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mi piace cucinare, disegnare, fotografare, leggere, scrivere, ascoltare musica, scoprire, inventare e penso sempre che domani è un altro giorno e che puo' succedere qualcosa di meraviglioso
Precisazioni: NON uso le maiuscole, quasi mai e solo per i nomi propri, ma mi piacciono i punti, le virgole, i due punti e anche i punti e virgola!
Le foto ed i testi di questo blog sono mie, chiedete l'autorizzazione prima di appropriarvene, grazie.

I MIEI CORSI

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#slowthinking aperitivi chef chi ben comincia ... cookstock dal mondo farine farneticazioni fotografia i classici i miei lavori di fantasia la ricetta dello chef la Toscana di Ruffino lieviti e pane .... moulinex musica olio extra vergine di oliva IGP Toscano panissimo partecipo al contest pasta fresca per leggere mangiando o mangiare leggendo.. per non buttare via niente PURE STAGIONI Racconti ricette per la lietezza dello spirito ricette vegetariane riciclare con fantasia ristoranti salvacena scrivere per cucinare senza glutine senza proteine animali Vegan workshop zuccheri

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Rotolini di sovraccosce di tacchino in friggitrice ad aria 
.
Rapidi, facili indolore. La parte più lunga è arrotolarli, il resto lo fa lei, la friggitrice ad aria: croccanti fuori e succosi e morbidi dentro!
.
L RICETTA
Disossa una sovraccoscia di tacchino
Rendila sottili sfilettandola
Batti con il fondo di un bicchiere
Aggiungi sale, pepe, erbe aromatiche, una fetta di cotto o di quello che hai in frigo, un po' di formaggio, sempre quello che c'è in frigo, un filettino di pomodoro e arrotola.
Lega bene con lo spago da cucina, spolvera di curcuma e infila nel cestello in compagnia di zucchine a pezzi.
NIENTE olio, fa da se. Venti minuti mentre le cuoce e tu ti leggi un capitolo del libro del momento o ascolti un po' di musica. 
FATTO!
.
NON METTETE limiti alle varianti del ripieno o al tipo di carne che usate: se vi piace il petto, anche di pollo, oppure le fettine di arista o di manzo o, perché no, qualche filettino di pesce. 
.
P.S. ste state accorti con il ripieno diventa pure light!
.
#friggitricearia #ricettefriggitriceadaria #riceytelight
•
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Rotolini di sovraccosce di tacchino in friggitrice ad aria . Rapidi, facili indolore. La parte più lunga è arrotolarli, il resto lo fa lei, la friggitrice ad aria: croccanti fuori e succosi e morbidi dentro! . L RICETTA Disossa una sovraccoscia di tacchino Rendila sottili sfilettandola Batti con il fondo di un bicchiere Aggiungi sale, pepe, erbe aromatiche, una fetta di cotto o di quello che hai in frigo, un po' di formaggio, sempre quello che c'è in frigo, un filettino di pomodoro e arrotola. Lega bene con lo spago da cucina, spolvera di curcuma e infila nel cestello in compagnia di zucchine a pezzi. NIENTE olio, fa da se. Venti minuti mentre le cuoce e tu ti leggi un capitolo del libro del momento o ascolti un po' di musica. FATTO! . NON METTETE limiti alle varianti del ripieno o al tipo di carne che usate: se vi piace il petto, anche di pollo, oppure le fettine di arista o di manzo o, perché no, qualche filettino di pesce. . P.S. ste state accorti con il ripieno diventa pure light! . #friggitricearia #ricettefriggitriceadaria #riceytelight
1 settimana ago
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1/9
LE POLPETTE DI PANE RAFFERMO: mia nonna aveva con il pane raffermo una relazione che definire “complicata” è poco. buttarlo via non era un’opzione, era un crimine. un reato contro l’umanità, roba da tribunale dell’Aj, per lei il pane era equiparabile ai gioielli di famiglia, e, se per sbaglio vedeva un tozzo di pane nella spazzatura, ti guardava come se avessi appena confessato un omicidio.
.
e quando il pane raggiungeva quel livello di durezza da poter essere scambiato per un mattone — utile in caso di crollo strutturale della cucina — lei non si scomponeva. anzi, sorrideva. perché sapeva che era arrivato IL momento. il momento delle polpette.
.
niente ricetta scritta, sia chiaro. quella era roba per i deboli. lei procedeva a intuito, con dosi tipo “un po’”, “quanto ci sta bene” e il leggendario “si capisce dall’impasto” (no, non ho mai capito cosa si dovesse capire, ma fingevo di annuire con aria competente). il pane veniva ammollato nel latte fino a diventare una poltiglia che definire “appetitosa” a vederla richiedeva un certo atto di fede — ma poi, mescolata con uovo, formaggio aglio e prezzemolo, quella poltiglia sospetta si trasformava in oro.
.
e lì cominciava lo spettacolo: lei friggeva, io rubavo. un classico dell’ingegneria familiare, perfezionato nei decenni. mi scottavo le dita tutte le volte, e tutte le volte giuravo che non l’avrei fatto più, e invece lo rifacevo cinque secondi dopo. lei fingeva indignazione (“ma si può sapere quante ne mangi PRIMA di cena?”) mentre nel frattempo ne teneva già da parte un’altra scorta, “giusto per me”.
.
che bello sarebbe tornare a quei tempi! ma siccome non si puo' io provo a rifare le polpette come le faceva lei, non sono mai le stesse però, manca l'ingrediente segreto: la nonna!
la ricetta la trovate a questo link o direttamente sul blog.
https://www.sonoiosandra.it/polpette-di-pane-raffermo-la-ricetta-anti-spreco/

#polpette #paneraffermo #ricicloalimentare
LE POLPETTE DI PANE RAFFERMO: mia nonna aveva con il pane raffermo una relazione che definire “complicata” è poco. buttarlo via non era un’opzione, era un crimine. un reato contro l’umanità, roba da tribunale dell’Aj, per lei il pane era equiparabile ai gioielli di famiglia, e, se per sbaglio vedeva un tozzo di pane nella spazzatura, ti guardava come se avessi appena confessato un omicidio.
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e quando il pane raggiungeva quel livello di durezza da poter essere scambiato per un mattone — utile in caso di crollo strutturale della cucina — lei non si scomponeva. anzi, sorrideva. perché sapeva che era arrivato IL momento. il momento delle polpette.
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niente ricetta scritta, sia chiaro. quella era roba per i deboli. lei procedeva a intuito, con dosi tipo “un po’”, “quanto ci sta bene” e il leggendario “si capisce dall’impasto” (no, non ho mai capito cosa si dovesse capire, ma fingevo di annuire con aria competente). il pane veniva ammollato nel latte fino a diventare una poltiglia che definire “appetitosa” a vederla richiedeva un certo atto di fede — ma poi, mescolata con uovo, formaggio aglio e prezzemolo, quella poltiglia sospetta si trasformava in oro.
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e lì cominciava lo spettacolo: lei friggeva, io rubavo. un classico dell’ingegneria familiare, perfezionato nei decenni. mi scottavo le dita tutte le volte, e tutte le volte giuravo che non l’avrei fatto più, e invece lo rifacevo cinque secondi dopo. lei fingeva indignazione (“ma si può sapere quante ne mangi PRIMA di cena?”) mentre nel frattempo ne teneva già da parte un’altra scorta, “giusto per me”.
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che bello sarebbe tornare a quei tempi! ma siccome non si puo' io provo a rifare le polpette come le faceva lei, non sono mai le stesse però, manca l'ingrediente segreto: la nonna!
la ricetta la trovate a questo link o direttamente sul blog.
https://www.sonoiosandra.it/polpette-di-pane-raffermo-la-ricetta-anti-spreco/

#polpette #paneraffermo #ricicloalimentare
LE POLPETTE DI PANE RAFFERMO: mia nonna aveva con il pane raffermo una relazione che definire “complicata” è poco. buttarlo via non era un’opzione, era un crimine. un reato contro l’umanità, roba da tribunale dell’Aj, per lei il pane era equiparabile ai gioielli di famiglia, e, se per sbaglio vedeva un tozzo di pane nella spazzatura, ti guardava come se avessi appena confessato un omicidio.
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e quando il pane raggiungeva quel livello di durezza da poter essere scambiato per un mattone — utile in caso di crollo strutturale della cucina — lei non si scomponeva. anzi, sorrideva. perché sapeva che era arrivato IL momento. il momento delle polpette.
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niente ricetta scritta, sia chiaro. quella era roba per i deboli. lei procedeva a intuito, con dosi tipo “un po’”, “quanto ci sta bene” e il leggendario “si capisce dall’impasto” (no, non ho mai capito cosa si dovesse capire, ma fingevo di annuire con aria competente). il pane veniva ammollato nel latte fino a diventare una poltiglia che definire “appetitosa” a vederla richiedeva un certo atto di fede — ma poi, mescolata con uovo, formaggio aglio e prezzemolo, quella poltiglia sospetta si trasformava in oro.
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e lì cominciava lo spettacolo: lei friggeva, io rubavo. un classico dell’ingegneria familiare, perfezionato nei decenni. mi scottavo le dita tutte le volte, e tutte le volte giuravo che non l’avrei fatto più, e invece lo rifacevo cinque secondi dopo. lei fingeva indignazione (“ma si può sapere quante ne mangi PRIMA di cena?”) mentre nel frattempo ne teneva già da parte un’altra scorta, “giusto per me”.
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che bello sarebbe tornare a quei tempi! ma siccome non si puo' io provo a rifare le polpette come le faceva lei, non sono mai le stesse però, manca l'ingrediente segreto: la nonna!
la ricetta la trovate a questo link o direttamente sul blog.
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LE POLPETTE DI PANE RAFFERMO: mia nonna aveva con il pane raffermo una relazione che definire “complicata” è poco. buttarlo via non era un’opzione, era un crimine. un reato contro l’umanità, roba da tribunale dell’Aj, per lei il pane era equiparabile ai gioielli di famiglia, e, se per sbaglio vedeva un tozzo di pane nella spazzatura, ti guardava come se avessi appena confessato un omicidio.
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e quando il pane raggiungeva quel livello di durezza da poter essere scambiato per un mattone — utile in caso di crollo strutturale della cucina — lei non si scomponeva. anzi, sorrideva. perché sapeva che era arrivato IL momento. il momento delle polpette.
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niente ricetta scritta, sia chiaro. quella era roba per i deboli. lei procedeva a intuito, con dosi tipo “un po’”, “quanto ci sta bene” e il leggendario “si capisce dall’impasto” (no, non ho mai capito cosa si dovesse capire, ma fingevo di annuire con aria competente). il pane veniva ammollato nel latte fino a diventare una poltiglia che definire “appetitosa” a vederla richiedeva un certo atto di fede — ma poi, mescolata con uovo, formaggio aglio e prezzemolo, quella poltiglia sospetta si trasformava in oro.
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e lì cominciava lo spettacolo: lei friggeva, io rubavo. un classico dell’ingegneria familiare, perfezionato nei decenni. mi scottavo le dita tutte le volte, e tutte le volte giuravo che non l’avrei fatto più, e invece lo rifacevo cinque secondi dopo. lei fingeva indignazione (“ma si può sapere quante ne mangi PRIMA di cena?”) mentre nel frattempo ne teneva già da parte un’altra scorta, “giusto per me”.
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che bello sarebbe tornare a quei tempi! ma siccome non si puo' io provo a rifare le polpette come le faceva lei, non sono mai le stesse però, manca l'ingrediente segreto: la nonna!
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2 settimane ago
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2/9
Guida intergalattica per aspiranti pianificatori. 
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https://www.sonoiosandra.it/guida-intergalattica-per-aspiranti-panificatori/
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#panefattoincasa #breadmaking
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Guida intergalattica per aspiranti pianificatori. . . . https://www.sonoiosandra.it/guida-intergalattica-per-aspiranti-panificatori/ . . #panefattoincasa #breadmaking
3 settimane ago
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3/9
#coffetime #caffè
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#coffetime #caffè
4 settimane ago
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4/9
dice, dice, che forse l’anticiclone delle Azzorre riuscirà finalmente a prendere a pedate quello africano e a rispedirlo da dove è venuto. dice, dice, dalla seconda settimana di agosto, però. nel frattempo continuiamo a friggere allegramente nei nostri quaranta gradi quotidiani, con il ventilatore che sposta solo aria calda e il forno che è diventato un oggetto puramente decorativo.

dice, dice, che torneranno le temperature normali. che ormai, tradotto dal meteorologese all’italiano corrente, significa stare intorno ai trentacinque gradi. una volta i trentacinque erano una giornata rovente, oggi sembrano quasi una promessa di refrigerio. è incredibile come ci si abitui a tutto.

e allora il problema diventa sempre lo stesso: cosa si mangia quando fa così caldo? perché la fame non va in vacanza, ma la voglia di cucinare sì. accendere i fornelli è come pensare di entrare nell’antro dell’inferno, il forno è bandito fino a nuove perturbazioni e anche preparare piatti elaborati richiede un entusiasmo che, con queste temperature, se n’è andato insieme alla primavera.

così ci si arrangia. si cercano ingredienti freschi, si prova ad accostare sapori che normalmente non si incontrano e si scopre che basta davvero poco per cambiare faccia a un piatto conosciuto.

questo carpaccio nasce proprio così. da un piccolo pezzo di controfiletto affettato a mano, in fettine non troppo sottili, perché mi piace che la carne conservi una certa consistenza sotto i denti. l’ho condito semplicemente con un buon olio extravergine, sale e pepe, poi ho aggiunto una cipolla tagliata finissima, qualche scaglia di Parmigiano e dei piccoli cubetti di cocomero.

sì, cocomero: era nel frigorifero che mi sorrideva con tutti i suoi semini e io non ho resistito, quello che in estate finisce quasi sempre mangiato da solo, ben freddo, e che invece qui diventa un ingrediente vero e proprio. porta una nota dolce e acquosa che alleggerisce la sapidità del Parmigiano e accompagna la carne senza coprirne il sapore. la cipolla, affettata sottilissima, aggiunge il carattere necessario a tenere insieme tutto il piatto.
sul blog la ricetta completa
#carpaccio #ricetteestive
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dice, dice, che forse l’anticiclone delle Azzorre riuscirà finalmente a prendere a pedate quello africano e a rispedirlo da dove è venuto. dice, dice, dalla seconda settimana di agosto, però. nel frattempo continuiamo a friggere allegramente nei nostri quaranta gradi quotidiani, con il ventilatore che sposta solo aria calda e il forno che è diventato un oggetto puramente decorativo. dice, dice, che torneranno le temperature normali. che ormai, tradotto dal meteorologese all’italiano corrente, significa stare intorno ai trentacinque gradi. una volta i trentacinque erano una giornata rovente, oggi sembrano quasi una promessa di refrigerio. è incredibile come ci si abitui a tutto. e allora il problema diventa sempre lo stesso: cosa si mangia quando fa così caldo? perché la fame non va in vacanza, ma la voglia di cucinare sì. accendere i fornelli è come pensare di entrare nell’antro dell’inferno, il forno è bandito fino a nuove perturbazioni e anche preparare piatti elaborati richiede un entusiasmo che, con queste temperature, se n’è andato insieme alla primavera. così ci si arrangia. si cercano ingredienti freschi, si prova ad accostare sapori che normalmente non si incontrano e si scopre che basta davvero poco per cambiare faccia a un piatto conosciuto. questo carpaccio nasce proprio così. da un piccolo pezzo di controfiletto affettato a mano, in fettine non troppo sottili, perché mi piace che la carne conservi una certa consistenza sotto i denti. l’ho condito semplicemente con un buon olio extravergine, sale e pepe, poi ho aggiunto una cipolla tagliata finissima, qualche scaglia di Parmigiano e dei piccoli cubetti di cocomero. sì, cocomero: era nel frigorifero che mi sorrideva con tutti i suoi semini e io non ho resistito, quello che in estate finisce quasi sempre mangiato da solo, ben freddo, e che invece qui diventa un ingrediente vero e proprio. porta una nota dolce e acquosa che alleggerisce la sapidità del Parmigiano e accompagna la carne senza coprirne il sapore. la cipolla, affettata sottilissima, aggiunge il carattere necessario a tenere insieme tutto il piatto. sul blog la ricetta completa #carpaccio #ricetteestive
2 mesi ago
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5/9
La storia della friggitrice ad aria: la compro o non la compro? io sono una tradizionalista, impasto a mano il pane nonostante la planetaria, però devo dire che mi hanno convinto le miei vecchie college blogger. ci sono persone di cui ti fidi e se cominci a vedere sui social piattini bellini fatti con la friggitrice ad aria o se senti la tua amica che ci cucina per tre allora il tarlo comincia a fare il suo lavoro, si insinua. così penso che si, la comprerò, aspetterò una occasione, una offerta, un super sconto e la prenderò, sono sopravvissuta fino ad ora senza non morirò certo per qualche settimana. 
E invece arriva subito l'occasione: soci Coop, 9 litri prezzo veramente concorrenziale fra sconto, punti ecc. ecc.
la compro e venerdì torno a casa tutta baldanzosa e la scarto perbenino. la guardo, la pulisco e la lascio sul ripiano della cucina. sabato sera la provo: melanzane a listarelle con pomodoro fresco, cipolla, capperi e origano fresco. 20 minuti, 200 gradi, le giro a metà cottura come indicato nelle ricette e alla fine esce fuori questa cosa qua. deliziose è il termine preciso, deliziose. tutta contenta ieri sera provo a friggere le fettine di pollo sottili impanate come Dio comanda. 
o a metà cottura la ragazza non decide che si ferma e non riparte più? morta, spenta, annientata. a niente sono valse le suppliche, le raccomandazioni, non è ripartita. 
stasera vado in Coop con lo scontrino e me la sostituiscono.... la coop sei tua in questo caso ha funzionato perfettamente, si sono perfino scusati. mi piace questa cosa. comunque, se qualcuno ha dei dubbi io la prenderei, di me vi potete fidare, lo sapete. prossimo esperimento il PANE: posso forse io non provare a farci il pane? 😂
.
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#melanzane #friggitriceadaria
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La storia della friggitrice ad aria: la compro o non la compro? io sono una tradizionalista, impasto a mano il pane nonostante la planetaria, però devo dire che mi hanno convinto le miei vecchie college blogger. ci sono persone di cui ti fidi e se cominci a vedere sui social piattini bellini fatti con la friggitrice ad aria o se senti la tua amica che ci cucina per tre allora il tarlo comincia a fare il suo lavoro, si insinua. così penso che si, la comprerò, aspetterò una occasione, una offerta, un super sconto e la prenderò, sono sopravvissuta fino ad ora senza non morirò certo per qualche settimana. E invece arriva subito l'occasione: soci Coop, 9 litri prezzo veramente concorrenziale fra sconto, punti ecc. ecc. la compro e venerdì torno a casa tutta baldanzosa e la scarto perbenino. la guardo, la pulisco e la lascio sul ripiano della cucina. sabato sera la provo: melanzane a listarelle con pomodoro fresco, cipolla, capperi e origano fresco. 20 minuti, 200 gradi, le giro a metà cottura come indicato nelle ricette e alla fine esce fuori questa cosa qua. deliziose è il termine preciso, deliziose. tutta contenta ieri sera provo a friggere le fettine di pollo sottili impanate come Dio comanda. o a metà cottura la ragazza non decide che si ferma e non riparte più? morta, spenta, annientata. a niente sono valse le suppliche, le raccomandazioni, non è ripartita. stasera vado in Coop con lo scontrino e me la sostituiscono.... la coop sei tua in questo caso ha funzionato perfettamente, si sono perfino scusati. mi piace questa cosa. comunque, se qualcuno ha dei dubbi io la prenderei, di me vi potete fidare, lo sapete. prossimo esperimento il PANE: posso forse io non provare a farci il pane? 😂 . . #melanzane #friggitriceadaria
2 mesi ago
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6/9
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
.
.
Il link della ricetta:
https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/
.
.
.
#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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Il link della ricetta:
https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/
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#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno. Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto. aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale. io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni. Ecco, ovvia. Davvero. ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈 . . Il link della ricetta: https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/ . . . #focaccia #lievitomadre #susine
2 mesi ago
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7/9
Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
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ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
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la ricetta la trovate a questo link
https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/
oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo.
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#antipasti #aperitivo #cucinaestiva
Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
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ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
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oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo.
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Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
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ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
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Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura. . ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo. ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba. però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro. questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄 . . la ricetta la trovate a questo link https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/ oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo. . . . #antipasti #aperitivo #cucinaestiva
2 mesi ago
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8/9
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
.
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#peperoni #ricetteestive
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
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#peperoni #ricetteestive
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
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I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta. Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono.... . . . #peperoni #ricetteestive
3 mesi ago
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SONOIOSANDRA

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Pane di Segale 100%
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Torta di pane raffermo agli agrumi
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