Spaghetti di farina di segale agli aromi estivi

Spaghetti di farina di segale agli aromi estivi
Light of the seven, music of Games of Thrones

una ricetta veloce veloce, semplice, il condimento lo fate mentre cuocete la pasta, con quello che avete in casa, niente ingredienti roboanti ma tutta roba normalissima, eppure….

e se non avete voglia di fare la pasta fresca potete usare uno spaghetto secco di buona qualità ma il risultato sarà comunque delizioso.

ho amici che si invitano a cena, non in tempo di coranavirus, e quando si invitano mi dicono: “mi fai gli spaghetti quelli boni?”

perchè a volte non importano le cotture stratosferiche, le preparazioni astronomiche, le giornate passate in cucina, a volte in dieci minuti si tira fuori dal frigo una meraviglia.

e io amo cucinare aprendo il frigo e prendendo quello che trovo, a volte quasi a caso, ma difficilmente sbaglio. si fa con quello che si ha, come questo sughetto veloce veloce che ho perfezionato a forza di farlo fino a trovare la dimensione giusta. a volte ci metto i pomodorini freschi, a volte quelli secchi, a volte mi manca qualcosa e aggiungo qualcos’altro ma sempre tutti ingredienti di casa, e tutte le volte funziona.

quindi, se non avete i peperoni crusci non li usate, metteteci che ne so, la rucola tritata o il peperone fresco, se non avete la semola usate la zero e se non avete i filetti di acciuga usate il tonno ma non vi fermate e inventate!

Spaghetti di farina di segale agli aromi estivi
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Cappellacci pere caramellate e pancetta croccante su fonduta di pecorino

Cappellacci pere caramellate e pancetta croccante su fonduta di pecorino

Poteva essere una ricetta per San Valentino, una ricetta da innamorati, una di quelle avvolgenti e provocanti, stuzzicante. l’incontro fra le pere, il pecorino e la pancetta il tutto avvolto dalla pasta sottile di grano Verna, ombroso scuro e saporito, li rendevano così intriganti che erano sicuramente un piatto da innamorati in cerca di intimità.

invece ho fatto tardi, non ce l’ho fatta con il tempo, San Valentino mi è scappato di mano. ma la ricetta ve la posto comunque, ve la meritate.

ho provato questi cappellacci perchè dovevo confrantarmi con la farina di grano Verna prodotta dall’Azienda Agricola e Agriturismo I Colli di Marliano, dovevo preparare una ricetta da replicare per la giornata di Genuino.Zero a zonzo per i colli fiorentini.

ne abbiamo fatti quaranta circa e ce li siamo “magnati” al sole, giornata primaverile, insieme a tutte le altre bontà tutte di piccoli produttori locali: eccellenze fiorentine che possono essere consegnate direttamente a casa vostra, dopo che avrete ordinato online. e se poi, alla fine dell’ordine, scrivete nella casella sconto e promozioni SONOIOSANDRA avrete la prima consegna gratis, approfittatene pure!

Cappellacci pere caramellate e pancetta croccante su fonduta di pecorino
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Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella

Palermo, Chiesa Santa Maria dello Spasimo

Keane, Is it any wonder?

sfamare il mondo

perchè quando mi perdo io cucino. nutro il mondo. e la fame atavica sparisce.

perchè quando cucino tutti gli equilibri ritrovano la strada, le voci si spengono, il dolore si attenua e quasi sparisce, il buco si richiude miracolosamente e non manca più niente.

e mi metto il grembiule, lo annodo con calma, giro il filo intorno alla vita e faccio il fiocco, lo liscio sulle coscie, lo sistemo. e comincio.

affetto con calma, con dedizione. la musica nelle orecchie, il bicchiere del vino, una sigaretta: questa è casa, l’unico modo in cui, in questo periodo, io trovo “casa” dentro di me, cucinando, sfamando il mondo.

l’olio che sfrigola insieme alle verdure, il tegame di alluminio, gli ingredienti aggiunti uno per uno, al momento giusto, per creare quell’alchimia che è il cibo, quella perfezione di sapori e odori che scalda l’anima e il cuore. quella magia leggera e senza peso, quella eterea sensazione di pace interiore, di appagamento, di soddisfazione che mi da il cucinare. con affetto, con amore, con passione. per chiudere quel maledetto buco che non si riempie mai. manca sempre qualcosa. quando cucino NO, non manca niente.

come faccio a farvi sentire quello che provo? quella passione viscerale, quella soddisfazione, quella necessità, come posso fare? le parole non bastano, non bastano nemmeno le foto: vi inviterò tutti a pranzo da me!

farneticare ho farneticato, adesso possiamo passare alla ricetta.

i porcini me li hanno regalati, piccoli e sodi, spettacolari e saporitissimi.

per esaltare il profumo ho preferito lasciarli cuocere semplicemente in un olio extra vergine di oliva.

Tagliatelle di farina di castagne, porcini e crema alla nipitella
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