente) e abbiamo fatto  una cenetta intima con i nonni.  Mettere e tenere tutti insieme anche se solo per poche ore è cosa ardua, siamo una famiglia Vivace, credetemi sulla parola. Il menù della cena ha creduto di sceglierlo lei, cercando di mettermi A DIETA, ma io ho sgarrato, ho sgarrato un sacco!

Antipasto: crostini al salmone  – peperoni verdi e cipolle rosse in agrodolce
Primo piatto: penne arricciato con filetti di nasello, peperoni e cipolle
Secondo piatto: cartoccio di salmone
Dolce: torta di compleanno con la crema e le noci!

Lei aveva detto che sarebbe bastato solo il cartoccio di salmone, figuratevi voi!
 Ma in realtà abbiamo cominciato a festeggiare prima  con la nostra meravigliosa vicina di casa, Evita l’argentina, che è
arrivata alle quattro di pomeriggio con una torta di pan di Spagna 
mascarpone e Nutella con tanto di candelina accesa  e cantando “Tanti auguri a
te, tanti auguri a te…..”… ve la immaginate la scena? Bellissimo,
davvero bellissimo!
E logicamente la torta  ce la siamo mangiata noi 4 subito subito, io, la Eva, l’adolescente e il mezzo pompelmo.
Vi racconto la torta, oggi…

Si comincia con la   pasta frolla, provando la ricetta dell’Eleonora, la nostra ghiotta vicina di casa

  • 250 gr. di burro di panna
  • 250 gr. di farina tipo OO
  • 130 gr. di zucchero 
  • 4 uova intere + 1 tuorlo 
  • la scorza grattugiata di una arancia
  • 1 pizzico di sale

Il procedimento è lo stesso: sbriciolate il burro insieme alla farina e lo zucchero e il sale, aggiungete le uova  e la scorza grattugiata e impastate. Aggiungete un po’ di farina se necessaria e una volta impastata chiudete nella pellicola e mettete in frigo per almeno 1 ora.
Per la crema

  • 5 tuorli d’uovo
  • 1 litro di latte intero ad alta qualità
  • 5 cucchiai di zucchero 
  • 5/6 cucchiai di farina (io ne ho messo uno di maizena e 5 di farina)
  • la scorsa di 1 limone 
  • qualche goccia di vin santo dolce 

Montate con lo sbattitore elettrico, nel pentolino dove andrete a cuocere la crema,  i tuorli con lo zucchero e quando sono bianchi amalgamate anche la farina. Adesso aggiungete il latte e la scorsa del limone e fatelo bollire continuando a mescolare fino alla giusta consistenza.  Mentre si raffredda aromatizzatela con qualche goccia di Vin Santo e intanto sbucciate  15 noci e tagliatele grossolanamente insieme a un bel dado di cioccolato fondente. 
Stendete la pasta frolla con il mattarello sopra un foglio di carta da forno per poterla muovere poi senza romperla e adagiatela nella tortiera imburrata e infarinata. Picchiettate con forchetta la base della frolla e versateci sopra la crema, togliendo prima la scorza del limone,  e sopra la crema  buttate alla rinfusa  le noci e il cioccolato. Si sistemeranno da soli in cottura, non vi preoccupate. Coprite la torta con un altro piano di pasta frolla e infornate nel forno già caldo a 180° per 20 minuti: controllate se cotta e toglietela dal forno. Fatela freddare e cospargete di zucchero a velo.
Meglio se fatta il giorno prima, fredda da il meglio di sé…..


Con questa torta di compleanno partecipo al contest Il molino Chiavazza
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Il “calzone” di carne ripieno di carciofi per rimettersi in pace con il mondo

In questo mondo illusorio tutto deve sembrare, e non è importante che in realtà sia, dove tutto deve essere effimero e bellissimo  come se le cose brutte potesse non esistere solo eliminandole  dal nostro quotidiano, in questo mondo in cui si fanno gli “inchini” con le navi da crociera (un grattacielo di 10 piani che galleggia con tutto il suo lusso) sfiorando le isole e si scappa come bambini quando ci si rende conto della mostruosità che si è fatta…. Come si può essere così poco onorevoli? In mare, ci hanno sempre insegnato, c’è un codice d’onore da rispettare, si rispetta la vita e ci si aiuta, sempre e comunque. Il capitano affonda con la nave, se necessario, non si imbarca sulla prima scialuppa lasciando capra e cavoli …. Ma è andata bene, ci dicono, poteva essere una strage: ditelo ai poveretti  che sono morti e ai suoi parenti che è andata bene, o ditelo ai parenti dei dispersi. E il capitano? Bravo a fare il gradasso e a fare gli “inchini” con il suo bastimento  e un cuor di coniglio quando si tratta di rimediare all’errore commesso?… la paura fa strani effetti, d’accordo, ma è in quei momenti che deve uscire il coraggio e l’integrità morale della persona. Il mio babbo mi ha insegnato che a ogni azione corrisponde una reazione e che quindi prima di fare qualcosa bisogna pensare a quello che si fa e assumersi la responsabilità delle conseguenze: in poche parole bisogna adoperare la testa e il cuore. E io l’ho insegnato ai miei figli, perlomeno ci ho provato. Uno dei più grandi uomini della terra, il più grande pacifista del mondo, il Cristo dei Cristiani  ha detto “Chi è senza peccato scagli la prima pietra…..”.  Non sono  certo io che posso permettermi  di scagliarla, non sono certo senza peccato come tutto il resto dell’umanità,  e spero che ci sia una motivo per cui  un Capitano non si assumesse le sue responsabilità e scappa…..diamogli il beneficio del dubbio….ma, le persone riescono sempre a deludermi, tutte le volte mi dico che non mi farò più sorprendere e invece tutte le volte le cose mi travolgono.   Non è niente, è solo un pensiero, un pensiero e un abbraccio a tutti coloro che, andando in vacanza, hanno trovato la paura…e non sono tornati a casa. Scusate lo sfogo.

E allora, allora in questa vita  consumistica e illusoria, per rimettermi in pace con il mondo e con il mio mondo, conosco un modo che riesce a placare le mie ansie e le mie  paure: cucinare.
Un calzone di carne farcito, un polpettone come lo fa “la mi’mamma” (che lo ha imparato dalla su’mamma che lo ha imparato dalla su’mamma…), con i carciofi violetti e un profumo di prezzemolo che sfrigola nell’olio, in questa società troppo volta al superficiale ritrovo le mie radici nei  profumi nelle cose semplici e deliziose della mia infanzia, ho bisogno di consolazione e di certezze e, cosa meglio del profumo di mamma per sentirsi protetti e  al sicuro?
Questa ricetta è per lei, la mia mamma, una delle più brave realizzatrici di polpettoni d’Italia, no, del mondo.

La ricetta non è  veloce, ma con un po’ di amore e di pazienza ce la possiamo fare.
La lista della spesa:

  • 1 kg. di carne macinata di manzo
  • prosciutto cotto a fette sottili
  • 2 fette di mortadella 
  • 3/4  fette sottili  di fontina
  • 3 carciofi violetti 
  • la mollica di 1/2 kg di pane toscano almeno del giorno prima
  • latte intero
  • 3 uova 
  • formaggio parmigiano
  • prezzemolo 
  • 1 cipolla rossa 
  • aglio – facoltativo –
  • 1 cucchiaio di pomodori pelati passati 
  • sale e pepe 
  • olio buono 
  • pangrattato per la panatura
  • una noce di burro 

Per prima cosa pulite i carciofi, io vi consiglio di mettervi i guanti per non macchiarvi le mani, e tagliateli almeno in 8 spicchi. In un padella fate soffriggere un po’ di olio e prezzemolo e cuocerli a fuoco lento aggiungendo un goccio d’acqua se necessario e poco sale. Ci vorranno 10 minuti c.ca.
Nel frattempo mettete a bollire un po’ di latte e sbriciolateci dentro la mollica di pane. Appena bolle spegnete e lasciate un po’ in bagno. In una capiente ciotola mettete la carne, sale e pepe e una grattatina di noce moscata, 2 uova intere e un tuorlo, una bella manciata di parmigiano, la mortadella sminuzzata, il prezzemolo tritato e se volete anche un pezzettino di aglio, e, per ultimo la mollica di pane strizzata dal latte in eccesso. Metteteci dentro le mani e impastate. Deve essere una pasta omogenea e non troppo morbida.
Adesso avete le mani sporche ma ancora non ve le potete lavare perché dovete distendere la carne su un pezzo di carta da forno, così

e adagiarvi sopra il prosciutto cotto, il formaggio e una parte di carciofi cotti ma croccanti.
Avvolgete la carne su sé  stessa facendo un rotolo e aiutatevi con la carta forno per stringerlo bene. A questo punto sbattete quasi a neve l’albume che vi è avanzato prima e passatelo con un pennello (anche con le mani se preferite) addosso al nostro polpettone. Rotolatelo poi nel pangrattato. 

 
Cercate di non rompere niente ma inseriteci dentro una noce di burro (il trucco della mamma), renderà tutto più morbido durante la cottura.
Padella capiente e soffritto con la  cipolla rossa tagliata piuttosto larga. Togliete la cipolla appena imbiondisce e appoggiateci i polpettoni. Io ne ho fatti 3  di cui uno con un wurstel grande al posto dei carciofi perché a sua maestà mio figlio i carciofi cotti non piacciono, ricordate? “potrebbero essere velenosi” è il suo motto… Adesso dovete seguirli un po’ nella cottura perché devono rosolare da entrambe le parti senza rompersi, aiutatevi con due spatole larghe.

Per aiutarvi nella cottura fate bollire un po’ di acqua con un cucchiaio di pomodori  pelati e aggiungetela secondo la necessità.
Ci vogliono circa 30 minuti di cottura a fuoco lento e coperto in cui dovrete continuare a controllare che non si attacchino sul fondo della padella.
Una volta che avrete deciso che sono cotti, bisogna navigare un po’ a vista, toglieteli e fate un sugo con la cipolla che avete tolto prima, il fondo di cottura e un po’ del pangrattato in cui avete arrotolato il polpettone e che NON avete buttato via.  Vi rimane una cosa sola da fare: mangiarvelo, ecco.
Buona vita.

Eccolo nella sua “intierezza”

E dato che è alla mia mammona che dedico questo post per ringraziarla di tutto l’amore che mi ha sempre regalato  iscrivo questa ricetta al contest di

pensieri e pasticci * c’era una volta
e di

dragon fly

ciao ciao topoloni…

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