Focaccia viola glassata al miele

Focaccia viola glassata al miele

Musica consigliata per la lettura

M83 – Lower Your Eyelids To Die With The Sun

nella mia testa ogni cosa ha un suono, l’universo intero ha un suono.

hai mai pensato che l’universo ha un suono, che ogni pianeta ha un suono, che ogni sistema solare ha un suono, che ogni stella ha un suono, che ogni galassia ha un suono e ogni buco nero ha un suono?

nel nostro piccolo sistema solare sperduto nella nostra galassia fra miliardi di altre galassie conosciute e ancora sconosciute mi piace che i nostri pianeti suonino diversamente.

per me Venere suona come un gong, la Luna è un ‘eco in galleria, Giove una canzone rock, Mercurio è un battito, la Terra è il rumore dell’oceano e delle maree, il Sole è un oboe, Marte è invece una corsa sfrenata a perdifiato, Nettuno è il vento da passa da una fessura…. mi piace immaginarmeli così, i nostri pianeti, i nostri mondi a portata di mano.

quindi anche questa focaccia ha un suono: il suono del miele, il suono dolce delle manine di un bambino che si allungano per prendere una fetta, il suono della vita.

e la cosa sorprendente è che quando i lieviti escono dal forno suonano davvero, il loro scricchiolio diventa musica, fateci caso, prestate l’orecchio al vostro pane dopo trenta secondi che è uscito dal forno e fatemi sapere come suona per voi.

Focaccia viola glassata al miele

la vedi quella crosta croccante e intrisa di olio e miele? i cristalli di sale?

provare per credere

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Pane viola decorato

Pane viola decorato

Pane viola decorato = pane con patate viola e il centrino della nonna Giulia

ho un’amica che fa tipografia, fa agende bellissime, con copertine bellissime e pagine altrettanto, si chiama Elena

ne ho una sua rossa con un inserto colorato, perchè a ME MI piace la carta, in tutti i modi: quella spiegazzata, quella di cotone, quella normale, quella antica, quella di lino. la carta mi piace, ci scarabocchio dentro i miei pensieri con la penna, con il lapis, con gli acquerelli, con i colori.

e comunque, stamani mi sono messa in borsa l’agenda perchè avevo bisogno di averla a portata di mano per fermare le idee.

ho alzato la borsa e mi è crollato il braccio…. ci ho guardato dentro, praticamente la borsa di Mary Poppins, non mi stupirei se infilando una mano potessi tirar fuori un paralume o una macchina fotografica o un set di colori completo.

oltre a tutto il resto.

ci sono dentro un’infintà di piccole cose, di oggetti importanti che, naturalmente, tutti insieme fanno si che la mia borsa sia sempre un “mattone”, ovvero pesi uno sproposito e portarsela dietro diventa “faticoso”.

ma come rinunciare a un paio di pietre dure per protezione, o un pendolino che non si sa mai, il mazzo dei miei tarocchi degli alberi (quelli disegnati da me). vuoi non portarti dietro un fard e un copriocchiaie? o un rossetto, il rossetto non vuoi portartelo dietro?… non si sa mai, un rossetto fa sempre comodo. e poi dentifricio e spazzolino, foulard, fazzolettini di carta, un paio di portafogli pieni di scontrini, tesserine, spiccioli in lire e pochi contanti ma pesanti come piombo. e poi le penne, un astuccio intero con lapis, penne, matite colorate. e poi le bustine per contenere il tutto perchè altrimenti nelle mie borse (enormi) non ritrovo niente. e poi gli elastici, i guanti, le pinze per i capelli, un cappellino che non si sa mai, il telefono e un caricabatterie, a volte anche il Mac e gli immancabili hard disk esterni che non possono essere lasciati a casa, mi servissero….

non vi dico quando devo cercare le chiavi che immancabilmente non butto in una bustina ma le lancio nella borsa così, con nonchalance, che poi dopo tanto bestemmio in austroungarico perchè mentre ho le borse della spesa appese non le trovo mai…

però, però l’agenda ci vuole, è pesante ma è il peso della fantasia, il peso della libertà di pensieri.

avete mai provato a rileggere una di quelle vecchie? un mondo, c’è un mondo dentro, un mondo passato che non ritornerà mai più ma che ognuno di noi, utilizzatori di agende, non potrà mai perdere, è scritto e disegnato nero su bianco.

quindi, se non ce l’hai te la devi procurare un’agenda e infilarla in borsa perchè tanto nelle nostre borse c’è posto per tutto.

musica per l’impasto

Meute, Anti Loudness

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Croissant alle noci

Croissant alle noci

il Croissant alle noci, passatemi la maiuscola perchè era veramente fotonico.

è una delle creazioni dell’ultimo corso a casa mia.

ormai ne ho fatti svariati di croissants, e di corsi, ma tutte le volte è la solita emozione, o forse dovrei chiamarla ansia.

lieviteranno? o forse no? la notte prima del corso guardo l’impasto in frigorifero, quello che sfoglieremo insieme ai miei corsisti, lo guardo e ci parlo. glielo dico: non fare scherzi, fai le cose a modino, lievita come deve esser fatto per piacere” e lui mi esaudisce sempre, come un piccolo miracolo. sarà che a forza di farli ti perfezioni, capisci i trucchi, studi le modifiche, le migliorie possibili ma tutte le volte mi commuovo.

e anche per questo corso ho conosciuto persone belle, sono fortunata. ci siamo divertiti, abbiamo mangiato, parlato, riso e lavorato insieme. abbiamo condiviso insomma, io la mia cucina e i miei croissants, loro le loro parole e le loro risate. quando se ne vanno in casa rimane come un vuoto, mi ci vuole qualche ora per rientrare alla normalità fra la stanchezza fisica e mentale e la mancanza delle persone che sono tornate alle loro vite dopo aver dedicato un giorno a me.

mi piace questa cosa, prossimo corso a Marzo, verso la metà? ora ci penso e poi vi faccio sapere.

Musica per l’impasto:

Gorillaz, Feel Good Inc

Croissant alle noci

però sono belli, non ditemi di no!

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