La Matta Verde

Ci sono giorni in cui la cucina non ha voglia di lievitare e io con lei. Mi alzo pigra e continuo pigra per tutto il giorno. E così a volte non ho voglia di fare né gli impasti, né l’umore. Giorni in cui l’idea di aspettare che qualcosa cresca ti sembra un ricatto emotivo, troppa aspettativa, troppo tempo e niente voglia di delusioni.
È lì che entra lei, la pasta matta: zero lievito, zero pazienza richiesta, zero retorica. Farina, acqua, olio, sale. Fine delle trattative.
Pellegrino Artusi diceva: “Si chiama matta non perché sia capace di qualche pazzia, ma per la semplicità colla quale si presta a far la parte di stival che manca in diversi piatti, come vedrete. Spegnete farina con acqua e sale in proporzione e formate un pane da potersi tirare a sfoglia col matterello.
Questa torta salata di pasta matta con broccoli e verdure miste nasce così, da una scelta netta: niente attese e niente promesse gonfiate. I broccoli fanno da spina dorsale, le altre verdure si aggregano dal fondo del cassetto del frigo, reduci dei fasti dei pranzi e delle cena delle feste, senza fare troppe domande, senza chiedere niente, e la base tiene tutto insieme con dignità asciutta. Non cresce, non sbuffa, non chiede attenzioni. Fa il suo lavoro.
È verde, è rustica, è felicemente impermeabile alle mode. Non si traveste da piatto elegante, non chiede applausi, ma quando arriva in tavola mette tutti d’accordo. L’ho chiamata La Matta Verde perché è semplice, diretta e un po’ sfacciata: una torta che non vuole piacere a tutti, ma piace moltissimo a chi capisce.

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