Siamo quello che mangiamo, orecchiette di farina di farro ai peperoni

per le vostre orecchie 

“NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO”
Ludwig Feuerbach

« Siamo situati all’interno della
natura; e dovrebbe essere posto fuori di essa il nostro inizio, la
nostra origine? Viviamo nella natura, con la natura, della natura e
dovremmo tuttavia non essere derivati da essa? Quale contraddizione!
Fra altisonanti piatti che sfiorano il tetto del mondo tanto sono elaborati, composti, decomposti,strutturati, ridotti, stravolti, fra cuochi che secondo me non sanno più che inventarsi per stupire, fra ricette che hanno nomi lunghi km e quando poi vai a vedere ti accorgi che sono semplicemente fagioli borlotti conditi, fra tutte queste ostentazioni altisonanti, fra tutte queste volontarie ostentazioni altisonanti, fra tutte queste (bisogna trovare il coraggio di dirlo ogni tanto) ridicole scomposizioni (se deve essere fritto che fritto sia e non  “carciofo in uovo e farina saltato in olio di semi di girasole bollente con aggiunta di sale integrale e profumo di…..” ) ma c’è qualcuno che si ricorda della cucina vera, quella semplice, quella di una volta, quella che si cucina con 3 ingredienti e magari due sono scarti?
Già, perchè adesso siamo tutti dott. in cucinologia, siamo tutti meraviglie del mondo gastronomico, siamo dei geni. Si fa una minestra di patate , semplice liscia e lineare, e la si chiamo “potage”, che, si, insomma gli da un certo fascino, sai, la cucina francese… ma che potage e potage del cavolo: minestra di patate. Punto.
Mi sono un po’ rotta le scatole di tutta questa ricercata ricercatezza, di tutta questa finzione: Mia nonna avrebbe detto:
ma che vuoi dare sapore al sale?
E avrebbe avuto ragione. E allora, allora visto che io sono una popolana, visto che ho delle bellissime tradizioni culinarie toscane, e che soprattutto NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO ho deciso di prendermi cura di me un po’ meglio e un po’ più attentamente attraverso il cibo. 
Sono stata da lunedì scorso in compagnia di un virus. Mi ha regalato febbre alta, dolori articolari per tutto lo scheletro (credo di aver avuto a un certo punto la consapevolezza di tutte le mie 206
ossa delle mani tanto di dolevano), mal di testa e annessi e connessi. Si è aggregato alla festa un attacco di sinusite e ho avuto anche, logicamente, la visita di un Herpes simplex che si è impadronito di una delle mie labbra: una settimana da Dio insomma. Comincio a riprendere fiato oggi, che non ho febbre, ma non mi dichiaro in forma. Sono stata 3 giorni senza mangiare, mi ero scordata di dire che ho avuto anche attacchi di vomito e diarrea,  e a quel punto si sono preoccupati tutti: io che non mangio per 3 giorni, io che non cucino per 3 giorni, io che non posso neanche sentire l’odore del cibo per 3 giorni……allora sta male davvero! Mortacci loro!
Ma sono sopravvissuta, risorgo dalle ceneri come una fenice (veramente mi sento un fenice un po’ azzoppata e parecchio abbruciacchiaticcia) e ho cominciato ad avere fame…. segno buono, si sono detti tutti.  Ma non avevo voglia di niente. Di niente del solito. Ho passato in rassegna diversi ingredienti, alla fine mi sono accontentata di una minestrina semplice semplice con un brodino di verdura, da malata, insomma. Oggi che sono un po’ più in forma ho anche voglia di cucina e di cucinare qualcosa di buono,  soprattutto di sano.
Mentre ero in preda alla febbre (dovete sapere che per me a  36,9   E’    febbre, sono già un cadavere dolorante e piagnone) ho avuto le visioni: c’era la mia amica  Lo che mi intimava di diventare vegana, c’era tutto il gruppo di Salutiamoci chi mi guardava con occhi sfavillanti di collera e che mi diceva che dovevo smettere con tutta quella “ciccia”, la Cami che povera piccola elfetta mi guardava e scuoteva la testa ripetendo anche lei “troppa ciccia” ……  che mi potevo mangiare oggi se non
orecchiette di farina di farro ai peperoni ?
Mezza morta, leggermente disorientata ma dieci minuti di energia per farmi una bella pasta me li sono trovati….sia mai!
per la pasta:
200 gr. di farina di farro
100 gr. di farina di semola di grano duro
50 gr. di farina di castagne
acqua q.b.
un filo d’olio extra vergine di oliva
Impastate le farine che avrete prima setacciato con l’acqua e l’olio fino a che non diventanto morbide ed eleastiche. Lasciate riposare la pasta per una mezz’ora almeno a temperatura ambiente. 
Fate dei rotolini di pasta e tagliateli a misura e poi con il vostro ditone cercate di dargli la forma delle orecchiette facendoli scivolare su una forchetta. Le mie sono venute piuttosto piatte, ho dato la colpa al fatto che non ero molto in forma, qualcuno se la doveva prendere sta colpa, no?
Intato prendere  12 peperone verde, 12 giallo e 12 rosso (in alternativa anche tutti di un colore vanno bene, meno cromatici ma buoni ugualmente) e tagliatelo a striscette. Mettetelo a cuocere in olio di oliva. A metà cottura aggiungete sale e pepe e delle olive nere. Finiti di cuocere con l’acqua della pasta che sarà densa di farina. Cuocete le orecchiette per una decina di minuti o anche più in abbondante acqua salata e un filo di olio e saltatela nel sughetto dei peperoni. Se volete potete grattugiarci sopra del formaggio ma anche no. Io ho grattugiato un po’ di sedano rapa che con il suo sapore pizzicante mi piace un sacco ultimamente.
Mi sono ripresa un po’, pochino ma un po’ si…
buona vita a tutti!

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23 commenti

  1. Ma se siamo quello che mangiamo, oltre che toscana sei anche un pò barese, con questa ricetta!
    (o anche in Toscana fate le orecchiette e io non ne sapevo niente?)
    Deliziosa questa versione al farro. Mi piace e davvero voglio provarla.
    Sono felice di sapere che stai meglio.
    Un abbraccio.
    Alice

  2. Che bravissima!!queste orecchiette devono essere buonissime!! Dovrei farle anch'io visto che oggi sono un po' raffreddata…non ho il farro…ma ho le orecchiette "normali", magari ci provo lo stesso!
    Un bacione e grazie per le tue idee!!
    Claudia

  3. tesoro…come ti capisco! io a 38 ho le visioni. e guarda un po', tu hai le visioni vegetariane ed io sono ritornata dal mio viaggio completamente convertita al vegetarianesimo. stata in un posto, la provincia degli USA, dove la carne e' abusata e i grassi animali te li mettono anche nel caffe'… e gli animali da allevamento sono trattati come non puoi neanche immaginarti… mentre ero li' non sono riuscita a toccare neanche un pizzichino di ciccia o del loro formaggiaccio che mettono dapertutto. quindi tornata a casa ormai vegetariana convinta con tendenze vegan (cioe' mangio preferibilmente vegan ma mi concedo ancora pesce, uova e formaggi se di origine controllata). diventi anche tu una ovo, lacto, pesco vegetariana? dai!!!
    incredibile che tu abbia trovato la forza non solo di cucinare ma per fare la pasta fatta in casa! e con il farro e le castagne! te AMOOOOO!!!!!!!! 🙂
    Barbara

    1. E sono sulla strada buona, credo, ma ogni tanto la tentazione…. come diceva il vecchio Oscar Wild: resisto a tutto meno che alle tentazioni! Bentornata cara!

  4. Tesoroooooooo inizialmente mi sono detta, leggendo l'inizio del post, bene Sandra e' incacchiata nera ma sento che qui ci vuole essere una svolta. Un punto per ricominciare da capo, pero' cavoli e' adirata non poco… Poi leggo come hai citato me, Lo e Salutiamoci e sono scoppiata a ridere XD

    Mi spiace tantissimo che tu sia stata male, mancava il tuo post e ricetta giornaliera cavolo ed ora capisco bene le ragioni che ti hanno tenuta lontana!
    Il post inizia benissimo e non c'e titolo più azzeccato 'Siamo ciò che mangiamo' lo siamo sempre stati e lo continueremo ad essere… Il corpo e' come una macchina, se va' a benzina e noi invece per spendere meno ci mettiamo il gasolio, ecco che questa si rompe e bisogna spendere il doppio dei soldi per ripararla… Lo stesso vale per il nostro corpo, se noi forziamo troppo la mano e lo alimentiamo esagerando… Ecco che lui si blocca e ti manda segnali in cui richiede una sana depurazione e quindi i 3 gg di digiuno ioi vedrei solo come giorni speciali in cui il corpo ti ha chiesto di smetterla di mangiare e di dargli tempo per riprendersi!
    Io non ti spingo ad essere vegana, perche' ognuno segue i propri principi e le proprie scelte di Vita ma se senti la voglia, non solo fisica, ma anche mentale di provare un nuovo cammino per scoprirne benefici… Beh allora sei già a buon punto perche' sai cucinare, sei un'ottima cuoca e sai prepare anche questi piattini semplici semplici che farebbero resuscitare chiunque!
    Il mio sostegno lo avrai sempre e comunque ❤

  5. allora avevo ragione a preoccuparmi!
    comunque anche tu i peperoni dopo il vomito!!!!!!!!!!!!!!
    vorrà dire che sei proprio guarita allora gioisco di 'sti peperoni, ma se poi si ripropogono non venire a lagnarti, poi che ti sei ripresa si vede da quanto brontoli 🙂

  6. è' proprio vero,siamo quello che mangiamo….Già il farro ha un buon saporino e una consistenza unica… se poi aggiungi dei peperoni belli gustosi il gioco è fatto: assolutamente irresistibile!
    Un bacio,buon fine settimana:)

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