Pane di farina di castagne e ricotta fatta in casa e un presidente povero

musica per l’ascolto 

post lunghissimo, non vi fate ingannare…..

ingredienti per il pane 


400 g. farina tipo 2
50 g. farina di castagne
5 g. malto diastasico
pizzico di sale
5 g. lievito di birra fresco
300 g. + 50 g. acqua

impastare sommariamente la farina tipo 2 con 300 g. di acqua
lasciar riposare 1 ora per fare autolisi
aggiungere la farina di castagne,  50 g. di  acqua in cui avrete  sciolto il lievito di birra
impastare nella ciotola, l’impasto è piuttosto appiccicoso e molliccio
ungere le mani con olio evo e prelevare i bordi della pasta ripiegandoli all’interno in modo da fare
pieghe e formare una sfera, sempre nella ciotola
depositare in frigo per 18 ore coperto con la pellicola
 acclimatare l’impasto per almeno 1/2 ora prima di lavorarlo
fare ancora pieghe al centro e aiutandosi con la farina formare una sfera
inserire nella forma prescelta (l’impasto deve essere contenuto in una forma poichè è molto instabile)
io ho scelto una tortiera ad anello da 20 cm. rivestita di carta da forno e spolverata di farina di castagne
lasciare lievitare nella forma per altre due ore nel forno spento ma con la luce accesa
cuocere per 35/40 minuti, i primi 10 minuti a 220°C e poi abbassare a 180°C – ventilato
ricordatevi di mettere una teglia con l’acqua sul fondo del forno per creare vapore

per la ricotta


1.5 lt. latte intero
200 cl. panna da montare
2 cucchiai scarsi di aceto bianco
sale integrale marino 


scaldare il latte con la panna dentro e un pizzico di sale. quando comincia a fremere
 spegnere e ritirare dal fuoco.
aggiungere l’aceto e rimettere sul fornello a fiamma bassa.
cominceranno ad affiorare i fiocchi che prenderete con una
schiumarola e depositerete in un colino o in una forma da ricottina
il risultato è strepitoso. di una dolcezza incredibile e mangiata ancora tiepida sul pane
di castagne con un filo di zucchero di canna è un meraviglioso dessert.

e ora veniamo a noi. credevate di esservela cavata così? senza nemmeno una parola, un discorso, una polemica?
 e invece… eccomi….
conoscete Pepe Mujica Presidente Povero dell’Uruguay?

“Mi chiamano il presidente più povero, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso, e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”. 

del suo stipendio da presidente Pepe si trattiene 485 dollari e versa i restanti 7500 in beneficenza.
vive in una casa in campagna, con la moglie ma senza acqua corrente.
è vegetariano
è ateo
viaggia con uno scassatissimo maggiolone
ex guerrigliero tupamaro, sette anni di carcere in completo isolamento
se non fosse per le guardie del corpo al cancello di casa  lui sarebbe un normale contadino
dice della presidente argentina Cristina Kirchner, senza mezzi termini:
“questa vecchia è peggio del guercio” 
(riferito al marito Nestor morto nel 2010)
l’uomo che ha pronunciato  il più bel discorso del mondo, tutto a braccio,  al G20:
se  i presenti altri “grandi uomini” avessero avuto un briciolo di buon senso,  si sarebbero
 vergognati oltre l’inverosimile per i proprio pensieri e per le proprie azioni.
a noi,  poveri mortali,  fa venire le lacrime agli occhi.
un passaggio dice:

“Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”

questo è il Presidente dell’ Uruguay, l’uomo che ha deciso che combatterà la piaga
più grande del suo paese, il narcotraffico,
dall’interno: lo Stato produrrà marijuana e la venderà direttamente
al costo di 1 dollaro al grammo

ha legalizzato l’aborto nelle prime dodici settimane
(evitando a molte donne di morire di setticemia sotto i ferri di presunti medici o stregoni)
ha legalizzato i matrimoni gay
ha fatto emanare una legge per la donazione degli organi   a meno che non sia
espressamente dichiarato il dissenso con una preventiva dichiarazione.
– questo uomo ha 78 anni –

e mi viene da fare il paragone. con chi? con NOI
 con Berlusconi per esempio che di anni ne ha
76 e non ha un minimo di decenza, o con Napolitano che non  rilascia il suo stipendio in
beneficenza (239.192,00 € aumentati di circa 8.835,00 nell’anno in corso),
o  con uno qualsiasi dei nostri politici storici, viziosi e viziati, egoisti e poco lungimiranti.

 vorrei  vivere in un paese dove conta il buonsenso.
vorrei vivere in un paese dove per i giovani ci siano speranze e sogni.
in una paese dove non si esulti perchè si è fatto un ridicolo governo delle larghe intese o
in un paese dove non si debba sottostare a ricatti politici
per fare una finanziaria da miseria.
vorrei vivere in un paese che non abolisce l’IMU per fare propaganda  e
ricarica i suoi cittadini con il doppio delle tasse per l’anno successivo (è da pazzi),
vorrei vivere
in un paese dove i CONDANNATI sono condannati e non entrano nel Senato dello Stato Italiano
vorrei vivere in un paese dove i politici fanno politica per passione e
con buonsenso
vorrei vivere in un paese dove la gente non si sogna nemmeno di vendersi le spiagge per fare cassa

vorrei far vivere loro (i nostri politici)  per un mese con 1.000  euro
e vedere la  faccia che farebbero quando arrivati alla metà del mese non ci
sono più soldi per fare la spesa e per pagare le bollette e le tasse
( già si dovrebbero sentire fortunati per avere un lavoro e non essere disoccupati e senza prospettive,
vorrei vivere in un paese di gente normale e onesta e non in un paese
di disonesti, ladri, buffoni e gente di malaffare
vorrei……

e mi consolo panificando, finchè potrò farlo e ne avrò voglia.
e mi consolo parlando e scrivendo e sperando che qualcuno legga e
condivida,
e mi consolo pensando che prima o poi questo popolo prostrato e privo di amor proprio
si ribellerà a questi ignobili giochi di potere zozzi e sudici

ma poi penso a quei milioni di cittadini che hanno votato per Berlusconi
credendo in lui e allora mi prende lo sconforto:
ognuno ha quello che si merita
evidentemente il popolo italiano si merita questa classe dirigente

….e poi, per fortuna   c’è   MTC n. 34, 
la sfida della Signorina Pici e Castagne, 
la Signorina Pici e Castagne che io ho avuto il piacere di conoscere  personalmente a Cagliari.
e si, mi era piaciuta tanto sul web, con le sue ricette povere e la sua musica,
e  mi è piaciuta ancora di più dal vivo.
soprattutto quando ha tirato fuori una foto, di un certo signore marocchino, e ce l’ha mostrata in
una tarda mattinata in cui eravamo tutte affrante e disperate perchè si parlava già di ripartenze.
vedere quel signore con quegli occhi azzurri (secondo me c’è fotoshop dietro)
è stata una botta di adrenalina.
a parte le battute, mi ricordo questo momento di Cagliari  perchè eravamo davvero tutte molto stanche e un po’ abbacchiate e lei tira fuori questo tablet con questa foto di questo uomo…. finto, per me era finto da quanto era bello e immaginate, ci siamo fatte delle gran risate tutte insieme.
e poi la Signorina vince l’MTC e viene travolta dal patos….
e  che fa allora la Signorina? …. propone le castagne.
 le cose sono due:
io le castagne le mangerei  “in capo a un tignoso”, si dice non molto elegantemente a Firenze,
sono una vera divoratrice di castagne e quindi la Signorina mi piace ancora di più.
l’altra (cosa) è che avevo in mente di fare un bel pane di farina di castagne e questa mi è sembrata l’occasione perfetta.
quindi, non protestate troppo e beccatevi (dico alla Daniela, all’Alessandra e alla Signorina) BECCATEVI
questa rustica pagnotta senza battere ciglio.

ma il m io pane viaggia molto questo mese e
 va anche dalla Cinzia, Colors & Food per la sfida  di novembre

i toni del rustico….

più rustico di così non si puo’ tesora, pane di castagne, legno, rame, atomosfere soffuse,…..

e potevo non portarlo a  Panissimo?
la Barbara, Bread & Companatico  si potrebbe arrabbiare e anche la

Michela, Menta e Rosmarino
che ci ospita per il mese di novembre

ma dico, scherziamo?

ma  lo faccio viaggiare ancora, verso l’Europa unita e 

lo porto  in Polonia, Zapach chleba  per il gemellaggio?
ringrazio di cuore per la pazienza chi è riuscito ad arrivare a leggere fino in fondo. 
sono logorroica, lo so.
Print Friendly, PDF & Email

ti potrebbe interessare anche

51 commenti

  1. Tesoro, confesso di avere zero tempo e di non aver letto la seconda parte del post, quella importante. Mi riprometto di tornare a leggermela con la calma che merita.
    Pane e ricotta sono da standing ovation, of course… GRANDISSIMA!!!!!

  2. difficile commentare il tuo post senza darti ragione per ogni parola che hai scritto, purtroppo ci sono troppe persone indegne, troppe persone disoneste e mi sto rendendo conto che la classe politica che ci rappresenta purtroppo non è altro che lo specchio del popolo, purtroppo, e ripeto purtroppo è quello che ci meritiamo, tutti pronti a fregare il prossimo, la gente si crede furba perchè è riuscita a non pagare le tasse, a pagare questo e quello in nero spendendo meno etc.. ma nessuno si rende conto che i 100 che risparmia oggi gieli tolgono dalla prossima busta paga perchè bisogna pagare le tasse anche per chi non le ha pagate grazie alla fattura che non ha fatto a lui.. contorto e banalizzato ma siamo così!! è triste e fa tanta rabbia, popolo di fessi che si credono furbi, che puntano il dito in alto e nel loro piccolo fanno peggio (con questo non voglio giustificare i politici sia chiaro) cerchiamo raccomandazioni e spintarelle, sognamo solo lavori facili e con tanto guadagno e poi ci lamentiamo se gli extracomunitari ci fregano il lavoro e poi ci sono i datori di lavoro che preferiscono loro perchè se ne approfittano e li pagano meno.. insomma, un disastro, mi chiedo come si possa alzare il livello ma non vedo prospettive!!! ok, ora la smetto, ma sei stata tu a iniziare eh.. per fotuna possiamo ancora godere del cibo, del nostro magnifico cibo e tu ne rappresenti un altissimo livello!! ottimo pane e spettacolare ricotta, sembra davvero quella comprata, brava come sempre!! un abbraccio

  3. A me piaci logorroica! condivido e sottoscrivo ogni singola parola … ne parlavo oggi con mio marito. Mi stupivo anche di tutti questi giovani, senza valori, senza voglia di lottare, di provarci… certo non tutti naturalmente, ci sono anche giovani che si indignano .. però pensavo a noi ragazzi degli anni '80 e alla generazione prima di noi, si viveva tra manifestazioni e proteste. Facevamo sentire la nostra voce, con forza, con potenza. Perchè i giovani non si organizzano e protestano veramente? Perchè si adagiano e ridono … li vedi in televisione e ridono e si atteggiano, stando attenti affinchè riprendano il loro profilo migliore. Che tristezza!
    intanto mi godo le foto del tuo pane e della meravigliosa ricotta e ci invidio … prima o poi ci provo anceh io a farmi la ricotta in casa.
    Intanto prendi nota che il mio blog ha traslocato qui
    http://blog.cookaround.com/ipasticciditerry/
    non vorrei mai perderti cara Sandra. Ti abbraccio forte forte!

  4. Tesoro, come non condividere questo tuo post? Un grande uomo che dovrebbe essere un grande esempio per tutti (e non solo politici).
    Stupendo questo pane, stupendo!
    Un bacio enorme, grande donna!

  5. Sandra, io sono una persona fondamentalmente buona, ma a volte mi stupisco e quasi mi vergogno per dei terribili pensieri…
    Come dei fulmini che attraversano inaspettatamente un cielo meravigliosamente sereno, questi pensieri attraversano il mio cervello e uscendo dalla bocca mi fanno dire cose come: "…in fondo, vista la situazione, la fine più giusta sarebbe che qualcuno lo ELIMINASSE…".
    Chissà se intuisci di chi si stava parlando… Colui che per anni, votato e rivotato dalla maggioranza degli italiani (ti rendi conto?), ci ha trascinati nel fango in tutti i modi possibili e mi ha fatto, per la prima volta in vita mia, sentire in imbarazzo davanti al resto del mondo perchè sono italiana…
    Io però non farei del male a una formica…Andrò all'inferno???
    E gli altri? Magari fossero tutti come il Presidente Povero dell'Uruguay… O ce ne fossero anche solo un altro paio…

    Comunque buonissimo il tuo pane e poi io impazzisco per la ricotta, magari ancora calda e appena fatta… Slurp!

  6. Sandra Sandra, io ADORO leggere i tuoi post. Le ricette sono sempre una più bella e buona dell'altra, ma le parole che tu scrivi, OGNI VOLTA mi riscaldano il cuore. Anche quando contengono velati accenni di tristezza. Questo mi ha fatto sorridere e non vedo l'ora di rivedeerti da Tiffany.
    Bacione.
    GiuseB

  7. hai già detto tutto tu.. e sì, eccome che sono arrivata fino in fondo al post..
    sai cosa vorrei io? che abitassimo nello stesso condominio, potrei parlare ore ed ore, di tutto e del niente, seduta con te con in mano una tazza di caffè fumante..
    il pane? serve che lo commenti davvero?
    io lo faccio domani.. ma domani domani eh? lo adoro troppo, non resisto!
    adoro te
    baci donna

  8. Ho fatto il biglietto, scappo in Perù.
    Grazie amica, per la riflessione, per le parole di rabbia che io ho perso e per l'amore che comunque si trova in ogni tua parola.
    Sei meravigliosa.

  9. questo post pone due problemi
    1. il primo, è che non si riesce a NON leggerlo fino in fondo, un post come questo.
    2. il secondo, è che gli occhi si sbattono. Si stropicciano, si sgranano. si impegnano in tutte quelle robe che si succedono alla meraviglia e allo stupore. Un po' come per il tunisino della signorina (e mai evocazione fu più felice, così di primo mattino): con la piccola differenza che il tunisino resta là, questo pane ce lo possiamo portare a casa, grazie alla generosità di questa signora della cucina povera, che oggi ci regala una delle sue meraviglie. Grzie per tutto, sandra: come sempre, ma stavolta un pochino di più.

  10. Sandrina cara il tuo post ha dato voce ai miei pensieri, mi sembra di aver finalmente respirato leggendo le tue parole.
    Penso che da parte del popolo italiano ci sia una presa di coscienza di tutto quello che dici, una maggiore consapevolezza, abbiamo finalmente aperto gli occhi.
    Ora ci tocca solo agire, ma come, cosa fare???
    Spero che l'unica strada non sia una rivoluzione!!!
    Il pane è meraviglioso,non ho parole!!!

    PS Anche ho in mente un pane: spero che non dispiaccia a te e alla Signora PIci.

  11. Be' il tunisino, chissà perché ce lo ricordiamo tutte (almeno, anche io come te, Sandra, me lo ricordo ancora!) 😀 Quelli sono stati tre giorni indimenticabili, perché ho conosciuto donne fantastiche, delle quali son felice di essere amica e con le quali mi piacerebbe farmi 4 risate dal vivo, magari, impastando questo pane o facendo la ricotta…
    La ricetta sa di casa, sa di buono, sa di tepore e di famiglia… quello che per adesso, forse, in questa povera Italia bistrattata, non si sente più… Evviva l'Uruguay!

  12. La ricottina la faccio anch'io, soprattutto per riciclare il latte appena scaduto e anch'io mi faccio prendere dallo sconforto e mi domando perchè devo meritarmi questa classe dirigente….
    Claudette

  13. Carissima Sandrina Bella, che dire per commentare le tue parole sulla nostra classe politica.. La verità è che il popolo italiano ci si è fatto condurre, in questa schiavitù che viviamo tutti. Perché negli anni indietro siamo stati in tanti ad essere "analfabeti politici" . Ci bastava avere qualcuno al governo che non ci tassasse molto, che facesse insomma gli interessi anche per noi, anche quelli spiccioli. E chi ci siamo trovati al governo x decenni? Gente che pensava appunto a cavarsela alla meglio, che faceva principalmente quanto accomoda a loro… Ce lì siamo meritati, proprio come hai detto tu.
    Certo, fare il pane è tra quelle cose che in un certo senso, proprio perché non cambierà mai, mi rende felice "a prescindere" è questa tua versione con le castagne l'adoro già (io le potrei mangiare anche in testa al rognoso ;))
    Grazie per il tuo pensiero, Grazie!
    Un abbraccio grande

  14. Sandra ma quanto hai ragione, non potevi usare parole migliori, io la penso come Marina sopra di me…comunque preferisco guardare e "assaporare" il tuo pane perché se penso a certe persone mi viene il volta stomaco e le metterei subito ai lavori forzati altro che lavori sociali!
    Dolce notte
    Enrica

  15. Che dire cara Sandra! Vorrei anche io vivere in un altro paese dove i nostri figli possano crescere con degli ideali veri e realizzare i propri sogni. Oggi viviamo invece nel mondo delle contraddizioni e dell'ipocrisia. Mi rammarica pensare che nei palazzi restino sempre le stesse persone, ma la colpa è del popolo che ce l'ha messe…evidentemente la voglia di ingraziarsi un politico per far garantire un posto di lavoro a un familiare o per far chiudere un occhio su uno dei tanti illeciti è più forte della voglia di cambiamento!
    Siamo solo un popolo di egoisti!!!

    Io non amo la farina di castagne ma la ricotta decisamente sì e la rifarò prestissimo!
    Bacioni
    Silvia

  16. grandissima.. dirti che condivido e' dire poco.. lui, di cui grazie al te ho conosciuto l'esistenza, e' prima di tutto un uomo saggio che ha capito il senso della vita e vuole trametterlo ai suoi connazionali. lo stimo molto. ha mokta leadership, quella vera, non quella del bunga bunga… forse qualche speranza c'e'?

  17. E certo…come si fa a non essere d'accordo al di là della ricotta e il pane ? L'unica cosa che ci tengo sempre a dire è questa: questo magari è un paese che si meritano quelli che hanno votato per Berlusconi & Co. da quasi 20 anni, quelli che non l'hanno fatto non se lo meritano – se lo ritrovano !!
    Baciozzi Sandra..

    1. non l'ho votato ma mi tocca…. e siccome gran parte degli italiani lo votano e continueranno a votarlo mi viene da chiedermi che razza di popolo siamo o meglio, che razza di persone siamo. solo GRANDE FRATELLO, AMICI DI MARIA e stronzate del genere?
      maronnina misteriosa!
      baci Marina

  18. Sì "conosco" Pepe Mujica e come scrivi "ognuno ha quello che si merita"… amaramente penso che uomini come lui non li vedremo mai. 🙁
    Mi consolo vedendo il tuo pane e la tua ricotta.

    1. Fr@, bisogna anche essere un po' più positive però….. speriamo dai, quello ancora non ce lo fanno pagare mentre tutto il resto ce lo tassano pure!
      un bacio

  19. Bene…da dove posso cominciare?!…dal pane, è la parte più semplice…bellissimo, alveolato, davvero invitante…complimenti per la ricottina, è da provare…
    Vogliamo parlare del resto?…cosa posso pensare io che faccio fatica a mettere insieme un lavoro con l'altro in un contesto asfittico di cui nessuno, per prima la politica locale e nazionale, si occupa…io non cerco grandi cose, ma solo la possibilità di fare un progetto per la giornata di domani…
    Ho sentito parlare del presidente dell'Uruguay…m'interessano le problematiche del sud america che mi affascina da sempre. I presidenti che cercano di riscattare i propri paesi, contro le logiche monetarie internazionali, sono dei grandi che i sistemi di comunicazione nascondono affinché nessuno pensi che è possibile vivere in modo diverso!
    Un abbraccio!

    1. e bisogna pensare Giulietta, bisogna pensare e pensare bene, soprattutto prima di entrare nella cabina elettorale alle prossime elezioni… non che ci sia molto da scegliere ma perlomeno il menopeggio si!
      baci

  20. Una ricetta splendida e un post intenso, mi piace tutto e ti ringrazio per avere pensato anche a noi di Colors & Food. Panificare è un'arte, non si improvvisa e qui si respira un'arietta di farina molto speciale. Super! A presto, Vale

  21. Hai trovato una che condivide tutto all'ennesima potenza!
    Che toglierebbe il "transatlantico" ai deputati/senatori d'ogni schieramento e colore e li imbarcherebbe tutti su una "tinozza" verso l'Uruguay ad imparare innanzitutto l'umiltà, il rispetto verso i cittadini e poi la serietà politica.
    … grazie per le ricette…

    1. Mari, non li vogliono mica in Uruguay sai? non li fanno nemmeno sbarcare questi str……
      lasciamo perdere che è meglio!
      un bacio

  22. ti seguo da tempo,non ho mai commentato i tuoi post ma ho provato ( ed approvato!!) le tue ricette.
    Condivido con il cuore ciò che hai scritto oggi eti abbraccio…virtualmente.
    Nadia
    P.S. che adora il pane di castagne.

  23. A dirti il vero non solo sono arrivata a leggerti fino in fondo, ma ne vorrei ancora, ancora e ancora… perché le tue parole sono le stesse che mi risuonano ogni giorno nella testa, perché quasi quasi, visto che per i nostri figli non c'è un possibile futuro qui è lì che dovremmo trasferirci. Un paese povero… ma più ricco del nostro
    Un pane fantastico, il bosco e gli ingredienti di tutti i giorni, adoro questo menù

  24. Bere le tue parole e annuire con la testa. Come non essere d'accordo? Specie in questo momento di politica allo sbaraglio. Che tristezza cara Susina mia.

    Consoliamoci col Pane!!!!

    W Panissimo!!! Hai visto la mia dedica di oggi? :')
    Vi amo!

    1. sono felice che tu sia felice di essere l'anfitrione di Panissimo: è un po' magica secondo me quella raccolta, porta bene!
      politica allo sbaraglio…. siamo proprio messi male!
      baci

  25. In capo a un tignoso!!?!?! Ecchè dici, che qui si bubbola dai freddo!!! Bono il pane con la ricottina homemade!
    Hai fatto bene a mettere le foto del tuo buon pane in mezzo ai tuoi vorrei…un post dolce-amaro che potrebbe risolversi probabilmente avendo un 78enne come lui, anche qui.
    Volere è potere…
    Abrazi

  26. Allora, ora mettiti te comodas comoda che il mio commento sarà lungo. assai lungo. : )))
    anzitutto il signore è TUNISINO, e questp è bene precisarlo sato che" qualcuna" potrebbe anche deisderare di darsi alla caccia. e non di cinghiali : ))
    e poi e poi e poi… signora Sandra… ma non era lei che aspettava qualcuno in camera??? almeno così disse l' usciere, sicchè mi vien da sospettare .. eheheheh.
    ieri sono arrivate delle ricette da togliere il fiato, una più bella dell' altra, ed io quando sono andata a letto, prima di chiudere gli occhi ho pensato: ma un pane, non è venuto in mente a nessuno? un pane semplice, una cosa primitiva e antica.
    e poi sei arrivata tu. neanche avessi espresso il mio desiderio alla fatina dei sogni : ))
    che la vita, sarebbe tanto bello se lo riscoprissero tutti, è fatta di piccole cose, di piccole gioie e di altrettanto piccoli equilibri che sarebbe bene non avere la sfacciataggine di rompere e stravolgere a proprio comodo.
    a me piacerebbe un po' più di rispetto a questo mondo. e allora metterei tutti a fare il pane per fargli capire che ti puoi arrabbiare quanto vuoi, che puoi comandare e pretendere ma alla fine la natura fa il suo corso. e se non impari a rispettare i tempi di lievitazione e non ti prendi cura degli ingredienti che utilizzi allora il tuo pane sarà cattivo, e sarà il pane che ti meriti.
    noi a quanto pare siamop state bravissime invece e ci siamo meritate un pane che è una gioia solo a guardarlo. quella forma tonda, panciuta, generosa, con quella ricotta fatta in casa che a me ricorda tanto il pane e ricotta che mi preparava babbo da piccina. lui mi ci metteva un po' di cacao sopra, e secondo me col pane alle castagne ci starebbe anche parecchio bene. poi lo mangiavo bevendo una tazza di caffè d' orzo..
    Sandra il tuo post è da incorniciare. io ti abbraccio fortissimo, e non ho parole per ringraziarti, davvero dal profondo del cuore.

    1. tunisino? aspetta che vado a cambiare il biglietto aereo….. Serena!!! tunisino o marocchino sei arrivata al momento giusto con quella splendida foto di quello splendido uomo. ma poi in camera mia non arrivò nessuno… pensa te se mi arrivava un tipo come nelle foto… come facevo a mandarlo viae rimanere integerrima e tutta d'un pezzo?
      comunque si, fare il pane a me rilassa. mi piace proprio veder lievitare, crescere e gonfiare acqua e farina insieme.
      grazie tesoro, grazie per le belle parole. un abbraccio e a presto!
      Sandra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.