bloggalline….. inside – frollini al burro danesi farciti di amicizia e pistacchi

 

frollini al burro danesi e pistacchi

 

frollini al burro danesi e pistacchi

 

Smalltown boy

perchè una  è bloggallina inside
come dice Monica
e per ogni raduno a cui ho potuto partecipare mi si sono emozionati anche gli occhiali, gli stivali e la reflex tanto ero agitata
perchè ogni raduno è speciale
c’è quel non so che, quell’atmosfera magica, quel “friggicore ar core” che non ti stupiresti di veder scendere Mary Poppins con il suo ombrellino aperto e i piedini alle ventitre proprio in mezzo al prato davanti al patio

 

frollini al burro danesi  e  pistacchi

 

che ne so, sarà l’energia: allo stato puro, allo stato brado: se ci fosse un accumulatore di energia umana ai raduni bloggalline e ogni bloggallina ci appoggiasse una manino sopra  si potrebbe fare andare le luci di tutta Firenze per un anno minimo
e guardate che lo so, chi non ha potuto partecipare questa volta queste cose le conosce, perchè le ha provate e quindi non puo’ che avere una nostalgia struggente per il prossimo raduno
facciamolo presto, facciamolo subito Vaty, organizza
guardate che non scherzo, non è credibile quello che “passa” dai raduni bloggalline
ho visto per la prima volta persone con cui sono in contatto da anni, vero Vale?,  ho dato un volto ai miei blog preferiti, ho ritrovato facce conosciute, ho scoperto personcine meravigliose.
un treno in corsa quello delle bloggalline, salite a bordo signore,

 

TUTTI IN CARROZZA: SI PARTE!!!

frollini al burro danesi  e  pistacchi

una giornata campale, strepitosa, incredibile. emozioni, novità, progetti, energie
e poi succede che ci si mette a tavola, e si sa, a tavola prese moglie un prete, e ci si ritrova a parlare con una persona che hai visto dieci minuti prima ma che potresti conoscere da tutta la vita, il famoso bloggallina-inside.
e succede anche che una Forno Star che non è potuta venire è comunque con te perchè ti manda un magnifico pensiero attraverso una amica siciliana. ed è come abbracciarsi con il cuore
e succede che ti arriva un regalo di compleanno con 4 giorni di ritardo (ed è bellissimo perchè non si finisce mai di festeggiare!)  e  la farina meravigliosa di grani antichi etruschi mi riempie l’anima
e poi succede che lei  ha organizzato anche una  riffa a cena,  perchè lei ha tempo anche per organizzare le riffe, con tutte le “sciocchezze” portate  da noi, e si ride, e si scherza, e ci si diverte. ma succede che si indovina anche la risposta e si vince un set da fonduta arcobaleno, e intanto pensi che ne hai altri due a casa ma questo è bloggalline e ti piace da morire.

avrei voluto che questo giorno potesse durare almeno per un’altra decina di ore, o anche di più.
avrei voluto mettermi seduta accanto ad ognuna di quelle donne  e prenderle  per mano e tenerla stretta nel mio cuore quelle bloggalline.  difficile trovare un gruppo di quasi 400 donne che riescono a non accoltellarsi fra di se ma  a generare tanta energia positiva e  una sorellanza totale.
e allora benvenga l’essere una bloggallina:  prendeteci in giro per il nome ironico, non prendeteci sul serio, sottovalutateci pure, non importa, noi siamo noi e sappiamo cio’ che siamo e  siamo orgogliose di saper ancora provare a realizzare i nostri sogni.
a tutte le bloggalline inside il mio affetto profondo #solocosebelle

i frollini al burro sono fatti con la farina di grani antichi e i pistacchi macinati freschi….
potevano non essere buoni?

frollini danesi al burro e  pistacchi

frollini al burro danesi  e  pistacchi
 ingredienti 
 
180 g. di burro
200 g. di zucchero
1 uovo intero
350 g. di farina di grani etruschi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia in polvere
1/2 cucchiaino di cremor tartato e 1/2 di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di granella di pistacchi freschi
2 cucchiai di granella fine di noci
frollini al burro danesi  e  pistacchi

 

 
semplicissima la preparazione
setacciare la farina, lo zucchero, la vaniglia e i lieviti
aggiungere il burro freddo a cubetti e cominciare
ad impastare ad essere bricoloso aggiungete l’uovo,
i pistacchi e le noci.
formate un impasto liscio e lasciate riposare
in frigorifero per almeno 1 ora.
stendete l’impasto alto 1/2 cm e fate le vostre forme
cuocete per 12 minuti a 180°C
attenti, sono più buoni un po’ meno cotti che troppo
prendere corpo
considerazioni
non fatene più di questa quantità, vi assicuro che sono
come le ciliegie, uno tira l’altro
se fate un foro con uno stecchino nel biscotto prima della cottura
saranno degli ottimi ornamenti per il vostro
albero… sempre che a Natale ci arrivino!

 

frollini al burro danesi  e  pistacchi

un grazie di cuore a tutte le mie amiche, vecchie e nuove, e un in bocca al lupo a tutte per la nostra nuova avventura!

 

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Pandoro a lievitazione naturale e i miei primi cinquant’anni

dice un proverbio:

sbagliando si impara….. 

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre

 

 

ebbene si, oggi compio mezzo secolo
certo che detto così fa un certo effetto,
 ma fa un certo effetto anche pensarlo scritto,
ma fa un certo effetto pensare di averli davvero vissuti
questi 50 anni.
un soffio, un battibaleno, un battito di ciglia.
e ti ritrovi con un’anima da bambina intrappolata in un corpo che invecchia
e ti guardi nello specchio e ci provi con tutta te stessa a riconoscerti
 ma quello che c’è dentro non corrisponde con quello che si vede  fuori.
le rughe, le famose zampe di gallina intorno agli occhi,
la palpebra che lentamente ed inesorabilmente cala,
 le “voragini” d’espressione, perché qualcuna non è una ruga:
è davvero una voragine, un cratere.
e vorrei essere sulla faccia nascosta della luna,
nel mare della tranquillità, a sorseggiare un tè in assenza di gravità
per festeggiare i miei primi cinquant’anni,
in intimità con me stessa senza clamori o grandi festeggiamenti.
lo so che non sono proprio normale,
c’è chi organizza feste per festeggiare il tempo che passa, io no.
festeggiare il tempo che passa è una barbarie….
comunque, grazie alle MIE persone, grazie a tutti quelli che mi stanno accanto,
 che mi sopportano, che mi supportano
e che mi vogliono bene,
mi rendo conto che non è facile voler bene a una tipa come me!
leggete anche gli auguri di una MIA  amica speciale ,
dentro quelle parole ci sono pezzettini di me
…..e per festeggiare mi sono fatta e mangiata un ….

 

 

Pandoro a lievitazione naturale  con pasta madre



ricetta della  mitica Silvia, quella dei babà. la mia certezza, la mia maestra, la mia amica

 

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre
per fare un dolce come il pandoro ci vogliono:
  1. pazienza – quella tanta, compratela a kg, non guasta averne di scorta in casa
  2. dedizione – due giorni abbondanti persi dietro a questo “ragazzo”, a guardarlo crescere, a tenerlo d’occhio come fosse un bambino
  3. ingredienti ottimi – dato che la lavorazione è lunga e difficile usate solo ingredienti di prima qualità
  4. la ragazza teteska, ovvero la planetaria: credo si possa fare anche senza ma l’impresa diventa veramente ardua
  5. tempo e  calma, niente fretta, per nessun motivo, ne durante l’impasto ne durante la lievitazione. ci sono dei tempi che devono essere rispettati e non si possono cronometrare: il mio primo impasto  ci ha messo 12 ore ad arrivare a maturazione
  6. bilancia di precisone
quindi armatevi di pazienza, buona volontà, ottimi ingredienti a partiamo!
1° impasto
inizio ore 21.30 – fine ore 23.30 circa
preparate e pesate tutti gli ingredienti:

 

75 g pasta madre solida  – rinfrescata minimo 3 volte –
oppure 100 g. di lievito in coltura liquida – con il licoli l’acqua diventa 20 ml anzichè 40 ml.
200 g. di farina manitoba Molino Rossetto 
1 cucchiaio di miele
40 ml di acqua
20 ml di panna liquida da montare
2 tuorli e un uovo intero  BIO (uova medie – 1 uovo medio  intero è circa 50 g. )
50 g. di zucchero semolato
70 g. di burro – di panna fresca intera centrifugato, io ho adoperato un burro austriaco –
raccomandazioni:
il burro deve essere tolto dal frigo almeno un’ora prima di usarlo
gli altri ingredienti meglio se freddi di frigo
  • emulsionare lo zucchero insieme alle uova
  • mettere la pasta madre e il cucchiaino di miele nella ciotola della planetaria e aggiungere l’acqua,  scioglierla con una paletta
  • aggiungere circa metà composto di uova e zucchero  e circa metà farina
  • lavorare a bassa velocità con il gancio fino a che l’impasto risulta legato
  • continuare sempre a bassa velocità ed aggiungere a cucchiaiate la farina,  le uova e lo zucchero e la panna  alternando gli ingredienti fino ad avere un impasto morbido e incordato. per ultimo aggiungete il burro sempre a piccoli pezzi.
NON ABBIATE FRETTA: in questo passaggio non abbiate fretta, sempre a bassa velocità fra 1 e 2 mantecate con calma gli ingredienti. fermatevi ogni tanto e staccate dalle pareti gli ingredienti e amalgamateli a mano con un leccapentole  cercando di formare una palla. quindi ripartire con l’impastatrice. io mi sono fermata due o tre volte e ho fatto riposare per qualche minuto l’impasto lasciandolo nella planetaria ma coprendo con un canovaccio.
  • una volte che avrete unito tutti gli ingredienti continuate a lavorare cominciando ad alzare la velocità e alternandola fino a che non avrete ottunuto l’incordatura dell’impasto e quest’ultimo non si aggrappa completamente al gancio. si deve vedere il velo in poche parole.
  • trasferite l’impasto su un piano imburrato e con le mani sempre imburrate eseguire una pirlatura veloce
  • trasferire l’impasto in una ciotola imburrata e coprire con pellicola, mettere a lievitare fino a che non è diventato tre volte la sue dimensioni iniziali.
Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre

 

 

NOTE: la temperatura ottimale per la lievitazione è fra i 25 e i 28°C, cosa difficile da ottenere in casa mia per esempio, avendo una cucina molto grande e con molti punti di dispersione. per questo io per le lievitazioni utilizzo il forno: inserisco l’impasto e lascio la luce accesa. in questo caso ho inserito l’impasto alle 23.00 circa, la mattina dopo alle 8.00 era già raddoppiato, ho aggiunto una ciotola di acqua bollente per far si di alzare un po’ la temperatura e alle 11.00 poco più  il composto  era pronto per il secondo impasto. sarà quindi opportuno che ognuno giudichi la propria temperatura e si regoli di conseguenza per calcolare i tempi del secondo impasto. di solito fra le 8 e le 12 ora sembrano sufficienti.

2° impasto
inizio ore 11.30 – fine ore 14.00
tutto il primo impasto
200 g. di farina manitoba Molino Rossetto 
2 tuorli + 1 uovo intero
70 g. di zucchero semolato
100 ml di panna liquida
1 cucchiaino raso  di sale
80 g. di burro – morbido –
15 g  di burro di cacao se non lo trovate, come me potete usare 15 g. di cioccolato bianco
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di vin santo
1 baccello e mezzo di vaniglia
raccomandazioni:
il burro deve essere tolto dal frigo almeno un’ora prima di usarlo
gli altri ingredienti meglio se freddi di frigo
  • un’ora prima di cominciare il secondo impasto sciogliere il cioccolato (o il burro di cacao) con il miele nel microonde, senza far friggere, dolcemente. una volta sciolto il cioccolato aggiungere un cucchiaio di vin santo o altro vino dolce liquoroso, emulsionare e lasciar raffreddare, al momento dell’uso dovreste avere una crema consistente.
  • mettere i semi di vaniglia insieme allo zucchero e alle uova ed emulsionare
  • nella ciotola della planetaria mettere il primo impasto lievitato, aggiungere il composto di uova, zucchero e vaniglia e comincia a far lavorare il gancio a velocità bassa (per me 2).
  • aggiungere alternandole la panna e la farina, a cucchiai, senza avere fretta e lasciando che il composto di uniformi e cercando non perdere l’incordatura ottenuta. una volta finita la panna continuare ad aggiungere, sempre a cucchiai, l’emulsione di cioccolato e in ultimo il sale.
  • far legare bene l’impasto e iniziare ad inserire il burro morbido, sempre poco per volta aspettando di avere l’incordatura per ogni inserimento.
  • durante questa fase io ho fatto riposare l’impasto per qualche minuto un paio di volte o tre, staccando con il leccapentole il composto dalle pareti della ciotola e andando a formare una palla all’interno della ciotola stessa. ho anche usato un busta di ghiaccio per non far scaldare troppo e non far salire la temperatura del composto.
  • cominciare ad alternare fra bassa (2) e alta velocità (3/4/5) fino a che l’impasto non risulta bello incordato e non farà il velo (bagnatevi una mano e prendete un lembo di impasto e tiratelo all’esterno: il velo sarà quello che si formerà in cui potrete vedere attraverso senza che la pasta si rompa)
  • togliere il gancio e lasciar riposare nella ciotola il composto per mezz’ora coprendo con un canovaccio
  • trasferire l’impasto su un piano imburrato e con le mani imburrate eseguire una pirlatura, coprire a campana a far riposare ancora 30 minuti sul piano.
  • rifare ancora la pirlatura (senza pieghe, solo arrotondando) e trasferire l’impasto con la parte di chiusura sul basso  nello stampo che dovrà essere ben imburrato
  • coprite con una pellicola per alimenti
  • lasciar partire la lievitazione per un paio di ore, lasciando a temperatura ambiente coprendolo con una copertina di lana
  • dopo due ore ( o comunque quando vi accorgerete che la lievitazione è innescata) inserire in frigorifero lo stampo sempre lasciandolo coperto con la pellicola (ore 16.00 circa)
  • lasciare tutto il pomeriggio e tutta la notte in frigorifero
  • ORE 8.00 – togliere lo stampo dal frigorifero e lasciarlo acclimatare per un’oretta a temperatura ambiente
  • ORE 9.00 – inserire lo stampo in forno con la luce accesa, sulla leccarda inserita nella griglia più bassa del forno
  • ORE 12.00 – inserire una ciotola di acqua bollente nel forno, accanto al pandoro, inserite ogni tanto un bicchiere di acqua bollente per mantenere la temperatura
  • togliere la pellicola dalla cima dello stampo
  • ORE 16.30 – la lievitazione è arrivata a maturazione, la cupola è oltre le pareti dello stampo.
  • togliete la ciotola di acqua e accendete il forno a 180°C statico, quando arriva a temperatura abbassare a 170°C ventilato e finire di cuocere – state attenti a non bruciare la cupola, la mia si è alzata così tanto che ha preso un’abbronzata e ho dovuto coprire con un foglio di alluminio
  • cuocere per circa 40/45 minuti, a seconda del vostro forno
  • il pandoro è cotto quando infilando lo stecchino lungo di legno questo esce fuori asciutto
  • spegnere il forno e lasciare il pandoro ancora per 5 minuti nel forno con lo sportello fessurato
  • togliere il pandoro dal forno e lasciarlo freddare per almeno ora prima di toglierlo dallo stampo, se lo toglieste prima potreste rischiare di farlo afflosciare su se stesso
  • imbustare in un cellophane per alimenti e lasciar maturare almeno 5 giorni prima di mangiare il pandoro
  • prima di mangiare cospargere con abbondante zucchero a velo

 

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre
NOTE: 
  1. per questioni miei logistiche ho optato per una lunga lievitazione rallentata dal freddo del frigorifero ma voi potete anche scegliere di lasciar lievitare direttamente nel forno con la luce accesa e se volete dargli una spinta con una ciotola di acqua bollente accanto. calcolate bene i tempi, ci possono volere ancora dalle 8 alle 12 ore di lievitazione.

  2. ogni forno ha i suoi pregi e i suoi difetti e voi lo conoscete meglio di chiunque altro, quindi cercate di interpretare le temperature e i tempi di cottura che ho indicato sopra secondo il vostro attrezzo domestico. io per esempio so che se mantengo il forno statico e non ventilato mi si bruciano i dolci, non chiedetemi perchè ma così funziona il mio e quindi ho optato per l’uso della ventilazione

  3. anche qua NON ABBIATE FRETTA, lasciate che lieviti il giusto tempo, lasciate che cuocia il giusto e non abbiate fredda di vederlo uscire, i lieviti hanno le sue abitudini, lo sapete bene

  4. non ce l’abbiamo fatta, no, non ce l’abbiamo  proprio fatta.     come a far cosa?, ad aspettare cinque lunghissimi giorni: mi hanno dato giusto un’ora per fare le foto e poi se lo sono sbaffato quasi tutto.

 

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre

 

CONSIDERAZIONI finali 
  1. il pandoro è un dolce difficile, impegnativo ma NON IMPOSSIBILE. quindi io suggerisco a tutti di provare, perchè provando e sbagliando ci si rende conto di come si deve fare per arrivare alla giusta consistenza, alla giusta lavorazione. PROVATE, di NON FATEVI  scoraggiare dalla lunghezza della lavorazione, in fin dei conti sono poche ore, molta è l’attesa delle lievitazioni.
  2. è bellissimo vedere come l’impasto si modifica sotto le mani, come prende forma, come si incorda. è sicuramente uno dei dolci che da delle gran belle soddisfazioni, anche se ci si puo’ comunque migliorare sempre e in corso d’opera
  3. ha un profumo stupendo durante tutte le fasi di lavorazione
Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre

 

e adesso se siete arrivati in fondo fatemi gli auguri, in fin dei conti mezzo secolo è un gran traguardo!
 “Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette Aspettando il Natale
di Giochi di Zucchero”

e poi a Panissimo, la raccolta mensile di dicembre mia e di Barbara, Bread & Companatico,
che trovate a questo link  e a cui spero invierete le vostre magnifiche creazioni

 

e anche dalla nostra amica Zalapach Chleba, la nostra gemellata polacca che per il mese di dicembre trovate a questo  link 

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mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

 

mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

 

musica consigliata  per l’impasto

 

entri in cucina tornando dal lavoro, tutto spento, al buio di una giornata di dicembre,
 piovosa e umida.
unica luce nella stanza il bagliore del fuoco nel caminetto. 
e subito ti lasci avvolgere dal profumo del legno che brucia, 
dal tepore e dal calore rilasciato dal fuoco.
il primo istinto è quello di sedersi, davanti al fuoco, sulla poltrona e rimanere là, 
assorta, beata e senza pensieri, 
ancora completamente vestita con tanto di cappotto gocciolante di pioggia.
poi piano piano  rientri nella  realtà  e ti  rimette in moto.
ma il calore del fuoco rimane, anche dentro, nell’anima. 
e allora per me  la migliore prosecuzione di questo momento   è cucinare
entrare in sintonia con gli ingredienti, con calma, con tranquillità, in lentezza.
è un lusso che mi concedo, almeno una volta alla settimana. 
accendo la musica, mi verso un buon bicchiere di vino, 
annodo il grembiulone nero che liscio sui fianchi   e cucino.
e cucino con passione, con amore, con delicatezza. 
ed  in ogni ingrediente scopro con gioia  la bellezza, l’unicità, il profumo.

quando sono stata invitata dall’azienda  Terra Vecchia a provare i loro  prodotti  a partecipare ad un loro concorso  ho accolto con molto piacere l’invito.
avendo scoperto che la cucina è fatta di particolari, di accortezze, di niente e di tutto ho pensato che con quei fichi caramellati avrei potuto fare scintille.
sono cresciuta in una famiglia di tradizioni contadine, dove far da mangiare era una cosa seria, non uno scherzo.  mia nonna non cucinava se gli ingrediente non erano come voleva lei, tante volte siamo rimasti delusi e depressi pensando di mangiare i suoi famosi ravioli e trovando un piatto di pasta al pomodoro. Non c’era la ricotta fresca oppure  gli spinaci erano brutti  diceva con il candore tipico di tutte le  nonne.
devo ammettere che allora, poco più che bambina, non capivo tutta questa differenza fra spinaci e spinaci. adesso si. adesso so per certo che con un ingrediente “buono” puoi fare un lavoro speciale, una cosa unica.

e meglio avere ingredienti  naturali, il più naturali e semplici possibili.
verdura dell’orto, adesso vanno di moda gli orti sui balconi, ma soprattutto prodotti di stagione (difficile trovare le zucchine in dicembre nell’orto!), possibilmente di provenienza bio, frutta di stagione, colta e mangiata. un lusso insomma, se consideriamo che siamo abituati ad acquistare di tutto e  per tutto l’anno sugli scaffali dei supermercati.
io abito in campagna, in mezzo a un bosco, per questo sono una privilegiata.
il terreno è duro, galestro e roccia calcarea,  ideale per le vigne, ma noi testardi abbiamo provato lo stesso a piantare olivi e alberi da frutto. fra gli alberi da frutto abbiamo due fichi, un borgiotto fiorentino e un fico verdino.  il borgiotto è il mio preferito: frutti neri e dolci da non si dire.
mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto
è bellissima la generosità dei fichi, danno tanti di quei frutti dolci e succosi che ci si devono inventare modi di conservazioni alternativi al solito fico secco.
i fichi sono piante nobili, eleganti.
comunque, appena scartato il pacchetto mi sono sentita in dovere di assaggiare almeno un fico caramellato… me ne sono mangiata tre come fossero noccioline senza battere ciglio, deliziosamente perfetti.
mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

 

 

 

mini cheesecake al gorgonzola con fichi caramellati e ficotto (mosto cotto di fichi rosa)
Terravecchia 

 

 
mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

la ricetta nasce a quattro mani, o a due tastiere, chiaccerando/chattando con la mia amica Amanda, che mi mette sempre i pulcini nelle orecchie…..

Amanda, pensavo a qualcosa di salato, voglio il gorgonzola nella ricetta, voglio il formaggio, voglio il contrasto fra il dolce del fico e l’acidità del formaggio….

e lei senza colpo ferire:

un cheesecake salato?

è  stato amore a prima vista, io già mentre lei lo scriveva me lo vedevo davanti  il mio chessecake…..
che donna l’Amanda!



per una tortiera diametro 18 


per la base:
3 pacchetti di cracker non salati
5 gherigli di noce
60 g. di burro fuso

sminuzzare grossolanamente i cracker
frullate invece finemente le noci in modo da ottenere quasi una farina
mischiate ed aggiungete il burro fuso
modellate l’impasto sul fondo della tortiera foderato di carta forno e livellatelo pressandolo con il fondo di un bicchiere
lasciar riposare in frigo

per la crema 

125 g. ricotta fresca
50 g. gorgonzola dop
135 g. mascarpone
60 g. di formaggio spalmabile tipo labne
1 uovo intero
noce moscata
sale e pepe

per la guarnizione

fichi caramellati Terravecchia
Ficotto Terravecchia (mosto cotto di fichi rosa)

emulsionate la ricotta con il mascarpone e il labne in  modo da ottenere una spuma a cui aggiungerete la noce moscata grattugiata, un pizzico di sale e pepe e l’uovo sbattuto. amalgamare bene la crema e versarla sopra la base.
infornare il tutto per 25 minuti, i primi 10 minuti a 200°C e i restanti 25 coprite con carta stagnola per non far colorire troppo e cuocete a 180°C.

tagliate i vostri mini cheesecake della forma voluta e decorate con gocce di succo di fico e fichi caramellati appoggiati sopra.

 

mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

con questa ricetta partecipo al concorso   A ME PIACE FICOTTO 

in collaborazione con il blog  Scatti Golosi e Cuochi Lucani 

 

mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

con i prodotti messi a nostra disposizione da

 

                                                                               Ficotto 

 

mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto
                                                                 fichi caramellati 

 

 

mini cheesecake al gorgonzola dop, fichi caramellati e Ficotto

 

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