Pane di Lammas – il pane del raccolto

Pane di Lammas - il pane del raccolto

c’è un momento dell’anno in cui il sole si inclina, e con lui anche il tempo. le spighe si chinano, dorate e stanche, mentre l’aria sa di erbe secche e pane. Lammas è questo: la festa del primo raccolto, il momento in cui si riconosce che la terra ci ha dato quello che abbiamo faticosamente seminato. e si ringrazia.

io questo pane lo impasto come si accarezza una preghiera: con lievito vivo, acqua di luna (ok, del rubinetto, ma lasciamoci incantare dalla licenza poetica) e farine che sanno ancora di campo e di stelle. in ogni piega della mollica il ricordo di tutte le mani che hanno seminato, mietuto, sognato.

ho impastato con mani devote, con farine di segale e integrale, magiche e macinate a pietra dal mulino ad acqua di Pane e Parole. farine che sanno di campi veri. ho aggiunto il profumo selvatico di origano, santoreggia e basilico, e poi semi tostati, lino sesamo e girasole, come si spargerebbero offerte su un altare. infine, una punta di pepe nero, a risvegliare i sensi. come fanno le spezie nei sogni.

la crosta si è aperta come terra che si fende sotto l’aratro dopo il raccolto, quando la terra ha bisogno di respirare. dentro, una mollica scura, fragrante, viva. è un pane da spezzare a mani nude, da portare in tavola con chi ami, o da offrire al bosco, se oggi vuoi essere tu la strega.

perché il pane del raccolto si condivide, sempre.

perché il pane di lammas non è solo cibo.
è rito. è chiusura di un ciclo. è l’inizio del ritorno.

trovi il racconto “Festa della segatura” su

Elena Miniera, Festa della segatura

Pane di Lammas - il pane del raccolto

Musica per l’impasto

Sufjan Stevens, The Only Thing 

Continue Reading

La schiacciata soffice ai semi di girasole e sesamo

Questa è la storia della schiacciata soffice ai semi di girasole e sasamo:

La schiacciata soffice ai semi di girasole e sesamo

C’è qualcosa di profondamente sovversivo nel lavorare con il lievito. Lo realizzo mentre le mie mani affondano nell’impasto ancora informe di questa schiacciata che già immagino croccante fuori e morbida dentro. Il lievito non rispetta scadenze, non si piega agli orari frenetici della modernità, non accelera per compiacere la nostra impazienza. Ha i suoi tempi. Punto.

Oggi piove. Di quella pioggia fine che non fa rumore ma ti bagna comunque fino alle ossa anche se sei a guardarla dalla finestra di casa. Il tipo di giornata in cui l’idea di accendere il forno diventa quasi una necessità esistenziale più che culinaria. E poi ho questi vasetti di semi che mi guardano dall’alto della mensola – girasole, sesamo – come musicisti in attesa del direttore d’orchestra per iniziare il concerto.

I semi sono storie interrotte. Potenziale puro, cristallizzato in minuscole capsule di vita sospesa. Potrebbero diventare piante, ma nella mia cucina avranno un destino diverso: diventeranno pane croccante, note di sapore in una sinfonia di carboidrati.

Ho sempre pensato che i semi siano ai fornai quello che le spezie sono agli stregoni. Piccoli elementi che cambiano tutto, che trasformano l’ordinario in straordinario senza preavviso, la MAGIA. Il sesamo con la sua ricchezza calcarea, il girasole con quel retrogusto di bosco e sottobosco. Due personalità diverse da gestire contemporaneamente, come una famiglia numerosa a cena.

Mi piace pensare che l’impasto sia un po’ come la pagina bianca dello scrittore. All’inizio c’è solo potenziale, poi arrivano le tue mani, i tuoi pensieri, le tue distrazioni mentre impasti e ascolti quella canzone che continua a ripetersi nella tua testa. Tutto finisce lì dentro, tutto diventa parte di quella massa viva e pulsante. Perché l’impasto assorbe, cattura, registra. È la tua black box culinaria.

Ho messo su i Pink Floyd, “Shine On You Crazy Diamond”.

C’è qualcosa nei primi quattro minuti di quel brano che mi mette in connessione diretta con la farina. Per anni ho fatto a meno di ascoltarlo, mi faceva troppo male, troppi ricordi che tornavano vivi alle prime note. Adesso quelle note creano un campo magnetico perfettamente allineato con il glutine che si sviluppa tra le mie dita. E se pensate che stia esagerando, non avete mai impastato sul serio.

La schiacciata soffice ai semi di girasole e sesamo non è solo un pane. È un manifesto. Una dichiarazione d’intenti contro l’omologazione del gusto. Quando tutti corrono dietro al pane bianco, perfettamente uniforme, industrialmente identico a se stesso, tu sforni questo caotico giardino di sapori primordiali, questo terreno di gioco per palati avventurosi.

Mi piace immaginare che questa schiacciata finisca sulla tavola di persone che sanno ancora masticare lentamente, che possono distinguere il sapore di un seme dall’altro, che chiudono gli occhi mentre mangiano per concentrarsi meglio sul concerto di sapori che sta accadendo nella loro bocca.

E mentre la schiacciata lievita sotto il canovaccio umido, mi ritrovo a pensare che forse è questo il segreto della felicità: creare qualcosa con le proprie mani, attendere con rispetto i tempi della natura, e poi condividere il risultato. O forse sto solo farneticando, mentre fuori continua a piovere e il profumo del lievito si diffonde silenzioso nell’aria come una promessa.

La schiacciata soffice ai semi di girasole e sesamo

Segue la ricetta completa

Continue Reading

La Finta Focaccia con Lievito Madre Liquido: Il Pane che Inganna

La Finta Focaccia con Lievito Madre Liquido: Il Pane che Inganna

La finta focaccia con lievito madre liquido: nata come prova, finita come merenda perfetta: questa schiacciata con li.co.li è la nuova ossessione del forno di casa.

lo ammetto: non avevo grandi aspettative. volevo solo stendere un impasto semplice, fare due buchi con le dita e vedere cosa succedeva. un po’ pane, un po’ focaccia, un po’ boh. e invece? è uscita dal forno una meraviglia: croccante fuori, morbida sotto, con quei crateri lucidi d’olio che ti fanno venire voglia di strapparla con le mani.

non è la focaccia classica, quella ricca e piena d’olio, no. qui l’impasto è più sobrio — il mio solito con li.co.li — ma c’è l’emulsione d’acqua e olio in superficie, e quel tocco di sale che la fa diventare irresistibile. perfetta per accompagnare salumi, formaggi, hummus, oppure da mangiare così com’è, appena tiepida.

 adesso che l’ho provata, so già che finirà spesso sul mio tavolo. anche quando non ho tempo, anche quando non ho voglia di complicarmi la vita. perché certe ricette, quando sono così semplici e buone, diventano subito di casa.

P.S.: io ho “guarnito” con la mortadella, non ve lo racconto, ve lo immaginate vero?

La Finta Focaccia con Lievito Madre Liquido: Il Pane che Inganna

musica per l’impasto

Giorgio Poi, Uomini contro insetti

Uomini contro insetti
Bombe nucleari sugli alveari
In caso di emergenza battere le ali
È la vita low cost

Continue Reading