reginette di pasta fresca con fiori di zucca “inside”

sono tornata
o meglio, non me ne sono mai andata.
niente ferie, solo due settimane di astinenza dal lavoro.
mi sono detta: mi disintossico dal web, da facebook, da blogger, da twitter, da pinterest e da tutto il resto.
mica ce l’ho fatta però.
in maniera più blanda ma una capatina bi-giornaliera  sul web l’ho fatta comunque…
bisogna o no mantenere i rapporti con gli amici lontani?

a proposito di amici, vi presento Kappa, la mia nuova micina, nata 5 settimane fa dalla micia nera, BatmAn – con l’accento sulla seconda A – e che abbiamo deciso di tenere a sopperire la dipartita della vecchia Miss-Struscio che ci ha lasciato un paio di mesi fa.

vi sembra normale che i gatti si mettano in quelle posizioni?
nota positiva di questo agosto, oltre alla temperatura mite che mi ha permesso di panificare, la visita della dottora, si proprio lei,  l’Amanda,  finalmente ce l’abbiamo fatta a guardarci negli occhi!
l’Amanda profuma di bella persona, dai suoi occhi escono petali di rose, dal suo cuore affetto.
e io rimango della mia opinione: uno si annusa sul web e il più delle volte ci  indovina, si si ritrova
a chiaccherare senza rendersi conto del tempo che passa, così, naturalmente, come se ci si conoscesse quasi da sempre.
scoprire che in realtà sai davvero tante piccole abitudini, tanti particolari di vita vissuta pur non essendoti mai incontrata di persona, semplicemente chattando.
sono i piccoli piaceri della vita.

i fiori me li hanno regalati a inizio agosto, sinceramente erano talmente belli che non si potevano sprecare.

reginette di pasta fresca senza uova con i fiori di zucca INSIDE (dentro, ma dentro dentro!)


pasta per 4 persone
200 g. di farina di semola rimacinata
1 cucchiaino di curcuma
acqua q.b.
un pizzico di sale e un giro d’olio evo
fiori di zucca a km zero

impastate, con pazienza, con amore,
con forza
lasciate riposare in frigo la pasta per almeno
un’oretta.
dividetala in piccoli pezzi e
con la  macchinetta per stendere la pasta
(la vecchia nonna papera) 
formate delle strisce lunghe e sottili.
pulite e lavate i fiori di zucca, togliete il pistillo
cercando di lasciarli interi, possibilmente anche il gambo.
asciugateli con carta assorbente e distenteli su 
una striscia di pasta.
appoggiate sopra l’altra striscia di pasta
e spianate con il mattarello premendo.
fate un fiore per volta, potrebbe uscire
un po’ di umido ed è bene che esca fuori e non rimanga
a corrompere la pasta accanto.
ritagliate le reginelle con la rotellina dentata e 
mettetele ad asciugare su una griglia o su un tagliere di 
legno infarinato.
 per il condimento io ho usato semplicemente una salsa di pomodori
freschi con una base di cipolla, fiori e gambi di zucca,  basilico


 

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Pane con farine macinate a pietra e germe di grano e domande

ci sono domande le cui risposte non esistono.
e ciclicamente, quelle domande ritornano ad affollare la mia mente.
ci sono domande che non hanno risposta, non la possono avere, le cose sono semplicemente così e così sono, senza un perchè, senza un come, senza un niente.
e così succede che le domande si avvolgono alle viscere e, quando meno te lo aspetti, tornano.
magari quando aspetti il sonno in una calda notte di agosto.
mentre aspetti Morfeo, mentre riepiloghi la giornata appena passata, eccole che arrivano e contorcono il tuo mondo.
mentre fuori i grilli cantano chiamando le lucciole, le lucciole volano chiamando le stelle, le stelle cadono lasciando la loro coda nel cielo, la luna enorme controlla il regolare svolgimento di tutte le normali attività.
non si possono cambiare le cose, non si possono cambiare le cose mutate.
le cose mutano come i sentimenti.
e non ti puoi rammaricare di un bacio non dato, di un attimo di troppo aspettato, di una lacrima sfuggita al controllo.
le cose mutano e tu con loro.
non si è più gli stessi di un attimo prima e non si sarà gli stessi fra un attimo.
tutto si muove in questo universo, i pianeti, i soli, le stelle, le costellazioni, le galassie, l’universo e noi con loro, tutto si muove e tutto muta irrimediabilmente

pane con farine fresche biologiche con germe di grano   macinate a pietra

non lontano da casa mia, almeno non troppo lontano c’è un mulino, in un piccolo borgo di poche anime, Pagliericcio, nel comune di Castel San Niccolò, nel cuore delle foreste casentinesi.
un antico mulino a pietra. uno di quei mulini vecchi, con le ruote di pietra, enormi, gigantesche, spinte dalla forza motrice dell’acqua che scorre imperturbabile sempre la stessa ma sempre diversa.
e da quella energia nasce questa farina.
di grani freschi, appena mietuti, di grani antichi, senza trattamenti, senza intrugli, semplicemente grano seminato e cresciuto con i cicli del tempo, della luna, del sole.
grani locali, coltivati nelle valli aretine del Pratomagno, coltivati come si coltivava un secolo fa.
e non importa se la resa non è altissima, l’importante è il risultato.
e il risultato, credetemi, il risultato è quello che deve essere.
non era previsto di andare al Molino, era prevista una gita al fresco sul Pratomagno per smaltire un po’ di afa di agosto. nel tornare indietro abbiamo poi deciso di fare il giro lungo e di goderci ancora un po’ di foreste fino a che non ho riconosciuto il cartello del Molino. 700 m., diceva il cartello. come non andare a cercarlo?
fra le case, sopra il fiume, piccolo, due stanze, impolverate di farina, profumate di grano.
non c’era la farina di segale, si miete a fine agosto da un campo appena sopra, ma bisogna aspettare la raccolta di fine agosto e quindi non c’era.

c’era il tipo 2 che usciva dalla macina in funzione, quella che vedete nel video sopra …..
c’era il tipo 0, ma che profumo…..
e capite bene che non ho potuto resistere.
4 kg perchè di questi periodi la farina fresca va conservata in frigo altrimenti ci nascono dentro i farfallini: non essendo trattato il grano e essendoci dentro tutto il germe è un buon nido per i farfallini, ottimo.

sono tornata a casa e ho mischiato la tipo 2 con la tipo 0, l’integrale la userò poi.
ho impastato con  il lievito liquido, rinfrescato 3 volte, e ho messo in frigo.
alle 9 ho aperto il frigo per prendermi un bicchiere di acqua e il ragazzo stava scappando fuori da tutte le parti.
ho dovuto tirare fuori l’impasto e fare un giro di pieghe per sgonfiare e rimettere in frigo, voglio cuocere domani sera…. se ce la fa ad aspettarmi!
e invece non ce l’ha fatta!

la mattina dopo ho dovuto ancora fare pieghe e rimettere in frigo fino alle 14.00

quantità per due pani come quello in foto 
giorno 1 ore 17.00
g. 1000 licoli integrale  rinfrescato  3 volte
(sono partita da 100 g. di lievito da rinfrescare)
400 g. di farina tipo 0 con germe di grano
600 g. di farina tipo 2 con germe di grano
impastate il lievito con la miscela di farine
nella planetaria vel. 2/3/4 per almeno 10 minuti
NON HO AGGIUNTO ALTRI LIQUIDI
cospargete la spianatoia di farina e capovolgete l’impasto
fate diversi giri di pieghe a libro aiutandovi con il tarocco 
adagiate l’impasto in una ciotola con le pareti e il fondo 
unte con olio evo e fate le pieghe al centro
chiudete ermeticamente e lasciate in frigo 
giorno 1 ore 21.00
sulla spianatoia infarinata fate diversi giri di pieghe 
e riponete di nuovo il composto nel recipiente chiuso 
ermeticamente nel ripiano più freddo del frigorifero 
giorno 2 ore 09.00
ripetere di nuovo le pieghe e mettete di nuovo 
in frigorifero chiuso
giorno 2 ore 14.00
lasciate il contenitore per un’ora a temperatura ambiente
sulla spianatoia dividete in due l’impasto ed effettuate 
un giro di pieghe ogni mezz’ora per 3 volte
mettete a lievitare in un contenitore
giorno 2 ore 18.00
ribaltate sulla placca del forno i pani e cuocete
senza fare incisioni 
con vapore 
10 minuti a 250°C
40 minuti a 200°C
15 minuti a 180°C con forno fessurato 
lasciate raffreddare i pani su una griglia

mi dispiace solo di una cosa: che dalla foto non si possa sentire il profumo…..
il pane è una nuvola, soffice, morbido, profumato eppure con una crosta estremamente croccante e solida.

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Gelatina di pere, limoni e pepe nero per il compleanno di un’amica

c’è un unico modo per fregare il tempo: metterci dentro tutta la vita che puoi 
(Cecilia Seppia)

un altro anno è passato.
io non amo i compleanni, non amo le ricorrenze, non amo gli anniversari ma devo ammettere che, se tu non ti ricordassi di farmi gli auguri per il mio (compleanno) un po’ ci rimarrei male. 
quindi, cara Amanda,
AUGURI!

e siamo a tre.
tre anni di scambi epistolari, chat, msm, telefonate.
ma finalmente….. finalmente quest’anno ti faccio gli auguri per post ma poi la torta la mangiamo insieme!!!
e ti prometto che ti ci metto le mandorle, le noci, la frutta secca e tutto ciò a cui sei allergica.
e ti ci metto tutto così ti uccido e non ci penso più…….HA HA HA!
e ti prometto che ciondoleremo insieme,  sedute  in giardino sotto il moro, e ti canteremo in coro (siamo tutti stonatissimi ma apprezzerai il buon cuore) tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Amanda, tanti auguri  a te!
e la commozione sarà obbligatoria, visto che ci sarà anche la Holly che uggiolerà di sottofondo, e finalmente, finalmente, potremmo sederci, e chiaccherare, e ridere, e vivere qualche giorno insieme, ridere insieme.
quindi, cara la mia Amanda, la mia dottora preferita sono qui che scalpito aspettandoti e ti allego i nostri più calorosi e paciosi auguri di buon compleanno in attesa di poterti abbracciare sul serio.

questa gelatina di pere limoni e grani del paradiso è tutta per te…..

tu te la devi immaginare su una fetta di pane (il mio naturalmente) abbrustolito con un velo di burro.
seduta al tavolo sotto il moro, con il sole che splende (cosa rara di questi tempi), caffè e latte sul tavolo, io e te   e chiacchere a non finire….

 1 kg di pere lavate*
2 limoni biologici
1 scorza di limone
500 g. di zucchero semolato
pepe melegueta –  grani del paradiso 
colino in acciaio  a maglia fitta
pazienza, quanta ne avete
non togliete la buccia delle pere e nemmeno i
semi interni: contengono pectina e vi aiuteranno 
nella conservazione.
tagliate le pere a piccoli pezzi, 
mettetele in un tegamo (preferibilmente di rame)
o comunque a fondo pesante
insieme allo zucchero e al succo dei due limoni.
utilizzate la scorza di uno dei due limoni
per tagliare tante listarelle da inserire alla fine nella gelatina.
fate bollire la frutta e lo zucchero per almeno 
30 minuti dopodichè passatela con un passatutto 
a maglie larghe.
la purea ottenuta va ancora filtrata con il colino 
a maglia fitta fino ad ottenere una gelatina
liquida e omogenea. 
rimettere a bollire per altri dieci minuti:
aggiungere una bella macinata di pepe melegueta,
a vostro piacere, e le zest del limone tagliate.
invasate in vasetti sterilizzati 
(io adopero il lavaggio a 90°C del lavastoviglie)
chiudete bene e capovolgete in modo da fare il 
sottovuoto.
lasciatela freddare a testa in giù e poi voltate il barattolo.
si conserva tranquillamente per 3/4 mesi 
ma di solito non arriva mai a tanto invecchiamento!
* io ho adoperato le pere del mio piccolo pero che anche quest’anno ci ha regalato tantissimi frutti, bruttini, bitorzoluti ma assolutamente biologici, solo lavati dalla pioggia e dal sole 
questo tipo di gelatina è ottima anche per crostate o pastafrolla.

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