Quiche di piselli e zucchine

ovvero la torta salata svuota frigo

la quiche di piselli e zucchine: cosa fai se apri il frigorifero e vedi in scadenza la ricotta e la pasta brisée, hai un paio di zucchine da fare fuori e una manciata o poco più di piselli?

cosa meglio di una quiche per amalgamare il tutto?

ed eccola qui, la quiche svuota frigo, la torta salata per eccellenza.

buona?

buonissima! soffice e delicata, gustosa e saporita e anche veloce da preparare, diciamocelo.

VERSATILE:  puoi farla con la pasta brizée, con la pasta fillo, con la pastasfoglia salata, con la pastamatta dell’Artusi…

per il ripieno ti puoi divertire, la costante sono le uova e il formaggio molle, il resto è a tua discrezione.

 

 

Quiche di piselli e zucchine

Zen Circus, Meravigliosa

mi sono accorta di avere un problema con la chiusura delle cose.

guardo le serie tv, anche quelle lunghe ed estenuanti, ma non guardo l’ultima puntata, la fine…

guardo i film e li lascio oltre la metà…

sarà perchè mi piacciono i lieto fine e preferisco lasciare un forse a una tristezza certa

ma non va bene, i cerchi devono essere chiusi e li chiuderò, adesso che ho compreso chiuderò tutti i rapporti aperti e non produttivi, chiuderò i cerchi, tutti.

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Schiaccia-pane con i ciccioli

Schiaccia-pane con i ciccioli

SCHIACCIA-PANE con i CICCIOLI: la mia nonna li chiamava “ciccioli” e li metteva nella schiacciata all’olio, erano cubetti di grasso di maiale, gli scarti della lavorazione.

io li ho infilati in questa schiaccia-pane, ultimamente faccio questo modello di lievito che è un incrocio fra una schiacciata e un pane. lo faccio perchè in molti lo hanno trovato buono…. pure io per la verità e poi mi lamento che non riesco a dimagrire……

Fasma, Bimbi sperduti

e poi vi racconto dell’Enogastronomica…..

E’ stata una cavalcata lunga 3 giorni, dura ma bellissima.

Dopo aver morso il freno per due anni abbiamo sciolto le briglie e abbiamo corso a perdifiato: abbiamo conosciuto, assaggiato, visto, annusato, imparato, discusso e riso (tanto).

Ed è tutto merito di quella meravigliosa creatura, quel folletto dei boschi, quella forza della natura: la FIAMMA FOLLI.

Certo, una che si chiama Fiamma Folli cosa poteva organizzare se non un evento vulcanico come la tre giorni di Enogastronomica?

Abbiamo assaggiato le eccellenze alimentari toscane preparate dagli chef più belli del mondo direttamente nelle “botteghe” degli artigiani, nel luogo dove nasce la bellezza.

E di bellezza ne abbiamo vista tanta se Dio vuole.

Ne esco stanca, perchè sono stati tre giorni tirati e impegnativi ma così ben organizzati e pensati che sono andati lisci come l’olio.

Un enorme GRAZIE a tutti quelli che sono stati con me in questi 3 giorni, un grazie enorme alla Fiamma per avermi voluta in questo evento (io sono una delle “donne della Fiamma”) un grazie enorme a Firenze, alle sue magnifiche maestranze e anche a chi ha partecipato e goduto di questi giorni.

Vi lascio un po’ di foto in coda al post, dopo la ricetta

Schiaccia-pane con i ciccioli
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Schiacciata secca con semi di sesamo e farina di segale

Se dico Schiacciata secca con semi di sesamo e farina di segale che vi viene in mente?

si addice la foto sotto?

ci sono ricordi che a volte non riuscirai mai ad eguagliare, la schiacciata all’olio secca per me è uno di quelli.

ci ho provato mille volte, ho chiuso gli occhi e rievocato il profumo, la consistenza, l’aspetto, l’olio che sfrigolava ancora liquido sulla crosta dorata ma non sono mai riuscita a rifarla, almeno non come quella che mi ricordo.

questa era buona però, non l’ho detto solo io, era molto molto vicina al ricordo.

bella, croccante e “unta” al punto giusto, con l’aggiunta dei semini di sesamo e la farina di segale (due delle mie passioni)

Schiacciata secca con semi di  sesamo e farina di segale

Shiny Happy People, R.E.M.

Sono stanca, a volte sono stanca.

Ma mi sento così stanca da non sapere dove appoggiarmi per respirare un po’.

Poi nascondo tutto con un sorriso e faccio finta di niente.

In questa foto si vede tutto: l’età, le rughe, il sovrappeso, la stanchezza.

E si vede anche la cosa che più mi infastidisce di me, quella che vorrei tenere nascosta ma che non riesco a fare. Si vede l’anima.

Scappa fuori dagli occhi: vorrei avere degli occhi cattivi, duri, quegli occhi che quando ti guardano sono una dichiarazione di forza, di indipendenza, di “guerra”.

E invece viene sempre fuori lo sguardo da cerbiatto, lo sguardo che vedevo negli occhi di mio babbo.

Non fraintendetemi, non sono fatta di porcellana, sono dura come il granito se devo, ma fondamentalmente sono fragile.

Sono così fragile che mi da fastidio uno sguardo, una parola, un cenno o una risposta non data.

Mi sono rotta così tante volte che non le conto più e tutte le volte mi sono ricostruita, sono come quelle ceramiche giapponesi rimesse insieme con l’oro. E ogni volta mi cresce una cicatrice in più, sul cuore, dove non si vede ma dove fa anche più male.

Le rughe non mi pesano, come i capelli bianchi, li porto con orgoglio, i miei 57 anni me li sono vissuti, nel bene e nel male.

Se guardo quello che ho sono anche contenta: ho due figli, una casa, un bel lavoro, delle belle amicizie, delle persone su cui contare e tanto amore.

Sono aperta a soluzioni migliori…

Schiacciata secca con semi di  sesamo e farina di segale
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