La zuppa dell’Eremita con le erbette di campo

Quando mi metto in testa una cosa sono veramente terribile, non mollo.
Avevo deciso che avrei rifatto la ricetta di Sabrina e così è stato. Logicamente ho variato e aggiunto qualche cosa a mio piacere. La ricetta mi è subito piaciuta perché consente di recuperare il pane raffermo e io, se mi seguite lo sapete, non amo sprecare niente….non perché sono tirchia ma perché mi è stato insegnato che ci si deve sempre ricordare della fortuna che abbiamo potendo non solo mangiare a sazietà, ma scegliere….
Avendo a disposizione le erbette di campo appena raccolte ho colto l’occasione e ne ho aggiunte un pochine agli spinaci, devo dire che il risultato è stato ottimo….

Invece di fare una pirofila intera ho optato per una cocotte per commensale.
La lista della spesa:

  • 400 gr. di spinaci
  • 200 gr. di erbette di campo (facoltative)
  • fette di pane toscano raffermo
  • 200 gr. di fontina 
  • 200 gr. di gouda
  • parmigiano grattugiato
  • pan grattato
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe
  • brodo vegetale   

Ho lavato accuratamente le erbette (io ho usato il lattugaccio, la borsa del pastore e qualche bella cicerbita tenera tenera – tenete conto che questi sono i nomi volgari delle erbe, quelle che mi hanno insegnato mia mamma e mia nonna – ) e le ho fatte saltare in padella con un filo di olio e di sale. Ho lasciato le erbette ancora croccanti come suggerisce anche Sabrina.  Ho grattugiato a scaglie i formaggi morbidi e li ho mischiati. Si comincia con un goccio di brodo e poi il pane, le erbe e i formaggi, e poi il pane le erbe ed i formaggi. Prima di mettere il pangrattato per la grigliatura finale aggiungete un ramaiolo di brodo. In forno a gratinare per una quindicina di minuti e poi un filo d’olio crudo e in tavola.
D’effetto e anche di una squisitezza notevole, povera, semplice e meravigliosa, proprio come piacciono a me….. non finirò mai di ringraziare Sabrina per questa delizia.

I radicchi di campo che ho usato

Un vecchio detto dice che tutte le erbe selvatiche che formato un cesto sono commestibili anche se potrebbero essere di sapore amaro, io chiedo sempre aiuto ai libri o alla mia mamma per essere sicura di non avvelenare nessuno!

Con questa ricetta partecipo per la prima volta e con molto piacere al

questa settimana da  Il blog di Max 

organizzatrice italiana  Briila fondatrice  e  l’attuale organizzatrice cook (almost anything)

Buona vita ragazzi!

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12 commenti

  1. Una ricetta che unisce la bontà, la semplicità, il risparmio, il profumo della natura, un pizzico di poesia e di buoni ricordi! Bellissimo post!

  2. Cara Sandra,
    ti ringrazio dei complimenti, ma tu non hai neanche idea di quanto fossi incapace quando ho iniziato.
    Ci credi se ti dico che riuscivo a far fare alla macchina da cucire delle cose che vanno palesemente contro la fisica? 😀
    Ci vuole tanto esercizio, pazienza e tempo!
    E così che io spero di diventare più brava a cucinare e a fare foto scenografiche come voi altre foodblogger esperte.

    Ciao,
    Sara

  3. Sandra ma grazie a te!
    E' una zuppa meravigliosa, anch'io l'altra sera l'ho fatta con le erbette e anche con gli streccapogn, quelli che tu chiami borda del pastore, amarognoli ma deliziosi.
    Cerco sempre di fare una cucina ad impatto zero, per i tuoi stessi motivi.
    Un abbraccio.
    Sabrina

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