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mi piace cucinare, disegnare, fotografare, leggere, scrivere, ascoltare musica, scoprire, inventare e penso sempre che domani è un altro giorno e che puo' succedere qualcosa di meraviglioso
Precisazioni: NON uso le maiuscole, quasi mai e solo per i nomi propri, ma mi piacciono i punti, le virgole, i due punti e anche i punti e virgola!
Le foto ed i testi di questo blog sono mie, chiedete l'autorizzazione prima di appropriarvene, grazie.

CHE TU POSSA AVERE DEI MURI PER IL VENTO, UN TETTO PER LA PIOGGIA, UNA TAZZA DI THE DAVANTI AL FUOCO, RISATE PER RALLEGRARTI, QUELLI CHE AMI ACCANTO E TUTTO CIO’ CHE IL TUO CUORE DESIDERA – antica benedizione gaelica –

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#slowthinking aperitivi chef chi ben comincia ... cookstock dal mondo farine farneticazioni fotografia i classici i miei lavori di fantasia la ricetta dello chef la Toscana di Ruffino lieviti e pane .... moulinex musica olio extra vergine di oliva IGP Toscano panissimo partecipo al contest pasta fresca per leggere mangiando o mangiare leggendo.. per non buttare via niente PURE STAGIONI Racconti ricette per la lietezza dello spirito ricette vegetariane riciclare con fantasia ristoranti salvacena scrivere per cucinare senza glutine senza proteine animali Vegan workshop zuccheri

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dice, dice, che forse l’anticiclone delle Azzorre riuscirà finalmente a prendere a pedate quello africano e a rispedirlo da dove è venuto. dice, dice, dalla seconda settimana di agosto, però. nel frattempo continuiamo a friggere allegramente nei nostri quaranta gradi quotidiani, con il ventilatore che sposta solo aria calda e il forno che è diventato un oggetto puramente decorativo.

dice, dice, che torneranno le temperature normali. che ormai, tradotto dal meteorologese all’italiano corrente, significa stare intorno ai trentacinque gradi. una volta i trentacinque erano una giornata rovente, oggi sembrano quasi una promessa di refrigerio. è incredibile come ci si abitui a tutto.

e allora il problema diventa sempre lo stesso: cosa si mangia quando fa così caldo? perché la fame non va in vacanza, ma la voglia di cucinare sì. accendere i fornelli è come pensare di entrare nell’antro dell’inferno, il forno è bandito fino a nuove perturbazioni e anche preparare piatti elaborati richiede un entusiasmo che, con queste temperature, se n’è andato insieme alla primavera.

così ci si arrangia. si cercano ingredienti freschi, si prova ad accostare sapori che normalmente non si incontrano e si scopre che basta davvero poco per cambiare faccia a un piatto conosciuto.

questo carpaccio nasce proprio così. da un piccolo pezzo di controfiletto affettato a mano, in fettine non troppo sottili, perché mi piace che la carne conservi una certa consistenza sotto i denti. l’ho condito semplicemente con un buon olio extravergine, sale e pepe, poi ho aggiunto una cipolla tagliata finissima, qualche scaglia di Parmigiano e dei piccoli cubetti di cocomero.

sì, cocomero: era nel frigorifero che mi sorrideva con tutti i suoi semini e io non ho resistito, quello che in estate finisce quasi sempre mangiato da solo, ben freddo, e che invece qui diventa un ingrediente vero e proprio. porta una nota dolce e acquosa che alleggerisce la sapidità del Parmigiano e accompagna la carne senza coprirne il sapore. la cipolla, affettata sottilissima, aggiunge il carattere necessario a tenere insieme tutto il piatto.
sul blog la ricetta completa
#carpaccio #ricetteestive
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dice, dice, che forse l’anticiclone delle Azzorre riuscirà finalmente a prendere a pedate quello africano e a rispedirlo da dove è venuto. dice, dice, dalla seconda settimana di agosto, però. nel frattempo continuiamo a friggere allegramente nei nostri quaranta gradi quotidiani, con il ventilatore che sposta solo aria calda e il forno che è diventato un oggetto puramente decorativo. dice, dice, che torneranno le temperature normali. che ormai, tradotto dal meteorologese all’italiano corrente, significa stare intorno ai trentacinque gradi. una volta i trentacinque erano una giornata rovente, oggi sembrano quasi una promessa di refrigerio. è incredibile come ci si abitui a tutto. e allora il problema diventa sempre lo stesso: cosa si mangia quando fa così caldo? perché la fame non va in vacanza, ma la voglia di cucinare sì. accendere i fornelli è come pensare di entrare nell’antro dell’inferno, il forno è bandito fino a nuove perturbazioni e anche preparare piatti elaborati richiede un entusiasmo che, con queste temperature, se n’è andato insieme alla primavera. così ci si arrangia. si cercano ingredienti freschi, si prova ad accostare sapori che normalmente non si incontrano e si scopre che basta davvero poco per cambiare faccia a un piatto conosciuto. questo carpaccio nasce proprio così. da un piccolo pezzo di controfiletto affettato a mano, in fettine non troppo sottili, perché mi piace che la carne conservi una certa consistenza sotto i denti. l’ho condito semplicemente con un buon olio extravergine, sale e pepe, poi ho aggiunto una cipolla tagliata finissima, qualche scaglia di Parmigiano e dei piccoli cubetti di cocomero. sì, cocomero: era nel frigorifero che mi sorrideva con tutti i suoi semini e io non ho resistito, quello che in estate finisce quasi sempre mangiato da solo, ben freddo, e che invece qui diventa un ingrediente vero e proprio. porta una nota dolce e acquosa che alleggerisce la sapidità del Parmigiano e accompagna la carne senza coprirne il sapore. la cipolla, affettata sottilissima, aggiunge il carattere necessario a tenere insieme tutto il piatto. sul blog la ricetta completa #carpaccio #ricetteestive
1 settimana ago
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1/9
La storia della friggitrice ad aria: la compro o non la compro? io sono una tradizionalista, impasto a mano il pane nonostante la planetaria, però devo dire che mi hanno convinto le miei vecchie college blogger. ci sono persone di cui ti fidi e se cominci a vedere sui social piattini bellini fatti con la friggitrice ad aria o se senti la tua amica che ci cucina per tre allora il tarlo comincia a fare il suo lavoro, si insinua. così penso che si, la comprerò, aspetterò una occasione, una offerta, un super sconto e la prenderò, sono sopravvissuta fino ad ora senza non morirò certo per qualche settimana. 
E invece arriva subito l'occasione: soci Coop, 9 litri prezzo veramente concorrenziale fra sconto, punti ecc. ecc.
la compro e venerdì torno a casa tutta baldanzosa e la scarto perbenino. la guardo, la pulisco e la lascio sul ripiano della cucina. sabato sera la provo: melanzane a listarelle con pomodoro fresco, cipolla, capperi e origano fresco. 20 minuti, 200 gradi, le giro a metà cottura come indicato nelle ricette e alla fine esce fuori questa cosa qua. deliziose è il termine preciso, deliziose. tutta contenta ieri sera provo a friggere le fettine di pollo sottili impanate come Dio comanda. 
o a metà cottura la ragazza non decide che si ferma e non riparte più? morta, spenta, annientata. a niente sono valse le suppliche, le raccomandazioni, non è ripartita. 
stasera vado in Coop con lo scontrino e me la sostituiscono.... la coop sei tua in questo caso ha funzionato perfettamente, si sono perfino scusati. mi piace questa cosa. comunque, se qualcuno ha dei dubbi io la prenderei, di me vi potete fidare, lo sapete. prossimo esperimento il PANE: posso forse io non provare a farci il pane? 😂
.
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#melanzane #friggitriceadaria
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La storia della friggitrice ad aria: la compro o non la compro? io sono una tradizionalista, impasto a mano il pane nonostante la planetaria, però devo dire che mi hanno convinto le miei vecchie college blogger. ci sono persone di cui ti fidi e se cominci a vedere sui social piattini bellini fatti con la friggitrice ad aria o se senti la tua amica che ci cucina per tre allora il tarlo comincia a fare il suo lavoro, si insinua. così penso che si, la comprerò, aspetterò una occasione, una offerta, un super sconto e la prenderò, sono sopravvissuta fino ad ora senza non morirò certo per qualche settimana. E invece arriva subito l'occasione: soci Coop, 9 litri prezzo veramente concorrenziale fra sconto, punti ecc. ecc. la compro e venerdì torno a casa tutta baldanzosa e la scarto perbenino. la guardo, la pulisco e la lascio sul ripiano della cucina. sabato sera la provo: melanzane a listarelle con pomodoro fresco, cipolla, capperi e origano fresco. 20 minuti, 200 gradi, le giro a metà cottura come indicato nelle ricette e alla fine esce fuori questa cosa qua. deliziose è il termine preciso, deliziose. tutta contenta ieri sera provo a friggere le fettine di pollo sottili impanate come Dio comanda. o a metà cottura la ragazza non decide che si ferma e non riparte più? morta, spenta, annientata. a niente sono valse le suppliche, le raccomandazioni, non è ripartita. stasera vado in Coop con lo scontrino e me la sostituiscono.... la coop sei tua in questo caso ha funzionato perfettamente, si sono perfino scusati. mi piace questa cosa. comunque, se qualcuno ha dei dubbi io la prenderei, di me vi potete fidare, lo sapete. prossimo esperimento il PANE: posso forse io non provare a farci il pane? 😂 . . #melanzane #friggitriceadaria
3 settimane ago
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2/9
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
.
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Il link della ricetta:
https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/
.
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#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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Il link della ricetta:
https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/
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#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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Il link della ricetta:
https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/
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#focaccia #lievitomadre #susine
no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno.

Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto.

aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale.

io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni.

Ecco, ovvia. Davvero.

ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈
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Il link della ricetta:
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no, non l’ho fatta adesso questa focaccia, è di fine maggio. adesso non si può neanche pensare di accendere il forno. Firenze è avvolta da questa gioiosa cappa di caldo: si sta una meraviglia. un appiccichio dalla mattina alla sera, 38 gradi di massima e 22 di minima. praticamente non ci si riprende mai. hai voglia a mettere i ruscelli gorgoglianti in sottofondo mentre provi a dormire quei due o tre minuti prima di svegliarti in un lago di sudore, oppure le onde dell’oceano che si infrangono sulla battigia: niente. io mi addormento tre minuti e mi risveglio con gli occhi fuori dalle orbite e il fiato corto. aspetto, aspetto che l’anticiclone africano torni a casa sua. aspetto quello delle Azzorre, che è sempre stato più clemente: sole sì, ma senza colpi estremi di calore e afa mortale. io, in estate, mi spengo. è sempre stato così e, invecchiando, la cosa si complica. così mi butto giù a ore improbabili della notte e mi immagino che sia dicembre, con quelle belle giornate terse e secche, con quel cielo azzurro come quello dei disegni dei bambini, con il fiato che si fa visibile, il naso e le guance rosse di freddo, gli stivali, il piumino e l’aria frizzante che ti entra nei polmoni. Ecco, ovvia. Davvero. ma, nell’attesa di tutto ciò, boccheggio e non accendo il forno. 😂🙈 . . Il link della ricetta: https://www.sonoiosandra.it/focaccia-dolce-alle-susine-lievito-madre/ . . . #focaccia #lievitomadre #susine
4 settimane ago
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3/9
Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
.
ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
.
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la ricetta la trovate a questo link
https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/
oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo.
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#antipasti #aperitivo #cucinaestiva
Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
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ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
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la ricetta la trovate a questo link
https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/
oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo.
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#antipasti #aperitivo #cucinaestiva
Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura.
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ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo.

ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba.

però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro.

questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄
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la ricetta la trovate a questo link
https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/
oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo.
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Rotolini di Cetriolo Marinato con Caprino e Cocomero : piccoli paesaggi zen da mangiare: un’idea estiva fresca, colorata e senza cottura. . ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa? anzi, parecchi anni fa: era il 2001. “Antò… fa caldooo!“, diceva una splendida Luisa Ranieri nella pubblicità di un noto tè freddo. ecco, Antò… fa caldo davvero. talmente caldo che accendere il forno non è un’opzione. no, non se ne parla. niente, nisba. però mangiare si deve. e io, dopo un po’, con le solite insalate mi annoio. così comincio a guardare dentro il frigorifero e a inventarmi qualcosa di diverso, più per divertimento che per altro. questa volta sono nati questi rotolini di cetriolo marinato: freschi, saporiti e anche piuttosto carini da vedere. a me ricordano un piccolo giardino zen d’estate. se avessi infilato qualche sassolino sulla tavola, forse l’effetto sarebbe stato ancora più evidente… ma ormai ci ho pensato troppo tardi: i rotolini se ne sono già andati! 😄 . . la ricetta la trovate a questo link https://www.sonoiosandra.it/rotolini-cetriolo-marinato-caprino-cocomero/ oppure il link diretto al blog lo trovate nel mio profilo. . . . #antipasti #aperitivo #cucinaestiva
1 mese ago
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4/9
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
.
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#peperoni #ricetteestive
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
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#peperoni #ricetteestive
I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta.
Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. 
Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono....
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#peperoni #ricetteestive
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I peperoni sono una delle solanacee che mi piace di più, più che piacermi l'adoro, in tutti i modi, anche crudi in insalta. Questi sono talmente facili e semplici e anche veloci che ci si puo' azzardare anche con queste temperature. Ha un unico difetto: ci vuole il pane, si, magari di quello buono.... . . . #peperoni #ricetteestive
1 mese ago
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5/9
Rapido, indolore, senza accendere nemmeno un fornellino. 
Fagottini di zucchine saporiti e freschi per l'anticiclone africano di questo fine giugno infuocato.
Tornerà anche settembre....
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la ricetta a questo link:
https://www.sonoiosandra.it/fagottini-di-zucchine-freddi-con-crema-di-formaggio/
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#cucinaestiva #antipasti #aperitivotime
Rapido, indolore, senza accendere nemmeno un fornellino. 
Fagottini di zucchine saporiti e freschi per l'anticiclone africano di questo fine giugno infuocato.
Tornerà anche settembre....
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la ricetta a questo link:
https://www.sonoiosandra.it/fagottini-di-zucchine-freddi-con-crema-di-formaggio/
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#cucinaestiva #antipasti #aperitivotime
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Rapido, indolore, senza accendere nemmeno un fornellino. Fagottini di zucchine saporiti e freschi per l'anticiclone africano di questo fine giugno infuocato. Tornerà anche settembre.... . . . la ricetta a questo link: https://www.sonoiosandra.it/fagottini-di-zucchine-freddi-con-crema-di-formaggio/ . . #cucinaestiva #antipasti #aperitivotime
2 mesi ago
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6/9
Un'idea di insalata leggera ma un po' diversa, di cotto c'è solo l'uovo ma sono due minuti due di padella, si puo' fare.
.
E' caldo? "Ma no, è solo un'opinione!" "Se non ci pensi non lo senti" 2io adooooro l'estate" ...... 
Non me la dite una cosa del genere per favore perchè non so come posso reagire, a volte divento cattiva, io sono un animale da 10° e anche meno.
.
.
.
Per chi volesse la ricetta il link è questo:
https://www.sonoiosandra.it/insalata-detox/
oppure andate sul blog, il link diretto nel profilo, e scrivete "insalata" e oltre a questa ve ne guardate altre interessanti.
.
Che l'anticiclone delle Azzorre sia con noi!
.
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#insalata #detox #insalataestiva
Un'idea di insalata leggera ma un po' diversa, di cotto c'è solo l'uovo ma sono due minuti due di padella, si puo' fare.
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E' caldo? "Ma no, è solo un'opinione!" "Se non ci pensi non lo senti" 2io adooooro l'estate" ...... 
Non me la dite una cosa del genere per favore perchè non so come posso reagire, a volte divento cattiva, io sono un animale da 10° e anche meno.
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Per chi volesse la ricetta il link è questo:
https://www.sonoiosandra.it/insalata-detox/
oppure andate sul blog, il link diretto nel profilo, e scrivete "insalata" e oltre a questa ve ne guardate altre interessanti.
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Che l'anticiclone delle Azzorre sia con noi!
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#insalata #detox #insalataestiva
Un'idea di insalata leggera ma un po' diversa, di cotto c'è solo l'uovo ma sono due minuti due di padella, si puo' fare.
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E' caldo? "Ma no, è solo un'opinione!" "Se non ci pensi non lo senti" 2io adooooro l'estate" ...... 
Non me la dite una cosa del genere per favore perchè non so come posso reagire, a volte divento cattiva, io sono un animale da 10° e anche meno.
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Per chi volesse la ricetta il link è questo:
https://www.sonoiosandra.it/insalata-detox/
oppure andate sul blog, il link diretto nel profilo, e scrivete "insalata" e oltre a questa ve ne guardate altre interessanti.
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Che l'anticiclone delle Azzorre sia con noi!
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#insalata #detox #insalataestiva
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Un'idea di insalata leggera ma un po' diversa, di cotto c'è solo l'uovo ma sono due minuti due di padella, si puo' fare. . E' caldo? "Ma no, è solo un'opinione!" "Se non ci pensi non lo senti" 2io adooooro l'estate" ...... Non me la dite una cosa del genere per favore perchè non so come posso reagire, a volte divento cattiva, io sono un animale da 10° e anche meno. . . . Per chi volesse la ricetta il link è questo: https://www.sonoiosandra.it/insalata-detox/ oppure andate sul blog, il link diretto nel profilo, e scrivete "insalata" e oltre a questa ve ne guardate altre interessanti. . Che l'anticiclone delle Azzorre sia con noi! . . . #insalata #detox #insalataestiva
2 mesi ago
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7/9
qualche giorno fa torno a casa dal lavoro alla solita ora, le 14.30 circa. già mentre guidavo pensavo che avevo fame, parecchia fame. ma pensavo anche al deserto del Sahara che si era preso il posto della mia dispensa e del mio frigorifero. niente pane, nemmeno surgelato, nemmeno avanzato e duro come una suola di scarpa. niente pane…

ultimamente non amo andare a fare la spesa al supermercato, ma a volte diventa l’unica soluzione per una questione di orario. mi dà fastidio il supermercato perché c’è troppa gente, troppe anime, troppa fatica. e allora mi ritrovo spesso con la dispensa vuota e il frigo che langue: l’unica cosa che non finisce mai da me è la farina.

così, mentre apro il frigorifero e guardo il licoli da rinfrescare, il lievito di birra che non c’è, i ripiani vuoti e tristi con qualche ciuffo di insalata, due pomodorini, un po’ di latte (forse anche scaduto), vedo un barattolo di kefir tutto solo e derelitto.

io lo guardo, lui mi guarda (immagino): facciamo qualcosa insieme? me lo chiede piano ma con decisione, si è rotto le scatole di stare lì solo come un sasso su una banchisa di ghiaccio al Polo Nord.

e se per una volta lasciassi in pace il tempo lungo, le pieghe ogni due ore, l’attesa che è quasi una preghiera laica? e se chiedessi al kefir di fare il lavoro sporco, veloce e acido, che scioglie il glutine e regala morbidezza senza pretendere ore in cambio?
.
il risultato lo trovate a questo link:
https://www.sonoiosandra.it/piada-sfogliata-al-kefir-in-padella-pane-veloce-senza-lievito/
oppure andate sul mio profilo e arrivate direttamente sul blog. 
.
.
.
#piadine
qualche giorno fa torno a casa dal lavoro alla solita ora, le 14.30 circa. già mentre guidavo pensavo che avevo fame, parecchia fame. ma pensavo anche al deserto del Sahara che si era preso il posto della mia dispensa e del mio frigorifero. niente pane, nemmeno surgelato, nemmeno avanzato e duro come una suola di scarpa. niente pane…

ultimamente non amo andare a fare la spesa al supermercato, ma a volte diventa l’unica soluzione per una questione di orario. mi dà fastidio il supermercato perché c’è troppa gente, troppe anime, troppa fatica. e allora mi ritrovo spesso con la dispensa vuota e il frigo che langue: l’unica cosa che non finisce mai da me è la farina.

così, mentre apro il frigorifero e guardo il licoli da rinfrescare, il lievito di birra che non c’è, i ripiani vuoti e tristi con qualche ciuffo di insalata, due pomodorini, un po’ di latte (forse anche scaduto), vedo un barattolo di kefir tutto solo e derelitto.

io lo guardo, lui mi guarda (immagino): facciamo qualcosa insieme? me lo chiede piano ma con decisione, si è rotto le scatole di stare lì solo come un sasso su una banchisa di ghiaccio al Polo Nord.

e se per una volta lasciassi in pace il tempo lungo, le pieghe ogni due ore, l’attesa che è quasi una preghiera laica? e se chiedessi al kefir di fare il lavoro sporco, veloce e acido, che scioglie il glutine e regala morbidezza senza pretendere ore in cambio?
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qualche giorno fa torno a casa dal lavoro alla solita ora, le 14.30 circa. già mentre guidavo pensavo che avevo fame, parecchia fame. ma pensavo anche al deserto del Sahara che si era preso il posto della mia dispensa e del mio frigorifero. niente pane, nemmeno surgelato, nemmeno avanzato e duro come una suola di scarpa. niente pane…

ultimamente non amo andare a fare la spesa al supermercato, ma a volte diventa l’unica soluzione per una questione di orario. mi dà fastidio il supermercato perché c’è troppa gente, troppe anime, troppa fatica. e allora mi ritrovo spesso con la dispensa vuota e il frigo che langue: l’unica cosa che non finisce mai da me è la farina.

così, mentre apro il frigorifero e guardo il licoli da rinfrescare, il lievito di birra che non c’è, i ripiani vuoti e tristi con qualche ciuffo di insalata, due pomodorini, un po’ di latte (forse anche scaduto), vedo un barattolo di kefir tutto solo e derelitto.

io lo guardo, lui mi guarda (immagino): facciamo qualcosa insieme? me lo chiede piano ma con decisione, si è rotto le scatole di stare lì solo come un sasso su una banchisa di ghiaccio al Polo Nord.

e se per una volta lasciassi in pace il tempo lungo, le pieghe ogni due ore, l’attesa che è quasi una preghiera laica? e se chiedessi al kefir di fare il lavoro sporco, veloce e acido, che scioglie il glutine e regala morbidezza senza pretendere ore in cambio?
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qualche giorno fa torno a casa dal lavoro alla solita ora, le 14.30 circa. già mentre guidavo pensavo che avevo fame, parecchia fame. ma pensavo anche al deserto del Sahara che si era preso il posto della mia dispensa e del mio frigorifero. niente pane, nemmeno surgelato, nemmeno avanzato e duro come una suola di scarpa. niente pane…

ultimamente non amo andare a fare la spesa al supermercato, ma a volte diventa l’unica soluzione per una questione di orario. mi dà fastidio il supermercato perché c’è troppa gente, troppe anime, troppa fatica. e allora mi ritrovo spesso con la dispensa vuota e il frigo che langue: l’unica cosa che non finisce mai da me è la farina.

così, mentre apro il frigorifero e guardo il licoli da rinfrescare, il lievito di birra che non c’è, i ripiani vuoti e tristi con qualche ciuffo di insalata, due pomodorini, un po’ di latte (forse anche scaduto), vedo un barattolo di kefir tutto solo e derelitto.

io lo guardo, lui mi guarda (immagino): facciamo qualcosa insieme? me lo chiede piano ma con decisione, si è rotto le scatole di stare lì solo come un sasso su una banchisa di ghiaccio al Polo Nord.

e se per una volta lasciassi in pace il tempo lungo, le pieghe ogni due ore, l’attesa che è quasi una preghiera laica? e se chiedessi al kefir di fare il lavoro sporco, veloce e acido, che scioglie il glutine e regala morbidezza senza pretendere ore in cambio?
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2 mesi ago
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8/9
Per anni ho pensato che stessi sbagliando.
.
Tutti parlavano di formule, percentuali, calcoli, precisione assoluta.
.
Io invece osservavo l'impasto.
.
Lo toccavo.
.
Aspettavo.
.
Cambiavo strada quando serviva.
.
Poi un giorno ho capito che non era disordine.
.
Era semplicemente il mio modo di fare pane.
.
Domani sul blog racconterò qualcosa che non è una ricetta.
.
È il modo in cui affronto ogni impasto da molti anni.
.
L'ho chiamato "Metodo Sandra".
.
E già sento qualcuno alzare un sopracciglio.
.
Forse ha ragione.
.
Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. 😄
Per anni ho pensato che stessi sbagliando.
.
Tutti parlavano di formule, percentuali, calcoli, precisione assoluta.
.
Io invece osservavo l'impasto.
.
Lo toccavo.
.
Aspettavo.
.
Cambiavo strada quando serviva.
.
Poi un giorno ho capito che non era disordine.
.
Era semplicemente il mio modo di fare pane.
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Domani sul blog racconterò qualcosa che non è una ricetta.
.
È il modo in cui affronto ogni impasto da molti anni.
.
L'ho chiamato "Metodo Sandra".
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E già sento qualcuno alzare un sopracciglio.
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Forse ha ragione.
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Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. 😄
Per anni ho pensato che stessi sbagliando.
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Tutti parlavano di formule, percentuali, calcoli, precisione assoluta.
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Io invece osservavo l'impasto.
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Lo toccavo.
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E già sento qualcuno alzare un sopracciglio.
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Forse ha ragione.
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Per anni ho pensato che stessi sbagliando. . Tutti parlavano di formule, percentuali, calcoli, precisione assoluta. . Io invece osservavo l'impasto. . Lo toccavo. . Aspettavo. . Cambiavo strada quando serviva. . Poi un giorno ho capito che non era disordine. . Era semplicemente il mio modo di fare pane. . Domani sul blog racconterò qualcosa che non è una ricetta. . È il modo in cui affronto ogni impasto da molti anni. . L'ho chiamato "Metodo Sandra". . E già sento qualcuno alzare un sopracciglio. . Forse ha ragione. . Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. 😄
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