Il giorno senza tempo

Il giorno senza tempo

Oggi, 25 luglio, nel calendario maia sarebbe stato  il giorno senza tempo.

È un giorno a cavallo fra la fine dell’anno e l’inizio del nuovo anno galattico.

È la fine del ciclo di 13 periodi di 28 giorni, come il ciclo lunare, che noi chiamiamo mesi, è il giorno che non è di nessuno, il giorno fuori dal tempo, fuori dagli schemi, fuori dalle regole umane.

Un giorno sospeso tra il respiro del prima e il battito del dopo. Quel singolo respiro sospeso tra un anno galattico che si chiude e uno che sta per iniziare.

Un giorno senza nome.
Un passaggio tra due mondi.
Uno spazio che non obbedisce al tempo lineare, ma alla danza dell’anima.

È in questo vuoto che l’anima si sveglia, si scrolla la polvere delle regole,
e dice la verità.

In questo giorno — il suo giorno — l’anima mia , causa anche la luna nera, mi ha picchiettato sulla spalle e ha enunciato i suoi diritti:

Ho il diritto di essere felice.
Con tutto e con nulla. Con un pezzo di pane in tasca e il cielo in testa.
Ho il diritto di continuare a sognare come piace a me, sognare sogni che non entrano in un cassetto ma che hanno bisogno di tutta una galassia e oltre e non come vuole il potere, non come prescrive il sistema.

Ho il diritto di usare il mio tempo, la mia unica inestimabile ricchezza, come voglio io, in qualunque modo io voglia: ho il diritto di non fare nulla, di  non lavare i pavimenti sporchi se non ne ho voglia, di non spolverare la polvere di stelle che si ammanta sui mobili, ho il dirtto  cazzeggiare sul divano se mi va.
Ho il diritto di usare il mio tempo come voglio io. Sempre.

Ho il diritto di ridere.
Di sorridere senza motivo.
Di incazzarmi quando serve.
E di mandare a quel paese chi vuole togliermi la voce, o piegare il mio spirito.

Ho il diritto di amarmi.
Senza dover correggere niente, ridurre, nascondere.
Senza chiedere permesso al mondo.

Ho il diritto di amare.
Chi voglio. Quando voglio. Come voglio.

HO IL DIRITTO DI VIVERE.
La mia vita. A modo mio.

E mentre fuori il tempo conta le sue ore, io e la mia anima danziamo in questo giorno sospeso,
che non risponde a nessuna regola temporale.

Nel silenzio di questo giorno sacro, pianto i piedi a terra e apro le braccia al cielo.

Chiudo gli occhi. Apro tutte le porte del mio cuore. Respiro. Mi ascolto.
E dichiaro a voce alta, davanti all’universo e al mio cuore:

Io sono. Io scelgo. Io vivo.

Questi diritti non si discutono. Si custodiscono. Si onorano. Si vivono. SEMPRE

ed è sempre colpa SUA e delle SUE LUNE  e dei suoi meravigliosi cerchi e delle mie sorrelle del cerchio…… èd è bellissimo perdersi in questo incantesimo

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