Ceesecake senza cottura con topping di fragole e mirtilli

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Ceesecake senza cottura con topping di fragole e mirtilli

Audioslave, Like a stone

“vengo a cena da te Sandra, ma me la fai la ceesecake senza cottura, me la fai o no questa ceesecake fredda?”

ultimamente mi capita spesso di fare dolci, cosa da non dare per scontata, per i dolci bisogna essere precisi, tirare fuori la bilancia, pesare, preparare, seguire le ricette e io invece sono piuttosto confusionaria.

ma non mi sono potuta esimere oltre dal fare questo ceesecake senza cottura con topping di fragole e mirtilli: è stata una gentile richiesta dell’ amico di mio figlio, sono anni che me lo chiede, era arrivato il momento di farlo :O))

dolce facilissimo, buonissimo, bellissimo… basta quindi con gli ..issimi, passiamo alla ricetta.

Ceesecake senza cottura con topping di fragole e mirtilli
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Torta caprese al limone, bergamotto e cioccolato bianco

Torta caprese al limone, bergamotto e cioccolato bianco

George Ezra – Budapest

la meraviglia delle meraviglie, la caprese al cioccolato bianco, limone e bergamotto. no, va bene, la caprese è uno spettacolo, questa è super, fatta con l’olio extra vergine di oliva IGP Toscano al posto del burro.

la ricetta a cui mi sono ispirata, o meglio, che ho seguito alla lettera come fossero le Sacre Scritture (unica deviazione la scorza del bergamotto che avevo trovato inaspettatamente sugli scaffali del super), la ricetta è di Cake’s and Co. grazie Elisabetta.

La cosa ancora più magica è che la torta caprese al limone, bergamotto e cioccolato bianco è senza glutine e anche vegetariana in quanto non usa grassi animali ma il nostro magnifico OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA IGP TOSCANO !

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Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

Il sémelle

 

 

 

Possibili scenari, Cesare Cremonini

…e poi succede che ci sentiamo bene senza nessun perchè…

 

 

Il sémelle, ovvero il panino all’olio fiorentino

ci sono ricordi che rimangono impressi come fotografie nella mia mente. nonostante gli anni passino le “fotografie” rimangono chiare e nitide, non sono assalitE dal tempo che passa e non sbiadiscono mai.
uno dei più nitidi è quello del sémelle con la mortadella che ci mangiavamo il sabato mattina con mio zio.
nelle calde settimane estive, quando la scuola se ne andava in ferie e io, poco più che bambina, gironzolavo per il paese a perdere tempo mi fermavo a bottega da mia zia e lì il sabato mattina trovavo mio zio. grande passionario del cibo, grande cuoco, grande fantasia, grande persona.
e quando mi vedeva mi sorrideva e annuiva: era diventata un appuntamento il sabato mattina. ci piaceva a tutti e due.

vieni, mi diceva, andiamo dal Tacconi a prendere il sémelle con la mortadella…

il Tacconi era il signore proprietario di un negozietto di alimentari, vecchio più dei suoi due anziani proprietari, un bugigattolo in fondo a una strada del quartiere antico del paese.  e scendevamo per Via della Farulla parlando e parlando. mi piaceva ascoltarlo, mi insegnava a ridere e a prendere la vita con filosofia, e io che ero una bambina timida e vergognosa prendevo coraggio dalle sue parole.

e  si  entrava in questo piccolo antro, buio e profumato di pane, di schiacciata all’olio, di affettati e acciughe sotto sale.

e anche lui, Rodolfo, il Tacconi, quando ci vedeva insieme ci salutava e preparava i panini: era diventato un rito da rispettare.

Corrado, due sémelli con la mortadella?

mi ricordo il tepore del pane all’olio e il profumo della mortadella (tanta, affettata sottile e senza pistacchi, che all’epoca non andavano di moda) e se chiudo gli occhi sento ancora il primo morso…..

vorrei tornare indietro, premere play, ricominciare da capo, da quei quindici anni e cambiare strada. possibili scenari differenti. vorrei avere ancora i miei lunghi capelli, gli occhi golosi di vita, l’impazienza. ricominciare. il passato non cambia, non si torna indietro, si puo’ solo andare avanti con il cuore ancora giovane ma pieno di cicatrici dentro uno scrigno arrugginito e cadente.

 

 

 

Il sémelle

 

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