Vellutata di ceci e fate

Perchè la mia  nonna mi raccontava sempre delle fate, quelle piccole e svolazzanti che io mi immaginavo fossero come Trilly di Peeter Pan. Perchè lei mi raccontava delle fate che venivano a rubare il pranzo o la cena ai bambini che non volevano mangiare. Perchè io era una bambina che non mangiava, potevo campare di aria fritta, diceva la nonna e io ridevo. Perchè io non mangiavo neanche le caramelle o le chicche se decidevo di non mangiare. Allora la nonna mi raccontava la storia delle fate…
… arrivavano di notte, nelle notti di luna piena, di quelle notti che la luna fa più luce di un lampione acceso, di quelle notti che la luna esce fuori da dietro le colline come fosse un palloncino di quelli gonfiati con l’elio delle feste e dei luna park, quelle notti che profumano di lucciole e di fiori di ciliegio, quelle notti che arrivano tutte in fila e cercano i bambini che non vogliono mangiare per rubare le loro cene. E arrivano  svolazzando, allegre e festanti, arrivano volando intorno ai piatti come mille apine impazzite, arrivano insieme alle lucciole che fanno luce anche se non importerebbe perchè di luce c’è quella della luna e si vede abbastanza. E si vedono arrivare da dentro il bosco e piano piano arrivano da te, questo cordone serpeggiante di puntini luminosi, profumati di fiori di tamerici, profumati di felicità….

 E allora la nonna è costretta a sgridare le fatine perchè non possono portarsi via la cena della bambina. La morale: vuoi tu forse piccola Sandra che la nonna debba sgridare le fatine del bosco? Non è forse meglio che tu ti mangi almeno una parte della cena e poi il resto la lasci alle fatine con il beneplacito della nonna? Si, la Sandra piccina faceva così: si ingollava a forza qualsiasi cosa ci fosse per cena perchè voleva bene alle fatine, non avrebbe mai voluto che loro se la prendessero con lei o con la nonna, certo che no! La cosa che la Sandra era sicura che piacesse tanto alle fatine era la minestra di ceci: visto che per lei era quella meno noiosa da mangiare doveva esserlo anche per le fatine!

La leggenda delle fatine è andata avanti per generazioni, anche i miei figli hanno avuto in racconto la storia delle fatine che arrivano in compagnia delle lucciole e anche loro hanno cercato di aiutare le fatine anche se, per dirla tutta, loro hanno sempre mangiato tranquillamente. 
Ieri, mentre cucinavo la vellutata di ceci per la cena di compleanno del 1/2 pompelmo, ieri ho pensato alle fatine di quando ero bambina, di quando credevo nelle fate. Ho guardato la luna fuori dalla finestra e per un attimo tutte le fatine sono entrate nella mia cucina e nella mia anima ancora una volta!

Clikkate sulla foto per ingrandire e leggere bene
 la ricetto-storia….

spero che la ricetta sia chiara, non ho messo le quantità, quello ve le vedete da voi con le vostre fatine!


La vellutata di ceci è stata una rivelazione per tutti gli gnomi barbuti che erano a cena a casa mia per festeggiare il compleanno del mio compagno, di fatine eravamo veramente poche ieri sera, giusto 4.
Guarnite con delle sfoglie di carciofi violetti fritti se proprio volete ammazzarli tutti stecchiti e lasciarli a bocca aperta!
baci
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53 commenti

  1. Un post meraviglioso…. Mi immagino la scena in una casetta in mezzo al prato con tante fatine fuori….. Grazie per aver condiviso con noi la ricetta e la sua impagabile storia… Un bacione!

    1. Ohhhh GiARDI!!! No, le fate non sanno nemmeno che cosìè il bunga bunga, pensa, loro vogliono anche la panna di mucca ONESTA!
      grazie poeta, buona giornata
      Sandra

  2. Ciao Sandra, che bello, ogni tuo post è oltre ad una ricetta un pezzettino di te…Quando devo leggerti mi metto seduta comoda per gustrati con calma!Che bello credere alle fate, mi piacerebbe crederci ancora! A me non hanno mai raccontato favole per farmi mangiare, fin da piccola menagiavo tutto e con voracità, anche troppa!
    Un bacione e buona serata!

  3. sapessi quante storie si inventava pure la mia nonna per farmi mangiare,solo che io le caramelle e i dolci in generale li mangiavo eccome….le nonne,se non ci fossero bisognerebbe inventarle….adoro i ceci,li mangio spesso come vellutata…ottimo piatto e bellissimo racconto,sei sempre in ,Sandra…bacio:)

  4. Fortissima tua nonna, Sandra! questa non la conoscevo. Io a fatica mangiavo da piccola, e ho fatto disperare i miei, non c'erano fatine o aereoplani-cucchiaio che reggevano.
    Magica la ricetta-storia.. eh si a prepararla cosi pare proprio di immaginare che arrivino le fatine. Se le dovessi incontrare ti farò sapere cara Sandra!
    un abbraccio e buona serata
    Dany

    1. guarda Dany che da quelle brave ragazze come te vengono di sicuro! e poi, hanno un debole per le foto le fate!
      buona notte tesoro!

    1. Elisabetta: te le mando io le fate, stai pronta, guarda fuori dalla finestre e quando le vedi falle entrare… sono un po' permalose! baci grossi!

  5. Buonissima la vellutata di ceci… soprattutto se spiegata così :o)
    A noi piace tantissimo anche la versione analoga realizzata con le fave secche…
    Ciao,
    Simona

  6. Mi piace un sacco questa ricetta ma ancora più, perdonami, mi piace la magia che hai saputo ricreare col tuo racconto….

    Un abbraccio
    Monica

    (fotocibiamo)

  7. Cosa s'inventano le nonne pur di far mangiare le loro nipotine. Tua nonna aveva una bellissima fantasia e riusciva nel suo intento. Complimenti per la vellutata e auguri al festeggiato. Un abbraccio.

    1. Sandra, l'ho fatta!!! Era favolosa, davvero, grazie, mi hai fatto fare un figurone!!! Unica licenza, non ho messo le patate perchè ero troppo di corsa, però cavolo, con i carciofi era davvero gustosa! Posso farci un post?
      Prima o poi ci troveremo, insieme alle fate! 🙂
      Baci e grazie!!!

    2. ROBERTA!!!!!! UUUHHHHH, che bello!!! certo che DEVI farci il post!! la patata gli dà un po' più di cremosità liscia ma sarà stata perfetta ugualmente! aspetto la ricetta!!!
      baci

    1. Amooooo! che hai fatto? ti sei lasciata aggredire da quei maledetti microbacci! mandali via subito sai, minacciali che altrimenti vengo io, il terrore di tutti i microbi!
      baci e mestoli di vellutata come ricostituente!

  8. al nome Sigur Ros ho avuto un sussulto. I folletti islandesi che ti trasportano esattamente al centro di te stesso, al momento in cui nasci, in cui sei dentro la natura e il mondo intorno a te assume significati ultraterreni e ancestrali insieme. Sono un'esperienza particolare e unica, se li avvicini non puoi più farne a meno e nessun'altra musica potrà condurti in una dimensione così vicina al tuo animo come la loro. Ti elevano a spirito. Grazie per averli nominati. E le leggende le fatine sono proprie del loro mondo. un bacio *** mony

    1. Ti confido un segreto Mony, che rimanga fra me e te: io a volte quando ascolto i Sigur mi commuovo…. sarà normale?
      saluti fatati!

  9. Non sono grandi le mie figlie Ma mi hai riportato in mente quando per far mangiare loro la zuppa di legumi la spacciavo per la zuppa dei sette nani.E ogni cucchiaio era un pezzo di storia.E loro mangiavano ed io ero contenta.
    Per me invece era la storia delle rondini.Mia mamma,toscanaccia doc,a Roma per lavoro,guardava quei tetti,quelle case così vicine,così soffocanti e aveva voglia della sua campagna,della libertà di quel casale assolato.E allora per farmi mangiare la bistecca raccontava la storia delle rondini che cercavano la libertà,volavano via,oltre quelle case strette,oltre quello smog.
    Sandra grazie mille.Per la ricetta ma anche per l'altalena dei ricordi
    Un bacio
    Monica

    1. i barbuti hanno mangiato anche le gambe della tavola ieri sera!
      riferirò gli auguri al mezzo pompelmo, ti anticipo un grugnito di risposta… ultimamente è di ancora meno parole di sempre!
      baci
      Sandra

  10. Fino ai ceci secchi, all'acqua di pozzo e al coccio ce la posso fare, ho qualche difficoltà a reperire la patata di montagna e la panna di mucca onesta!
    Ma aspetterò la prossima sera di luna splendente ( come il sabato appena passato) e farò ugualmente esercizio. E le fatine arriveranno…..
    Per le notti che profumano di lucciole e di fiori di ciliegio, io metterei la firma 🙂
    Auguri al festeggiato!

  11. Ciao Sandra, che bella la storia della nonna, delle fatine e tutto il resto, foto comprese 🙂

    Ho salvato la ricetta, mi ha fatto morire la parte sull'onestà della mucca!

    Grazie e a presto!
    Silvia

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