Rintocco II

VIII – GIUSTIZIA
Se nel mondo ancora ci fosse stata Giustizia il papa non se ne sarebbe rimasto immobile sul suo trono lasciando andare incontro a un destino incerto le 5 donne. Lui, il papa, l’uomo, lo sterco di dio che sempre aveva fatto e disfatto secondo la sua legge, quella del più forte, era arrivato alla fine della strada, doveva scendere a patti con il resto del mondo, e il resto del mondo era fatto da donne.
Donne piene di coraggio, di saggezza, di amore.
Se davvero Giustizia ancora fosse stata nel mondo in quel preciso momento si sarebbe dovuto capire da che parte stava, verso chi pendeva la bilancia. Lui si alzò dal suo trono ormai diventato inutile e constatò, ancora una volta, che con tutta la sua forza e la sua potenza niente aveva potuto sul destino che si compiva, nessun dio o nessun immortale aveva interceduto per lui, per loro, nessuno aveva voluto risolvere la situazione che ormai era arrivata ad un punto senza ritorno.
Le forze ancestrali avevano cercato loro, le 5 donne, le arcane, le alchemiche, le streghe. Prima di tutto arrivò il silenzio, un silenzio nuovo.
Non il silenzio dei rintocchi, né quello del destino che guarda, ma un silenzio più profondo, come se l’intero edificio trattenesse il respiro all’unisono. Le pietre della chiesa, le stesse che avevano inghiottito il suono delle campane, parvero raddrizzarsi, sollevate da una forza invisibile.
