pane dolce alle mele come fosse plum cake… e chi s’è visto s’è visto!

(bellissima)
per meglio impastare

anno scorso a giugno  ho vinto un contest da LEI , che mi ha fatto anche un’intervista per qui
e a noi che ce ne importa, direte voi? e invece ve ne importa perchè per la sfida finale con altri 11 blog devo preparare una torta esclusivamente per il contest e per avere la possibilità di vincere un viaggio per due persone….. io ci provo, Tiziana, arrivo!!

Cara Tiziana, ho  una passione per i lieviti. 
si pensa che a forza di impastare la voglia e la passione si plachino e quindi poi si passi ad altri prodotti, ad altre ricette: per me no, io più che impasto e più che impasterei. 
mettere le mani nella farina, nel lievito, vederlo crescere mentre lo sbircio dalla porta del forno, controllare il profumo acidulo che esce se appena appena apri, sentirlo mordibo e caldo al secondo impasto…. a me MI piace, e lo so che non è corretto in italiano, ma qui un RAFFORZATIVO ci stava proprio bene!
ho pensato e ripensato alla torta. non sono brava con la pasta di zucchero, non mi piace troppo diciamo, non sono portata per l’alta pasticceria. sono portata per i LIEVITI. dopo aver a lungo meditato sono riuscita a fare questa, una classica torta alle mele come fosse un plum cake…
torta, pane dolce … come la vogliamo chiamare? io mi sono divertita a farla nello stampo del plum cake.
lo so, lo so, non è una classica torta, ho dovuto discutere non poco con mia figlia per questa scelta ma questa sono io, sempre controcorrente, indipendete e testarda…..alla fine io gliel’ho detto, a tutti:

io faccio questo  pane folvr  di mele plumkettato e chi s’è visto s’è visto!

vi dico un fiorentino purosangue, uno di San Frediano, cosa mi avrebbe risposto?

e chi non s’è visto non si vede più!!!

Ah, ah, ah, i fiorentini! sempre con la battuta in tasca, la voglia di ironia e di prendere in giro e tanta fantasia. adesso si sono un po’ persi questi valori antichi, adesso anche Firenze è diventata una città europea. io mi ricordo di quando ero piccola, di quando 40 anni fa per il primo di aprile si facevano i PESCI D’APRILE, per esempio, e che pesci! ho visto gente passeggiare con giornali attaccati addosso, ho visto ignari passanti essere rimbalzati da un negoziante all’altro con scale e con scatoloni  enormi, ho visto scatole di cartone attaccate dietro al parabrezza divincolarsi per la strada alla partenza dell’ignaro automobilista, ho sentito scherzi telefonici irripetibili (anche un pochetto “arditi” a volte)… ma quelli erano altri tempi.
veniamo a noi, la ricetta.
io ho usato il mio ragazzo, il licoli.
la proporzione a cui mi sono affezionata è di 75 g. su 500 g. di farina: preferisco aspettare qualche ora in più che rischiare sul sapore. e così è stato. ho impastato al mattino alle 08:00, ho infornato la sera alle 18.00, con soddisfazione. ho usato ingredienti freschi e naturali, farina di grano duro macinata a pietra, uova di  pollaio (il mio vicino alleva per uso personale le galline: una si chiama Medea, una Euridice, una Penelope, una Elena e una Callas… e non chiedetemi perché Callas che non c’entra un piffero con tutto il resto della storia….), marmellata di pesche del  pesco  di mio suocero e  fatta da me, zucchero… di canna, il ragazzo mio (il licoli) e le mele biologiche a km. zero.


ingredienti:

500 g. di farina tipo 0 macinata a pietra
75 g. licoli 
2 uova di gallina
latte fresco intero
50 g. di burro
100 g. zucchero di canna brown
uvetta sultanina
1 pizzico di cannella in polvere 
un pizzico di vaniglia in polvere
marmellata di pesche fatta in casa
due mele golden
zucchero a velo

la mattina presto impastate la farina setacciata con il licoli, le uova, lo zucchero. aggiungete all’impasto  il burro e l’aroma di vaniglia. aggiungete il latte fino ad ottenere un impasto solido e compatto ma non troppo duro. lavoratelo bene, abbondantemente: io ci sto’ anche 20 minuti a volte, mi metto ad impastare con la musica nelle orecchie e canto (stonata come una campana)  e ballo mentre impasto – uno spettacolo da non perdere…… dicono!
mettete a riposare l’impasto in una ciotola, infarinato, coperto e inciso, dentro al forno con la luce accesa.
io mi sono fatta costruire un lievitatore dal 1/2 pompelmo: da una scatola di legno che conteneva bottiglie. abbiamo fatto un foro, passato un portalampade,  una lampadina a basso consumo e il gioco è fatto. nn vi dico quanto mi prendono in giro adesso, hanno perfino attaccato una scritta sulla scatola magica  “panetteria”… ma funziona e assai bene.
lasciate lievitare per almeno 8 ore, poi dipende dalle condizioni che avete in casa, si puo’ fare anche prima. 
stendete la pasta senza maneggiarla tanto, cospargete di marmellata, abbondante marmellata, e mettete una mela tagliata a pezzettini nell’impasto, una manciata di uvetta sultanina, un pizzico di cannella e un chiodo di garofano. avvolgete la pasta, arrotolatela e chiudete sopra e dalle parti, in modo che scappi poco di fuori. foderate uno stampo da plum cake di carta da forno e adagiateci dentro l’impasto ripieno con delicatezza che per forza di cose dovrà fare la fisarmonica su sè stesso.   rimettete a lievitare, a me sono bastate due ore.
adesso tagliate l’altra mela a spicchi e a strisce piuttosto spesse e appoggiatele sulla pasta spennellata con un velo di marmellata per farele attaccare meglio. zucchero a velo e in forno per 45 minuti a 180°.
quando il profumo avrà invaso la vostra cucina e avrete tutta la famiglia intorno con la gocciolina che cola dall’angolo della bocca,  tirare fuori il dolce e cercate di farlo raffeddare, sempre che non ve lo scippino prima!
questo è un impasto che faceva sempre mia nonna, semplice solo con uova, farina e zucchero se togliamo quel poco di burro. un impasto che sa di vecchio, di povero, di contadino.
quando faccio questi dolci mi sento più vicina alla natura, alle cose vere, alle cose semplici ma speciali. 
quindi Tiziana, questo dolce è per te e per Scelte di gusto, che vinca o non vinca non importa: l’importante è che qualcuno lo legga e lo apprezzi…. e se poi dovessi vincere… ben venga!!!!

 spedisco questa foto del mio pane dolce plumkettato al Mercoledì Monokromo di Cindystar che per la #79 settimana è da food and clicks 
 
e poi  ma lo  invio anche a Panissimo, la raccolta quindicinale mia e di Barbara, Bread & Companatico, 
non perdetevi il primo raccolto di lunedì 15 aprile 2013…… 
e in ultimo, MA NON ULTIMO, la spedisco anche da Carotina abbrustolita, da  Claudia per il suo contest Buono come il pane.….. grazie Claudia!!!!
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26 commenti

  1. CIAO Sandra,
    i tuoi post e le tue ricette sono sempre un po' speciali!
    In bocca al lupo per il compleanno di Scelte di gusto..noi
    abbiamo postato oggi la nostra torta.
    Un bacio dalle 4 apine

    1. apine mie, apine favolose! vengo subito a curiosare sulla torta come mi prende subito uno sturbo perchè voi con le torte……
      sono comunque contenta di partecipare con voi!!!

  2. Bellissima torta Sandra, anche io partecipo alla sfida finale ma sto ancora a zero, domani mi metto all'opera nella speranza di riuscire a fare un dolce che per la verità sono anche un po negato.
    Se vinci te????
    Esulterei lo stresso.
    🙂
    A presto

    1. anch'io esulto se vinci tu, che discorsi!!! e non mi dire che sei negato per i dolci, non ci credo!!! saluti e buon fine settimana a te e famiglia!

  3. Ciao Sandra, il tuo pane alle mele è la perfetta colazione… orario indicato e fame al punto giusto mi fanno affermare che ne vorrei proprio una bella fetta ^_^
    Grazie per la tua partecipazione, sono certa che alla redazione di scelte di gusto piacerà. In bocca al lupo
    Tiziana

  4. ….per prima cosa: in bocca al lupo! Anch'io ho notato che il pesce d'aprile non si festeggia più, neanche tra i piccoli…il prossimo anno lo metto in agenda almeno si ricomincia!….bisogna ridere e riderci su di più…altrimenti che noia!! A firenze sono stata giovedì…gran città, anche se da romana non so proprio come fate a sopportare tutti noi turisti….cri

    1. ma una sana e bella risata Cri, non è forse meglio di qualsiasi cosa? ridere è la medicina perfetta secondo me! a Firenze c'è sempre tanto turismo (per fortuna), è il prezzo da pagare per avere una città così speciale….. ah, CREPI IL LUPO!
      BACI

  5. in bocca al lupo , possiamo dire buon viaggio. Bellissimo pane plumkettato, goloso e saporito, hai fatto bene ad imporre la tua scelta.

  6. è davvero uno spettacolo…….piacciono tantissimo anche a me ilievitati sia dolci che salati! e in bocca al lupo:-)

  7. Ciao Sandra, anch'io sono una licoli-maniaca, uso solo questo lievitante da ormai moltissimi anni, ma non capisco perché dici questo:
    "la proporzione a cui mi sono affezionata è di 75 g. su 500 g. di farina: preferisco aspettare qualche ora in più che rischiare sul sapore"
    Perché rischia il sapore se se ne mette di più? Licoli è fatto con acqua e farina già lievitato prima di essere usato, che cattivo gusto dà se se ne usa una quantità maggiore?
    Io invece tempo che la lunga lievitazione, specialmente in estate, possa dare il retrogusto dell'acido, e questo sì che è un rischio per il sapore :))
    Scusa l'intrusione :))) ma non ho resistito a dire la mia :)))
    Bello il tuo pane dolce alle mele, è veramente goloso!

    1. No Anna, tu non sei una licoli-maniaca: TU SEI LA PORTATRICE di licoli sul web!!! io mi trovo bene con questa proporzione perchè a volte se ne metto tropppo mi viene un retrogusto acido… e invece con questa dose viene tutto perfetto nel mio forno…. chissà Anna, forse questione di microclima, di spifferi, boh…..
      tu dici invece che è la troppa lievitazione? comunque, il licoli è una meraviglia!
      baci e grazie della visita!

  8. In bocca al lupo Sandra!
    Questo plumcake/pane è golosissimo…anch'io amo panificare e approvo in pieno 😀
    :-* dalla zia Consu
    ps: ti ho lasciato il link di un mio pane x la raccolta..fammi sapere..

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