La Sponge cake nuda all’arancia

La Sponge cake nuda all'arancia

Jefferson Airplain, White Rabbit

Compleanno di mio figlio, 9 Gennaio.

mia figlia:

– Mamma, facciamo una torta bella, ma di quelle belle belle belle?

è stato un calvario, io e lei a fare una torta di quelle belle belle, gomito a gomito, nei quattro metri quadrati dell’angolo cottura, una guerra all’arma bianca, un delirio dissacrante, estenuante.

per partito preso lei diceva tutto il contrario di quello che dicevo io.

IO – ci vuole una sponge cake per fare quello che vuoi fare te

LEI – no va bene anche un pan di spagna

IO – no ci vuole una sponge

LEI – allora trovala te la ricetta – sbuffando come un treno a vapore che si arranpica su per un bosco

IO – la prendiamo dall’Elisabetta , è una certezza. la facciamo il giorno prima così è perfetta per Domenica, ha già tirato il ripieno

LEI – tanto vuoi fare sempre come vuoi te: io la farcirei la mattina…

e non vi dico poi per le decorazioni, mio figlio a un certo punto si è affacciato e ci ha minacciato:

LUI – VI BUTTO TUTTA LA TORTA DALLA FINESTRA E VOI DIETRO….

e c’è da aver paura perchè non è un tipino esile esile e lo fa per davvero

comunque, la torta è venuta bene, buona e nemmeno troppo brutta!!!!

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Biscotti casalinghi al vino bianco

Firework, Katy Perry

questi erano i biscotti di mia mamma.

semplici, tranquilli, senza fronzoli e senza estetismi forzati.

ma buoni

buoni oltre misura.

di quelli che ti metti a guardare la televisione sulla poltrona, infilata in un vecchio plaid di lana, con il calore del fuoco nel caminetto accanto a te, lo scoppiettio della legna, il profumo di fuoco e i biscottini accanto a te sul tavolino.

di quelli che fanno casa, fanno comfort zone, di quelli che ti senti al sicuro anche se in realtà sei in mezzo a una bufera.

di quelli che appena ne prendi un morso tutta la tempesta svanisce, tutti i rumori si attutiscono, tutte le brutture spariscono.

per pochi secondi, solo per pochi secondi mentre il profumo ti arriva al cervello, mentre i denti mordono la crosta croccante e trovano l’interno morbido. per pochi secondi tutto diventa sfuocato e senti solo “casa”

perchè la casa uno se la porta dentro, quell’infinito incondizionato amore, quello che non puoi fare a meno di sentire, quello che ti ha cullato per tutta la tua vita.

e fuori ci puo’ essere il mondo più cattivo che vuoi, tu, a casa tua, dentro di te stai bene.

stai bene come un biscottino al vino fatto dalla mamma.

la ricetta è vecchia, una di quelle trovate arrotolate e legate con un fiocco rosso del ciambellone, di quelle scritte sulla carta profumata e impataccata di zucchero a velo e di nostalgia.

sotto trovate la ricetta originale della Mara, quella scritta di suo pugno ma approssimativa, il famoso “a occhio” o il “mezza tazza” (quale tazza? ) o “una punta” di lievito… una punta? una punta di che cosa….

ho provato varie volte, adesso ci sono quasi.

ma non saranno mai buoni come i suoi, nei suoi c’è l’ingrediente speciale: il ricordo di una cosa bella.

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LA Torta di mele

LA Torta di mele

Cody Crump, I guess you get what’s coming

perchè di torte di mele ce ne sono centinaia di tipi.

con poche mele, con le mele a fette, con la purea, con le mele intere…

per me LA Torta di mele è questa, l’unica vera torta di mele.

sarà perchè era una tradizione di famiglia, mia mamma la faceva sempre.

è che quando la metto in forno mi tornano in mente tutti i profumi e i sapori della mia infanzia, dei momenti felici di me bambina.

la ricetta è quella di Paolo Petroni, Il grande libro della vera Cucina Toscana.

è semplice, fattibile, buonissima e ricicla perfettamente le mele, quelle un po’ mosce lasciate abbandonate a se stesse da qualche settimana.

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