Latti da mangiare 5.0: due ricette per il contest de Il Palagiaccio

Latti da mangiare 5.0: due ricette per il contest de Il Palagiaccio

Per la seconda volta partecipo al contest LATTI DA MANGIARE 5.0 della storica Fattoria IL PALAGIACCIO

Con quest’anno siamo arrivati alla quinta edizione (5.0) e la sfida diventa dura: c’è stato da divertirsi!

La parte più difficile per me è stata quella del dolce a cucchiaio, questo richiedeva la sfida, oltre alla pizza gourmet o al risotto, il tutto cercando di esaltare i formaggi della Fattoria.

Alla fine ho optato per due abbinamenti classici, il “cacio” con le pere per il dolce e fichi, salame e formaggio per la pizza.

La parte più ardua è stata quella di pensare di accendere il forno con queste “miti” temperature estive! Una volta superato il blocco mentale del forno però è stato divertente, impegnativo ma divertente.

La scorsa edizione, quella del 2018, è stata fortunata per me, ho vinto il premio come MIGLIOR SECONDO PIATTO, con i dumpling al tonno Firenze, e sono stata premiata durante l’evento di chiusura del contest, nel magnifico palazzo Comunale di Scarperia, dentro la cornice medioevale arricchita dal corteo storico in abiti d’epoca: sarà difficile fare il bis ma la speranza è sempre l’ultima a morire, io ci provo!

iniziamo con le ricette?, io direi proprio di si, cominciamo dal salato:

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Riso dolce con caramello al latte

Riso dolce con caramello al latte

Love is noise, The Verve

cosi semplice e così buono, il riso dolce con caremello al latte è una ricetta antica, semplice e senza pretese….. ma le cose semplici sono le migliori a volte, non è vero?

in Toscana abbiamo una ricetta, le frittelle di riso di San Giuseppe, e mia nonna era una eccellente prodruttrice di frittelline appunto. la ricetta prevede di cuocere il riso nel latte con lo zucchero e la scorza di limone e poi, una volta raffreddato inserire le uova, l’uvetta ecc. ecc.: ecco, io sono sempre stata ghiotta anzi ghiottissima del riso cotto nel latte e ho sempre fatto le “guerre” con la nonna. lei che mi sgridava sorridendo sotto i baffi mentre io attingevo a piene mani dal pentolone del riso in cottura. Dio, come mi piaceva!

il mio comfortfood, la mia coccola, la mia zattera di salvataggio.

e così, domenica, quella domenica uggiosa e piovigginosa di novembre…. hem, pardon, quella domenica di fine Maggio mi sono messa a coccolarmi e mi sono fatta un regalo: il riso dolce con il caramello.

il mio primo caramello me lo ha insegnato lei, Maria Eva, la mia amica argentina. la prima volta lo abbiamo fatto insieme, tanto tempo fa, in un’altra vita.

Riso dolce con caramello al latte
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les croissants français: et voilà!!

les croissants français

les croissants français? i croissant? quelli francesi? ma siamo sicuri? ma davvero davvero?     ma siamo proprio sicuri?

me lo sono chiesto, riputatamente,  ho provato in tutti i modi a dissuadermi, mi sono fatta l’elenco dei contro ma, nonostante i contro fossero tanti il pro era assolutamente vincente.

i contro:

  • ricetta lunga, non faticosa ma lunga.
  • la sfogliatura è una cosa seria, la “pate levée feuilletée” – come dicono i francesi -, seria e da affrontare con calma e disciplina e io NON sono NE’ calma NE’ disciplinata. mai.
  • l’impasto da incordare
  • i tempi da rispettare
  • le “pieghe” da fare
  • la lievitazione da assecondare
  • la formatura, le “façonage”
  • la cottura da controllare
  • le 24 ore che ci vogliono per farli
  • e se non vengono bene? se non si sfogliano? se non lievitano?

i pro:

  • sono maledettamente buoni!

sono friabili, scricchiolano sotto i denti, sono saporiti, sono invitanti, irresistibili, golosi, buoni….

niente, non c’è stato niente da fare, dovevo fare les croissants français!

non per niente nell’ultimo ordine avevo preso anche la farina “far brioche” del Molino Dallagiovanna, non per caso…. era da tempo che l’idea girava e rimbalzava sui miei neuroni, non c’era scelta, li dovevo fare!

les croissants français
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