treccia di pane con frutta secca e noci brasiliane cotta nella cucina economica….tutta un’altra storia!

Liza Gerrard, Hans Zimmer
colonna sonora de “Il Gladiatore”

…prepara le provviste …
 la farina midollo dei forti, negli otri ben cuciti……
Omero
questo diceva  Omero, poeta del suo tempo e del nostro.
perchè il pane è sempre stato la forza dell’uomo.
dal grano, cereale antico,
dalle bionde messi, dalle spighe mature e dorate.
nutre, sfama, fornisce energia e soddisfazione. 
il pane è buono. 
mi piace guardarlo, il grano, le distese 
di spighe verdi in aprile e mature e gialle a luglio, prima della mietitura.
mi piace il pane. mi piace farlo, annusarlo, sentirlo, guardarlo.
io potrei vivere di solo pane. 
lo so, è una deformazione. 
una fissazione. 
sono una seriale, sissignori, una PANIFICATRICE SERIALE e me ne vanto.
se volete potete trovarmi anche qui, su Panissimo, sarete i benvenuti sul vecchio faccia-libro.  
abbiamo un bel gruppo, 
io e la Barbara, nutrito, interessante, simpatico. 
soprattutto siamo in armonia. da noi non ci sono liti, battibecchi, insulti. 
noi ci confrontiamo con garbo e con signorilità, anche negli errori, 
e ci prendiamo in giro con affetto e con amore. 
abbiamo avuto panettoni-paracarro, panettoni più brutti della storia, pani cafoni sbagliati,  lieviti non lievitati, 
eppure li condividiamo e ci ridiamo sopra tutti insieme.
vi dirò che sono un po’ in ansia adesso che ho deciso di cimentarmi nel panettone. 
sto cominciando a studiare i tempi.,
mi sono presa a noleggio due impastatrici, dato che non ne possiedo nemmeno una:
la prima impastatrice si chiama 1/2 pompelmo,  è alta 187 cm per 100 kg, 
la seconda si chiama principe ereditario ed è alta 181 cm. per 75 kg circa
 ingombrano un po’ e consumano, hanno bisogno di parecchia energia per funzionare, 
ma penso che alla fine renderanno bene.

in realtà ho messo in atto un sottile ricatto, buttando là con nonchalache un sussurrato   

“chi non impasta non assaggia….” 

…..si sono offerti subito volontari!!!!
quindi, se tutto va bene questo fine settimana mi butto nella mitica impresa.
se non viene non ve lo dico. 
nemmeno sotto tortura.
mai.
lo scrivo sul gruppo,  però,  e mi espongo al pubblico ludibrio feissbucchiano…

questa treccia di pasta di pane con datteri e fichi secchi, nonchè con noci brasiliane, è uno dei primi esperimenti di cottura con la cucina economica. 
è momentaneamente installatanella loggia chiusa con l’arco in ferro battuto e vetro, 
 quella davanti alla porta della cucina, accanto al forno a legna 
originale della casa, enorme
 (la mia casa è del 1400 circa, una delle prime costruzioni della zona, 
era una torre di avvistamento) 
l’ho ereditata dal piccolo appartamento accanto al nostro, in ristrutturazione.
era di mia suocera che in realtà l’ha usata pochissimo. 
è stata sfruttata dai nostri amici argentini, Eva e Angelo, che l’hanno usata anche per riscaldare gli ambienti.
è blu. 
con le maniglie dorate. 
con i grandi cerchi di ghisa del piano di cottura uno dentro l’altro. 
il forno accanto alla cella dove si fa fuoco.
la prima volta che l’ho accesa ho fatto un fumo boia. ho sbagliato tutto. 
poi è andata meglio. e ho cominciato a cuocere. 
sui cerchi di ghisa ho usufruito della lunga cottura a basse temperatura:
 ho messo i fagioli e le cicerchie la sera alle 8.00 quando si stava spegnendo il fuoco
e li ho trovati cotti la  mattina dopo, avvolti 
in un magnifico profumo di legna e cereali.
e non vi dico dei pani. 
strepitosamente saporiti.
 ho “arrostito” diverse prove prima di capire la giusta dimensione del fuoco, 
inevitabile credo, ma mi sembra di cominciare a capire come funziona.
questa è una treccia di pasta di pane. 
era tanta la voglia di provare la cottura che non avevo pensato 
di attivare il mio licoli: ho usato il lievito di birra. 

treccia di pane con frutta secca e noci 




360 g. di farina di cereali mista Molino Chiavazza
100 g. farina tipo 0
10 g. lievito di birra
230 g. latticello
4 fichi secchi
5 datteri 
50 g. di noci brasiliane
zucchero a velo


e così ho proceduto:
ho setacciato le farine insieme e le ho mischiate bene per  arearle.
ho sciolto il lievito di birra in un bicchiere con metà latticello 
(che avevo appena intiepidito nel microonde)
ho versato le farine nel lievito sciolto nel latticello e ho cominciato ad impastare sommariamente
aggiungendo anche il resto del liquido. 
dopo aver appena mischiato acqua e farina ho lasciato riposare la pasta nella ciotola
coperta con una ciotola più piccola per una trentina di minuti.
ho cominciato a lavorare la pasta prendendo un lembo esterno e portandolo all’interno
 in modo rotatorio fino a che la pasta non è diventata quasi liscia 
ma comunque appiccicosa ancora.
ho resistito alla tentazione di aggiungere farina e ho deciso di 
provare la famosa incoradatura.
siccome DEVO provare a fare questo panettone ho pensato di cominciare a fare pratica di 
incordatura della pasta e quindi ho seguito le istruzioni dei vari filmati su youtube.
ho “sbattuto” e ripiegato la pasta su se stessa per almeno duecento volte fino a che
 non si è più attaccata alle mie mani e nemmeno al piano di lavoro. 
diciamo che tutto ciò puo’ essere durato intorno ai 15 minuti circa.
ho cercato di fare una palla e ho messo la pasta a lievitare in una ciotola spolverata di 
abbondante farina di semola e l’ho ben coperta. 
dopo due ore era già raddoppiata. 
ho spianato con il mattarello facendo un rettangolo di circa 30/35 cm. per 55/60 di altezza 
e l’ho diviso in tre parti in verticale. 
in ognuna delle strisce ho steso e diviso la frutta secca e le noci tritate grossolanamente.
ho richiuso le strisce e ho formato una specie di treccia 
fermandola  alle due estremità con un pezzo di pasta rotonda. 
ho messo a lievitare ancora in una teglia con sotto la carta da forno e ho coperto bene.
poco più di un’ora ed era pronto per essere infornata. 
non vi so dire la temperatura del forno,
 mi attrezzerò ma con la cucina economica la temperatura non è mai costante.
 ho controllato spesso e nonostante tutto la treccia  
si è un po’ troppo colorita nella parte posteriore del forno. 
bisognerà fare un po’ di patrica. 
una volta cotta, picchiando con la nocca di un dito deve suonarevuoto, 
l’ho messa a raffreddare su una griglia e spolverata con lo zucchero a velo.
non era bellissima ma vi assicuro che era buonissima.
soffice, leggera, morbida dentro e croccante fuori.
il dolce della frutta secca è particolarmente profumato e si sposa benissimo con la 
farina di cereali che di per se è piuttosto dura come sapore. 
ma la vera forza era la sofficità e il fatto che con le noci brasiliane scricchiolava sotto i denti in contemporanea.
esperimento da ripetere senza dubbio. 

 note
***devo imparare a gestire meglio il calore del forno, ma quello verrà con l’uso, credo.
**** ho preso male le misure e la treccia lievitando nella teglia si è fermata in lunghezza: il forno è più piccolo di un forno elettrico normale e mi devo attrezzare anche con le teglie, quella dove ho messo la treccia era troppo corta.
*****non è un buon investimento per mettersi a dieta: cotto con il forno a legna viene buono anche una vecchia ciabatta ammuffita….
un consiglio spassionato? chi ha la possibilità di comprarla e di usarla non ci pensi su neanche un minuto, vale tutto quel che costa, sia per il sistema di riscaldamento che per la cottura.

questa ricetta è per Panissimo 
che, bello di mamma,  questo mese torna da 

 a casa da una delle mamme dopo essere stato fuori per due mesi di fila: non si era mai allontanato tanto il bambino!
le regole per partecipare le trovate QUI
e vi ricordo il tema del mese di Dicembre

Pani Natalizie e delle Feste 


e anche dalla raccolta polacca gemellata con noi   Zapach Chleba 

ricordatevi che vi aspettiamo numerosi e per i vincitori di dicembre una deliziosa sorpresa…..
che sarà mai?  tra un po’ ve lo diremo, fateci organizzare!

Print Friendly, PDF & Email

ti potrebbe interessare anche

42 commenti

  1. Sto perlustrando il tuo blog, vedo decine di ricette che mi piacere provare ed onestamente non saprei da dove iniziare :O Questo pane ha un aspetto meraviglioso e sembra anche molto sano! Ecco, mi piacerebbe svegliarmi domani e mangiarne una fetta a colazione! 😀

  2. La stufa economica mi ricorda la mia nonna…lei cuoceva tutto lì…sopra le piastre di ghisa o dentro il piccolo forno. Mi hai fatto ricordare il suo ragù, le sue mele cotte, il piccione ripieno…piatti che non ho mai più mangiato così buoni!
    Mi prendo una fetta di questo golosissimo pane ed aspetto di vedere il panettone (ma non doveva arrivare l'impastatrice?)

    Bacioni
    Silvia

  3. Questa treccia sa proprio di "antico" come il forno in cui l'hai cotta. Mi hai fatto ammazzare dalle risate; quindi le impastatrici in affitto sono a due braccia? Credevo l'avessi affittata veramente! Sono torda, lo so … Credo proprio mi piacerebbe moltissimo la tua casa, in campagna, con un bellissimo paesaggio e con il camino, la stufa con il forno … bello!!!! Ti abbraccio forte forte Sandra, sei speciale, come i tuoi lievitati.

  4. lo sai tesoro che non mancherò mai, vero??
    La cucina economica..che bella fortuna! Farei carte false x averla…ma dovrò accontentarmi di quello a gas di casa! X questo pane farò il sacrificio 😛
    Un bacio e buona serata <3
    la zia Consu
    ps: non è che mi noleggeresti anche a me le tue due "impastatrici"?? sarebbero davvero utili 😛

    1. te le impacchetto e te le spedisco?, le impastatrici dico….ha ha ha!
      io conto su di te Consuelo, per Panissimo, ci conto sempre, lo sai vero?
      baci

  5. Tłumacz Google nie spisał się niestety tym razem 🙁 Zrozumiałam jednak, że mieszkasz w bardzo starym domu i bardzo pobudziło to moja wyobraźnię. Starego pieca TEŻ zazdroszczę 😉
    Dziękuję za dołączenie do list grudniowej. Pozdrawiam.

  6. Si cresce bene mangiando i manicaretti di mamma Sandra! 187 e 181 di altezza…!!! Complimenti!
    E fortunata mamma Sandra che ha 4 forti braccia in casa che le danno una mano!
    Buonissima la tua traccia… i miei progressi in fatto di lievitazione sono regrediti… la mia pasta madre sta facendo un pò di capricetti! Sarà per via delle temperature!?! Devo ancora sperimentare….Abbi fede, prima o poi partecipo anch'io!! 😉

    1. MARI: COMINCIA SUBITO A FAR NASCERE IL LICOLI e comincia a panificare… una soddisfazione troppo bella veder crescere un impasto, sentirlo scaldare sotto le mani… troppo bello, fidati e comincia. funziona anche il lievito di birra… non hai scuse adesso!

  7. Adoro i pani arricchiti.L'idea che l'hai cotto la treccia in una cucina economica mi piace ancora di più. Mi hanno sempre affascinato le cucina economiche sia nelle forme che nei colori.

    P.S.
    Impastrici come le tue difficilmente si trovano. 🙂

    1. le mie impastatrici sono speciali…. speriamo che non si dileguino al momento opportuno…. sai, con le impastatrici con gambe e testa non si sa mai dove possono andare!
      ah ah ah!!
      baci Francesca!

    1. sembra una sciocchezza ma invece…. il profumo della legna? boh, chissà, è che è sempre tutto più buono cotto a legna!
      baci

  8. I tuoi pani sono sempre così…fragranti – mi pare di sentirne il profumo – e non poteva essere altrimenti per una delle responsabili di panissimo!!! Bacioni

    1. quel giorno che io e la Barbara abbiamo deciso di fare questa raccolta italiana…. benedetto quel giorno!
      siamo partite per gioco e ora il gioco sta diventando bellissimo, colatissimo, profumatissimo!
      grazie per esserci tesora!

  9. Ti dirò una cosa simpatica mammina bis: ma sai che quando faccio il pane mi vieni sempre in mente te? tu con il tuo musino.. tu con le tue ricette.. tu con il profumo del pane che sforni.. tu sei il mio pane preferito! ;D ti abbraccio fortissimissimamente forte!

    1. sai che sapere che mi pensi quando fai il pane mi riempie di felicità? io in compenso ti penso quando mangio i fichi caramellati!
      bella di mamma!!!

  10. …secondo me con questa cosa di Panissimo avete messo su una catena che ha dell'incredibile…gemellaggi internazionali e pani di ogni genere! Quando su fb mi si aprono quelle foto…vorrei mordere lo schermo, ti giuro! E menomale che ho avuto occasione di assaggiare il tuo pane…troppo buono topa, e presto voglio assaggiare anche quello cotto nella stufa ♥ e sono certa che sarà amore a prima…papilla!
    Ti adoro!!!

  11. Ma dov'eri a metà anni ottanta? Ci saremo passate una di fianco all'altra in via Cavour, a San Lorenzo o da Marino Groovy? Io penso di si….
    Un tempo, anche noi avevamo la stufa economica, ma poi è stata poco cerimoniosamente buttata e rimpiazzata da un'elegante cucina economica più "chic". Ma mi piace lo stesso e sono io che l'accendo e che mi prendo cura di lei nelle buie giornate d'inverno.
    Ora mi cimento anche io in qualche pane dolce per le feste….
    Abbracci

    1. davvero sai, e pensare che magari ci siamo incrociate senza conoscerci! che peccato, saremmo state una coppia bellissime!!!!

  12. il profumo del pane cotto appena sfornato sazia prima di tutto l'anima ed una volta assaggiato anche la pancia…(e poi iniziano a lievitare i fianchi e tutte le zone limitrofe 😀 )
    mi incuriosisce la cucina blu…vorrei vederla!
    complimenti per tutto!
    bacio

  13. sono senza parole……. ho viaggiato, in questo post… a partire dalle distese infinite di grano, che ondeggia mescolato al rosso scattuso dei papaveri… Omero che mi canta di pani… atterrata (atterrata? volavo? forse:))) su una torre del 400… quando sono entrata nella vecchia cucina sovrastata dall'antica cucina a legna mi sono seduta a terra, imbambolata, a guardare la sandra bruciare pani… dopo di che sono svenuta per il profumo del pane ai cereali con i fichi secchi (o era per il fumo?:))) …sandra e le sue amiche che mi prendevano per cu..in giro ridacchiando sotto i baffi…. posso prolungare il viaggio?? grazie, preparami un lettino :)) (e pure i sali per farmi rinvernire)

    ..
    .
    s'è capito che m'è piaciuto un casino sto post????

    1. vieni cara, viaggiamo insieme io e te: credo che fra folli ci si intende bene e io e te abbiamo la stessa follia!
      anche tu mi piaci un casino…. e di solito quando annuso qualcuno sui blog non mi sbaglio!
      abbraccio?

  14. niente di più bello di una panificatrice seriale che sforna golosità e invidia per quella cucina blu dalle maniglie dorate e cerchi di ghisa inanellati…..foto? ^__^

  15. Non ho il forno a legna, nè il lievito madre, nè il licoli ma impasto anch'io e faccio lievitare, e inforno e cuocio e profumo la casa anche se non fotografo perchè il mio pane mi sembra sempre banale.
    E hai ragione, la dannazione del pane casalingo è che ne mangeresti a chili, anche da solo!
    Claudette

    1. e tu sbagli cara Claudette! io voglio la foto del tuo pane, del tuo bambino, e la voglio con un post per la raccolta di Panissimo…. SUBITO!!!!
      grazie cara, ti aspetto davvero e so che sarà un bel pane profumato di casa e di amore!

    1. la panificazione è una passione e come tutte le passioni vuole tempo e pazienza e soprattutto amore! vedrai, aspetta e vedrai!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.