
Oggi, 25 luglio, nel calendario maia sarebbe stato il giorno senza tempo.
È un giorno a cavallo fra la fine dell’anno e l’inizio del nuovo anno galattico.
È la fine del ciclo di 13 periodi di 28 giorni, come il ciclo lunare, che noi chiamiamo mesi, è il giorno che non è di nessuno, il giorno fuori dal tempo, fuori dagli schemi, fuori dalle regole umane.
Un giorno sospeso tra il respiro del prima e il battito del dopo. Quel singolo respiro sospeso tra un anno galattico che si chiude e uno che sta per iniziare.
Un giorno senza nome.
Un passaggio tra due mondi.
Uno spazio che non obbedisce al tempo lineare, ma alla danza dell’anima.
È in questo vuoto che l’anima si sveglia, si scrolla la polvere delle regole,
e dice la verità.
In questo giorno — il suo giorno — l’anima mia , causa anche la luna nera, mi ha picchiettato sulla spalle e ha enunciato i suoi diritti: