Brioche vendéenne salata ripiena

ovvero piccole brioche/babà ripieni di fegatini di pollo alla toscana

per Paqua si poteva non panificare? e insieme alle altre panificazioni sono usciti questi piccoli babà di brioche vendéenne salata ripiena di fegatini di pollo.

Brioche vendéenne salata ripiena

Non è per niente, Afterhours

la pasticceria francese ha sempre avuto un fascino particolare, amo i lievitati francesi, sono leggeri e leggiadri come questa brioche vendéenne.

riempirla con del “salato” è stata una bella storia.

per il pranzo di Pasqua, quello canonino con 18 portate, in allegria, in famiglia, fra risate e le famose 18 portate….

e quelli che odiano le feste comandate: perchè?

forse perchè avete la sfortuna di non avere una famiglia, una bella famiglia. io sono stata fortunata sotto questo punto di vista, ho sempre avuto una famiglia solida, sedimentata, appassionata.

non che non ci siano stati dissidi ma li abbiamo superati sempre insieme, magari davanti alla tavola del pranzo di Natale o di Pasqua. a cominciare dal tacchino intero infilato nel forno (preso a martellate per abbassare lo sterno perchè era spesso più alto del forno e bisognava infilarcelo in qualche modo) o le noci che contavano come fiches per giocare a poker o erano la posta dello scopone scientifico del pomeriggio, in attesa della cena.

la cena, quella in cui tutti dicevano, subito dopo pranzo, che non avrebbero mangiato niente perchè erano “troppo pieni” e che invece “non li vuoi mangiare due capellini d’angelo in brodo?”

e anche quest’anno la tradizione pasquale è stata rispettata: uova sode benedette (con il reiki), brodo e tortellini, arrosto e panificazione.

io, nemmeno a farlo apposta, ero l’addetta alla panificazione e a un pezzetto di antipasto, e questo è stato

la ricetta della brioche la trovate da Francesca, ricetta perfetta direi ma io ve la riscrivo comunque.

Brioche vendéenne salata ripiena

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Pandoro a lievitazione naturale e i miei primi cinquant’anni

dice un proverbio:

sbagliando si impara….. 

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre

ebbene si, oggi compio mezzo secolo
certo che detto così fa un certo effetto,
 ma fa un certo effetto anche pensarlo scritto,
ma fa un certo effetto pensare di averli davvero vissuti
questi 50 anni.
un soffio, un battibaleno, un battito di ciglia.
e ti ritrovi con un’anima da bambina intrappolata in un corpo che invecchia
e ti guardi nello specchio e ci provi con tutta te stessa a riconoscerti
 ma quello che c’è dentro non corrisponde con quello che si vede  fuori.
le rughe, le famose zampe di gallina intorno agli occhi,
la palpebra che lentamente ed inesorabilmente cala,
 le “voragini” d’espressione, perché qualcuna non è una ruga:
è davvero una voragine, un cratere.
e vorrei essere sulla faccia nascosta della luna,
nel mare della tranquillità, a sorseggiare un tè in assenza di gravità
per festeggiare i miei primi cinquant’anni,
in intimità con me stessa senza clamori o grandi festeggiamenti.
lo so che non sono proprio normale,
c’è chi organizza feste per festeggiare il tempo che passa, io no.
festeggiare il tempo che passa è una barbarie….
comunque, grazie alle MIE persone, grazie a tutti quelli che mi stanno accanto,
 che mi sopportano, che mi supportano
e che mi vogliono bene,
mi rendo conto che non è facile voler bene a una tipa come me!
leggete anche gli auguri di una MIA  amica speciale ,
dentro quelle parole ci sono pezzettini di me
…..e per festeggiare mi sono fatta e mangiata un ….

Pandoro a lievitazione naturale  con pasta madre



ricetta della  mitica Silvia, quella dei babà. la mia certezza, la mia maestra, la mia amica

Pandoro a lievitazione naturale con pasta madre
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Panissimo #24 e i pani cotti nel coccio

musica per la panificazione

non è colpa mia, è tutta colpa della Barbara che con il suo nuovo look ancora non è in grado di poter ospitare Panissimo #24 e allora…. allora mi tocca sacrificarmi di nuovo!
e voi capite che mi  sacrifico assai volentieri!
quindi, siamo di nuovo da me, siamo di nuovo a casa mia con i vostri pani meravigliosi.
tutte le raccolte trovo gioie nascoste fra le vostre ricette, trovo ricette stupende che viene voglia solo di rifare.
per il mese di Dicembre che ne pensate se oltre a panettoni & C.  facessimo anche una raccolta  di PANI IN COCCIO/PANI IN PENTOLA?
che ve ne pare?

tema speciale di questo mese  –  
 FACOLTATIVO e quindi ognuno puo’ postare tranquillamente tutte le proprie 
ricette anche non cotte in pentola – 
il PANE COTTO in COCCIO/PENTOLA
QUA  trovate le regole valide per la raccolta
QUA la raccolta di novembre, SOLO, e ci tengo a precisare SOLO 96 RICETTE e ne sono orgogliosissima!
QUA il nuovo sito di BARBARA, Bread & Companatico che partirà a pieno regime da gennaio con nuove ed interessanti rubriche per noi panofili 
il banner da inserire nel post della ricetta che invierete a noi, Panissimo, diventato Panissimissimo su facebook (vi invito a iscrivervi di corsa se ancora non lo avete fatto)
e anche dalla nostra raccolta gemella polacca, Zalapach Chleba,   per la sua raccolta mensile

qua sotto  la nostra rana blù  dove inserirete il  link della vostra ricetta

An InLinkz Link-up
aggiungete a questo link la vostra ricetta
 



pane cotto in coccio

sono sempre stata una a cui piace cambiare, provare, sperimentare.
adoro le cose nuove e sono una cuoriosa per natura quindi la sperimentazione del pane cotto in pentola è sempre stata una delle mie preferite.
con l’avvento della cucina economica poi le cose si sono complicate, non avendo un termostato sicuro per il forno e non potendo controllare spesso e volentieri opto per le lunghe e lente cotture con lo sportello fessurato per non rischiare di carbonizzare tutto.
una delle ultime cotture è stato questo pane a lenta lievitazione.
anche la lenta lievitazione in frigorifero è ottima per la praticità della cosa: ti puoi programmare le  lievitazioni e le cotture in base agli impegni della giornata!

ingredienti
150 g. di farina integrale naturale
150 g. di farina di semola rimacinata
100 g. farina tipo 1
100 g. farina tipo 0 di grano tenero 
300 g. licoli rinfrescato due volte 
acqua gr. 450
(la quantità di acqua dipende molto dalle vostre farine,
considerate che l’impasto deve essere morbido
morbido e quindi aggiungete o togliere a seconda della necessità)
nella planetaria sciogliere il lievito con l’acqua
setacciare le farine e miscelarle insieme
aggiungere un po’ per volta ed impastare
dopo che le farine e il lievito si saranno impastate
fermate tutto, coprite con un panno la ciotola della
planetaria e fate riposare una trentina di minuti
poi ripartite ad impastare fino a che non avrete
raggiunto l’incordatura.
ribaltate sulla spianatoia e fate un po’ di S & F,
per tenervi in allemento,
un giro di pieghe a tre ogni 10 minuti per tre volte e
poi dentro un contenitore di plastica unto con olio
extra vergine di oliva.
mettete tutto in frigorifero per 24 ore circa.

tirate fuori l’impasto dal frigorifero e fatelo acclimatare aperto al calduccio
per due o tre ore. valutate se togliere una parte
di impasto a seconda del vostro coccio di cottura.
ribaltatelo sulla spianatoia infarinata e fate un giro di pieghe leggero
mettetelo a lievitare in un cestino infarinato
con tanta semola e infilatelo nel forno spento, luce accesa e ciotola
di acqua calda a far vapore.
dopo un altro paio di ore il vostro pane sarà lievitato
scaldare il coccio*** in forno e poi ribaltarci dentro il pane dal cestino
infornare
nel forno statico di solito mi ci vogliono quasi 60 minuti,
io lo cuocio senza coperchio,
aggiungo un foglio di stagnola dopo una ventina di minuti
per evitare che si bruci la crosta.
quindi ricapitolando:
20 minuti a 200°C con vapore
30 minuti a 180°C coperto con stagnola
10 minuti togliere la stagnola e lasciare una fessura
del forno aperta.
una volta cotto ribaltare il pane e lasciarlo asciugare
su una griglia in modo che prenda aria anche da sotto
la cottura nella stufa economica a legna è più complicata,
volendo e quindi io lo seguo a vista cercando di evitare
il completo carbonizzamento del pane….. a volte non ce la faccio
e mi dispero ma altre volte invece il risultato è come quello sopra
e allora tutte le altre volte spariscono insieme al profumo e
al suono di questo

*** per coccio io intendo un tegame in terracotta, ma ho anche cotto in pentola, 
magari una pentola in alluminio e senza manici o inserti di plastica,
mi raccomando. in fondo basta usare un po’ di fantasia nella vita come
nella panificazione!






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