Pane Multicereale Rustico con Licoli al 70% di Idratazione – Lunga Lievitazione

Pane Multicereale Rustico con Licoli al 70% di Idratazione – Lunga Lievitazione

Questo pane multicereale con licoli al 70% di idratazione nasce da una lunga lievitazione che sviluppa profumi intensi e una mollica umida e soffice allo stesso tempo.

E’ realizzato con licoli (lievito madre liquido) e un’idratazione del 70%, una percentuale che garantisce un buon equilibrio tra struttura e umidità. La presenza di farine integrali e cereali misti aumenta l’assorbimento dell’acqua e rende l’impasto meno estensibile rispetto a una farina bianca, richiedendo pieghe di rinforzo per sostenere la maglia glutinica.

La lunga lievitazione favorisce una maturazione completa dell’impasto, migliora la digeribilità e sviluppa aromi più complessi.

La cottura iniziale in cocotte con coperchio permette una migliore espansione (oven spring), mentre la fase finale senza coperchio aiuta ad asciugare la crosta, rendendola spessa e fragrante.

Il risultato è un pane rustico, nutriente, con profilo aromatico intenso e una struttura compatta ma equilibrata, adatto sia a preparazioni salate sia ad abbinamenti più delicati.

Pane Multicereale Rustico con Licoli al 70% di Idratazione – Lunga Lievitazione

a volte le farine mi danno soddisfazione: questa è stata particolarmente soddisfacente. mi dispiace che non possiate sentire il profumo o la croccantezza della crosta contrapposta alla leggerezza della mollica. vi tocca provare.

musica consigliata

VØJ, Narvent – Memory Reboot

La ricetta è molto semplice, come sempre c’è bisogno di tempo, pazienza e attenzione

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Cappelletti di funghi porcini

Cappelletti di funghi porcini

Musica per l’impasto

Tom Odell, Don’t Le Me Go

la vita da una parte prende da un’altra da. lo fa sempre, di continuo, senza esclusione di colpi, senza discriminazione, senza che nessuno possa intercedere. e così ti ritrovi a cercare il bello dentro le cose terribili e a cercare di capire quale è il messaggio, cosa devi imparare da quella cosa.

fa male, fa un male cane però. la mia tendenza di solito è du sguazzarci dentro in tutto quel dolore. lo analizzo, lo giro e lo rigiro in una mattina in cui non riesci a dormire, mentre la notte diventa alba e il buio diventa meno fitto. l’ho evitato per svariati mesi, adesso ci devo fare i conti, come sempre. e questa volta se ne va via un altro pezzetto della mia vita, una amica così bella che perderla mi dilania. una morte annunciata, l’attesa è la cosa più terribile. aspettare. aspettare un miracolo perchè lei ci ha abituato ai miracoli fin da sempre.

ma vederla mentre si spegne lentamente con coraggio e dignità è come se qualcuno mi infilasse un dito sempre nella stessa ferita, il coltello nella piaga insomma.

un altro numero di telefono che non potrò più chiamare, che non mi manderà più messaggi, che lascerà un vuoto grande. ci siamo salutate, ci siamo dette tutto, ci siamo ringraziate per essere state l’una nella vita dell’altra. una fortuna essersi trovate in questa vita. nella prossima le ho promesso che la trovo, mi ci volesse un secolo ma la ritrovo.

comunque, meglio finirla a tarallucci e vino, o, se vogliamo a cappelletti e porcini!

la ricetta non è difficile, ci vuole un po’ di attitudine alla cucina, un pochina di mamualità, la solita scorta di pazienza, ingredienti genuini, tempo a disposizione, musica buona e un bicchieredi Chianti sul piano di lavoro.

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Torta di pane raffermo agli agrumi

no, non la solita torta di pane raffermo agli agrumi, questa è una buona, buona come il pane.

Torta di pane raffermo agli agrumi

l’ho fatta per portarla in un cerchio di donne, e già da qui la cosa è partita bene. non potevo andare a fare la spesa, non avevo tempo e nemmeno voglia, ho optato per fare con quello che avevo e spesso faccio così, elimino le rimanenze e mi invento ricette improbabili ma gustose. Il pane per me, lo sapete, è una roba sacra, io lo faccio tutte le settimane e non avanza quasi mai. ma questa volta c’era, sarà che lo faccio la domenica ed era solo martedì. cerco e spulcio ricette in rete ma non trovo niente che mi soddisfi, capisco però che l’unica cosa comune a tutte è lo “sciogliere” il pane con il latte.

la torta di pane agli agrumi: in un cerchio di donne non serve seduzione, né sorpresa scenografica. Serve qualcosa che tenga, che non chieda attenzione ma la raccolga. la torta di pane fa questo: non entra in punta di piedi, entra come una che sa stare.

è un dolce che parla di trasformazione senza proclami. pane vecchio che non viene buttato, diventa altro. come noi, come i giorni storti, come le storie che tornano a galla quando ci si siede in cerchio e si abbassa la voce.
è umida, compatta, si taglia bene, si porge senza tremare. non cola, non scappa, non si vergogna.

la puoi spezzare. la puoi mangiare con le mani.
regge il silenzio emozionato. regge le parole difficili e quelle non dette, regge i singhiozzi trattenuti, le lacrime e anche le risate . regge anche chi dice “io di dolci non ne mangio” e poi ne prende un altro pezzo.

l’ho portata così com’èra. senza fronzoli e artifici, con una spolverata leggera di zucchero a velo sopra, come una benedizione laica.
E se qualcuno chiede la ricetta, non gliela dare subito. Prima lasciala mangiare.

I dolci, come i cerchi, funzionano quando non hanno bisogno di convincere nessuno.

musica per l’impasto

Vashit Bunyan, Just another diamond day

Torta di pane raffermo agli agrumi
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