il sedano rapa, quello sconosciuto: parmigiana di e divagazioni etiche

 

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My Sweet Lord, George Harrison

ballata per la lietezza dello spirito

Vegano?: NO

Vegerariano?: SI

Gluten free?: SI

Buono?: MOLTO

Parmigiana di sedano rapa con besciamella all’olio extra vergine di oliva e l’alimentazione etica

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non si puo’ avere tutto dalla vita, volendo si poteva fare anche un piatto completamente vegano ma io sinceramente non me la sento mica di diventare vegana! forse diventerò vegetariana quando dovremo mangiare insetti come fonte di proteine, comunque cerco di limitare al minimo.
poche cose sono davvero importanti nella vita, per me una di quelle è il “cibo” e la cucina, non ce la posso mica fare a privarmi di tutto?
perchè diciamocelo, i vegani sono bravi, non mangiano proteine animali di nessun genere e parlano di scelta etica….. si potrebbe discutere per una vita sulla scelta etica dei vegani e soprattutto delle scelte etiche alimentari dei popoli occidentali, le nostre scelte alimentari.
vogliamo parlare di quinoa? cosa c’è di etico nella scelta di consumare la quinoa per noi popoli occidentali?

la quinoa (Chenopodium quinoa), che gli inca chiamano chisiya mama che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi» non è un cereale, è un arbusto della famiglia degli spinaci e delle barbabietole. è pero’ un alimento ricco di proteine e di acidi grassi mono e polinsaturi, contiene molto più potassio, magnesio, calcio, ferro, zinco e fosforo. È ricchissima di betaina, una sostanza che si estrae dalla barbabietola da zucchero (da cui il nome) che ha la capacità di disintossicare il fegato. Contiene anche vitamina E che come antiossidante protegge gli acidi grassi contenuti ed è molto ricca di acido folico, vitamina importantissima nelle donne in gravidanza. La quinoa, non contenendo glutine, può essere quindi consumata dai celiaci.

per questo forse è così ambita nelle diete vegane e vegetariane, per il a forte apporto di proteine e vitamine che altrimenti diventa difficile reperire senza consumare prodotti da derivazione animale.

Però…. però è forse etico che le popolazioni andine, che sono vissute e sopravvissute per millenni sfamandosi con la quinoa, non possano più cibarsi di questo seme perchè è destinato tutto all’esportazione nel nostro mondo e il costo è diventato per loro insostenibile?
è forse etico che per fare le coltivazioni intensive per soddisfare la nostra “fame” di quinoa si debbano disboscare ettari ed ettari di terreni?
è forse etico affamare popoli interi che già non godono dei nostri privilegi per far si che noi possiamo sfamarci “eticamente”?

con questo, non c’è niente di etico in nessuna coltivazione intensiva, vogliamo parlare degli anacardi vietnamiti? provengono infatti quasi totalmente dal lavoro forzato nei centri di recupero per tossicodipendenti condannati, magari senza un regolare processo o la difesa di un avvocato. i detenuti sono costretti a lavorare otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, a un ritmo di estrazione di un anacardo ogni sei secondi pena, per il non rispetto del ritmo, punizioni corporali.

vogliamo parlare degli allevamente intensivi di pollame? o di quello dei bovini? o di quello dell’avogado? o delle mandorle? lo sapete che l’82% della produzione delle mandorle è californiana? e lo sapete per questa coltivazione intensiva ha prosciugato le riserve idriche della California, visto che per produrre una singola mandorla servono oltre 4 litri di acqua e che la California ne produce ogni anno 950.000 tonnellate? la conseguenza, non è difficile da immaginare, è una siccità diffusa con effetti devastanti su flora e fauna e la consequente moria di animali selvatici.

quindi, non venitemi a parlare di alimentazione “etica”, etica un piffero! siamo tutti ugualmente colpevoli nello sfruttamento del pianeta terra e nello sfruttamento delle popolazioni meno abbienti, NOI CHE CONSUMIAMO PER PRODURRE, noi popoli elevati e prescelti (prescelti da chi non si sa) che esportiamo la “democrazia e la liberta” promuovendo guerre, noi che mangiamo di tutto e di più senza nemmeno pensare a quello che mangiamo, per saziare la nostra fame chimica e cerebrale.

bisognerebbe cominciare a smettere di sprecare, a smettere di produrre tutto per tutti. ognuno di noi è una goccia ma gli oceani sono fatti di singole gocce.
lo so, sono esosa quando parto per la tangente, ma scusatemi tanto, ma a voi quando vedete la pubblicità di M….. la Poltrona Vegana non vi viene voglia di sparare a qualcuno? a me si, mi dichiaro colpevole. il troppo è troppo, in tutte le cose.

e concludo dicendo che nessuna dieta puo’ essere completamente etica, secondo me, perchè il nostro sistema economico è basato sulla produzione, NOI CONSUMIAMO smisuratamente per PRODURRE tutte quelle cose che distruggono il nostro mondo. perchè noi dobbiamo produrre e consumare per continuare a sostenere il nostro modello economico, terribile per altro, senza preoccuparci di guardare dieci minuti più avanti nel nostro tempo. cosa ne sarà di noi quando la siccità avanzerà perchè noi abbiamo prodotto intensivamente per decenni mandorle, anacardi, bovini, ovini, quinoa ecc ecc.? cosa ne sarà soprattutto dei nostri figli e dei figli dei nostri figli? cosa ne sarà di noi quando gli idrocarburi avranno inquinato tutta la nostra aria, tutte le nostre falde acquifere, tutto il nostro mondo? no, tutte parole buttate: noi dobbiamo continuare a consumare per produrre per sostenere questo sistema economico che continua ad arricchire l’uno per cento della popolazione del mondo affamando il restante novantanove per cento. ecco. scusatemi tanto se rompo le palle. scusatemi tanto, potete sempre non leggere.

p.s. io mi sento onnivora

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ingredienti

    • 1 sedano rapa
    • 1 mozzarella fior di latte
    • 1 corteccia di Parmigiano Reggiano
    • 200 g. di pomodori pelati o 400 g. di pomodori freschi
    • 1 costa di sedano
    • 1 carota piccola
    • 1 scalogno
    • prezzemolo fresco
    • qualche foglia di basilico
    • 3 cucchiai di farina di riso
    • 1 litro di latte intero – sostituibile con latte di mandorle o di soja
    • olio extra vergine di oliva
    • noce moscata
    • sale e pepe
    • pane grattugiato

 

 

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preparazione:

per la besciamella senza glutine

  • in una pentolina sciogliere due cucchiai di olio extra vergine di oliva insieme ai 3 cucchiai di farina di riso e amalgamare bene il tutto a fuoco basso
  • cominciate ad aggiungere il latte, precedentemente scaldato, piano piano continuando a mescolare facendo in modo che non si formino grumi
  • aggiungete un pizzico di sale e uno di zucchero e portate ad ebollizione
  • a questo punto aggiungete la noce moscata e cuocete per pochi minuti o fino a quando la besciamella non sarà della consistenza desiderata – a noi serva piuttosto liquida

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per la salsa di pomodoro:
  • in un pentolino cuocere i pomodori (o pelati o freschi spezzettati) insieme alla carota affettata, il sedano, qualche ciuffetto di prezzemolo, lo scalogno affettato e un paio di foglie di basilico
  • aggiungete una punta di zucchero, per togliere l’acidità ai pomodori, e un pochino di sale e lasciate cuocere per una decina di minuti
  • passate tutto con il mixer o con il passaverdure

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assemblaggio:
  • sbucciare il sedano rapa e affettarlo in fette di circa mezzo centimetro, cospargerle di sale e lasciarle a scolare in un colino per un’oretta con un peso sopra
  • togliere il sale e grigliare le fette di sedano rapa in una padella antiaderente senza nessun grasso
  • in una pirofila da forno cominciare a fare gli strati: besciamella, pomodoro, fette di sedano rapa, besciamella, mozzarella scagliette di corteccia di parmigiano (mettetela in bagno in acqua fredda per un’oretta) e poi di nuovo fette di sedano rapa ecc ecc
  • sull’ultimo “piano” cospargete, sopra la besciamella e la salsa di pomodoro aggiungete le scagliette di parmigiano e un po’ di pane grattugiato per fare la crosticina
  • cuocete a 220°C, forno ventilato, per circa 25/30 minuti, fino a che la crosta si forma nella parte superiore
  • buon appetito

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fonti consultabili

the vision – perchè non c’è niente di etico nella vita di un vegano

dissapore – cosa c’è di etico nella dieta dei vegani

wired – in difesa della scelta (etica)

il giornale del cibo – carenze nutrizionali nella dieta vegana

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7 commenti

  1. Non sono vegana ed ho la tua stessa idea di etica, seppur non sapessi delle coltivazioni di mandorle intensive. Ma davanti ad un sedano rapa ho la capacità di commuovermi….
    Sei meravigliosa, Sandra.

  2. Ma quanto è bella quando si incavola signora mia. Ma se mi scrivi ancora cucinazione e gluten free mi incavolo io e incavolata non sono bella, io. Solo cattiva

  3. Stasera più che mai mi trovo in sintonia con il tuo pensiero. Mi fanno uscire di testa certe cose e sono sempre stata contraria a tutto quello che è o solo nero o solo bianco..io amo le sfumature e questo piatto ne contiene una miriade, quindi non posso che amarlo appassionatamente ^_^
    Buon we Sandrina, un forte abbraccio da noi due <3

  4. Hai ragione ad incazzarti. La nostra società é improntata all’autodistruzione e non possiamo farci assolutamente niente anche perché tirarsene fuori del tutto è impossibile. Incazziamoci quindi come sfogo ma ben sapendo che nulla cambierà. E allora godiamoci le tue splendide foto e le tue splendide ricette che perlomeno vengono da una persona che almeno le idee le ha ben chiare ❤️

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