Torta di asparagi in crosta di riso

Torta di asparagi in crosta di riso
riflessi

The Beloved, Sweet armony

Torta di asparagi in crosta di riso: vegetariana, ottima, croccante e divertente!

Non sapevo che inventarmi per Pasqua, ero ospite e dovevo portare qualcosa di vegetariano, ma avevo un mazzetto di asparagi: con le punte ho fatto un risottino e con le code (la parte che di solito si scarta ma che comunque ha molto sapore) mi sono inventata questa tortina.

Torta di asparagi in crosta di riso

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Torta di asparagi in crosta di riso

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Torta di asparagi in crosta di riso
Istruzioni
  1. Per prima cosa cuocete il riso, al dente, raffreddatelo con in acqua fredda per fermare la cottura e mettetelo in una ciotola. Aggiungete i due albumi, il formaggio grattugiato, una bella spolverata di noce moscata, del pepe e un pizzico di sale. Amalgamate bene. Inumidite la carta forno e foderate la tortiera. Verateci dentro il riso e modellatelo stendendolo e pressandolo sul fondo e sulle pareti della tortiera. Cuocete per 15 minuti in forno a 200°C.
  2. Tagliate la cipolla a fettine e mettetela in una padella con un filo di olio, aggiungete la carote e le zucchine tagliate a dadini e le code degli asparagi tagliate a fettine: lasciate la parte bianca, quella la dovrete buttare, è troppo legnosa per usarla. Cuocete la verdura aggiungendo sale e pepe per pochi minuti.
  3. In una ciotola mischiate la verdura cotta, il caprino, i due tuorli . Aggiustate di sale. Versate il composto dentro la crosta di riso, inserite i 4 pomodorini dentro il composto e cospargete con un po' di pangrattato e qualche goccia di olio. Cuocete la torta per 30/35 minuti sempre a 200°C. Servite tiepida.
Torta di asparagi in crosta di riso

Non ho più voglia di sognare.

Se non piccoli, inutili, insulsi, meschini microscopi sogni. Come una quotidianità normale, serena. Quella quotidianità che potrebbe sembrare noiosa. Quel discutere animato del prima e durante cena, quello scambio effervescente di battute, frecciatine, risate.  Quelle discussioni sane, robuste, amorevoli, familiari. Oppure sogno una macchina fotografica nuova e non mi decido a comprarla. Piccoli, insulsi, stupidi sogni. Prima no, prima sognavo in grande. L’amore, la famiglia, io, la felicità. E poi, non lo so, non lo so quando ho smesso di sognare, di progettare, di fare.  Adesso mi sento una falena, irresistibilmente attratta da quella luce che la fotterà. Non lo so quando si è spenta quella luce, mi sono distratta, e non mi riesce di riaccenderla.  E all’improvviso ti rendi conto che è tutto piatto, scialbo, incolore. 

La felicità ce l’abbiamo dentro, abita dentro di noi: la mia non ce la fa ad uscire.

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2 commenti

  1. Occorre che vengo là ad aiutarti a tirarla fuori? Ma no che ce la fai, sù! Ci sono delle giornate in cui ci sembra tutto spento e grigio ma per fortuna poi passano. Divento triste a leggerti così ♥

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