i cestini “riciclati”

Ieri sera ero particolarmente irrequieta e mi è venuto in mente un consiglio che mi hanno dato tempo fa: fai qualcosa con le mani che  aiuta a distrarsi ed  allenta le tensioni. Allora ho tirato fuori la borsa dei gomitoli. Qualche mese fa curiosando su internet ho scoperto come riciclare e fare un filato dalle vecchie magliette o stoffe e l’idea mi è piaciuta molto, io trovo che tutto il nostro sprecare ci porterà poco lontano. Non si puo’ sempre buttare tutto, bisogna cominciare a riciclare le cose di tutti i giorni e cercare il modo di cambiarne la destinazione d’uso. Ho quindi cominciato ad esercitare  la mia fantasia in questa direzione. Per esempio, le bottiglie del latte possono essere delle perfette ciotole per cibo per gatti per dirne una. Basta tagliarle all’altezza giusta e i mici ci si fiondano sopra contenti! Tornando a noi, ho questi gomitoli di “filo” di magliette e tessuti vari e mi sono messa a smaneggiare con l’uncinetto, mia vecchia conoscenza.
Queste sotto sono le  magliette bianche e colorate che avrei buttato perchè piccole  o logore.
Sono diventate svuotatasche o portavasi o che altro vi suggerisce la fantasia …….. mi sono divertita! Mi basta poco, lo so, ma che ci volete fare, mi basta poco per fortuna! Qui sotto il sacchetto da appendere in bagno per tutti i trucchi e parrucchi delle donne di casa (io e la 14enne che adolesce furiosamente): ho pensato che forse e dico forse smetterà di lasciare sistematicamente tutto in giro, forse.
anche questa foto puoi essere utile per capire l’oggetto meraviglioso che ho fatto
Altri due cestini, questi fatti con gli avanzi di lana di vari maglioni 
Sono lavoretti che portano via poco tempo e rilassano oltre ad essere carini e utili: non ditemi che la sera, quando si mette a posto non si trovano in giro i cellulari, i mazzi di chiavi, spiccioli o altro che spuntano dalle tasche! Un ottimo sistema è mettere un sacchettino vicino alla porta d’ingresso, così piano piano uno prende l’abitudine a “scaricare” tutto dentro. 
Beh, buona vita a tutti!
 Namastè!!!!

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Saccottini di pasta sfoglia e mele

Questi sono dei dolcetti meravigliosi, davvero meravigliosi. 
L’imput me l’ha gentilmente dato un pasticcere di Firenze e io ho poi aggiustato la ricetta a mio piacimento. Devo dire che a volte ho degli amici che vengono a cena e che per dolce “ordinano” i saccottini di mele. Sono un dolcetto veloce e delizioso, basta avere la pasta sfoglia in casa. Nel mio frigorifero difficilmente manca, solo quando decido di provare a fare una dieta! (Le mie diete sono famose, durano circa 3 o 4 giorni e poi mi dimentico dei kg di troppo e ricomincio a smanettare ai fornelli).
In fin dei conti, il cibo è una delle cose più belle della vita e a tavola non si invecchia mai!  
La ricetta è semplicissima e anche economica. Gli ingredienti per 8 saccottini:
  • rotolo di pasta sfoglia – possibilmente rettangolare –
  • marmellata di pesche o di albicocche –  fatta in casa meglio!
  • due mele 
  • zucchero a velo
Allora, tirate fuori la pasta sfoglia dal frigo almeno 10/20 minuti prima, così risulta più maneggevole. Srotolare la pasta e staccarla dal foglio di carta da forno. Giratela e adagiatela di nuovo sul foglio di carta forno con delicatezza. Accendete lo stereo e coccolatevi con un po’ di musica se ancora non lo avete fatto.
Adesso dividete  in otto quadrati più o meno uguali la pasta  e nel centro di ogni quadrato adagiate dolcemente un cucchiano  di marmellata e la mela sbucciata e tagliata a pezzetti piccolini. La quantità di mela è a vostro piacere, non esagerate però! A questo punto unite gli angoli dei quadrati a formare una saccottino e girateli su se stessi  per chiudere bene in modo che non si apra troppo in cottura. Adesso viene la  parte più difficile: con un colino spolverate abbondantemente di zucchero a velo che caramellerà in cottura rendendo il tutto delizioso. Sapete come si fa lo zucchero a velo? Moooolto difficile: prendete lo zucchero semolato e mettetelo nel frullatore, frullate fino a che lo zucchero diventa zucchero a velo ed è fatta! Adagliate i saccottini su una placca coperta di carta forno stando attenti a lasciare spazio fra gli uni e gli altri perchè cuocendo gonfiano un pochino e  si possono attaccare fra di loro e noi non lo vogliamo. In forno a 200° per circa 15/20 minuti. Guardateli a vista e quando il colore è bello dorato e lo zucchero è fuso spengete e toglieteli dal forno.
Sono buonissimi se sono ancora  caldi, di solito io li preparo prima e li inforno quando siamo quasi a fine cena. Dovete stare attenti  perchè spariscono subito velocissimamente! Di solito un saccottino per persona non è sufficiente! Li potete fare anche piu’ piccoli ma danno meno soddisfazione secondo me.
Non vi rimane che mangiarli e quando lo fate pensate a me che vi auguro, come sempre, 
Buona vita!

Aha, fatemi sapere come è andata….
preso in prestito le foto sul web, chiedo scusa.

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il mio vecchio amico Alcione

Buongiorno a tutti ragazzi, bentrovati.

Volevo raccontarvi del mio vecchio amico Alcione: un magnifico golden retriever di 14 anni.
Il mio cane è bellissimo: mi ricordo la prima volta che l’ho visto. Palla di pelo bianca di 3 mesi e quinzaglietto rosso. La prima cosa che ha fatto entrato in casa: pipì sul mio tappetino.  Era uno spettacolo e, crescendo è diventato bellissimo. Il padre di Alcione era un campione di bellezza e quindi……. Cane molto particolare. Carattere dolcissimo, affettuoso fin troppo. Quando ho avuto bisogno di conforto lui c’è sempre stato. Nei momenti più bui io andavo da lui. Lui si accoccolava accanto a me e infilava il suo testone bianco sotto il mio gomito mentre mi guardava con quei suoi occhi languidi: sono qui, non preoccuparti, ci sono io. E’ il mio miglior amico, senza ombra di dubbio. Il suo difetto più grande è che ha sempre tentato di scappare per andare a trovarsi le fidanzate. Ho fatto km per ritrovarlo, quella testa di cane! 
 Questo sopra è la mia pecorella bianca quest’inverno quando è venuta tutta quella neve.
Adesso che ha 14 anni non scappa più, non ce la fa. Tutte le mattina lo “dopiamo” con tre integratori alimentari, gli do la sua colazione, lo accarezzo e ci facciamo una chiaccherata. Poi vado a lavorare. E’ diventato vecchio, non ce la fa a correre, fa fatica a mettersi giù e a rialzarsi, è sordo come una panca ma i suoi occhi rimangono i soliti occhi affettuosi di sempre. E mi fa tenerezza e dolore pensare che fra un po’ se ne andrà, spero il più tardi possibile, ma se ne andrà. Abbiamo già deciso che il suo posto sarà ai piedi del grande gelso alla fine del terrazzo. Si mette lì da sempre, quello è il suo posto perchè c’è sempre vento anche quando è un caldo terribile e lui vive meglio nel freddo dell’inverno.
Perchè sto scrivendo tutto ciò? Perchè stamani ha fatto più fatica del solito a venirmi a salutare, non mi ha sentita arrivare, dormiva e ho dovuto accarezzarlo  per svegliarlo. Aspetto con terrore il giorno in cui non alzerà la sua testona canuta e capirò che mi ha lasciato. Glielo dico sempre: Alcione non mi puoi tradire, non andartene troppo presto per favore. Lui mi sempre detto di si, cercherà di andarsene il più tardi possibile. Fedele compagno di vita.
Anche per oggi, grazie se qualcuno vorra’ leggere, comunque ……..
buona vita!!
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