Pici all’aglione per Le mani in pasta del Molino

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Dice il post del Molino Chiavazza, solo pasta regionale artigianale e con prodotti locali privilegiando gli strumenti e la manualità dell’operatore per fare i “manufatti”. Ecco, questo sotto è lo strumento antico che ho usato per fare i pici:

Strumento antichissimo, mobile, morbido e caldo, fruitore di energia, dotato di appendice prensile (il famoso pollice opponibile che tanto ci ha aiutato nell’evoluzione della specie). Si trova in tutte le famiglie, sicuramente.
Come? E’ una mano? Certo che è una mano, anzi è la mia mano, tutte e due non ho potuto mettercele perché una mi serviva per scattare la foto….. Solo queste per impastare farina, acqua calda e olio e per formare i pici, spaghettoni senesi deliziosamente deliziosi.
Io ho un debole per il Molino Chiavazza, sarà che la loro politica è generosa e i loro prodotti ottimi, potevo non partecipare? E’ stato automatico. Pasta tipica regionale e il mio cervello è partito in quarta…. sono partita dai ravioli di spinaci e ricotta, poi sono passata a quelli di patate (non ho ancora abbandonato l’idea) con i porcini tipici della montagna casentinese), per approdare agli gnocchi e arrivare alla fine a questi pici.
Ho un’amica senese e un paio di anni fa abbiamo passato un pomeriggio invernale con figli e mariti a fare i pici. E’ stata una serata di quelle che rimangono nei ricordi: vuoi la compagnia, vuoi le risate e vuoi, soprattutto, il ricordo del picio fatto in casa, disuguale, con quelle consistenze diverse  e assolutamente fatto a mano con quel sugo all’aglione che ancora ne sento il sapore se mi impegno!
La ricetta è semplicissima, come tutte le cose antiche della tradizione contadina non si perdono in fronzoli inutili.

per 4 persone affamate:

per i pici:
400 fr. farina di grano duro 
un cucchiaio olio extra vergine di oliva
acqua calda q.b.
per il condimento:
5/6  grossi spicchi di aglio 
500 gr. pomodori pelati passati
olio extra vergine di oliva
sale
Scaldate  c.ca 1/2 litro di acqua (io l’ho messa 30 secondi nel microonde) e cominciate ad impastare a mano la farina con il cucchiaio di olio. Versate l’acqua a seconda della necessità, non tutte le farine assorbono la stessa quantità di acqua. La pasta deve essere morbida ed elastica ma lavorabile a mano. 
Formate una palla e avvolgetela nella pellicola per farla riposare almeno una trentina di minuti. 
Su una spianataia infarinata cominciate ad adoperare l’utensile antico sopra descritto: tagliate dei piccoli pezzi di pasta e arrotolatela sulla spianatoia fino a formare i pici. Lasciateli lunghi e passateli dentro la farina prima di appoggiarli su un canovaccio sempre spolverato con la farina per non farli attaccare. 
Mentre mettete l’acqua a bollire in una bella e capiente pentola preparate il sugo. 
Sbucciate gli spicchi di aglio e fatelo arrosolare  a fettine dentro un giro di olio in un tegame. Appena l’aglio sfrigola (NON fatelo bruciare altrimenti tutto saprà di bruciato!!!) aggiungete il pomodoro passato e un pizzico di bicarbonato di sodio per togliere l’acidità. Fate bollire lentamente il pomodoro, aggiustate di sale e il nostro sugo è pronto per condire i pici. 
Quando l’acqua bolle aggiungete il sale, una goccia di olio e buttate la pasta! Bastano pochi minuti per cuocere. Saltate con il sugo all’aglione, spolverate di pecorino o di formaggio parmigiano e mangiate con attenzione perché state mangiando un piatto della tradizione contadina senese!!!!
 Spedisco questa ricetta al  contest della Cultura del Frumento del Molino Chiavazza

 Il contest scade il 30 settembre 2012
In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

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40 commenti

  1. Grazie Sandrina, che bello aver vinto e grazie della bella notizia!
    Sai che i pici non li ho mai assaggiati..appena posso ci provo, mi ispirano un sacco! Complimenti anche a te, bellissima ricetta! un bacio!

    1. La mia amica ci ha insegnato così, paese che vai usanza che trovi…. bellissimi i tuoi, con le briciole e tutti uguali…. sembrano fatti a macchina da quanto son belli! Crepi il lupo!!!! Baci..

  2. Sono ammirata dalla tua maestria e dalle tue mani, da come descrivi la cosa sembrerebbe semplice, ma non sai quanto io sia impedita con tutto ciò che riguarda gli impasti per i primi!!

    ciao loredana

  3. Quanto mi piacerebbe imparare a fare i pici!!! *__* finora li ho mangiati solo comprati….faccio di tutto come pasta fatta in casa, ma i pici mai :-/ pfff
    Bravissima Sandra ^__^

    1. avanti e indietro, come si faceva con la creta a scuola, avanti e indietro fino a che il rotolino non è della misura giusta! certo che basta questo!!!!!! :O)

  4. Sono giorni che penso ai pici e arrivi tu con le tue meravigliose manine e con questi splendidi pici!???
    Belli, li devo provare anch'io, non ho più scuse 😉
    E devo darmi da fare anche per il contest che ho adocchiato e al quale vorrei partecipare, quante cose devo fare XD ?!?

  5. Il tuo strumento per fare i pici è d'oro! 😉 ti sono venuti una meraviglia! Amo molto questa ricetta, la mangiavo sempre in un ristorante in Umbria dove non vado da un po' di tempo. Che nostalgia!

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