Saccottini di pasta sfoglia e mele

Questi sono dei dolcetti meravigliosi, davvero meravigliosi. 
L’imput me l’ha gentilmente dato un pasticcere di Firenze e io ho poi aggiustato la ricetta a mio piacimento. Devo dire che a volte ho degli amici che vengono a cena e che per dolce “ordinano” i saccottini di mele. Sono un dolcetto veloce e delizioso, basta avere la pasta sfoglia in casa. Nel mio frigorifero difficilmente manca, solo quando decido di provare a fare una dieta! (Le mie diete sono famose, durano circa 3 o 4 giorni e poi mi dimentico dei kg di troppo e ricomincio a smanettare ai fornelli).
In fin dei conti, il cibo è una delle cose più belle della vita e a tavola non si invecchia mai!  
La ricetta è semplicissima e anche economica. Gli ingredienti per 8 saccottini:
  • rotolo di pasta sfoglia – possibilmente rettangolare –
  • marmellata di pesche o di albicocche –  fatta in casa meglio!
  • due mele 
  • zucchero a velo
Allora, tirate fuori la pasta sfoglia dal frigo almeno 10/20 minuti prima, così risulta più maneggevole. Srotolare la pasta e staccarla dal foglio di carta da forno. Giratela e adagiatela di nuovo sul foglio di carta forno con delicatezza. Accendete lo stereo e coccolatevi con un po’ di musica se ancora non lo avete fatto.
Adesso dividete  in otto quadrati più o meno uguali la pasta  e nel centro di ogni quadrato adagiate dolcemente un cucchiano  di marmellata e la mela sbucciata e tagliata a pezzetti piccolini. La quantità di mela è a vostro piacere, non esagerate però! A questo punto unite gli angoli dei quadrati a formare una saccottino e girateli su se stessi  per chiudere bene in modo che non si apra troppo in cottura. Adesso viene la  parte più difficile: con un colino spolverate abbondantemente di zucchero a velo che caramellerà in cottura rendendo il tutto delizioso. Sapete come si fa lo zucchero a velo? Moooolto difficile: prendete lo zucchero semolato e mettetelo nel frullatore, frullate fino a che lo zucchero diventa zucchero a velo ed è fatta! Adagliate i saccottini su una placca coperta di carta forno stando attenti a lasciare spazio fra gli uni e gli altri perchè cuocendo gonfiano un pochino e  si possono attaccare fra di loro e noi non lo vogliamo. In forno a 200° per circa 15/20 minuti. Guardateli a vista e quando il colore è bello dorato e lo zucchero è fuso spengete e toglieteli dal forno.
Sono buonissimi se sono ancora  caldi, di solito io li preparo prima e li inforno quando siamo quasi a fine cena. Dovete stare attenti  perchè spariscono subito velocissimamente! Di solito un saccottino per persona non è sufficiente! Li potete fare anche piu’ piccoli ma danno meno soddisfazione secondo me.
Non vi rimane che mangiarli e quando lo fate pensate a me che vi auguro, come sempre, 
Buona vita!

Aha, fatemi sapere come è andata….
preso in prestito le foto sul web, chiedo scusa.

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il mio vecchio amico Alcione

Buongiorno a tutti ragazzi, bentrovati.

Volevo raccontarvi del mio vecchio amico Alcione: un magnifico golden retriever di 14 anni.
Il mio cane è bellissimo: mi ricordo la prima volta che l’ho visto. Palla di pelo bianca di 3 mesi e quinzaglietto rosso. La prima cosa che ha fatto entrato in casa: pipì sul mio tappetino.  Era uno spettacolo e, crescendo è diventato bellissimo. Il padre di Alcione era un campione di bellezza e quindi……. Cane molto particolare. Carattere dolcissimo, affettuoso fin troppo. Quando ho avuto bisogno di conforto lui c’è sempre stato. Nei momenti più bui io andavo da lui. Lui si accoccolava accanto a me e infilava il suo testone bianco sotto il mio gomito mentre mi guardava con quei suoi occhi languidi: sono qui, non preoccuparti, ci sono io. E’ il mio miglior amico, senza ombra di dubbio. Il suo difetto più grande è che ha sempre tentato di scappare per andare a trovarsi le fidanzate. Ho fatto km per ritrovarlo, quella testa di cane! 
 Questo sopra è la mia pecorella bianca quest’inverno quando è venuta tutta quella neve.
Adesso che ha 14 anni non scappa più, non ce la fa. Tutte le mattina lo “dopiamo” con tre integratori alimentari, gli do la sua colazione, lo accarezzo e ci facciamo una chiaccherata. Poi vado a lavorare. E’ diventato vecchio, non ce la fa a correre, fa fatica a mettersi giù e a rialzarsi, è sordo come una panca ma i suoi occhi rimangono i soliti occhi affettuosi di sempre. E mi fa tenerezza e dolore pensare che fra un po’ se ne andrà, spero il più tardi possibile, ma se ne andrà. Abbiamo già deciso che il suo posto sarà ai piedi del grande gelso alla fine del terrazzo. Si mette lì da sempre, quello è il suo posto perchè c’è sempre vento anche quando è un caldo terribile e lui vive meglio nel freddo dell’inverno.
Perchè sto scrivendo tutto ciò? Perchè stamani ha fatto più fatica del solito a venirmi a salutare, non mi ha sentita arrivare, dormiva e ho dovuto accarezzarlo  per svegliarlo. Aspetto con terrore il giorno in cui non alzerà la sua testona canuta e capirò che mi ha lasciato. Glielo dico sempre: Alcione non mi puoi tradire, non andartene troppo presto per favore. Lui mi sempre detto di si, cercherà di andarsene il più tardi possibile. Fedele compagno di vita.
Anche per oggi, grazie se qualcuno vorra’ leggere, comunque ……..
buona vita!!
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i “topini” di patate e la malinconia

Ieri ero un po’ triste e malinconica, mi capita abbastanza spesso, ho un carattere un po’ instabile ma riesco anche a entusiasmarmi velocemente di contro!  Quando sono triste di solito cerco rifugio in cucina. Ieri era proprio la giornata giusta. E siccome mi hanno regalato delle splendide patate a pasta bianca casentinesi ho pensato di fare gli gnocchi o come si chiamano da noi in Toscana i “TOPINI” di patate. Ricetta semplice, economica e molto gustosa

La ricetta per il ritorno della lietezza io la realizzo cosi: 

ingredienti:

  • musica – obbligatorio accendere lo stereo e ascoltare quello che piu’ ci aggrada nel momento, possibilmente a volume altino
  • calice  lungo con un buon vino bianco  – magari un traminer aromatico
  • sigaretta – se ancora fumassi! – visto che ho smesso da molti anni niente sigaretta ma ci starebbe tanto bene

– patate 1 kg abbondanti
– farina bianca
– spianatoia di legno 

Allora, poi bisogna entrare nell’atmosfera e lasciarsi prendere dalla musica e cantare, ballare o semplicemente scuotere la testa a tempo di musica. Bisogna bandire pensieri cattivi e lasciarsi andare.
Ho sbucciato le patate e fatte a pezzi piccoli, ho tirato fuori la ragazza – la mia pentola a pressione – e ho lasciato cuocere per 10 minuti dopo il primo fischio. Ho passato per 3 volte le patate in uno schiacciapatate perche’ devono essere ben liscie e soprattuto ancora calde. Poi si impasta e si aggiunge la farina fino a che il tutto non risulta bello omogeneo. Non saprei dirvi quanta farina, io vado sempre a occhio. L’impasto deve essere bello consistente ma non duro. C’è chi ci aggiunge anche un uovo ma io preferisco di no. Nel frattempo mia figlia si è affacciata in cucina e con fare angelico mi ha detto: mamma, ti aiuto? E come fare a dirle di no? Splendida bambina 14enne!
Praticamente, ne ha mangiati più crudi che cotti, ma mi ha aiutato e fra un ballo e l’altro, una risata e una discussione ci siamo apprestate a fare i topini. Dall’impasto ho preso volta per volta un po’ di pasta e ho fatto dei rotolini che ho poi tagliato a misura con il dietro della lama di un coltello. Non devono essere tutti uguali, sono belli quando sono un po’ più corti, un po’ più lunghi, un po’ più larghi : non devono essere tutti uguali, sono fatti a mano!
Ricordatevi di distenderli in modo che non si attacchino fra di se  e di mettere un velo di farina sulla spianatoia di legno o dove andrete a disternderli. Ne sono venuti abbastanza tanti!

 Chiedo scusa, la foto non è la mia, l’ho presa in prestito sul web ma i mei erano molto simili a questi.
Fase due:  ci siamo messe a discutere sul condimento.  Io e mia figlia stiamo attraversando quel periodo in cui si discute per tutto, ma ci si vuole bene comunque e alla fine di ogni alterco finiamo con: “ti voglio bene lo stesso” per ricordarcelo sempre. La decisione è stata difficile ma alla fine abbiamo deciso per due sughetti: uno vegetariano e uno con funghi e gamberoni.

Sugo 1 – il vegetariano 
 Ho affettato gentilmente un cipollotto e l’ho messo a soffriggere in una padella con il  fondo di ceramica,
nell’olio * ragazzi, non scherziamo, OLIO vuol dire olio extravergine di oliva toscano, altri prodotti non si possono chiamare OLIO *, ho fatto a cubetti piccolini mezza melanzana bianca dell’orto e l’ho messa a friggere insieme alla cipolla. Bisogna farla cuocere un po’ che prenda colore e risulti quasi croccante, poi ho aggiunto 3 pomodori maturi e spellati, sempre del mio orticello, e li ho tagliati a cubetti. Ho fatto andare il tutto con sale e pepe per un po’. Aggiungete un po’ d’acqua se si asciuga troppo il sugo. Quando il tutto era cotto ho aggiunto 4 o 5 foglie di basilico, una bella manciata di capperi e delle olive nere. Per ultimo una spolverata di pepe e di origano. Prima di saltare i topini ho messo anche un cucchiaio di panna da cucina senza grassi idrogenati aggiunti, se preferite un po’ di latte per legare al posto della panna.

Sugo 2 – il pesce

Ho fatto il soffritto sempre con un cipollotto e ho aggiunto un porcino tagliato a fettine o come preferite – io li ho surgelati xche’ il mio babbo è un cercatore di tali prelibatezze e nel mio freezer non mancano mai, sono fortunata,lo so. Se non avete un babbo cercatore di funghi potete usare quelli nelle buste dei supermercati, sono comunque buoni  e a noi ci serve il profumo in questa ricetta. Fatto rosolare tutto e poi ho aggiunto una manciata di gamberetti sgusciati e una decina di gamberoni argentini. Il pesce è stato in ammollo per essere scongelato.
Sale, pepe e a fine cottura 2 o 3 foglie di basilico a pezzi. Il solito cucchiaio di panna per legare. La panna è pesante, non va daccordo con il colesterolo e fa ingrassare ma, come dice una mia carissima amica, il buono con il buono non puo’ essere che buono! 

Adesso si apparecchia, chiamo anche sua Maestà il primo figlio e la sua ragazza, che sono rintanati in camera attaccati a internet e  pretendo che facciano qualcosa. Fra mugugni e mugugni ce la facciamo ad apparecchiare e a chiamare padre che nel frattempo era ad annaffiare i fiori del giardino e l’orticello.
Metto l’acqua a bollire – tegame più largo che lungo – il sale e una goccia d’olio. Quando bolle butto i topini e metto a scaldare i sughi nelle padelle. I topini fanno veloce, salgono subito a galla e sono pronti. Salto con delicatezza e metto nei vassoi, spolverata di parmigiano sul sugo vegetariano.  Volevo fare una foto ai  vassoi ma gli avvoltoi si sono buttati con la scusa che se si freddano non sono buoni e bisogna mangiarli subito, lo fanno per me, mi vogliono tanto bene! 
Che dire, erano deliziosi! Sono spariti in un batter d’occhio. 
Per finire la mia bambina aveva preparato i fagottini di pasta sfoglia con le mele caramellati…. ma quella è un’altra storia e un’altra ricetta!
Vi ho annoiato abbastanza….. cerchero’ di fotografare la prossima ricetta perche’, credetemi, erano anche belli oltre che buoni!
come sempre, 

buona vita!

 

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