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Pan con l’uva all’olio evo

Pan con l'uva all'olio evo

per impastare vi ci vuole questa

Nick Drake, Pink Moon

ultimi grappoli di uva fragola “fregati”, ultima ricetta con l’uva di questo autunno. e non poteva essere niente altro che un Pan con l’uva all’olio evo se mi conoscete un pochino.

la mia passione per il lievito mi istiga a provare sempre nuove ricette, a provare nuovi sapori e nuove idee. questo Pan con l’uva all’olio evo, devo dire, è risultato davvero una buona ricetta, ottima come pan dolce ma anche come accompagnamento ad antipasti salati.

questo pane ha anche una cottura diversa dal solito, è stato infatti cotto in una cocotte di ghisa da forno, “La Cocotte” di Staub.

mi piace, mi piace molto il risultato della cottura ottenuto: crosta croccante, interno soffice e ben alveolato, profumo stupendo e cottura uniforme. prova effettuata con successo!

gli accessori che vedrete nelle foto di questo post potete trovarli da Luigi Fantechi Home, Pontassieve (FI).

Pan con l'uva all'olio evo
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Torta d’uva fragola

Torta d'uva fragola

con uva rigorosamente colta dalla vigna!

Torta d'uva fragola

Colonna sonora per l’impasto:

I Feel Free, Brittany Howard

io non la chiamo speranza, li chiamo sogni. e i sogni, se ci credi davvero, si avverano. ma ci devi credere. devono essere parte di te, devono diventare un pezzettino di dna, devono essere “te”.

ti ci devi buttare in un sogno, lo devi accarezzare tutti i giorni non lo puoi tenere chiuso al buio. i sogni hanno bisogno di vivere, di respirare, di sperare. perchè sono i sogni che sperano e non viceversa.

il sogno è potente, sprigiona la sua forza e ti fa suo, ti incita, ti spinge, ti manda avanti con il cuore, acquieta la mente, ti fa vibrare come una nota musicale, ti pentra dentro e ti fa risplendere di luce propria, ti fa fare i miracoli.

lo so, sono romantica, forse oltre ogni ragionevole dubbio ma non posso essere diversamente. sarebbe come chiedere a un cipresso di essere una quercia: non si puo’.

quindi mi tengo la mia idea, i miei sogni, il mio essere fuori dal mondo, il mio vivere fra le nuvole con tutte le conseguenze del caso. a volte è più difficile sognare che vivere, ma invece, a volte, essere incoscientemente leggeri aiuta a sognare meglio.

ho voglia di buttarmi in qualcosa di bello, in qualcosa di grande e di potente. ho voglia di

Aaaaaah: in tutto ciò vi informo che ieri è stato il nono compleanno di uno dei miei sogni, il mio blog.

Torta d'uva fragola
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Schiacciata toscana con il succo d’uva

Schiacciata  toscana con il succo d'uva

Jeff Buckley, Last goodbye

non solo la zia Anna, ma anche tutte quelle persone che mi vogliono bene, che sono la mia “famiglia”. loro mi fanno sentire, in questo ultimo periodo molto pesante per me, in cui ho perso riferimenti, certezze, sentimenti importanti, loro mi fanno sentire pensandole  che sono a casa. dentro di me io sono a casa, sicura, protetta, spalleggiata, appoggiata, capita. che sono amata senza riserve, sono amata perchè sono io e non perchè sono figlia o nipote o sorella o cugina, amata di quell’amore così indescrivibile che ti commuove il cuore e gli occhi, che ti scalda anche a 20 gradi sotto zero. quello che si sente, quello che purtroppo non so come descrivervi meglio, quello quasi fisico…..
dopo questo delirante preambolo vi spiego il perchè. stasera ho pubblicato un post, i cacciatori di stelle e…., e come sempre dopo aver pubblicato un post mi impongo di postarlo anche su facebook.
non lo amo, no non lo amo facebook. no. no no no.
ma mi serve. mi serve per stare in contatto con le persone lontane che mi interessano.
insomma, lo posto su facebook.
è un post romantico, un po’ surreale, ho dato quasi il peggio/meglio di me in quel post.

Schiacciata  toscana con il succo d'uva


e poi mi capita di vedere le notifiche e trovo questo commento:
ti ricordi Scheveningen? C’era una persona a cavallo sulla spiaggia in quella giornata un po’ buia. Questa foto mi ha fatto ricordare quella bella vacanza fatta insieme, (Come eravamo felici…)
questo è il commento della mia Zia Anna. ecco, io su quel come eravamo felici ho preso la tangente.
la tangende dei discorsi, dei ragionamenti. mi sono tornate su tante di quelle cose belle che sono stata travolta dall’emozione. ….come eravamo felici….. in queste parole ho trovato tutto il mondo, tutto il mio mondo vissuto, ho capito. HO CAPITO ZIA.
ho capito che non sono sola se intorno ho persone come voi, come te.
ho capito che non devo essere nemmeno proprio stronza se voi mi volete bene.
ho capito che sono stata e sono maledettamente fortunata a nascere in una famiglia così.
di quelle di prima, di quelle solide, intere, allegre, festaiole, geniali, di quelle che avrei voluto dare anche ai miei figli.
di quelle delle domeniche di Natale a pranzo tutti insieme, delle manifestazioni in piazza, dei crostini neri di fegatini, del cinema e le caramelle la domenica pomeriggio, dei primi baci, dei primi sogni, della spensieratezza, della irresponsabilità dell’anima, dell’avere il mondo in tasca come deve essere nell’adolescenza di ogni persona.
e stare a sentire ammaliata per ore lo zio e il maestro che discutevano di politica, di politica di quella fine però, non da bar della Casa del Popolo (niente togliendo ai bar delle Case del Popolo: istituzionali). e scherzare con la Silvia, con Marco, con Sandro. c’eravamo ancora tutti. ma ci siamo ancora tutti, in questo preciso momento vi sento tutti in me……. sarà per quello che farnetico?, saremo troppi? :O)

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